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Concetti Chiave

  • La guerra di Corea ha rappresentato il culmine della Guerra Fredda, evidenziando il contrasto ideologico tra Est e Ovest su scala mondiale.
  • Sotto la presidenza di Eisenhower, gli USA hanno intensificato lo sviluppo degli armamenti nucleari e hanno avviato interventi militari nei paesi del Terzo Mondo per contenere l'influenza sovietica.
  • La distensione tra USA e URSS negli anni '50 ha portato a una coesistenza pacifica, ma ha mantenuto un equilibrio instabile basato sulla minaccia nucleare.
  • La repressione nel Blocco orientale, come dimostrato dagli eventi di Berlino e Budapest, ha evidenziato il fallimento del modello socialista e la necessità di mantenere il controllo sovietico.
  • La Primavera di Praga del 1968 ha rappresentato un tentativo di rinnovamento politico, ma è stata soffocata dall'intervento militare sovietico, segnando la fine delle speranze di riforma.

La guerra fredda e la Corea

La guerra di Corea rappresenta il punto culminante della guerra fredda e soprattutto il passaggio a livello mondiale del contrasto ideologico Est-Ovest che fino ad ora aveva interessato solo USA, EUROPA e URSS.

Eisenhower e la politica estera USA

Nel 1953, negli Stati Uniti sale al potere Eisenhower.

Con il nuovo presidente, gli armamenti nucleari vengono sviluppati e gli USA iniziano interventi militari in alcuni paesi del Terzo Mondo, questo per impedire che la decolonizzazione in atto apra le porte all’URSS in quei paesi che un tempo facevano parte dei vari imperi coloniali. A volte, tali interventi sono clandestini, tramite la Cia, (il più potente servizio segreto americano) per destabilizzare i governi contrari a gli Usa come succede in Iran per rovesciare un governo che voleva essere indipendente dall’Occidente. In quest’ottica, si ha un anche intervento in Guatemala i

Distensione e equilibrio nucleare

Nella seconda metà degli anni Cinquanta, inizia una certa distensione fra URSS e USA. Infatti, nel 1955 si tiene la Conferenza internazionale di Ginevra che costituisce un primo passo verso una coesistenza pacifica fra i due blocchi, chiamata anche distensione.

In realtà, non si ha la fine del bipolarismo USA/URSS, bensì una specie di equilibrio basato sul terrore. Infatti, in quegli anni le grandi potenze

• dispongono di missili intercontinentali con testate nucleari che sono in grado di colpire il nemico

• possiedono la bomba atomica e la bomba H (USA, Urss, Cina, Gran Bretagna e Francia)

Di conseguenza si ha la corsa verso l’equilibrio nucleare di cui fa parte anche la gara per la conquista dello spazio e la corsa all’influenza sugli stati del Terzo Mondo, da poco usciti dal colonialismo.

Repressioni nel blocco orientale

Nonostante la distensione, uno degli obiettivi più importanti dell’ URSS era mantenere compatto il Blocco orientale. Infatti le repressioni ordinate da Stalin avevano anche lo scopo di scoraggiare eventuali tentativi di deviazione dal modello sovietico, come invece era già successo con il maresciallo Tito in Jugoslavia.

Tuttavia, non mancano tentativi di repressione in alcuni paesi della cortina di ferro:

1) giugno 1953 - carri armati sovietici intervengono a Berlino per reprimere una rivolta di operai che chiedono un aumento di salario e soprattutto l’indipendenza dall’ URSS

2) 1956 – in Polonia viene organizzato uno sciopero che ben presto acquista un carattere antisovietico. In questo caso, però, l’ URSS preferisce arrivare ad un compromesso accettando di mettere al governo polacco un dirigente comunista non stalinista

3) 1956 – Rivoluzione ungherese. Essa parte da una protesta degli studenti ed arriva a dichiarare l’uscita dal Patto di Varsavia. Chruščëv teme che la rivolta si diffonda, che possa mettere in crisi l’egemonia sovietica e pertanto ordina all’esercito di intervenire.

I carri armati entrano così a Budapest e la rivolta è soffocata nel sangue.

Il dramma di Budapest suscitò diverse critiche e fece capire, anche nell’opinione pubblica di sinistra, che il mito socialista dell’URSS non avrebbe potuto essere realizzato.

Il fallimento del modello socialista

Dopo questi fatti sanguinosi, il governo sovietico si rende conto che qualcosa deve cambiare e che il rapporto con gli stati “satelliti” va modificato. Infatti il Cominform viene sciolto, ai governi degli stati satelliti (Romania, Ungheria, Bulgaria, Cecoslovacchia e Polonia) è concessa maggiore autonomia e possono avere rapporti economici e politici con gli stati del Blocco occidentale. Questi contatti con gli standard di vita dell’Europa occidentale crea negli abitati dell’ URSS e degli stati satelliti un’ esigenza di riforme e un desiderio di maggior liberta politica. E’ per questo che il numero dei berlinesi che lasciano la Berlino est verso la Berlino ovest aumenta, con conseguenze economiche piuttosto gravi. Per far fronte a queste”fughe”, nel 1961, le autorità della Germania orientale, decidono di costruire un muro che divide la città in due parti, decisione che solleverà molta indignazione e che comunque dimostra che il modello socialista era fallito.

Brežnev e la sovranità limitata

Nel 1964, Chruščëv viene destituito e gli succede Brežnev.

Il periodo di Brežnev congela tutte le speranze di rinnovamento che erano timidamente apparse durante il periodo di Chruščëv: ogni dissenso viene represso, e le occasioni di apertura verso l’Occidente ridotte. Fra gli interventi più significativi, abbiamo la dottrina della “sovranità limitata”, cioè l’URSS può intervenire militarmente in quei paesi satelliti in cui il socialismo viene messo in discussione

La primavera di Praga

Nel 1968, in Cecoslovacchia, si ha un tentativo di introdurre una forma nuova di socialismo, con maggiore libertà politica e di mercato e con abolizione della censura. Esso fu chiamato “un socialismo dal volto umano”, e tale movimento prende il nome di “Primavera di Praga”. Tuttavia l’URSS, temendo una ripercussione a catena su tutti gli altri stati satelliti del regime sovietico, invia le truppe del Patto di Varsavia che ristabiliscono l’ordine con la forza, a cui fa seguito un periodo di repressione

Il fallimento dei modelli politici

L’episodio di Budapest, la necessità della costruzione di un muro a Berlino e la Primavera di Praga dimostrano che il modello socialista era fallito perché si aggrappava ad un ordine autoritario, ormai perdente.

Comunque, nello stesso periodo, anche gli USA perdono di credibilità a causa della guerra del Vietnam e non sono più considerati come il simbolo della libertà.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato della guerra di Corea nel contesto della guerra fredda?
  2. La guerra di Corea rappresenta il culmine della guerra fredda, segnando il passaggio del contrasto ideologico Est-Ovest a livello mondiale, coinvolgendo non solo USA e URSS, ma anche altri paesi.

  3. Come si è evoluta la politica estera degli Stati Uniti sotto Eisenhower?
  4. Sotto Eisenhower, gli USA sviluppano armamenti nucleari e avviano interventi militari nel Terzo Mondo per prevenire l'influenza sovietica, utilizzando anche operazioni clandestine tramite la CIA, come in Iran e Guatemala.

  5. Cosa ha caratterizzato la distensione tra URSS e USA negli anni '50?
  6. Negli anni '50, si avvia una distensione tra URSS e USA, culminata nella Conferenza di Ginevra del 1955, ma il bipolarismo persiste, creando un equilibrio basato sul terrore e una corsa agli armamenti nucleari.

  7. Quali eventi hanno evidenziato le repressioni nel blocco orientale?
  8. Eventi come la rivolta di Berlino del 1953, lo sciopero in Polonia del 1956 e la Rivoluzione ungherese dello stesso anno mostrano le repressioni sovietiche per mantenere il controllo nel blocco orientale.

  9. Quali sono le conseguenze del fallimento del modello socialista in URSS e nei suoi stati satelliti?
  10. Il fallimento del modello socialista porta a una richiesta di riforme e maggiore libertà, evidenziato dalla costruzione del muro di Berlino nel 1961 e dalla repressione della Primavera di Praga nel 1968.

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