Concetti Chiave
- Gorgia di Lentini, uno dei più influenti sofisti, ha viaggiato per la Grecia e ha contribuito allo sviluppo della retorica e della filosofia.
- La sua opera principale, "Sul non essere o sulla natura", è un testo polemico contro l'eleatismo, in particolare contro Melisso.
- Gorgia sostiene che nulla esiste, argomentando che non possiamo attribuire predicati definiti agli oggetti.
- La seconda tesi afferma che anche se qualcosa esistesse, sarebbe inconoscibile, poiché pensiero e realtà sono incommensurabili.
- Infine, Gorgia sostiene che, anche se qualcosa fosse conoscibile, non potrebbe essere comunicato a causa dell'inefficacia del linguaggio nel rappresentare la realtà.
Gorgia di Lentini e la sua influenza
Tra i sofisti solo Gorgia di Lentini (480 ca-370 ca a.C.) può competere con Protagora per profondità filosofica e per influenza sulla tradizione successiva. Nato a Lentini, presso Siracusa, egli è stato, secondo alcune fonti, un discepolo di Empedocle. Dopo aver abbandonato gli studi naturalistici, Gorgia viaggia per tutta la Grecia e soggiorna ad Atene, dove diventa uno dei principali sofisti. Nella sua lunga attività, scrive molte opere e redige numerosi manuali di retorica diffusi negli ambenti filosofici e letterari del tempo.
L'opera principale di Gorgia
Lo scritto Sul non essere o sulla natura, la sua opera più importante, manifesta già nel titolo l’intento che lo animava; si tratta di un testo polemico indirizzato contro l’eleatismo, e in particolare contro Melisso, il cui scritto, ricordiamo, si intitola Sulla natura o sull’essere. In quest’opera Gorgia sostiene tre tesi:
1. nulla è (nulla esiste);
2. se anche ci fosse qualcosa, esso sarebbe inconoscibile;
3. se anche fosse conoscibile, risulterebbe comunque incomunicabile.
Le tre tesi di Gorgia
Proviamo ad analizzare distintamente le tre tesi sopra indicate.
Per Gorgia nulla esiste. È probabile che egli intenda sostenere non tanto che una cosa ci sia o non ci sia in assoluto, ma che non possiamo attribuire un predicato determinato a nessuna cosa, non possiamo cioè dire che essa possiede una certa qualità piuttosto che un’altra. Proviamo a comprendere la natura della sua argomentazione con un esempio. Ammettiamo che ci sia qualcosa: esso sarebbe o generato oppure ingenerato. Se fosse generato, dovrebbe essersi generato dal nulla; ma, come sappiamo proprio da Melisso e da Parmenide, nulla si può generare dal nulla; tuttavia non può neppure risultare ingenerato, perché, se lo fosse, non avrebbe principio e dunque sarebbe infinito; e ciò che è infinito, sia nello spazio sia nel tempo, non può essere in nessun luogo. Dunque, conclude Gorgia, nulla è.
La seconda tesi: l'inconoscibilità
Ammettiamo ora che qualcosa esista, possieda cioè una qualità determinata: questa cosa secondo Gorgia non sarebbe conoscibile. Egli ritiene infatti che il nostro pensiero risulti del tutto inadeguato a cogliere l’esistenza di qualcosa che si trova al di fuori di esso. Questo sarebbe dimostrato, tra l’altro, dal fatto che molte nostre rappresentazioni mentali (per esempio cocchi che corrono sul mare, oppure chimere, e così via) non corrispondono a qualcosa di effettivamente esistente: essere e pensiero appartengono per Gorgia a due universi in qualche modo incomunicabili. Ammettiamo ora che qualcosa esista e sia conoscibile: secondo Gorgia non vi sarebbe la possibilità di comunicarla, per la semplice ragione che il linguaggio rappresenta un dominio estraneo alla realtà. Per comunicare, infatti, ci serviamo di nomi, che sono secondo Gorgia irriducibili alle cose. Esiste insomma, agli occhi di Gorgia, uno scarto ineliminabile che separa l’ordine della realtà e l’ordine del discorso intorno a essa. Siamo, come si sarà capito, agli antipodi dell’eleatismo, per il quale l’essere è, è perfettamente conoscibile dal pensiero e limpidamente comunicabile attraverso la parola.
Domande da interrogazione
- Qual è l'opera principale di Gorgia di Lentini e qual è il suo obiettivo?
- Quali sono le tre tesi sostenute da Gorgia nel suo scritto?
- Come giunge Gorgia alla conclusione che nulla esiste?
- Qual è la posizione di Gorgia riguardo alla conoscibilità e alla comunicabilità delle cose?
L'opera principale di Gorgia è "Sul non essere o sulla natura", un testo polemico contro l'eleatismo, in particolare contro Melisso. Gorgia sostiene tre tesi fondamentali riguardo all'esistenza e alla conoscibilità.
Le tre tesi di Gorgia sono: 1) nulla è (nulla esiste); 2) se anche ci fosse qualcosa, esso sarebbe inconoscibile; 3) se anche fosse conoscibile, risulterebbe comunque incomunicabile.
Gorgia argomenta che se qualcosa fosse generato, dovrebbe provenire dal nulla, il che è impossibile. Se fosse ingenerato, sarebbe infinito e quindi non potrebbe esistere in nessun luogo. Pertanto, conclude che nulla è.
Gorgia sostiene che, anche se qualcosa esistesse e fosse conoscibile, non potrebbe essere comunicato, poiché il linguaggio è estraneo alla realtà e i nomi non possono ridursi alle cose stesse.