Concetti Chiave
- Wall Street viveva un periodo di euforia speculativa fino al 18 ottobre 1929, quando si verifica un lieve ribasso dei titoli industriali che preannuncia una crisi.
- Il "giovedì nero" del 24 ottobre 1929 segna un crollo verticale dei titoli a causa dell'accumulo di vendite in un clima di incertezza tra gli investitori.
- Il "martedì nero" del 29 ottobre 1929 rappresenta il crollo più grave nella storia delle borse, causando gravi perdite e ritiri massicci di depositi dalle banche.
- La crisi porta al fallimento di 659 banche negli Stati Uniti nei due mesi successivi, aggravata dall'insolvenza dei debitori a causa del crollo borsistico.
- Il crollo finanziario provoca una riduzione della produzione industriale e un aumento della disoccupazione, contribuendo a un circolo vizioso di diminuzione della domanda interna.
Indice
L'inizio della crisi
Wall Street, la borsa di New York affiancatasi alla City di Londra come massimo centro finanziario mondiale, fino all’inizio dell’autunno del 1929 vive in quel clima di euforica speculazione affaristica tipico degli anni Venti. Soltanto il 18 ottobre di quell’anno i titoli industriali giornalmente contrattati a Wall Street conoscono un generale ribasso, che però è di lieve entità e non fa quindi venire in mente a nessuno che possa essere l’inizio di una crisi.
Il giovedì nero
Tuttavia molti possessori di titoli, nell’incertezza, danno incarico ai loro agenti di cambio di vendere i loro titoli al più presto possibile, prima che la tendenza al ribasso si manifesti con nettezza. In tal modo, però, nei giorni successivi si accumulano offerte di vendita di tali dimensioni, di fronte a scarse domande di acquisto, che il valore dei titoli contrattati crolla in maniera vertiginosa il 24 ottobre, passato per questo motivo alla storia come il “giovedì nero”.
Il martedì nero
Allora il panico si diffonde fra tutti i possessori di titoli e ne moltiplica le vendite, provocando di conseguenza, il 29 ottobre, cioè il famoso “martedì nero” di Wall Street, il crollo più rovinoso del valore dei titoli mai avvenuto nella storia delle borse. Il crollo dei titoli quotati in borsa si ripercuote quasi subito in maniera devastante sulle banche. Infatti moltissimi giocatori di borsa che hanno speculato sui titoli a credito, trovandosi oberati dai debiti, sono costretti a ritirare tutti i loro depositi dalle banche, e la stessa cosa fanno diversi capitalisti che hanno investito buona parte del loro patrimonio in titoli, e che se lo trovano ora perciò enormemente deprezzato.
Le conseguenze bancarie
Le banche debbono quindi far fronte a ritiri di depositi di proporzioni anormali proprio mentre diventano inesigibili molti loro crediti per l’insolvenza di debitori rovinati dal crollo borsistico. Ciò spiega come negli ultimi due mesi del 1929 crollino negli Stati Uniti d’America ben 659 banche, costrette prima a chiudere gli sportelli e poi al vero e proprio fallimento. Il crollo finanziario così verificatosi negli Stati Uniti d’America rappresenta una grossa distruzione di ricchezza monetaria che provoca non solo un’improvvisa carenza di capitali ma anche una drastica riduzione della domanda dei prodotti industriali, in quanto alimentata finora prevalentemente dalle classi ricche.
Impatto sull'economia
La stessa produzione industriale deve essere ridotta, e ciò provoca un notevole aumento della disoccupazione, che, traducendosi in un’ulteriore riduzione della domanda interna (dato che i disoccupati possono spendere ben poco), determina ancor più ampie riduzioni della produzione. Così, già alla fine del 1929 appare chiaro che il crollo finanziario è diventato anche un crollo produttivo. Nello stesso tempo la caduta della produzione industriale e l’aumento della disoccupazione si trasmettono, più o meno, anche a tutti gli altri paesi ad industria capitalistica.
Domande da interrogazione
- Qual è stato l'evento che ha segnato l'inizio della crisi del 1929?
- Cosa è accaduto il 24 ottobre 1929, noto come "giovedì nero"?
- Qual è stata la conseguenza immediata del "martedì nero" del 29 ottobre 1929?
- In che modo il crollo finanziario ha influenzato l'economia reale?
L'inizio della crisi è stato segnato da un generale ribasso dei titoli industriali a Wall Street il 18 ottobre 1929, che ha anticipato una serie di eventi catastrofici.
Il "giovedì nero" è stato caratterizzato da un crollo vertiginoso del valore dei titoli a Wall Street, causato da un'eccessiva offerta di vendita e scarse domande di acquisto.
Il "martedì nero" ha portato al crollo più rovinoso del valore dei titoli nella storia delle borse, causando un'ondata di ritiri di depositi dalle banche da parte di investitori in difficoltà.
Il crollo ha provocato una drastica riduzione della produzione industriale e un aumento della disoccupazione, creando un circolo vizioso di ulteriore riduzione della domanda interna e della produzione.