Concetti Chiave

  • Gorgia, uno dei principali esponenti della scuola sofista, sviluppa il suo pensiero nell'opera "Sulla natura e sul non-essere", proponendo un approccio innovativo al nichilismo.
  • Le tesi di Gorgia affermano che l'essere non esiste, che, se esistesse, non sarebbe conoscibile e rimarrebbe inesprimibile attraverso la parola.
  • Il filosofo propone un'etica della situazione, in cui i doveri e le azioni variano in base al contesto e alla posizione sociale del soggetto.
  • Gorgia reinterpreta la retorica come arte della persuasione, valorizzando la sua autonomia in assenza di verità assoluta, fondamentale per influenzare le decisioni pubbliche.
  • Gorgia è il primo a teorizzare la valenza estetica della parola, distinguendo tra il poeta, che inganna, e il destinatario, creando illusioni poetiche senza scopi pratici.

Gorgia e il suo pensiero

Gorgia, dopo Protagora, è uno dei massimi esponenti della scuola sofista. Ultracentenario, viaggiò molto in Grecia ottenendo ovunque un grande successo. Il suo pensiero è riportato nell’opera Sulla natura e sul non-essere, che è il rovesciamento del titolo dell’opera di Melisso Sulla natura o sull’essere.

Le tesi nichiliste di Gorgia

Gorgia parte dal nichilismo e su questa base egli costruisce tutto il suo ragionamento. Esso si basa su tre tesi:

1) L’essere non esiste, cioè nulla esiste. Poiché i filosofi sostengono che l’Essere non può essere, né uno, né molteplice, né ingenerato, né generato questo ci porta a concludere che l’essere coincide con il Nulla.

2) Pur ammettendo l’esistenza dell’Essere, esso non potrebbe essere conoscibile. Per dimostrare questa affermazione, Gorgia cerca di inficiare il principio di Parmenide secondo il quale “il pensiero è sempre pensiero dell’essere e il non-essere è impensabile”. Tuttavia, esistono dei “pensati” inesistenti o che non esistono come Scilla, la Chimera, oppure posso pensare qualcosa di inesistente come un cocchio che corre sulle onde del mare. Pertanto, fra pensiero e Essere esiste una forte frattura.

3) Ammettiamo pure che l’Essere sia pensabile. Comunque, esso resterebbe inesprimibile, poiché la parola non può comunicare in modo veritiero qualcosa che sia altro da sé. Scrive Gorgia: “La vista non conosce suoni e neppure l’udito conosce colori, bensì i suoni; quindi, chi “dice” non può mai “dire” né un colore, né un’esperienza.

L'etica della situazione

Distrutta la possibilità di raggiungere una verità assoluta o ἀλήθεια (= aletheia), a Gorgia non resta che la via dell’opinione o δόξα. Tuttavia, Gorgia nega anche questa e la considera come la più infida delle cose. Allora, cerca di seguire un’altra strada, quella della ragione, che si limita ad illuminare fatti e circostanze, che faccia un’analisi dettagliata della situazione e che descriva ciò che si deve fare e ciò che non si deve fare. In questo modo, Gorgia arriva a sostenere un’etica della situazione. Per il filosofo i doveri variano a seconda del momento, dell’età, della caratteristica sociale; una stessa azione può essere buona o cattiva a seconda di chi ne è il soggetto.

La retorica come arte persuasiva?

La posizione di Gorgia nei confronti della retorica è nuova. Poiché non esiste una verità assoluta e tutto è falso, la parola acquista una sua autonomia perché diventa portatrice di persuasione, di credenza e di suggestione. Pertanto, la retorica diventa l’arte che sfrutta a fondo questo aspetto della parola e può essere definita come l’arte del persuadere., che nella Grecia del V secolo a.C. costituiva il “vero timone nelle mani dell’uomo di Stato” com’è stato scritto da alcuni critici. Infatti, essere retori e saper utilizzare alla perfezione la retorica, significava persuadere i giudici nei Tribunali, i consiglieri nei vari Consigli, i membri delle Assemblee e anche questo, ancora una volta, ci spiega l’enorme successo avuto da Gorgia.

La valenza estetica della parola

Inoltre, Gorgia è il primo filosofo che ha cercato di teorizzare la valenza estetica della parola, cioè dell’arte in generale. Come la retorica, l’arte muove dei sentimenti, ma non mira ad interessi pratici, ma all’inganno poetico o finzione poetica. Nella poesia sono due le persone che agiscono: il poeta (= colui che inganna) e il destinatario (= colui che è ingannato). Il primo è migliore per la sua capacità di creare illusioni poetiche, mentre il secondo si distingue per la capacità di cogliere il messaggio trasmesso da tale creatività. Sia Platone che Aristotele attingeranno a questa idea di Gorgia: Platone per negare la validità dell’arte e Aristotele per attribuire all’arte una forza purificatrice.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il pensiero centrale di Gorgia riguardo all'esistenza dell'essere?
  2. Gorgia sostiene che l'essere non esiste, affermando che l'essere coincide con il Nulla, e che anche se l'essere fosse pensabile, rimarrebbe inesprimibile attraverso la parola (come indicato nel testo).

  3. Come Gorgia definisce l'etica della situazione?
  4. Gorgia propone un'etica della situazione, dove i doveri variano in base al momento, all'età e alla caratteristica sociale, affermando che un'azione può essere buona o cattiva a seconda del soggetto coinvolto.

  5. Qual è il ruolo della retorica secondo Gorgia?
  6. Gorgia considera la retorica come l'arte del persuadere, che acquista autonomia in assenza di verità assoluta, diventando fondamentale per influenzare giudici e assemblee nella Grecia del V secolo a.C.

  7. In che modo Gorgia teorizza la valenza estetica della parola?
  8. Gorgia è il primo a teorizzare la valenza estetica della parola, evidenziando come l'arte e la retorica muovano sentimenti e creino illusioni poetiche, distinguendo tra il poeta, che inganna, e il destinatario, che è ingannato.

  9. Qual è la critica di Gorgia all'opinione?
  10. Gorgia considera l'opinione come la più infida delle cose, cercando di superarla attraverso la ragione, che analizza situazioni specifiche piuttosto che cercare una verità assoluta (come descritto nel testo).

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