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Concetti Chiave

  • La morte è parte integrante dell'Esserci e rappresenta la possibilità più autentica e incondizionata dell'esistenza.
  • L'esistenza autentica implica l'accettazione della morte, mentre l'esistenza inautentica è una fuga da essa.
  • L'angoscia, distinta dalla paura, rivela il significato della presenza umana nel mondo e la consapevolezza della finitezza.
  • La decisione anticipatrice di esser-per-la-morte consente di vivere una vita autentica e libera dalle illusioni.
  • Esistere autenticamente richiede coraggio nel confrontarsi con la possibilità del non-essere e la propria mortalità.

La morte come possibilità dell'Esserci

Dell’Esserci, considerato nella sua autenticità e totalità, fa parte anche la fine stessa dell’Esserci, cioè la morte. La morte è la possibilità dell’Esserci più propria, incondizionata, certa e, come tale, indeterminata e insuperabile. -Essere e tempo.

Esistenza autentica e inautentica

Soltanto riconoscendo tale possibilità l’uomo ritrova il proprio essere autentico e comprende veramente se stesso. La morte diventa la possibilità per eccellenza dell’Esserci per il semplice fatto di essere la fine dell’Esserci. L’esistenza inautentica è una “fuga” davanti alla morte, mentre l’esistenza autentica è l’“essere-per-la-morte”: comprendendo ed accettando la possibilità della morte come impossibilità dell’esistenza, l’uomo ritrova il suo essere autentico.

Angoscia e significato dell'esistenza

A questa comprensione, però, si accompagna un sentimento costante, quello dell’angoscia, che è ben distinta dalla paura, in quanto quest’ultima è sempre volta verso un oggetto determinato e reale. L’angoscia si manifesta come “nientificazione”: colloca l’uomo dinanzi al nulla e rivela il significato autentico della presenza dell’uomo nel mondo, ovvero il “tenersi fermi nell’interno del nulla”.Esistere autenticamente implica il coraggio di guardare in faccia alla possibilità del proprio non-essere, morire, accettare la propria finitezza.

Decisione anticipatrice e libertà

L’esistenza autentica progetta la “decisione anticipatrice” di esser-per-la-morte, nel senso che accetta di convivere con la possibilità della morte e sceglie di liberarsi da una vita anonima.

[... l’Esserci è] innanzi alla possibilità di essere se stesso, in una libertà appassionata, affrancata dalle illusioni del Si, effettiva, certa di se e piena d’angoscia: la libertà per la morte.

-Essere e tempo, par. 53

Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo della morte nell'autenticità dell'Esserci?
  2. La morte è vista come la possibilità più propria e incondizionata dell'Esserci, essendo la fine stessa dell'Esserci. Riconoscere questa possibilità permette all'uomo di ritrovare il proprio essere autentico e di comprendere se stesso (Essere e tempo).

  3. Come si differenziano l'esistenza autentica e inautentica?
  4. L'esistenza inautentica è una fuga dalla morte, mentre l'esistenza autentica è l'“essere-per-la-morte”, che implica accettare la possibilità della morte come parte della propria esistenza e ritrovare così il proprio essere autentico.

  5. Qual è il significato dell'angoscia nell'esistenza autentica?
  6. L'angoscia, distinta dalla paura, rappresenta la “nientificazione” e colloca l'uomo di fronte al nulla, rivelando il significato autentico della sua presenza nel mondo. Esistere autenticamente richiede il coraggio di affrontare la propria finitezza e la possibilità del non-essere.

Domande e risposte

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