Concetti Chiave

  • Goya ha realizzato il primo ritratto di una donna nuda con "Maja desnuda", completato nel 1803 e sequestrato dall'Inquisizione senza essere distrutto.
  • Il dipinto "Maya vestida" ritrae la stessa donna vestita, suscitando dubbi sulla sua identità e sul possibile intento di proteggere "Maja desnuda" dall'Inquisizione.
  • La rappresentazione della Maya richiama Venere Vitrix, evidenziando un atteggiamento provocante e sicuro, in contrasto con la tradizionale pudicità femminile.
  • Il dipinto "Le fucilazioni del 3 maggio 1808" rappresenta l'esecuzione dei ribelli spagnoli, rompendo con i canoni del manierismo attraverso una rappresentazione cruda della violenza.
  • Nel dipinto emerge un forte simbolismo religioso, con il protagonista che somiglia a un crocifisso e presenta stigmate, evocando il tema della violenza generata dall'assenza di ragione.

Il primo ritratto di Goya

L’opera di Goya è considerato il primo ritratto di una donna nuda, precedente addirittura a “la grande odalisca”. Il ritratto è infatti stato ultimato nel 1803. Dopo la fine del ritratto, questo venne sequestrato dal Tribunale della Sacra Inquisizione, ma il motivo per cui non venne distrutta è dubbio; la prima delle idee è che l’opera sia stata salvata per la fama di Goya, mentre la seconda individua un committente tanto altolocato da impedire la distruzione del quadro.

Misteri della maya vestida

C’è da sapere che Goya dipinse anche un altro quadro: la "Maya vestida”, in cui è ritratta la stessa donna ma con i vestiti. Ci sono vari dubbi che aleggiano su quest’opera: il primo dice che la “maya desnuda” è stata realizzata basandosi su un altro soggetto (dall’altezza del soggetto e altri dettagli), a cui molti critici rispondono affermando che la maya vestida potrebbe essere stata una copertura per la desnuda onde scansare il pericolo dell’inquisizione. La seconda curiosità si basa sull’identità della donna, che si pensa essere l’amante dell’artista o di un possibile committente.

Simbolismo e rappresentazione

La Maya è raffigurata come Venere Vitrix (si può fare riferimento alla scultura di Paolina Borghese) e ha uno sguardo ammiccante diretto all’osservatore, oltre che le braccia dietro la testa e il seno slanciato in avanti. Da ciò si evince che non è una donna pudica o spaventata, ma che si mostra e si fa vedere, palesando la voglia di destare attenzione nello spettatore.

Realismo e simbolismo religioso

In questo dipinto Goya ritrae un momento e un luogo estremamente specifici risalenti all’occupazione (e liberazione) napoleonica della Spagna. Il dipinto rappresenta realisticamente il momento dell’esecuzione, rompendo tutti gli ideali del manierismo (secondo i quali non bisognava mai rappresentare il momento dell’azione), raffigurando la veemenza con cui i ribelli spagnoli vengono fucilati sommariamente dai soldati francesi, che li hanno prima posti in fila in attesa della seconda raffica di proiettili.

Il punto centrale del dipinto è palese: è l’uomo vestito di bianco e oro con le mani alzate, che spicca in mezzo a un contesto scuro, determinato dalla situazione spagnola (occupazione francese). Ciò è un richiamo metaforico a un altro dipinto di Goya, anch’esso pieno di simbolismi (“il sonno della ragione genera mostri”), che richiama alla violenza che viene generata dall’assenza di “ragione”.

Tutti i ribelli spagnoli hanno un’espressione ben definita che li rende molto umani (il frate prega, un uomo ha le mani sulla faccia…). D’altro canto i soldati francesi sono rappresentati da Goya senza lineamenti, come a simboleggiare il potere senza volto di chi impone ai propri strumenti (soldati) di eseguire gli ordini.

In questo dipinto è anche presente un simbolismo religioso: il personaggio al centro del dipinto sembra voler schermare gli altri e somiglia a un crocifisso. Sono inoltre presenti delle stigmate sulle mani che avvalorano questa idea

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza del ritratto di Goya "Maya desnuda"?
  2. Il ritratto di Goya è considerato il primo ritratto di una donna nuda, realizzato nel 1803, e la sua salvezza dalla distruzione da parte della Sacra Inquisizione è avvolta nel mistero, legata alla fama dell'artista o a un committente influente.

  3. Quali sono i dubbi riguardanti l'opera "Maya vestida"?
  4. Ci sono incertezze sull'identità della donna ritratta e sulla possibilità che "Maya vestida" sia stata creata come copertura per "Maya desnuda", per evitare il rischio di censura da parte dell'Inquisizione.

  5. Come viene rappresentata la Maya nel dipinto di Goya?
  6. La Maya è raffigurata con uno sguardo ammiccante e una postura provocante, simile a Venere Vitrix, suggerendo una volontà di attrarre l'attenzione e di non essere una figura pudica.

  7. Qual è il significato del dipinto che rappresenta l'esecuzione dei ribelli spagnoli?
  8. Goya ritrae un momento specifico dell'occupazione napoleonica, evidenziando la brutalità della situazione; il personaggio centrale, vestito di bianco e oro, simboleggia la speranza e il sacrificio, richiamando anche a temi religiosi e alla violenza generata dall'assenza di ragione.

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