Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Alla vigilia del conflitto, Sparta controllava gran parte del Peloponneso e diverse alleate, mentre Atene era sostenuta dalle città tributarie della lega Delio-Attica.
  • Entrambe le potenze cercarono alleanze esterne, ma Sparta fallì nel convincere Siracusa e entrambe non riuscirono a stabilire rapporti con la Persia dopo la morte del re Artaserse.
  • La fase archidamica, guidata dal re spartano Archidamo, comportò devastazioni in Attica e eventi cruciali come la presa di Pilo da parte degli ateniesi e la rivolta in Calcidica.
  • La pace di Nicia portò alla restituzione dei territori conquistati, ma creò confusione poiché Tebe non restituì Plataiai e Atene mantenne il porto di Megara.
  • Durante il periodo di pace, si verificarono scontri significativi come la battaglia di Mantinea nel 418 e l'assedio di Melo da parte di Atene nel 416, rivelando tensioni persistenti tra le potenze.

Quali sono gli schieramenti iniziali?

Alla vigilia dello scontro gli schieramenti erano i seguenti: Sparta aveva dalla sua parte l’intero Peloponneso (ad eccezione di Argo e dell’Acaia), Megara, la Beozia, i Locresi, i Focesi, gli Ambracioti, i Leucadii e gli Anattori; mentre Atene poteva contare sulle città tributarie della lega Delio-Attica, su Plataiai, sui Messeni di Naupaktos, sulla maggior parte dell’Acarnania, su Corciria, Zacinto e sulla cavalleria dei Tessali.

Tentativi di alleanze esterne

Fin da subito i due schieramenti tentarono di fare ricorso alle altre potenze al di fuori della Grecia: gli Spartani non riuscirono ad ottenere l’aiuto di Siracusa a causa dell’azione di Atene che, fomentando gli scontri tra Calcidesi e Dori in Sicilia, impedì alle città siceliote di impegnarsi nella guerra del Peloponneso. Inoltre fu tentata anche un’alleanza con la Persia: sia Atene che Sparta tentarono invano (almeno per la prima parte dello scontro) di tessere dei rapporti amichevoli con il gran re, infatti la morte del re Artaserse impedì il raggiungimento di un’accordo tra le parti.

La fase archidamica

La prima fase della guerra è detta archidamica, dal nome del re spartano Archidamo che condusse a più riprese le armate peloponnesiache a devastare l’Attica a partire dal 431 a.C. Tuttavia altri furono gli eventi che decisero le sorti della prima fase della guerra: la presa di Pilo da parte degli ateniesi, guidati da Demostene, e il blocco di 500 opliti spartani a Sfacteria, da un lato, implicavano una grave minaccia per la Laconia e aumentavano le possibilità di insurrezioni degli ilioti; dall’altro la rivolta della penisola Calcidica e della Tracia, sostenute militarmente dal re spartano Brasida, portarono alla perdita di importanti città tributarie della lega Delio-Attica come Anfipoli, caduta nel 423 a.C.

La pace di Nicia

Si giunse all’accordo per la pace solo due anni più tadi, quando il partito della pace prese il sopravvento sia a Sparta che ad Atene a causa della morte in Tracia di entrambi i fautori della guerra: Cleone e Brasida. Le cause principali che portarono alla pace di Nicia furono però la devastazione agraria generata dalle invasioni archidamiche e la grave crisi demografica spartana.

Conseguenze della pace

Le condizioni di pace prevedevano che le due potenze avrebbero restituito tutti i territori conquistati, tuttavia Tebe non restituì Plataiai perché si era consegnata spontaneamente, mentre Atene tenne per sé il porto di Megara per lo stesso motivo. Inoltre questo trattato ebbe un esito confuso: irritati per le difficoltà degli Spartani nel restituire la Tracia e la Calcidica, gli Ateniesi decisero di tenere Pilos.

Scontri durante la pace

Durante il periodo di pace, le due potenze si trovarono ancora una volta l’una contro l’altra a Mantinea nel 418, dove gli Spartani sconfissero gli Argivi supportati dagli Ateniesi; inoltre nel 416 questi ultimi assediarono l’isola di Melo perché, essendo colonia spartana, si era dichiarata neutrale allo scontro. Questo scontro è citato in un famoso passo del V libro delle storie di Tucidide, dove egli oppone il “diritto di forza” ateniese alla “forza del diritto” dei Meli.

La spedizione in Sicilia

La seconda fase della guerra si svolse in Sicilia a partire dal 415, quando Atene, spinta dalla fazione di Alcibiade, intervenne in favore di Segesta, attaccata dall’alleata di Siracusa Selinunte. La spedizione ateniese si convertì immediatamente in un disastro; ancor prima di partire Alcibiade, coinvolto nello scandalo delle Erme, fu condannato all’esilio; inoltre i restanti capi si preoccuparono più dell’assecondare il popolo piuttosto che delle necessità dell’esercito in Sicilia. Altre cause di questa sconfitta fu l’obbiettivo imperialistico di Atene, che le tolse molti possibili alleati, e l’indifferenza di Cartagine allo scontro. L’esito dello scontro infatti fu il massacro delle truppe in ritirata da Camarina verso il porto grande di Siracusa e la cattura di quelle presso il fiume Anassìnaros.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Quali erano gli schieramenti iniziali nella guerra del Peloponneso?
  2. Gli schieramenti iniziali vedevano Sparta sostenuta dall'intero Peloponneso, eccetto Argo e Acaia, mentre Atene contava sulle città tributarie della lega Delio-Attica e altre alleate come Plataiai e Corciria.

  3. Quali tentativi di alleanze esterne furono fatti da Sparta e Atene?
  4. Entrambi gli schieramenti cercarono alleanze esterne, ma Sparta non ottenne aiuto da Siracusa a causa dell'interferenza di Atene, e sia Sparta che Atene fallirono nel tessere rapporti con la Persia a causa della morte del re Artaserse.

  5. Cosa caratterizzò la fase archidamica della guerra?
  6. La fase archidamica, guidata dal re spartano Archidamo, fu segnata da devastazioni in Attica e da eventi decisivi come la presa di Pilo da parte degli ateniesi e la rivolta della penisola Calcidica, che portò alla perdita di città tributarie per Atene.

  7. Quali furono le conseguenze della pace di Nicia?
  8. La pace di Nicia portò alla restituzione dei territori conquistati, ma con eccezioni come Plataiai e il porto di Megara, e generò confusione tra le potenze, con Atene che decise di mantenere Pilos a causa delle difficoltà spartane.

  9. Quali furono gli eventi principali durante la spedizione ateniese in Sicilia?
  10. La spedizione in Sicilia, avviata da Atene nel 415, si rivelò disastrosa, aggravata dall'esilio di Alcibiade e dalla mancanza di preparazione, culminando nel massacro delle truppe in ritirata e nella cattura di soldati presso il fiume Anassìnaros.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community