Glottologia
Slide 1: Leggi fonetiche
Prima rotazione consonantica o prima legge di Grimm: 450 - 250 a.C.
Possiamo attribuire questa 1° rotazione consonantica ad un fattore di sostrato (le popolazioni precedenti hanno trasmesso queste abitudini articolatorie, lasciando queste tracce fonetiche). Da Indoeuropeo → a → germanico.
- Le occlusive sorde diventano fricative sorde:
P → F
T → θ
K → X - Esempi:
Fiskaz PESCE 1. ie* pisk → germ* þriz TRE
2. ie* treis → germ* hurna CORNO
3. ie* krnom → germ* - Le occlusive sonore diventano occlusive sorde:
B → P
D → T
G → K - Esempi:
Deup PROFONDO 4. ie* dheub → germ* texun DIECI
5. ie* dekm → germ* kalds FREDDO
6. ie* gel → got - Le occlusive sonore aspirate diventano occlusive sonore:
B → B
D → D
G → G - Esempi:
Bindan 7. ie* bhendh → got LEGAME
Daur 8. ie* dhur → got PORTA
Gastiz 9. ie* ghostis → germ* OSPITE
Legge di Verner
La legge di Verner prende in considerazione i casi in cui la legge di Grimm fa eccezione, prende in considerazione i medesimi suoni con l’aggiunta della sibilante sorda [s]. Se questi suoni 1) si trovano in ambiente sonoro e 2) l’accento non cade sulla sillaba immediatamente precedente, allora si trasformano in fricative sonore:
- P → β S → Z → T → K →
Esempi:
uβer SOPRA 10. ie* (s)upèr(i) → germ* ðfa er PADRE
11. ie* pətèr → germ* sweɣru SUOCERA
12. ie* suekrù → germ*
13. ie* snusèh → germ* snuzo NUORA
Rotacismo
La sibilante sonora [z] derivata dalla legge di Verner, nelle lingue germaniche subisce un altro mutamento che prende il nome di rotacismo, con il quale Z → R.
- Esempi:
Germ* snuzo → norr. snor ; ags. snoru NUORA
Altre eccezioni
Da indoeuropeo a germanico i nessi consonantici sp, st, sk rimangono invariati. I nessi consonantici pt, kt diventano → ft, xt.
Alternanza grammaticale
È un fenomeno che coinvolge parole connesse fra di loro come in un paradigma verbale, che però hanno accenti diversi, pertanto nella trasformazione in germanico seguiranno sia la legge di Grimm che quella di Verner.
- Esempi:
Infinito Preterito Sing. Preterito Plur. Participio Passato
Indoeuropeo* uè;rto uò;rta urtmè; urtonò;s
Germanico* warþo warþa ð ðwur umì; wur amaz
Apofonia
Le radici lessicali possono mostrare dei mutamenti della vocale interna i quali modificano anche il significato stesso della radice. L’apofonia può essere di 3 tipi:
- Grado normale *e
- Grado forte *o
- Grado ridotto Ø (lat. >nidus)
Lat. 1. Sed-eo → 2. Sol-ium → 3. Nisdus
Sedersi → Oggetto su cui ci si siede → Luogo in cui si sta accovacciati
Lat. 1. Te-go → 2. To-ga → 3. Tektum
Coprire → Abito → Tetto
Inglese -e
L’ nei paradigmi dei verbi forti ha un grado normale per il presente, ed un grado ridotto per il passato ed il participio.
Da indoeuropeo a lingue germaniche
a*, o* > a (corte) ; a*, o* > o (lunghe)
Trovare una -a nella vocale radicale può far pensare ad un grado apofonico forte in quanto la -a deriva da ie*: o.
I paradigmi presentavano l’alternanza di grado normale (e), forte (a lunga < ie*olunga) e ridotto (derivato da sonante) in: presente, preterito e participio.
Seconda mutazione consonantica: Da V sec. d.C.
Da germanico* → a → lingue germaniche
- La seconda mutazione consonantica prende in considerazione le occlusive sorde derivate dalle occlusive sonore indoeuropee. Esse si trasformano o in affricate o fricative.
<ch>
T → [ts] / -ss / s
P → [pf-] / -ff- / f-
K → X - Esempi:
1. Ingl. ten → ted. Zehn
2. Ingl. apple → ted. Apfel
3. Ingl. make → ted. machen - Le occlusive sonore aspirate che si sono trasformate in occlusive sonore, adesso si trasformano in occlusive sorde.
B → P
D → T
G → K - Esempi:
1. Ingl. Sibling → ted. Sippe
2. Ingl. Day → ted. Tag
3. Ingl. Give → bav. Kepan - Le fricative interdentali sorde e sonore, derivate da Grimm e da Verner si trasformano in occlusive dentali sonore e sorde.
Esempi:
θ >D
1. Ingl. Three → Drei
ð > T
2. Ingl. Mother → Mutter
Sonanti
In indoeuropeo i contoidi liquidi e nasali potevano acquistare il valore di vocale e pertanto potevano essere accentate.
Metafonia
È un processo fonetico che interessa le vocali toniche medie o basse se nella sillaba successiva troviamo vocali alte atone /-i/ /-u/ o semivocali /-j/ /-w/. È di due tipi palatale e velare, e coinvolge tutte le lingue germaniche tranne il gotico. La palatale è più estesa e la velare compare solo nelle zone della Germania settentrionale e basso tedesca.
La variazione della vocale radicale negli esempi seguenti, sarà causata perciò da un morfema specifico di carattere fonetico palatale o velare. Ecco perché la metafonia oltre ad avere un significato fonetico, ha anche una valenza morfologica, infatti molte parole in tedesco moderno sono caratterizzate da un plurale metafonetico.
- Esempio:
Ted. fuss (piede) füsse (piedi)
La vocale finale palatalizza la radicale tonica.
Lat. Pes, pedis → germ* foot, pl. Fot-i (la i della sillaba finale influenza la o) → foet-i → feet
La vocale finale velarizza la radicale tonica.
Ags. heofon → ingl. Heaven
Ags. Spreocan → ingl. Speak
In ags. vediamo che la sillaba radicale è diventata un dittongo, chiaro segno che è avvenuto il fenomeno di metafonia.
Serie delle velari 1873
Ascoli applica il metodo storico comparativo e ricostruisce per l’indoeuropeo un sistema composto da 3 velari: Velari pure [k], velari palatali [k’], labiovelari [k ]. La velare pura dell’indoeuropeo resterà invariata in latino e in sanscrito, mentre la velare palatale si trasformerà in sibilante sorda [s] in sanscrito, con un esito in velare pura in latino.
- Esempio:
ie* k → lat. cruor ; scr. kravas SANGUE
ie* k’ → lat centum (letto kentum) → scr. Satem
Per quanto riguarda la velare palatale, ie* k , essa in scr. ha due esiti diversi dipendenti dalla vocale successiva alla velare. In quanto se quest’ultima è palatale (-i, -j) la velare si palatalizzerà dando un esito affricato palatale sordo negli altri casi troveremo un esito in velare pura.
Possiamo dividere le lingue nell’isoglossa centum/satem sulla base dell’esito della velare palatale.
Legge delle palatali Collitz/De Saussure 1877
In scr. la labiovelare si palatalizza con -i, -j; e con -a, quando a quella -a corrisponde una -e nelle altre lingue.
- Lat. -que → “e” congiunzione → scr. ća ( ) E→ A
- Lat. quo- → pronome relativo → scr. Ka O→ A
- 2 esiti diversi della labiovelare ie*
Le lingue indoeuropee presentano tutte le vocali, quindi in sanscrito le vocali ie* -e, -o sono confluite in -a, dando vita ad un sistema sillabico innovativo trivocalico (a,i,u) Dimostrò che il sanscrito non era lingua madre in quanto aveva innovato rispetto alle altre lingue.
Slide 2: Ricostruzione linguistica e culturale
Indoeuropeo
Il termine indoeuropeo denomina la famiglia linguistica comune alla maggior parte delle lingue europee moderne fino all’India, parlate da gruppi di popolazioni arrivate sul territorio successivamente ai ceppi già presenti in Europa come il basco, l’ugrofinnico e il celtico.
- 1786 Sir William Jones a Calcutta scopre corrispondenze fra greco, latino e sanscrito
Ricostruzione di una lingua
Nel 1800 gli studi di Franz Bopp e Friedrich Schlegel comportarono sviluppi nel campo della ricostruzione linguistica attraverso il metodo storico comparativo.
- Ricostruzione interna: Descrive le diverse fasi evolutive di una lingua dalla più antica alla più moderna, applicabile perciò solo alle lingue attestate.
- Comparazione: Mediante il confronto di forme linguistiche diverse si va alla ricerca di corrispondenze regolari a livello fonetico e morfologico; in seguito si cerca di stabilire la distribuzione geografica di questi fenomeni.
- Ricostruzione della forma comune: Confrontando le forme più antiche di diverse lingue si crea la forma asteriscata comune.
- Protolingua: Lingua che ha dato origine ad altre lingue imparentate con la prima.
- Lingua attestata: Lingua di cui si ha una documentazione.
- Lingua ricostruita: Lingua basata solo su ipotesi del metodo storico comparativo e quindi senza una documentazione.
Grazie perciò al metodo comparativo si possono distinguere delle varianti linguistiche di specifiche aree territoriali, varianti di tipo sociologico in base alla formalità e alle classi sociali ed il loro sviluppo in senso temporale dalla più antica alla più recente.
Interpretazione storica
Dalla seconda metà dell’Ottocento vi furono sviluppi dal punto di vista della ricerca storica riguardo le popolazioni indoeuropee.
- Nel 1859 Adolphe Pictet fondò l’architettura linguistica identificando i territori asiatici i luoghi dei primi insediamenti indoeuropei.
- Invece nel 1890 Otto Schrader ipotizzò che fossero invece i territori della steppa russa meridionale.
- Nel 1956 Marija Gimbutas scopre tombe a tumulo nella steppa russa risalenti al V millennio a.C. La studiosa scoprì la popolazione dei kurgan e ne determinò le varie migrazioni, l’economia ed il tipo di società. Essi erano seminomadi e allevatori, anche se a margine si praticava l’attività agricola. Secondo la studiosa sarebbero partiti nelle steppe fra Mar Nero e Caucaso. Si imposero sulle popolazioni neolitiche in virtù della superiorità militare data dall'addomesticamento del cavallo; il prevalere dell'indoeuropeo sulle lingue che precedevano l'indoeuropeizzazione è il frutto dell'imposizione di una nuova lingua da parte di un'élite militare.
- Nel 1987 Colin Renfrew teorizzò un’agricola indoeuropeizzazione dell’Europa a partire dal periodo Neolitico (7000 a.C.) che sarebbe stata innescata dall’espansione agricola anatolica. Secondo questa ipotesi la maggior parte delle popolazioni...