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Geografia del turismo

Prima e dopo la seconda guerra mondiale

Prima della WW2: indirizzo idiografico, privilegia il caso particolare, si prende una località e la si osserva.

Dopo la WW2: indirizzo nomotetico, si cercano norme generali per descrivere casi particolari.

La geografia del turismo ha 5 branche: economica, politica, umana, ambientale, della percezione → diversa la geografia turistica → è descrittiva, descrive cosa c’è da visitare.

Varie definizioni di geografia

Secondo la definizione di Zanetto: Turista= consumatore ha bisogno dei servizi fondamentali= dormire, bere, mangiare. Soggiorno non lungo abbastanza per avere casa fissa. Importante → il turismo ha impatto sul territorio.

Secondo la definizione di Ruocco: La geografia studia la distribuzione e la combinazione sulla superficie terrestre dei fenomeni del turismo. Fenomeni= modifica territorio, influenza sulla vita dell’uomo.

Definizioni dei termini della geografia

In senso tradizionale:

  • Territorio → pratico e concreto, l'uomo lo ha organizzato per un bisogno. Es: Bicocca–edifici
  • Paesaggio → oggetti e fenomeni collegati ed equilibrati, è dinamico. Es: Bicocca= associazione tra edifici e persone
  • Regione → lembo di territorio. La Lombardia è una regione (politica), ma lo sono anche le Langhe (storico-culturale)
  • Regione turistica → lembo di territorio capace di attrarre persone che spendono il loro tempo libero dal lavoro e redditi percepiti altrove
  • Geografia del Turismo → studia come l’uomo organizza lo spazio ai propri bisogni con l’auspicio del rispetto ambientale.

Postmodernismo: cambiano le definizioni. Meno idea della regione, ma più del “luogo” → astratto, pensato, diverso per ogni persona, può cambiare nel tempo perché possiamo cambiare idea.

Introduzione del concetto di luogo turistico, come località meritevole di essere visitata.

Paesaggio → parte di territorio percepito risultato dall’interazione fra ambiente e società.

Territorio → rete di soggetti capace di auto-organizzarsi.

Regioni → passiva (incoming) e attiva (outgoing) → tutte le regioni lo sono. Ma non esistono più le regioni ma spazi turistici, i quali sono soprattutto immagine. Immagine che si fanno i turisti e che danno gli organizzatori di vacanze.

La geografia del turismo studia le immagini che sono poi state ratificate. Immagini create dalla cultura turistica dominante in un determinato momento storico.

Cenni di storia

Grecia antica, turismo sportivo, non solo gli atleti ma anche gli spettatori (trovati dormitori).

Roma antica, i patrizi avevano la villa in campagna, Colosseo e teatri ospitavano anche abitanti di altre città, turisti.

Medioevo, pellegrinaggi.

Età moderna, scoperta America e Australia, viaggi in Asia, posti nuovi e da scoprire, progressi nei mezzi di trasporto. 1600-1700→ Grand Tour.

Ottocento, ricerca dell’orrido e del sublime, le Alpi. Estate in montagna e Inverno al mare, resto dell’anno alle terme.

Anni ‘20-‘30, non è più una pratica solo dei ricchi, vengono introdotte le ferie per i lavoratori. Tra WW1 e WW2 inversione stagionale.

Anni ‘30 USA (‘60 in Europa) → turismo internazionale.

Anni ‘70→ intercontinentale.

Differenziazione turisti

  • Post-turista = persegue il piacere fine a se stesso, “tossicomane del divertimento”.
  • Nuovi turisti = persegue estetizzazione della vita quotidiana e del viaggio, esigente nei confronti di qualità dei servizi, vuole essere protagonista e non solo consumatore.

Turismo e geografia economica

Collegamento turismo e denaro

Collegamento tra turismo e denaro palese. Oggi i grandi eventi rappresentano un grande onore per una località e soprattutto un aumento di turismo e di soldi incoming. Ospitare un grande evento è diventata una vera e propria competizione.

Grandi eventi in Italia

  • Genova 2004, capitale europea della cultura. (arrivi +15%, presenze +8%, indotto 220M)
  • Torino 2006, olimpiadi invernali.
  • Milano 2015, EXPO.
  • Roma 2016, giubileo.
  • Matera 2019, capitale europea della cultura.

Un grande evento muove tutti i servizi. Il turismo anche. Il turismo però ha una peculiarità rispetto ad altri beni economici: l’offerta turistica non può spostarsi, deve essere quindi vissuta direttamente nel luogo.

La geografia economica del turismo

Si occupa di studiare:

  • Il comportamento economico della popolazione in una regione, sia di turismo attivo che passivo
  • La distribuzione di merci
  • La distribuzione e la circolazione dei capitali
  • Occupazione e flussi migratori legati a motivazioni turistiche
  • Accessibilità delle regioni di arrivo dalle regioni di fuga
  • Turismo quale opportunità di coesione territoriale e di cooperazione internazionale.

Le località turistiche

Le località turistiche si possono distinguere per:

  • Numerosità delle motivazioni turistiche
  • Distribuzione temporale dei turisti
  • Strutture ricettive prevalenti
  • Capacità ricettiva (macrostazioni, stazioni intermedie o microstazioni)
  • Tempo medio di permanenza
  • A seconda dell’interesse
  • A seconda dell’area di attrattività (locale, regionale, interregionale…)

La domanda turistica

La domanda turistica nelle regioni di incoming viene espressa in termini fisici (arrivi e presenze) e in termini di valore (totale spesa turistica). In ogni caso la domanda è soggetta ad alcune variabili come: il reddito, tempo libero, livello culturale, la sicurezza…

Gli arrivi vengono misurati quando il turista viene registrato nei registri di una determinata struttura ricettiva; le presenze (/pernottamenti) misurate solo alla partenza. Rapporto fra i due fattori dà come risultato il tempo medio di permanenza (TMP), il quale si è molto ridotto negli ultimi decenni.

Esistono anche turisti che non vengono registrati (amici o soggiorni in nero). In alcune località quindi si ricorre a dati stimati e non registrati. In altri casi, in mancanza di strutture ricettive, si devono utilizzare dati indiretti. Es: Agliè (TO), 2003-2005 location di Elisa di Rivombrosa, per calcolare turisti ed escursionisti si fece ricorso ai dati delle entrate al Castello Ducale.

In altri casi ancora, è possibile riferirsi a un’altra località vicina dove il turismo deve risultare collegato alla località che si sta studiando. Es: Downton Abbey, location non fornisce i dati, si vanno a vedere quelli del centro storico del paese vicino.

La domanda turistica in termini di valore può essere espressa in valori assoluti o pro capite. In Italia nel 2016 spesi 36,3 miliardi, pro capite sono 98,20 al giorno. Ma si possono distinguere anche le diverse nazionalità dei turisti, con i giapponesi primi (226,80)...

Gli italiani hanno speso 22,5 miliardi all’estero, media di 75,3 al giorno, ovviamente si differenzia rispetto al paese dove si va.

Nelle regioni di outgoing invece la domanda può essere misurata attraverso due indicatori: la propensione netta e lorda al viaggio.

  • Propensione netta → rapporto percentuale tra le persone di una determinata area che hanno compiuto un viaggio e la popolazione totale di quell’area.
  • Propensione lorda → rapporto percentuale tra numero di viaggi compiuti e popolazione totale.

Per le regioni di transito invece utili i dati rilevati ai valichi di frontiera, caselli autostradali, porti…

L’offerta turistica

L'offerta turistica è espressa attraverso la misurazione quantitativa delle attrezzature ricettive (pernottamento), pararicettive (cibo) e complementari. È funzione del costo, qualità manodopera, disponibilità e costo dell'area dove si vuole localizzare l’attività turistica.

Le attrezzature ricettive si distinguono in esercizi alberghieri (alberghi, pensioni) ed esercizi extra-alberghieri (campeggi, villaggi turistici, ostelli, B&B). Si distinguono in base al periodo di apertura, alla gestione, alla dimensione, alla categoria (le stelle). Poi ci sono le seconde case.

Alberghi sostenibili e diffusi importanti oggi come oggi. Sostenibili → attenti ai consumi, ai rifiuti, cibi sani, prodotti locali. Diffusi → situati in centri storici, una struttura principale e poi camere sparse per il centro.

La capacità ricettiva totale è rappresentata dal numero totale dei posti letto disponibili.

Le strutture pararicettive seguono la stessa distinzione per quelle ricettive, interessante sapere quali clienti ci vanno (solo locali, solo turisti o entrambi).

Complementari, differiscono dalla località che si prende in considerazione.

  • Mare → stabilimenti balneari
  • Montagna → impianti di risalita.

Indicatori statistici sulla domanda e sull’offerta turistica

  • Indice di attività turistica → n turisti / n abitanti autoctoni
  • Indice di densità turistica → n presenze turistiche / superficie del territorio
  • Indice di funzione alberghiera → n strutture ricettive / n residenti x 100
  • Indice di intensità turistica → n totale pernottamenti / popolazione residente (nello stesso anno)
  • Fattore di impatto turistico → spesa turistica pro capite / reddito pro capite
  • Fattore di proporzione turistica → spesa totale in un determinato stato / PIL dello stato

Esistono altri fattori più specifici, tipo:

  • Indice di carico turistico → numero dei posti spiaggia
  • Dotazione di aree ricreative pro capite → località di turismo di divertimento
  • Indice di capacità di elevazione → turismo montano invernale
  • Tasso di funzione residenziale turistica → località con numerose case

Evoluzione della domanda e dell’offerta turistica

Fino agli anni ‘70 caratteristica fondamentale alta stagionalità. Mercato turistico durante l’epoca industriale caratterizzato da una certa elasticità: dal lato della domanda poiché spese turistiche erano le prime a essere tagliate, dal lato dell’offerta perché strutture turistiche erano familiari.

Passaggio a società post-industriale cambia un po’ tutto. La diversificazione dei tipi di turismo abbassa la stagionalità del turismo. Elasticità della domanda ridotta, poiché il turismo diventa una priorità. Dal lato dell’offerta sono necessarie medie e grandi strutture professionalizzate e aperte tutto l’anno, e non più familiari.

Differenze anche nel rapporto tra turista e autoctono. Nel post-industriale l’autoctono considera il turismo come fattore di sviluppo.

In Italia però il passaggio non è ancora accaduto per quanto riguarda l’offerta. Il turista tipo che viene in Italia è abbastanza esigente e benestante, vuole la professionalità, viene in diversi periodi dell’anno, e l’Italia non riesce a starci dietro. Motivo per il quale siamo scesi dai primi al mondo ai quinti nella classifica delle destinazioni.

Timori per crisi del 2008 per il mondo del turismo, ma risposta eccellente e nessuna crisi del settore. La necessità di professionisti del turismo però è ancora alta, necessità di figure capaci di trovare quel qualcosa in una località per rilanciarla, non facile.

Il turismo e il commercio

Il turismo comporta dei grandi flussi di merci. Le Regioni di incoming comprano cose, che se non ci fosse il turismo, non comprerebbero. Non solo quantità, ma anche qualità. Dipende dalle richieste dei turisti. A volte, importati anche prodotti che il turista crede autentici (importazione carne di camoscio dalla Nuova Zelanda in Valle d’Aosta, importazione che permette al camoscio di sopravvivere in Valle d’Aosta).

Ci sono poi anche le spese dei turisti in viaggio, i souvenir, ma non solo. Ci sono due pratiche più diffuse: il tourism shopping, tutte le compere fatte durante un viaggio (il cui scopo non è comprare) e lo shopping tourism ovvero viaggi con la finalità di fare shopping.

Gli outlet village sono un esempio, hanno ridisegnato nuovi itinerari del consumo, succede che persone vengano da tutto il mondo solo per fare shopping in uno di questi village. Gli outlet sono di solito posizionati a metà tra due grandi bacini. Molto spesso, questi turisti passano la loro giornata all’interno del village, vivendo un’esperienza del tutto deterritorializzata.

Altre volte le attività commerciali sono organizzate e consumate in funzione dell’ambiente turistico → spot pubblicitari per dare una determinata immagine.

La circolazione e la distribuzione di capitali

Esistono tre forme principali di transazioni finanziarie turistiche:

  • Turismo in uscita escono soldi dal paese, grave se troppi
  • Turismo in entrata entrano soldi da altri paesi
  • Turismo domestico porta a ridistribuzione dei redditi all’interno del paese

Italia: sempre stata in attivo tra entrate e uscite.

Un problema è l’equa (o meno) distribuzione dei capitali all’interno di un paese. In numerosi casi il turismo ha stravolto equilibri in determinate aree, che hanno permesso solo ad alcuni di arricchirsi spropositatamente, “lasciando indietro” gli altri. Per questo il turismo se vuole essere uno strumento di sviluppo deve essere ben regolato e gestito in modo tale da essere intergenerazionale.

Seconde case non permettono ricavi fissi intergenerazionali, ma solo al momento della costruzione. Edilizia alberghiera il contrario. Importante che i ricavi non escano dal paese perché personale, merci e servizi forniti da altri → leakage.

Migrazioni, occupazione, e formazione personale

Il turismo porta due flussi di movimento. Flusso dei turisti e flusso dei lavoratori. Il turismo possiede la capacità di evitare i flussi migratori a seguito di una crisi economica. Esempio: l'alta montagna che se non fosse stato per il turismo montano si sarebbe spopolata. Il turismo rivoluziona anche la distribuzione nei diversi settori, con grande innalzamento nel terziario. (Italia il 70% nel terziario).

Servono quindi professionisti di questo lavoro, quindi scuole specializzate.

Il professionista dello sviluppo locale deve essere abile nelle quattro “p” (confezionare il Prodotto, definire un Prezzo, investire nella Pubblicità, far venire il cliente nel Punto vendita) e deve conoscere le regole del potere politico e delle pubbliche relazioni.

Ma questo punto deve ancora svilupparsi in Italia dove per ora abbiamo tipo in Valtellina il 30% di lavoratori stranieri.

Distanze, trasporti e vie di comunicazione

Fra i principali fattori che determinano la fortuna di una stazione turistica c’è la distanza. La distanza si può definire in diversi modi:

  • In termini di spazio, quindi come misura lineare tra due punti. Tra Italia e Australia ci sono 20.000 km, sempre così.
  • In termini di spazio-tempo, quindi il tempo impiegato per spostarsi da A a B. Tra Italia e Australia 24 ore, ma prima erano molte di più.
  • In termini di spazio-costo, ovvero quanto si deve pagare per andare in Australia (e quanto ci si mette).

Fondamentali per il turismo sono gli ultimi due punti, perché in due ore ormai si può essere dall’altra parte d’Europa con un volo, ma per andare a Rimini in macchina ci metti 3 ore.

Il progresso della tecnologia ha permesso mete molto più lontane di riscuotere maggior successo rispetto a mete più vicine. Inoltre i brevi tempi di spostamento hanno anche causato un turismo di più breve durata.

Altri fattori che possono “avvicinare” o “allontanare” una meta sono la cultura e la sicurezza.

Dalla coesione territoriale alla cooperazione internazionale

La coesione economica e sociale all’interno di un’area è fondamentale. Per raggiungere questa coesione gli strumenti sono molteplici. Il turismo viene considerato nelle politiche di coesione territoriale sotto due diverse prospettive:

  • Come oggetto di una politica di coesione, ovvero tutte quelle azioni di governo dell’attività turistica che intendono intervenire alle diverse scale al fine di coordinare e integrare l’offerta turistica
  • Come strumento di una politica di coesione, ovvero tutte quelle azioni che intendono promuovere e sostenere iniziative laddove lo sviluppo locale si presenta carente e dove il turismo può rappresentare una buona opportunità.

Accanto al concetto di coesione, c’è quello di cooperazione internazionale allo sviluppo che vuole creare partnership tra organismi internazionali. Solitamente si realizza attraverso progetti gestiti dagli stati, con attenzione speciale verso i paesi meno sviluppati e alla sostenibilità.

Turismo e geografia politica

Introduzione

Accanto agli aspetti economici, legati al turismo e ai grandi eventi, ci sono anche quelli politici. Esempio è lo slogan di Plovdiv 2019 “Together”, il quale ha tra le finalità quella della lotta delle disuguaglianze. Molte volte nella storia grandi eventi sono stati importanti politicamente (Olimpiadi di Berlino sotto Hitler). D’altronde i grandi eventi sono occasioni per inventare luoghi o reinventarli per comunità locale e turisti.

La geografia politica, la geopolitica e il turismo

  • Geografia Politica: studia il governo del binomio territorio-popolazione.
  • Geopolitica (classica): studio dello stato in quanto considerato come un organismo geografico, così come si manifesta nello spazio.
  • Geopolitica (critica): discorso geopolitico → divisione dello spazio fra il nostro e il loro, fra noi e loro.

Geografia politica e turismo

Oggetto di studio il governo del binomio territorio-popolazione. Con governo si intende qualsiasi tipo di governance che grava su un territorio. Questo studio avviene sotto diverse prospettive:

  • Nei suoi caratteri, in cosa consiste l’azione politica
  • Nelle sue modalità
  • Nelle sue motivazioni
  • Nei suoi risultati

Esempio: le Cascate dell'Iguazú, in parte in territorio argentino e in parte in territorio brasiliano.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher simo.bussini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia del turismo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Bagnoli Lorenzo.
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