Concetti Chiave
- La dottrina del governo misto, proposta da Polibio, combina i principi monarchico, aristocratico e democratico per bilanciare i pregi e difetti di ciascuna forma di governo.
- Secondo Polibio e Cicerone, Roma ha incarnato questa forma di governo per secoli, con magistrature, Senato e popolo che rappresentano i diversi principi.
- Il governo misto ha avuto un'influenza significativa sulla teoria politica, ispirando la tripartizione dei poteri di Montesquieu nel XVIII secolo.
- La dottrina, sebbene equilibrata, presenta debolezze che possono richiedere misure drastiche, come evidenziato nei conflitti religiosi in Europa.
- Il pensiero politico ha quindi elaborato l'idea del governo assoluto, come teorizzato da Thomas Hobbes nel suo libro "Il Leviatano", per garantire pace e sicurezza.
La dottrina del governo misto
Per uscire da questo circolo, che produce instabilità, lotte intestine, guerre civili, è stata elaborata la dottrina del“governo misto”, una dottrina che ha avuto largo seguito, a causa della promessa di armonia sociale che essa contiene. Secondo Polibio (II secolo a.C., storiografo della Roma repubblicana, ciascuna delle tre forme di governo ha i suoi pregi. Ma a questi si aggiungono i difetti che, prima o poi, le portano alla rovina. Occorre allora combinarle tra di loro, in modo che i pregi di ciascuna controbilancino i difetti delle altre. Occorre, cioè, far convivere i tre principi: monarchico, aristocratico e democratico.
Influenza storica del governo misto
Questa stabile forma di governo sarebbe stata, secondo Polibio e anche secondo Cicerone, quella di Roma per diversi secoli, dove il principio monarchico era rappresentato dalle magistrature (i consoli), quello aristocratico dal Senato, quello popolare dal popolo chiamato a dare il consenso alle leggi. Il governo misto ha esercitato una grande influenza, fino alla storia recente. La dottrina di Montesquieu (XVIII secolo) della tripartizione dei poteri vi si ispira chiaramente: il re, il senato, l’assemblea elettiva; monarchia, aristocrazia, democrazia che coesistono.
L'idea del governo assoluto
Nella formula del governo misto c’è equilibrio, ma anche debolezza. Nel corso della storia si producono situazioni tali da richiedere disposizioni energiche, non frutto di equilibri e mediazioni. Ciò accadde in Europa nel tempo delle grandi e terribili guerre civili di religione. È allora che il pensiero politico elabora l’idea del governo assoluto. Il nome di riferimento è quello di Thomas Hobbes (secolo XVII). Il suo testo più celebre, Il Leviatano, teorizza la cessione d’ogni autonomia e d’ogni libertà da parte di tutti i sudditi a favore di un sovrano assoluto. Solo l’assolutezza del potere è in grado di far cessare i conflitti e di garantire pace e sicurezza.
Domande da interrogazione
- Qual è il principio fondamentale della dottrina del governo misto secondo Polibio?
- Qual è l'influenza storica del governo misto nella storia di Roma?
- Qual è la principale critica al governo misto e quale alternativa è stata proposta?
Polibio sostiene che ogni forma di governo ha pregi e difetti, e per garantire stabilità è necessario combinare i tre principi: monarchico, aristocratico e democratico, in modo che i pregi di ciascuno bilancino i difetti degli altri.
Il governo misto è stato la forma di governo di Roma per secoli, con il principio monarchico rappresentato dai consoli, l'aristocratico dal Senato e il popolare dal consenso del popolo, influenzando anche la dottrina di Montesquieu sulla tripartizione dei poteri.
Il governo misto, pur garantendo equilibrio, può risultare debole in situazioni di crisi, portando al pensiero di Thomas Hobbes che propone l'idea del governo assoluto come soluzione per garantire pace e sicurezza, attraverso la cessione totale di libertà a un sovrano.