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Concetti Chiave

  • La crescita della popolazione non controllata provoca un raddoppio della produzione agricola e un aumento del 30% dei consumi idrici entro il 2030.
  • L'industrializzazione ha portato a un aumento della produzione, sfruttamento della manodopera e gravi danni ambientali a causa delle emissioni industriali.
  • I paesi sottosviluppati affrontano gravi problemi come mancanza di cibo e acqua, analfabetismo e accesso limitato a cure mediche e abitazioni dignitose.
  • Il G8 ha tentato di alleviare la situazione dei paesi più poveri con l'azzeramento del debito nel 2005, ma molti stati continuano a soffrire di debito e instabilità.
  • L'Agenda 2030 dell'ONU stabilisce 17 obiettivi globali per promuovere lo sviluppo sostenibile e affrontare questioni come la povertà, l'istruzione e il cambiamento climatico entro il 2030.

Crescita della popolazione e impatti ambientali

La popolazione, se non è controllata, cresce in proporzione geometrica. Le conseguenze ambientali sono:

-raddoppio della produzione agricola in quattro decenni

-aumento dei consumi idrici del 30% entro il 2030

-sistemazioni urbane per altri tre miliardi di persone

-maggiore bisogno di energia per sostenere la crescita economica globale

-siccità e aumento di zone aride, che accrescono il rischio di crisi idriche, cioè della diminuzione della disponibilità di acqua dolce.

Industrializzazione e sue conseguenze

L'industrializzazione ha avuto inizio nel XVIII secolo in Inghilterra con la rivoluzione industriale, che ha portato alla nascita delle fabbriche. Le conseguenze sono state:

-aumento esponenziale della produzione

-questione sociale: sfruttamento manodopera operaia

-mutamento paesaggio urbano

-le emissioni delle fabbriche hanno determinato danni e rischi per l’ambiente, per l’uomo e gli altri animali.

Sviluppo economico del terzo mondo

Nel 1913, quello che è stato poi definito Terzo Mondo (che raccoglieva il 63% della popolazione planetaria) disponeva soltanto del 5% del potenziale industriale mondiale.

L’industrializzazione del Terzo Mondo ha conosciuto un’accelerazione dopo gli anni Cinquanta del Novecento, ma tra il 1980 e il 2010, alcuni Paesi (Corea del Sud, Tailandia, Singapore, Brasile, Russia, India, Cina e SudAfrica) hanno vissuto un vero e proprio boom economico. Sono stati chiamati “Paesi emergenti” o di nuova industrializzazione.

Oggi, Cina, India e Brasile sono entrati nel gruppo delle principali potenze economiche mondiali.

Problemi nei paesi sottosviluppati

I problemi nei paesi sottosviluppati sono:

-mancanza di cibo e acqua sufficienti

-analfabetismo

-mancanza di un’abitazione decente

-mancanza di cure mediche.
Oggi i Paesi più sviluppati, pur avendo solo il 15% della popolazione mondiale, consumano l’80% delle risorse della Terra. Significa che l’85% della popolazione mondiale, cioè 5 miliardi di persone, vive con il restante 20% delle risorse.

Iniziative per il debito e sviluppo sostenibile

Per tentare di ripristinare un equilibrio, nel 2005 il G8 (il gruppo degli otto Paesi maggiormente industrializzati: Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito, Russia e Stati Uniti d’America) ha stabilito l’azzeramento del debito per i 18 Paesi più poveri del mondo. Purtroppo, sono molti di più gli Stati la cui fragile economia è schiacciata dai debiti.

Oltre al debito pubblico, le principali cause che concorrono al sottosviluppo di questi Paesi sono le guerre, l’instabilità politica, le calamità naturali e la mancanza di infrastrutture.

Nel 2015 l’ONU ha lanciato un vero e proprio piano d’azione, l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Diciassette obiettivi globali articolati in 169 traguardi da portare a termine entro il 2030, sottoscritti da 193 Paesi membri dell’organizzazione. Gli obbiettivi sono i seguenti:

-Sconfiggere la povertà

-Sconfiggere la fame

-Salute e benessere

-Istruzione di qualità

-Parità di genere

-Acqua pulita e servizi igienico-sanitari

-Energia pulita e accessibile

-Lavoro dignitoso e crescita economica

-Imprese, innovazione e infrastrutture

-Ridurre le disuguaglianze

-Città e comunità sostenibili

-Consumo e produzione responsabili

-Lotta contro il cambiamento climatico

-La vita sott’acqua

-La vita sulla terra

-Pace, giustizia e istituzioni solide

-Parnership per gli obbiettivi

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le conseguenze ambientali della crescita della popolazione?
  2. La crescita incontrollata della popolazione porta a un raddoppio della produzione agricola in quattro decenni, un aumento dei consumi idrici del 30% entro il 2030, e un maggiore bisogno di energia, oltre a provocare siccità e zone aride che aumentano il rischio di crisi idriche.

  3. Quali sono gli effetti dell'industrializzazione sull'ambiente e sulla società?
  4. L'industrializzazione ha causato un aumento esponenziale della produzione, ma ha anche portato a sfruttamento della manodopera, mutamenti nel paesaggio urbano e danni ambientali dovuti alle emissioni delle fabbriche.

  5. Quali sono le sfide principali affrontate dai paesi sottosviluppati?
  6. I paesi sottosviluppati affrontano gravi problemi come la mancanza di cibo e acqua, analfabetismo, abitazioni inadeguate e mancanza di cure mediche, mentre i paesi sviluppati consumano una quota sproporzionata delle risorse globali.

  7. Quali iniziative sono state adottate per promuovere lo sviluppo sostenibile?
  8. Nel 2005, il G8 ha stabilito l'azzeramento del debito per i 18 paesi più poveri, e nel 2015 l'ONU ha lanciato l'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, con 17 obiettivi globali per affrontare povertà, fame, salute, istruzione e disuguaglianze.

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