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Linguistica e glottologia

Chiara Fedriani - UNIGE - LCM2021

Introduzione

Le lingue cambiano nel tempo.

  • Dicotomia tra sincronia e diacronia

La linguistica storica

Il metodo storico comparativo

  • Il paradigma biologico-evoluzionista
  • La teoria delle onde
  • Le norme areali

L'indoeuropeo

Metodi di ricostruzione

  • Ipotesi kurgan
  • La famiglia indoeuropea
  • Lingue non indoeuropee in Europa
  • Le lingue più parlate al mondo

Il mutamento fonetico

  • Leggi di Grimm

I prestiti

  • Come si diffonde il mutamento
  • Teoria di Labov
  • Teoria dei coniugi Milroy
  • Teoria di Bybee

Il mutamento morfologico

  • Meccanismo dell'analogia

Meccanismo della grammaticalizzazione

Riprendendo alcune domande tipiche della linguistica storica

  • Se le lingue sono funzionali, perché cambiano?
  • Come inizia un mutamento linguistico? Come si diffonde?
  • Quali elementi di una lingua sono più resistenti al cambiamento e perché?
  • In che senso si può dire che una lingua deriva da un'altra?
  • Storia, geografia e società: quanto influiscono sul mutamento linguistico?
  • Esistono mutamenti linguistici impossibili e quelli che si verificano più frequentemente di altri?

Le lingue cambiano nel tempo

(inglese: old, middle, modern, contemporary) Non esiste lingua che non sia stata oggetto di evoluzione, perché cambiano anche di generazione in generazione.

  • Mutamenti grafici e fonetici
  • Mutamenti morfologici
  • Mutamenti sintattici

Dicotomia tra sincronia e diacronia

Due prospettive con le quali è possibile studiare i fatti linguistici in relazione al parametro specifico del tempo. Saussure dice che lo studio delle lingue, a prescindere dalla dimensione evolutiva, è uno studio in sincronia che isola e ritaglia, nel flusso temporale, un determinato stato di lingua.

“Noi diversamente, in una partita a scacchi, qualsiasi determinata posizione ha il singolare carattere d’essere indipendentemente dalle precedenti; è totalmente indifferente che vi si sia arrivati per una via oppure per un’altra”.

Lo studio dell’evoluzione delle lingue nel tempo è uno studio in diacronia, che proietta in primo piano l’evoluzione che gradualmente e incessantemente trasforma la fisionomia di un sistema linguistico: di anno in anno, di generazione in generazione, di secolo in secolo ogni lingua è esposta al mutamento sia per fattore interni sia esterni (contatto con altre lingue).

Mutamento fonetico

Fonologico, glottologia, morfologico, sintattico

Linguistica storica

  • 1786: Sir William Jones (funzionario della Compagnia delle Indie: gestiva la colonia indiana) e l’idea di un antenato linguistico comune. Lui andrà in India, entrerà in contatto con il sanscrito (lingua di cultura del paese). Lo studia e si rende conto che molte parole del sanscrito sono simili a quelle del latino e del greco, e non accetta che questo sia frutto di un caso, ma pensa invece che storicamente derivano tutte e tre da un’unica lingua antica comune tra loro. La sua scoperta è frutto di secoli di importanti scoperte geografiche con le conseguenti colonizzazioni + movimento culturale romantico, che ha il suo fulcro in Germania e favorisce gusto per tutto ciò che è arcaico, remoto e selvaggio.
  • Friedrich von Schlegel: il sanscrito e la nascita della vergleichende Grammatik (linguistica comparata). Lui pensa che l’antenato è il sanscrito stesso, la lingua anche più esotica e sconosciuta.

Metodo storico comparativo

  • Franz Bopp si è occupato della ricostruzione dei morfemi sulla base della comparazione di morfemi di lingue antiche diverse.
  • Rasmus Rask si è occupato di fonetica.

Il cuore del metodo: un suono X muta in Y in tutte le parole che contengono quel suono in quella lingua.

Due processi fondamentali: comparazione e ricostruzione. Scopo: stabilire scientificamente eventuali relazioni di parentela genetica tra diverse lingue che formino una famiglia linguistica: insieme di lingue storicamente connesse tra le quali possiamo stabilire scientificamente rapporti di filiazione successiva dalla stessa lingua madre.

Lingua madre: può essere attestata o ricostruita. Il latino è attestato, l’indoeuropeo è ricostruito, e le parole si indicano con *.

Ricostruzione: processo con cui si afferma l’esistenza e si determinano le caratteristiche di elementi linguistici non direttamente documentati. La ricostruzione è l’unico strumento per quando l’antecedente di una lingua non ci ha lasciato documentazione.

Lingue isolate: lingue prive di lingue sorelle. Nella famiglia indoeuropea sono tre: greco, albanese e armeno. Il basco non ha una lingua madre.

Schleicher - il paradigma biologico-evoluzionista (1821-1867)

Osserva la diversità delle lingue del mondo e pone problemi di classificazione. Schleicher è molto influenzato da Darwin e sulla sua teoria sulla filogenesi della specie. Così come c’erano classificazioni in biologia, lui le ha fatte con le lingue. Per questo Schleicher ritiene che le lingue siano organismi naturali e non sociali, sottoposti a leggi immutabili al di fuori della volontà dei singoli parlanti. In realtà sappiamo che la lingua è un prodotto sociale; infatti, ad oggi, non si usa quasi più il futuro o il passato remoto, si utilizza impropriamente il “piuttosto che” ecc…

Schleicher scrive la teoria dell’albero genealogico in cui pone alla base della famiglia la lingua indoeuropea (che i glottologi germanici chiamano indogermanica). Da qui hanno avuto origine le lingue attuali per diverse ramificazioni.

I suoi stessi studenti però mettono in luce delle criticità del suo approccio:

  • Questa teoria tiene conto solo di un parametro di mutamento linguistico: il tempo. Non tiene conto dei parametri geografico e sociale.
  • Come si può spiegare la diffusione spaziale di un’innovazione tra rami diversi?
  • Approccio meccanicistico, troppo lineare e fissista, che non tiene conto di:
    • Fenomeni di contatto
    • Di millenarie influenze areali e diffusionali
    • Della componente sociale nel mutamento

La teoria delle onde - teoria alternativa

Le innovazioni linguistiche si dipartono da diversi epicentri e si diffondono nello spazio con ritmi e modalità influenzati non solo da fattori temporali, ma anche storici, geografici e culturali. Le lingue non sono viste come oggetti naturali ma come oggetti storico-naturali. A partire dal centro di innovazione, il mutamento si diffonde come le onde che si allontanano dal punto di uno stagno ove si è lanciato un sasso. La zona che ha accolto l’innovazione è delimitata da una linea detta isoglossa.

Dalla teoria delle onde alla geografia linguistica

Studio sistematico delle vicende storiche e culturali che innovano incessantemente le lingue, attraverso l’analisi della distribuzione geografica di fenomeni linguistici.

Le norme areali - Bartoli (1923)

Sistematizza la teoria delle onde. Bartoli dice che tramite la posizione spaziale dei fatti linguistici si può stabilire la loro posizione relativa sull’asse del tempo attraverso:

  • Norma dell’area isolata: l’area più isolata e quindi meno esposta a contatti e comunicazioni, conserva di solito la fase linguistica anteriore.
    • Tipiche aree isolate del romanzo: Sardegna, Romania
    • Tipiche aree isolate del germanico: Islanda
  • Norma delle aree laterali: conservano forme linguistiche più antiche rispetto all’area centrale
    • Penisola iberica, Romania (sono laterali rispetto al centro, ossia l’Impero Romano)
  • Norma dell’area maggiore: qui si conserva una fase più antica rispetto ad aree più ristrette. Infatti
    • La congiunzione -e deriva da -et. Tutta l’area romanza ha la continuazione di et, a differenza del rumeno che ha una forma diversa.
  • Norma dell’area seriore: nelle zone in cui la lingua è arrivata più tardi si conserva la fase più antica
    • Nel latino tardo è stata assunta una forma del greco che ha dato vita al verbo parabolare, e da qui si hanno i verbi parlare, parlè ecc… Spagnolo (hablar) e portoghese (falar) conservano una fase linguistica più antica.

L'indoeuropeo

In quale regione è nato ed è stato parlato per la prima volta l’indoeuropeo? A partire da una ricostruzione di una lingua, si deve capire anche chi la parlava, dove e quando (Ursprache, Urvolk, Urheimat). Per parlare della patria, la glottologia deve appoggiarsi all’archeologia. L’indoeuropeo fa parte della preistoria: NON si hanno oggetti con iscrizioni, una pietra, un papiro ecc…

Metodi utilizzati

  • Ipotesi lessicale: ricostruzione di tipo culturale e ambientale del protolessico che si può ipotizzare sull’indoeuropeo. Se noi ricostruiamo delle parole indoeuropee e analizziamo i tipi di oggetti che possiamo ricostruire dell’indoeuropeo, si può capire il luogo in cui esso veniva parlato.
    • Ricostruzione della parola “faggio”: problema per greco e russo, che rispettivamente dicono “quercia” e “sambuco”. Comunque, anche quercia e sambuco sono riconducibili a faggio perché la radice è la stessa, solo che ci sono variazioni perché una stessa parola viene riadattata per indicare diverse cose. Faggio, sambuco e quercia si assomigliano, e quindi in Grecia e Russia useranno la stessa radice per indicare alberi diversi. Nella zona orientale sembra quella in cui crescesse di più il faggio, che sarà quello conosciuto dagli indoeuropei. Quell’albero non cresce nella zona nord-orientale dell’Europa, perciò gli indoeuropei non potevano provenire da lì.
    • Lupo, salmone, gelo, inverno, neve: rimandano a originarie sedi settentrionali.
    • Orso: in sanscrito, latino, albanese e irlandese si ha la stessa radice, nelle lingue slave e germaniche cambia. (bear, Bär, medv-edi). Si ha un fenomeno di tabuizzazione: l’orso per l’epoca era estremamente pericoloso e temuto, al punto di essere anche sacralizzato; quindi pronunciare la sua parola era un tabù, perché pronunciare=materializzare.
    • La parola mare indicava anche lagune e specchi d’acqua circoscritti. Questo porta a pensare che gli indoeuropei non conoscessero il mare aperto. Inglese, tedesco e nederlandese ha preso in prestito la parola da saiwa, a maggior ragione vuol dire che non avevano il mare.

    Quindi: indoeuropei: presenti in clima rigido, non conoscevano il mare, i nomi di piante e di materiali li hanno presi in prestito da un sostrato mediterraneo (sostrato= lingua parlata prima dell’arrivo degli indoeuropei. Non si sa niente se non alcune parole appunto in ambito botanico e di materiali e tecniche).

  • Ipotesi neolitica: Renfrew dice che l’espansione dell’agricoltura neolitica si è espansa con un’ondata che dall’Anatolia (odierna Turchia) va verso l’Europa.

Ipotesi dei Kurgan - M. Gimbutas

Ipotesi archeologica che...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marty-- di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Glottologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Fedriani Chiara.
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