IV Giornata di studio
Analisi non standard
Nelle scuole superiori
Atti del convegno
Vicenza 7 nov 2014
La giornata, organizzata dalla Mathesis di Vicenza,
si è svolta nell'aula Lampertico
messa a disposizione
della Società di Mutuo Soccorso di Vicenza
il giorno 7-11-2014.
Impaginazione a cura di Paolo Bonavoglia
© Matematicamente.it
info@matematicamente.it
ISBN
9788896354780
maggio 2015
Analisi non standard nelle scuole superiori 1
Indice generale
Presentazione...............................................................................................3
L'infinito più facile: alcune riflessioni su un'esperienza NSA in una classe
quinta del Liceo Socio-Psico-Pedagogico
G Z ........................................................................................5
Di Giuseppe Zambon
Strumenti liberi per insegnare l'Analisi non standard
B S D Z ...............................................................19
Di Bruno Stecca e Daniele Gambelli
Il differenziale alla Robinson in una e più variabili
G G .......................................................................................21
Di Giorgio Goldoni
Gli infinitesimi di Leibniz
T B .......................................................................................32
Di Tiziana Mascelli
Analisi non standard e fisica: un caso di ottica
A C ......................................................................................41
Di Andrea Bentomo
Esercizi NO LIMITS in NSA
S C .......................................................................................50
Di Sergio Basiraghi
La continuità con la NSA
P B ....................................................................................78
Di Paolo Bonavoglia
Un piano di lavoro NSA per il quarto anno di un Istituto Tecnico per
Geometri L R ..........................................................................................93
Di Lucia Capella
2 IV Giornata di studio
Analisi non standard nelle scuole superiori 3
Presentazione
Il 20 novembre 2011 si teneva a Venezia nei locali del Convitto
“Marco Foscarini” una giornata di studio sull'uso didattico dell'Analisi
Non Standard nelle scuole superiori che, nata nell'ambito della lista
Cabrinews, voleva mettere a confronto alcune esperienze di
insegnamento dell'analisi nelle scuole superiori che seguono in
maggiore o minore misura l'approccio NSA.
La cosa accese un notevole interesse per l'argomento e nel 2012 si
tenne un secondo convegno sullo stesso tema a Modena, seguito da
un terzo convegno di nuovo a Venezia nel 2013.
Obiettivo è sempre quello di far conoscere questo approccio
all'analisi matematica che Kurt Gődel, da molti considerato il massimo
matematico del XX secolo, aveva sin dal 1973 indicato come l'analisi
del futuro.
Nel 2014 la giornata si è tenuta a Vicenza a cura della locale
sezione della Mathesis.
Gli scopi principali di questa giornata nazionale dedicata al tema
NSA sono di mostrare agli insegnanti della scuola superiore come
l'Analisi Non Standard viene utilizzata da colleghi che appartengono a
realtà scolastiche diverse (liceali e non) e di spiegare le ragioni per le
quali questi stessi colleghi sono stati spinti a sostituire l'approccio
standard con l'NSA.
Nel corso della giornata è stato anche presentato un progetto, nato
nell'ambito dell'università di Verona, per la realizzazione di materiali
didattici liberi per la didattica dell'Analisi Non Standard.
Si ringrazia la Società Generale di Mutuo Soccorso di Vicenza che
ha messo a disposizione la sala Lampertico per il convegno.
4 IV Giornata di studio
Analisi non standard nelle scuole superiori 5
L'infinito più facile: alcune riflessioni su un'esperienza NSA
in una classe quinta del Liceo Socio-Psico-Pedagogico
di Giuseppe Zambon
1. Esempi introduttivi
Dopo aver partecipato alla prima giornata nazionale di studio sull'analisi
non standard, a Venezia nel 2011, ho rapidamente deciso di sperimentare,
nell'insegnamento dell'analisi matematica, l'approccio con gli infinitesimi,
convinto che esso ne costituisca un veicolo didatticamente più semplice ed
efficace di quello tradizionale.
In questo intervento ripercorro, molto sinteticamente, alcuni punti
fondamentali dell'introduzione dei numeri infinitesimi e dei numeri infiniti nel
percorso didattico, così come li ho presentati ai miei studenti. I contenuti, così
come le immagini sono quasi integralmente tratti dal testo Il professor
Apotema insegna….I numeri iperreali di Giorgio Goldoni (ed. Ilmiolibro.it).
Alcuni esempi
introduttivi hanno
lo scopo di far
comprendere allo
studente l'utilità,
se non la
necessità, di
introdurre nel
calcolo numeri
infinitamente
piccoli. 1
La retta
secante al grafico
della parabola
1 Questo esempio è particolarmente semplice e può essere compreso con facilità
da studenti di qualunque tipo di scuola. Nel testo citato sono presenti esempi
introduttivi assai più raffinati.
6 IV Giornata di studio
in due punti vicini, somiglia molto alla retta tangente. Il coefficiente
angolare nell'esempio in figura è tanto più vicino a 2 quanto più il punto B è
vicino al punto A, cioè quanto più Ɛ è piccolo. Se Ɛ fosse infinitamente
piccolo, la retta sarebbe la retta tangente e il coefficiente angolare sarebbe
esattamente 2.
Perché dunque non possiamo usare nella pratica matematica numeri
infinitamente piccoli?
La loro esistenza è esclusa da una delle proprietà fondamentali dei numeri
reali: il postulato di Archimede (sia che esso venga introdotto direttamente
nel sistema di assiomi o dedotto dal postulato della continuità di Dedekind).
Il postulato di A. stabilisce che qualunque grandezza può essere misurata,
con un numero finito di passi unitari, qualunque sia l'unità di misura scelta.
Esso può essere enunciato in questi due modi, logicamente equivalenti ma
diversi nella sfumatura psicologica che suggeriscono:
- PA1: Dati due segmenti diversi, esiste sempre un multiplo del minore
- che supera il maggiore
- PA2: Dati due segmenti diversi esiste sempre un sottomultiplo del
- maggiore che è più piccolo del minore
Nella prima versione il postulato ci fa chiaramente capire che non
esistono segmenti infinitamente grandi, poiché esiste sempre un multiplo
(finito) di un altro segmento, che possiamo assumere come unità di misura,
che lo supera. Nella seconda versione ci dice esplicitamente che non
esistono segmenti infinitamente piccoli. 2
Per ammettere l'esistenza di un numero infinito dobbiamo (violando PA1)
ammettere l'esistenza, lungo la linea dei numeri, di un luogo così lontano che
un viandante immortale che si incamminasse in quella direzione a passi
unitari e costanti, non lo raggiungerebbe mai.
Tuttavia è forse l'esistenza dei numeri infinitesimi (violazione di PA2) che
risulta intuitivamente più facile da accettare, forse perché meno condizionata
dal diffuso pregiudizio con il quale tendiamo a dare per scontato e inviolabile
il postulato di A. Supponiamo di prendere un segmento, per esempio il
segmento unitario [0;1] , di tagliarlo a metà, eliminare la metà di destra e di
proseguire il lavoro con la metà rimanente, sempre con tagli a metà.
Immaginiamo ancora un uomo immortale che con cadenza regolare
prosegua per tutta la sua immortale vita questo lavoro. Ci chiediamo cosa gli
rimane alla fine di questo processo. E' chiaro che le possibili risposte (al netto
2 Naturalmente il postulato così espresso per i segmenti può essere
analogamente espresso per i numeri reali che li misurano.
Analisi non standard nelle scuole superiori 7
di tutte le possibili obiezioni sul valore epistemologico del supporre concluso
un processo infinito) sono due: gli rimane un punto (misura 0) o gli rimane
qualcosa di infinitamente piccolo ma che ha ancora la natura di segmento. Dal
punto di visto dell'intuizione è forse più facile accettare quest'ultima risposta:
dividendo un segmento in due ottengo sempre due segmenti. Eppure
accettare questa risposta significa ammettere l'esistenza di un numero
infinitamente piccolo e quindi anche, come facile verificare, l'esistenza di un
numero infinitamente grande, cioè di quel luogo inaccessibile al viandante
immortale di prima.
Sulla necessità logica di accettare o meno il postulato di Archimede, vale la
pena di ricordare questa frase di D. Hilbert: “La possibilità di misurare tutte le
dimensioni e tutte le distanze dell'universo (da quelle dei corpi celesti a quelle
che costituiscono il mondo atomico) riportando una volta dopo l'altra una data
lunghezza terrestre, non è per nulla una pura conseguenza logica dei nostri
teoremi sulle congruenze o della configurazione geometrica. ..... La validità
del postulato di Archimede nel mondo della natura richiede una conferma
sperimentale, né più né meno di quanto la richieda il postulato delle
parallele.” Questa affermazione stabilisce una interessante analogia tra la
nascita delle geometrie non euclidee e quella dell'analisi non archimedea,
l'analisi non standard.
Queste riflessioni sul postulato di Archimede, da collocare tra gli esempi
iniziali e l'introduzione sistematica dei numeri iperreali, offrono l'occasione di
accennare alla travagliata storia dei numeri infinitesimi, prima intuiti e
utilizzati con grande profitto dai padri dell'Analisi, poi criticati dai filosofi per
crescenti esigenze di rigore e di coerenza formale, quindi abbandonati e infine
definitivamente riabilitati dalla logica del XX sec.
2. Numeri iperreali
L'insieme numerico che otterremo ammettendo l'esistenza di numeri infiniti
e infinitesimi ed estendendo ad essi le usuali regole dell'algebra è l'insieme
dei numeri iperreali.
La descrizione dei numeri iperreali avviene su due binari paralleli. Accanto
alle definizioni e alle descrizioni delle proprietà algebriche vi è una descrizione
intuitiva della natura di questi numeri che si appoggia sull'esperienza
sensoriale e in particolare quella visiva. Si tratta di una descrizione topologica
della retta basata sull'uso di strumenti ottici ideali, che permettono di vedere
con ingrandimento arbitrario qualunque parte della retta, vicina o
lontanissima. Questi strumenti sono già introdotti da Keisler nel suo testo
3
3 H. Jerome Keisler ELEMENTARY CALCULUS
8 IV Giornata di studio
sull'analisi non standard, tuttavia l'uso proposto da Goldoni è nuovo e
didatticamente molto efficace. Egli infatti utilizza questi strumenti per
l'esplorazione della retta reale e solo successivamente in modo molto
naturale ne estende l'uso alla retta iperreale, i numeri infinitesimi sono
visualizzati allo stesso modo dei numeri reali piccoli, solo con strumenti ottici
più potenti.
Ammetteremo quindi, violando il postulato di Archimede, che esista sulla
linea dei numeri un luogo inaccessibile al viandante immortale (infinito) o,
equivalentemente, che quell'immortale che ha passato la vita a dividere a
metà il suo segmento si ritrovi alla fine in mano ancora un segmento
(infinitesimo)
Devo rimarcare il fatto che di fronte alla richiesta di immaginare un
numero infinitamente grande o infinitamente piccolo, in genere, gli studenti
non battono ciglio, trovano la cosa molto semplice e naturale. Naturalmente
questo non significa che tutti abbiano la stessa intuizione di questi concetti e
neppure che ne abbiano una intuizione corretta: guidare e uniformare la loro
intuizione sarà l'obiettivo della fase successiva, quella appunto della
descrizione con gli strumenti ottici. Ma in questo modo abbiamo evitato di
erigere tra gli studenti e il mondo dell'analisi matematica quel muro non
facile da scavalcare che è costituito dalla teoria dei limiti alla Weierstrass.
3. Strumenti ottici
Telescopio standard
Microscopio standard Zoom standard
Microscopio standard:
Il microscopio standard a n ingrandimenti, puntato su un qualunque punto
della retta reale, mostra un intervallo di retta centrato in x e ingrandito n
Analisi non standard nelle scuole superiori 9
volte rispetto alla scala ordinaria.
Telescopio standard:
puntato su x mostra nel suo campo visivo una porzione di retta, centrata su
x senza cambiare scala
Zoom standard:
puntato tipicamente sull'origine, serve per vedere la retta rimpicciolita di n
volte
L'uso di questi strumenti permette agli studenti di vedere la retta,
muoversi su di essa, perlustrare punti lontanissimi o piccolissime parti di retta
nelle immediate vicinanze di qualche punto interessante. Naturalmente
ciascuno di questi strumenti ha un preciso equivalente algebrico, che in
questa fase non è utile esplicitare. La rilevanza didattica dell'uso di questi
strumenti consiste nello sviluppare, facendo leva sull'esperienza sensoriale,
una corretta e condivisa intuizione della topologia della retta, inizialmente
della retta reale, e poi, di quella iperreale.
Esempio: utilizziamo in modo combinato gli strumenti ottici introdotti per
visualizzare con precisione sulla retta reale il numero 367,01002.
Naturalmente questo numero non è rappresentabile con precisione nella
scala ordinaria della retta, in cui sia visibile l'origine e in cui le unità siano
chiaramente distinguibili. L'utilizzo degli strumenti consente di esplicitare il
processo logico-operativo mediante il quale determino con precisione la
posizione del numero. Poiché
367,01002 è troppo grande
perché io possa visualizzarlo
nella scala ordinaria, (sarei
costretto ad usare una unità
troppo piccola e il disegno
risulterebbe incomprensibile)
punto un telescopio standard
sul punto 367, sul suo campo
visivo punto un microscopio
standard a 100 ingrandimenti
e sul suo campo visivo
distinguo con chiarezza il
punto 367,01 sul quale punto
un microscopio a 1000
ingrandimenti. Nel campo visivo di quest'ultimo microscopio vedo
chiaramente il numero 367,01002.
10 IV Giornata di studio
Il numero ε è infinitesimo se in valore assoluto esso è minore di ogni
numero reale (standard) positivo
Il numero M è infinito se in valore assoluto esso è maggiore di ogni
numero reale (standard) positivo
4. Strumenti non standard
Cerchiamo ora di
visualizzare sulla retta un
numero infinitesimo ε. Esso
ovviamente apparirà nella
scala ordinaria sovrapposto
allo zero e così apparirà nel
campo visivo di qualunque
microscopio standard. (cerchio
di sinistra) Se così non fosse
avremmo trovato
(visualizzato) numeri reali più
piccoli di ε, il che è assurdo.
Per separare ε dallo zero è Microscopio non standard
necessario un nuovo
strumento, il microscopio
non standard, analogo al
microscopio standard ma
con infiniti ingrandimenti.
(cerchio di destra)
Regolando opportunamente
la manopola
dell'ingrandimento del
microscopio non standard
riuscirò a separare
chiaramente ε dallo zero, in
questa scala però non sarà
visibile nessun numero reale Telescopio non standard
(a parte lo zero), p. e. il
numero 1 si troverà infinitamente lontano e non sarà raggiungibile con
nessuno strumento standard, per visualizzarlo dovrei inquadrarlo con un
telescopio non standard, che a differenza di quello standard può raggiungere
punti infinitamente lontani.
Analisi non standard nelle scuole superiori 11
In modo del tutto analogo si procede per la visualizzazione sulla retta di un
numero infinito. Se M è un numero infinito, M è maggiore di ogni numero reale
(standard), M non rientra quindi nel campo visivo di nessuno zoom standard,
se ciò avvenisse avrei trovato (visualizzato) numeri reali più grandi di M; per
visualizzarlo devo usare uno zoom che rimpicciolisce la retta infinite volte, uno
zoom non standard. Nella notazione lo strumento non standard si riconosce
4
per l'indicazione ×∞ al posto di ×n.
5. Classificazione dei numeri iperreali
A questo punto
abbiamo introdotto i
numeri infinitesimi e i
numeri infiniti e
abbiamo costruito un
modo semplice per
visualizzarli sulla retta.
Abbiamo quindi tre tipi di numero, infinitesimi, finiti e infiniti, più lo zero che fa
tipo a sé, a causa delle sue particolari proprietà algebriche.
Un numero finito (f) è un numero in valore assoluto minore di almeno un
125
x< 10
numero standard positivo. Per es. se allora x è finito.
Viceversa se un numero è maggiore di ogni numero standard allora esso è
infinito (I)
Un numero è non infinitesimo se esso è in valore assoluto maggiore di
−11
x> 10
almeno un numero standard positivo. Se allora x è non
infinitesimo.
Un numero finito non infinitesimo (fni) è un numero in valore assoluto
compreso tra due numeri standard positivi.
Un numero è infinitesimo (i) se esso è in valore assoluto minore di ogni
numero standard positivo, se tale numero è diverso da zero diremo che è
infinitesimo non nullo (inn)
Con questo insieme numerico esteso ora cominciamo a operare con le
usuali operazioni algebriche le quali vengono estese ai nuovi numeri.
Cominciamo col notare che conoscendo il tipo degli operandi siamo in grado
(quasi sempre) di prevedere il tipo del risultato, il che risulta molto utile nel
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Giornata di studio sull'Analisi Non Standard
Il 20 novembre 2011 si teneva a Venezia nei locali del Convitto “Marco Foscarini” una giornata di studio sull'uso didattico dell'Analisi Non Standard nelle scuole superiori che, nata nell'ambito della lista Cabrinews, voleva mettere a confronto alcune esperienze di insegnamento dell'analisi nelle scuole superiori che seguono in maggiore o minore misura l'approccio NSA.
La cosa accese un notevole interesse per l'argomento e nel 2012 si tenne un secondo convegno sullo stesso tema a Modena, seguito da un terzo convegno di nuovo a Venezia nel 2013.
Obiettivo è sempre quello di far conoscere questo approccio all'analisi matematica che Kurt Gödel, da molti considerato il massimo matematico del XX secolo, aveva sin dal 1973 indicato come l'analisi del futuro.
Nel 2014 la giornata si è tenuta a Vicenza a cura della locale sezione della Mathesis.
Gli scopi principali di questa giornata nazionale dedicata al tema NSA sono di mostrare agli insegnanti della scuola superiore come l'Analisi Non Standard viene utilizzata da colleghi che appartengono a realtà scolastiche diverse (liceali e non) e di spiegare le ragioni per le quali questi stessi colleghi sono stati spinti a sostituire l'approccio standard con l'NSA.
Nel corso della giornata è stato anche presentato un progetto, nato nell'ambito dell'università di Verona, per la realizzazione di materiali didattici liberi per la didattica dell'Analisi Non Standard.
Si ringrazia la Società Generale di Mutuo Soccorso di Vicenza che ha messo a disposizione la sala Lampertico per il convegno.
Indice
- Presentazione
- L'infinito più facile: alcune riflessioni su un'esperienza NSA in una classe quinta del Liceo Socio-Psico-Pedagogico DI Giuseppe Zambon
- Strumenti liberi per insegnare l'Analisi Non Standard DI Bruno Stecca e Daniele Zambelli
- Il differenziale alla Robinson in una e più variabili DI Giorgio Goldoni
- Gli infinitesimi di Leibniz DI Tiziana Bascelli
- Analisi Non Standard e Fisica: un caso di ottica DI Andrea Centomo
- Esercizi NO LIMITS in NSA DI Sergio Casiraghi
- La continuità con la NSA DI Paolo Bonavoglia
- Un piano di lavoro NSA per il quarto anno di un Istituto Tecnico per Geometri DI Lucia Rapella