Gestione economica del progetto lezione 1
Per project management: si intende processo e non progetto. Economia è la scienza delle scelte. La gestione delle persone è quello che rende una persona un project manager. Quasi tutte le organizzazioni hanno una struttura piramidale in cui al vertice è presente il capo, la strategia, la quale permette di capire dove stiamo andando.
- Perché Pirelli compra Telecom? Cosa fa Pirelli? Fa cavi elettrici e di telecomunicazioni.
A seguire la struttura piramidale, c’è la gestione delle operazioni operative e al di sotto l’operatività la quale fa effettivamente le cose. Ai lati della piramide c’è il supporto tecnico (logistica, chi cura il capannone) e lo staff (segreteria, human resource). Struttura classica.
Le manifatture ragionano a prodotto e quindi si parla di product manager e ogni tanto hanno un project manager.
- Perché nelle strutture c’è sempre un project manager e nelle manifatture non sempre? Hanno un project quando non hanno un product, non hanno un product quando stanno facendo un project (se il project funziona avrò un product e a quel punto avrò un product manager). La produzione pensa al costo della produzione. Se ragiono in verticale funziona, ma non ho un controllo orizzontale, il quale viene fatto dal product manager.
Quando devo lanciare un prodotto
Quando ho finito il manifatturiero vado in produzione e diventa prodotto o io project manager divento product manager perché conosco il prodotto o si passa alla gestione a un product manager, il quale è più competente in quell’area lavorativa. Noi (nel mondo dell’edilizia) abbiamo solo progetti perché non abbiamo prodotti. Noi siamo immobili e dipendiamo da dove vendiamo i prodotti. Uno degli obiettivi del project manager è fissare la conoscenza (controllo in orizzontale per i prodotti). Non abbiamo un unico approccio, nel mondo si hanno 4 approcci (noi useremo l’approccio standardizzato). Il processo delle manifatture termina con la vendita. In questo caso, se il prodotto non corrisponde a quello che volevi cambi negozio. Invece, quando vado ad appaltare il processo inizia. Ogni volta che la testa non ha in mente cosa vuole i problemi si rivoltano nel project manager. Le informazioni sono fondamentali per noi per far uscire il prodotto. Per gli altri il processo inizia con la vendita.
Problemi nelle costruzioni
- Un altro problema che abbiamo nelle costruzioni? Il PjM Architecture è un’azienda, mentre il PjM Structure è un’altra azienda ancora. Se vado in cantiere la struttura è sempre la stessa. Sono quindi due figure che devono collaborare tra loro. Chi mette le penali nel contratto? L’avvocato.
Non abbiamo prodotti, abbiamo solo progetti. Ogni volta nel nostro lavoro abbiamo un progetto, le condizioni e le organizzazioni sono sempre diverse. Le diverse figure che lavorano in cantiere sono in contrasto qualora ci siano es. ritardi in quanto appartengono ad aziende diverse. Siamo un settore diverso e dobbiamo ragionare su quello che facciamo. La struttura logica è la seguente: il project gestisce un progetto di nuova costruzione/esistente. Il flusso viene generato dall’asset management: mantengo il valore del portafoglio dell’investimento o lo incremento/innalzo. Per noi sono i ponti, edifici, infrastrutture, terreno; per quest’ultimo quello che ci sta sopra permette di mantenere/incrementare il suo valore.
3 L del real estate: location, location, location.
Property management: devo mantenere il valore dell’immobile (es. ha scadenzato la manutenzione del fancoil fra quattro giorni).
Building management
Facility management: mantiene l’utilizzabilità dell’immobile, è colui che usa l’immobile. Le esigenze di chi utilizza e gestisce l’immobile sono diverse. In questa struttura il project tocca la parte di property. Talvolta può agire sul building per il facility. Con l’introduzione del digitale si sono create delle nuove figure.
Figura di organizzazione: proposal manager
Cerca Figura di organizzazione: proposal Manager gli appalti. Una volta vinto l’appalto si ha il project manager e il PM Staff. Nel mondo BIM ho due mondi. In Italia (UNI) è stata individuata una suddivisione diversa rispetto agli altri mondi (USA-UK).
Coordinatori MEP. Nel BIM c’è un BIM manager che coordina il digitale e genera le linee guida dell’organizzazione e che vengono usate nella commessa. Il project manager in staff di comunicazione usa il CDE man., BIM Coord., BIM Spec. Questi applicano le linee guida di organizzazione, ovvero applicano il digitale secondo le linee guida dell’organizzazione decide del BIM manager nella specifica commessa; a supporto informativo del project manager che gestirà tempi, costi, qualità, incassi, informazioni di questo progetto di questa commessa.
Cosa gestisco? Progetti. Quando ho più progetti gestisco un portfolio e programmi. Un programma è un insieme di progetti collegati tra di loro. Noi solitamente organizziamo programmi.
Il processo di gestione
Il processo si combina di 5 step, non consequenziali in quanto due sono in parallelo.
- Fase iniziale: sono presenti documenti di input, sono risultati e conoscenze di fasi precedenti. In uscita si ha il project charter.
- Planning: programmazione. In uscita c’è il project plans.
- Implementazione di quello che è stato pianificato.
- Controllo.
- Closing: se il controllo funziona si passa a quest’ultimo step altrimenti devo ritornare in planning e modificare in base a quello che non sta funzionando.
L’aspetto fondamentale è il report di chiusura: finito il tutto, controllo quello che è successo, positivo o negativo, e lo fisso come conoscenza di ciò che ho acquisito.
Il project charter cos’è?
Prima di iniziare a pianificare fisso le regole, regole che siano gestibili dalla macchina e il più possibile computabili. Definisco l’oggetto e altri fattori. Non tutti i progetti sono uguali e di conseguenza devo essere in grado di creare un team funzionante e competente. Devo essere sicuro che la gente faccia quello che voglio e di conseguenza scrivo in modo tale che le persone sappiano cosa fare. Non serve scrivere tanto, basta che il concetto sia chiaro. Lo standard dice che tutto quello che chiedi in più è spazzatura e di conseguenza perdita di tempo in quanto si perde tempo in due, compresi noi che dobbiamo controllare il lavoro eseguito. Per giustificare un risultato devo aver definito la regola di misurazione. I dati univoci sono la base del linguaggio.
Definisco i piani base: Nella ISO 21500 c’è una matrice dove ci dice cosa fare. Sono definite le varie attività, in funzione dell’argomento dove sono presenti i nostri process group e i subject groups. Cosa devo fare? Guardare la fase in cui ci si trova. Nella parte di comunicazione (information management) non troviamo tutta la parte digitale della norma: nella prima fase (1-Initiating) bisogna prendere le linee guida dell’organizzazione, dell’asset, di progetto, definire i requisiti di organizzazione. Come flusso di partenza ci saranno i dati iniziali. AIM: Asset a qualsiasi bene immobile ovvero anche il modello del terreno. Nel modello geometrico del terreno trovo caratteristiche fisiche, tecniche, ma anche quelle urbanistiche. I dati del PRG stanno nel modello del terreno (nella sua simulazione digitale). EIR: regole con cui ci parliamo. BEP: regole con cui io, coordinator, prendendo le mie regole di organizzazione e prendendo le tue richieste del capitolato, definisco come ci parliamo e come facciamo la commessa.
Nella seconda fase (2-Planning) IDP: piano delle consegne (information delivery planning). È una delle break down structure e a seconda di cosa faccio verranno chiamate work, product, cost… Nella fase tre (3-Implementing) avrò modelli di progetto li vado a raccogliere insieme ad altri dati. Nella fase quattro (4-Controlling). Si chiama BIM review dove ci sono operazioni di clash (incoerenza geometrica esempio il tubo non passa dal pilastro) e di code (incoerenza regolamentare esempio il parapetto è alto almeno 1.10m). Nella fase cinque (5-Closing). Ritorniamo ad avere l’asset ovvero la parte fisica realizzata e la gestione (CDE).
Mondo analogico e mondo digitale
Mondo analogico: la disciplina viene lasciata nelle mani dei ‘sacerdoti dell’esperienza’, figure chiare a cui riferirsi per conoscere qualcosa. Informazione tendenzialmente vera la quale era contenuta nei libri, nessuno spendeva per un qualcosa che valeva niente, bastava leggere.
Mondo digitale: ho i brokers, ora chi parla non conosce bene la materia. Non è semplice filtrare qual è l’informazione che mi arriva. Che grado ha quest’informazione? Può essere generata da chiunque e di conseguenza non sono in grado di definire se è vera o meno. Importante è sapere dove sia l’informazione, riuscire a recuperare l’informazione corretta. Il valore della conoscenza sta nel raggiungere l’informazione. L’informazione non è più tutta nella mia testa.
Ho dei pro e dei contro nei due mondi. Usiamo il digitale in quanto, come si può notare anche dal grafico, ci troviamo dietro all’agricoltura. Noi trattiamo complessi di informazione ovvero gli ‘information container’. Ciò che dobbiamo continuare a gestire sono i dati. È irrilevante il driver informativo che uso. Usiamo il 3D perché è il miglior driver informativo del mondo. IL 2D è una convenzione che l’uomo ha usato nel passato per passare in maniera veloce le informazioni. Ogni volta che cambio il driver c’è il rischio che qualcuno mi vada a cambiare il dato.
Gestione economica del progetto lezione 2
Operare per modelli
Noi operiamo per modelli. I modelli esistono in tutte le scienze e rappresentano una descrizione semplificata della realtà utile per rappresentare la realtà. Non creiamo un modello per duplicare la realtà, ma simulare la realtà ai fini di una soluzione di un problema. Nel nostro settore abbiamo il modello AEC (architettura, ingegneria, costruzioni). Il modello digitale deve essere rielaborabile e reinterpretabile dalla macchina senza l’intervento dell’uomo tutte le volte e deve simulare la realtà nel dominio AEC.
Un dato analogico è un dato digitale, è una curva continua ed è una discretizzazione della realtà: il modello digitale è una semplificazione della realtà. È meglio l’analogico nel caso dell’mp4 in quanto sono state tolte tutte le onde che l’umano non riesce a sentire. Bisogna estrarre quello che della realtà ci serve. Non interessa che ci siano tutte le venature, le vitine ecc. non si tratta di un lavoro di precisione. Abbiamo bisogno di un modello che contenga tutte le informazioni che dobbiamo risolvere.
L'algoritmo
Algoritmo è come ragionano le macchine, le quali hanno bisogno dei dati di input, processare i dati e poi prendere una decisione in base alle scelte.
- Cosa cambia e perché poi useremo modelli BIM in un mondo. Quel tipo di digitale aiuta me come project manager? L’informazione deve essere coerente indipendentemente dal driver utilizzato. Ho un mondo digitale es word, Excel, ma non mi serve. Quello che ottengo dal primo digitale è un ausilio che ha accelerato alcuni processi, però, io project manager devo essere sicuro che i dati siano coerenti tra loro. Il primo step non ci risolve tutto, ma è già qualcosa.
Nel livello alto, dove si necessita un’iterazione tra uomo-macchina, si fa strada l’‘object oriented’ ovvero programmazione ad oggetti in cui si utilizzano più blocchi che vadano bene a più funzioni. Alla macchina si definisce che il mondo reale è diviso in classi omogenee di elementi, superclassi e sottoclassi. La classe viene definita come segue: es dentro la classe animali, la quale è una superclasse ci sono i mammiferi ecc e dentro i mammiferi ci sono gli esseri umani. Divido in questo modo il mondo in classi. A livello informatico la classe è descritta come proprietà e i metodi con cui il software opera la classe. Il metodo dipende dal software.
Es. quando ho la classe muri; i muri (object N) hanno altezza (x), larghezze (y) e spessore (z). Quando io istanzio le proprietà e quindi do un valore alle proprietà, in quel momento ottengo un oggetto. Se tra le proprietà del muro N, dalla classe di tutti i muri nasce un nuovo muro con queste proprietà. Nel momento in cui inserisco maggiore differenziazione a quel punto si ha un muro localizzato in un certo posto, in un certo piano e stanza.
Revit/archicad hanno all’interno un’oggetto finestra con quelle proprietà e il quale lo posso vedere anche geometricamente, ma è irrilevante. Il nostro dominio è l’architettura/le costruzioni, da cui derivo la classe (muri, finestre..) e gli oggetti (quella finestra li..). Quando vado a dare una specificità (classificazione) all’oggetto si va a identificare gli attributi e ad esplicitarlo. Con la semantica cerco di spiegare al computer perché una finestra in base al mio dominio e agli attributi assegnati perché è una finestra e non una porta. Si va a definire esempio la differenza tra porta d’ingresso e porta di comunicazione il tutto attraverso logaritmi. Questo processo deve riuscire a operare con la simulazione della realtà facendo capire alla macchina come è fatta la realtà.
Il linguaggio BIM non è parametrico. Quello che a noi realmente interessa è il disegno. Penso a un muro, modello un muro che geometricamente è rappresentato da parallelepipedi, leggo i dati. C’è un altro vantaggio. Perché autocad è diverso da revit? Nei due mondi è cambiato il dominio. Autocad essendo un software di disegno il mondo è fatto da geometrie. Caso contrario per revit dove il mondo è fatto di object oriented.
Sketchup è modellatore solido, ma non sa che è un muro e non sa che deve essere attaccato alle solette ecc. Quello che è BIM è riuscire a simulare la realtà all’interno della macchina: non la geometra, ma gli oggetti dell’architettura, ingegneria e delle costruzioni. A noi interessa prendere informazioni dal mezzo e non buttare in mezzo.
Ho il software 1 e 2 con diversi file. Il primo problema riguarda a come si gestiscono le e-mail, le chiavette ecc. Nel BIM tutto questo si mette nel CDE (common dati environment) possiamo mettere i file sorgente, ma soprattutto mettiamo i file in linguaggio aperto. Ho tutto in un unico ambiente e tutte le informazioni. Però può capitare di avere es tre trasmittanze in un'unica finestra. Il nostro problema non è come vado a buttare le informazioni, ma è ex-ante. Se quella finestra ha un’unica trasmittanza corretta, di conseguenza, ci deve essere comunicazione tra le informazioni. Si scrive l’informazione e poi tutti pescano quell’informazione in modo che tutti abbiano lo stesso riferimento. Il vero vantaggio è che ora me ne accorgo.
Nel database c’è l’informazione, il DBMS (database management system) dialoga con il DBI e fornisce l’informazione ai vari tools. I tools generano delivery i quali danno informazione al database generale. Uno solo può cambiare l’informazione (chi ha il potere per farlo) nel momento in cui viene modificata si aggiorna il tutto in automatico. Devo essere sicuro che non ci sia un documento diverso dagli altri in quanto genererebbe confusione e l’unico modo per essere sicuri è prendere l’informazione dal centro.
Quando facciamo casino a noi rimane per molti anni (100 anni), non come i telefonini. La gestione preventiva nel nostro caso è ancora più importante in quanto l’errore non lo cancello o il costo incide sull’utilizzo del bene. Ora lo schema è così.
Creo un modello: formato proprietario o formato aperto in base all’utilizzo di cui si ha bisogno. Genero quindi un modello che sia leggibile, lo metto in ambiente di condivisione in cui metto il dato il problema è che ogni volta che qualcuno ci deve lavorare per i costi, per i tempi prende il modello e ci lavora lui e a sua volta genera altri documenti. Nel momento in cui la nuova parte prodotta viene messa in condivisione ci si può chiedere se il progetto corrisponde al computo e di conseguenza viene prodotto un report. È un problema in quanto in questo schema ognuno produce, ma anche prima del BIM non lo ha mai controllato nessuno il computo. Questo problema non succede nelle manifatture. Con il BIM si è inserito la fase di clash report e code report. Prima di modellare qualsiasi cosa bisogna stilare le regole di modellazione. Tutto questo processo è per sua natura limitato perché prevedere produzione e controllo ex post. Quello che è verso cui dovremmo tendere è la generazione di informazione di base e poi l’utilizzo di informazione di base in qualsiasi linguaggio e driver di qualsiasi disciplina. Non abbiamo ancora risolto la gestione.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Gestione del progetto
-
Gestione dei progetti
-
Economia e gestione dell'innovazione nell'Impresa alimentare
-
Controllo di gestione