Concetti Chiave
- La gestione domiciliare della diverticolite prevede rivalutazione dopo 5-7 giorni, con una dieta povera di fibre e adeguata idratazione per facilitare il transito intestinale.
- Non ci sono divieti alimentari severi; studi non dimostrano la pericolosità di frutta con piccoli semi per i pazienti affetti da diverticolite.
- In caso di ascesso diverticolare inferiore a 3-4 cm, si può optare per un approccio di attesa, somministrando liquidi e antibiotici per os.
- Ascessi di dimensioni maggiori richiedono ricovero e terapia antibiotica, con valutazione per drenaggio percutaneo o intervento laparoscopico in base alla localizzazione.
- La distinzione tra forma locale e diffusa di diverticolite è cruciale: la forma locale consente accertamenti diagnostici, mentre la forma diffusa richiede chirurgia d'urgenza.
Indice
Gestione domiciliare e dieta
In linea generale, si opta per una gestione domiciliare ed una rivalutazione a 5-7 gg. In fase infiammatoria, si consiglia un regime dietetico povero di fibre associate a incrementata idratazione per os per mantenere le feci meno formate e favorire il transito intestinale. Non è necessario alcun divieto alimentare tassativo: la credenza che la frutta con piccoli semi, come pomodori e kiwi, sia dannosa per i pazienti affetti da diverticolite non è mai stata dimostrata da alcuno studio scientifico. Nella fase di risoluzione dell’infiammazione (raggiunta in 2-3 settimane), permane l’indicazione all’idratazione abbondante e si reintroducono le fibre: le feci torneranno ad essere ben formate, evitando che il materiale fecale si infiltri nel contesto delle sacche diverticolari.
Trattamenti farmacologici e valutazioni
Al bisogno si possono assumere Fans (associati ad adeguata protezione gastrica) e antispastici. Nessuna indicazione assoluta ad antibioticoterapia (ev o per os), a rifaximina (Normix) e aminosalicilati.
Valutazione della severità e dell’urgenza del quadro clinico (parametri emodinamici, severità del dolore etc.) Valutazione pattern di patologia. In caso di malattia acuta, all’anamnesi bisognerà indagare la modalità di insorgenza, la progressione, la severità e la localizzazione della sintomatologia dolorosa. Distinguere una forma locale (90% dei casi) in cui è possibile svolgere tutti gli accertamenti diagnostici necessari, da una forma diffusa (peritonite), in cui invece è richiesta una chirurgia d’urgenza. Esami ematochimici: comprendono tutto il pacchetto standard svolto dal Ps che comprende emocromo (per indagare l’eventuale presenza di anemia), Ves, Pcr, talvolta Pct, lattati se ho un dubbio per un danno di tipo ischemico, ioni, lipasi, amilasi, funzionalità epatica (ast, Alt, Ggt, Alp), creatinina, albumina, beta- hCg.
Gestione dell'ascesso diverticolare
Ecco come gestire l'ascesso diverticolare:
• Se
• Se l’ascesso è rilevante dal punto di vista morfologico e clinico (>3-4 cm e/o distante dal focolaio diverticolitico), si procede al ricovero e alla somministrazione di antibiotici e liquidi ev. La scelta dell’approccio, si valuta con il radiologo e si fonda sulla morfologia e la localizzazione dell’ascesso stesso. Se questo può essere drenato in maniera efficace (se quindi il drenaggio può essere posizionato in profondità nella cavità ascessuale e in posizione declive per potere sfruttare la gravità al meglio) si procede con il drenaggio percutaneo, altrimenti si opta per il lavaggio/drenaggio in sala operatoria per via laparoscopica. Si localizza dunque l’ascesso e una volta raggiunto con i trocar, si lava abbondantemente e si aspira il liquido di lavaggio finché non si ottiene acqua limpida. Si posizionano uno o due drenaggi: uno in sede d’ascesso e uno in scavo pelvico, il più declive possibile.
Domande da interrogazione
- Qual è la gestione consigliata per i pazienti con diverticolite in fase infiammatoria?
- Come si gestisce un ascesso diverticolare di piccole dimensioni?
- Quali sono i parametri da considerare nella valutazione della severità di un quadro clinico di diverticolite?
- Qual è l'approccio terapeutico per un ascesso diverticolare di dimensioni maggiori?
Si consiglia un regime dietetico povero di fibre e un incremento dell’idratazione per mantenere le feci meno formate e favorire il transito intestinale, senza divieti alimentari tassativi (testo).
Se l'ascesso è inferiore a 3-4 cm e non presenta segni di sepsi, si può optare per una vigilante attesa, somministrando liquidi e antibiotici per os, con rivalutazione a 3-4 giorni (testo).
È importante valutare i parametri emodinamici, la severità del dolore e la modalità di insorgenza della sintomatologia, distinguendo tra forme locali e diffuse (testo).
Per ascessi superiori a 3-4 cm, si procede al ricovero e alla somministrazione di antibiotici e liquidi, valutando il drenaggio percutaneo o laparoscopico a seconda della morfologia e localizzazione dell'ascesso (testo).