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Concetti Chiave

  • La domanda è essenziale per l'autenticità dell'esistere e rappresenta la postura dell'uomo nel mondo, contribuendo alla comprensione del senso dell'essere.
  • Heidegger sostiene che l'essere non può essere esperito come un dato, essendo sempre velato e finito, il che implica un legame intrinseco con la storia e l'appello dell'essere.
  • Le matrici del pensiero di Heidegger comprendono una rivisitazione della fenomenologia, la riscoperta del cristianesimo primitivo, e l'appropriazione del pensiero di Aristotele.
  • Heidegger collega ermeneutica e fenomenologia definendo l'esistenza come comprensibile solo attraverso l'esperienza, evidenziando l'importanza dell'interpretazione del nostro essere.
  • Il concetto di “vita fattuale” descrive il modo d'essere originario della vita, sottolineando la problematicità e la motilità continua dell'esserci.

Qual è il significato della domanda?

La capacità di domandare rende autentico l’esistere e grande il pensiero. La domanda è un modo di corrispondere alla manifestazione dell’essere degli enti, facendo leva sulla “differenza” fra l’essere e l’ente. Essa costituisce la vera e propria postura dell’uomo nel mondo. Ma l’unica possibile risposta al nostro domandare risiede nell’essere stesso della nostra domanda: solo tenendo aperta la domanda al di là di ogni possibilità di risposta, noi possiamo comprendere il senso dell’essere o corrispondere all’evento della sua verità.

Heidegger e la finitezza dell'essere

Il grande teme heideggeriano del nesso tra l’essere e il tempo si traduce nell’impossibilità di fare esperienza dell’essere come di un “dato”, essendo l’esperienza dell’essere quella di un possibile; e quest'ultimo poi risulterà sempre impossibile, perché il “destino” dell’essere starebbe nella sua stessa ritrazione, nel restare velato rispetto a ciò che di disvela, in definitiva nel suo carattere “finito”. Nella finitezza dell’essere, oltre che dell’uomo, Heidegger ha visto il fenomeno nascosto della storia e l’appello che in ogni epoca l’essere rivolte ai mortali provocando la loro risposta.

• L’ermeneutica della fatticità

Le matrici del pensiero di Heidegger

Le matrici del percorso di ricerca di Heidegger sono: una rivisitazione critica della fenomenologia husserliana, intesa come l’unico metodo adeguato per sviluppare la ricerca filosofica, a patto di non intenderla più come un’analisi dei vissuti di coscienza, ma come un’interpretazione dell’essere stesso della vita; la riscoperta del cristianesimo primitivo come una modalità originaria di fare esperienza della finitezza dell’essere umano, cioè della sua temporalità e storicità, a patto di intendere il cristianesimo in modo ateo; l’appropriazione del pensiero di Aristotele come una descrizione di quel movimento che costituisce l’essere della vita umana, a patto di non seguire più l’interpretazione scolastica di Aristotele.

L'ermeneutica e la fenomenologia

In ciascuna di queste tre direzioni ritroviamo due questioni attorno a cui ruotano i corsi tenuti da Heidegger negli anni Venti: Che cos’è la filosofia?; Qual è il modo di essere della vita?. La coappartenenza di queste due domande viene contrassegnata da Heidegger on il concetto di “vita fattuale”: questa coincide con il modo d’essere originario della vita, e cioè il “come” essa vive ogni suo contenuto o situazione. In questo “come” Heidegger individua il livello ontologico più proprio dell’uomo che risulta comprensibile solo mediante quella radicale e originale considerazione della vita che è la fenomenologia. Il suo compito è interpretare la vita come il modo d’essere originario del’esserci. Pertanto Heidegger intende la fenomenologia come ontologia, e l’ontologia come “dottrina dell’essere” non-oggettivo. L’esserci, infatti, è quell’ente il cui essere non è mai semplicemente “dato” ma è sempre in questione, è pura problematicità o autonoma motilità, continua interpretazione. L’ontologia assume così un significato ermeneutico. Il nesso strettissimo tra ontologia, ermeneutica e fatticità significa dunque che si può comprendere l’esistenza solo facendone esperienza, e viceversa che fare esperienza del proprio sé implica sempre una comprensione del proprio essere. L’ermeneutica è il nostro modo di essere uomini: comprendenti e interpretanti per il fatto stesso di esistere.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato della domanda secondo Heidegger?
  2. La domanda è fondamentale per l'autenticità dell'esistere e del pensiero, poiché permette di corrispondere alla manifestazione dell'essere. Solo mantenendo aperta la domanda possiamo comprendere il senso dell'essere (testo).

  3. Come si collega il concetto di finitezza dell'essere al pensiero di Heidegger?
  4. Heidegger evidenzia che l'essere non può essere esperito come un dato, ma è sempre velato e caratterizzato dalla sua finitezza, che si riflette anche nella storia e nell'appello dell'essere ai mortali (testo).

  5. Quali sono le matrici del pensiero di Heidegger?
  6. Le matrici includono una rivisitazione critica della fenomenologia husserliana, la riscoperta del cristianesimo primitivo come esperienza della finitezza umana, e l'appropriazione del pensiero di Aristotele, inteso in modo non scolastico (testo).

  7. In che modo Heidegger collega ermeneutica e fenomenologia?
  8. Heidegger considera la fenomenologia come ontologia, interpretando la vita come il modo d'essere originario dell'esserci. L'ermeneutica diventa quindi il nostro modo di essere uomini, comprendenti e interpretanti (testo).

  9. Qual è il ruolo dell'esperienza nell'esistenza secondo Heidegger?
  10. L'esperienza è fondamentale per comprendere l'esistenza; fare esperienza del proprio sé implica sempre una comprensione del proprio essere, evidenziando il nesso tra ontologia, ermeneutica e fatticità (testo).

Domande e risposte

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