Concetti Chiave

  • Il GATT, entrato in vigore nel 1948, ha come obiettivo principale la liberalizzazione del commercio attraverso l'abolizione delle barriere doganali, inizialmente con 117 Paesi membri.
  • I negoziati storici come il Kennedy Round e il Tokyo Round hanno avuto un impatto significativo sulla riduzione dei dazi e sulla lotta contro il dumping nei settori manifatturiero e agricolo.
  • L'Uruguay Round, svolto dal 1986 al 1993, ha coinvolto quasi tutti gli Stati del mondo e ha trattato settori trascurati come l'agricoltura e il commercio di servizi.
  • Il GATT ha evoluto la sua struttura, portando nel 1995 alla creazione del WTO, che ha istituzionalizzato le regole del commercio internazionale.
  • Il principio della nazione più favorita (MFN) garantisce che le tariffe applicate da un Paese a un altro siano estese a tutti i membri, con alcune eccezioni per unioni doganali e paesi in via di sviluppo.

L'accordo GATT e i suoi sviluppi

Nel 1948, entrò in vigore un accordo generale sulle tariffe e il commercio, in inglese General Agreement on Tarifs and Trade (GATT), il cui scopo era di sviluppare il commercio e la prestazione di servizi, per mezzo dell’abolizione delle barriere doganali. Il GATT, in origine, contava 117 Paesi membri, tra cui anche l’Italia e i primi firmatari furono ventiquattro.

I negoziati storici del GATT

Nel corso degli anni ’70 e ’80, il commerciò mondiale fu progressivamente sempre più liberalizzato. I relativi negoziati ebbero bisogno di diverse e lunghe sessioni di lavoro; fra le più importanti possiamo ricordare il Kennedy Round, durato tre anni, dal 1964 al 1967, che portò a una drastica riduzione dei dazi sui manufatti, con ricadute notevoli anche nel settore agricolo. Dal 1973 al 1979, si tenne il Tokyo Round con il quale, i partecipanti cercarono di opporsi alla diffusione dei provvedimenti protezionistici non tariffari. In modo particolare ebbero di mira il dumping, cioè l’esportazione basata sulla concorrenza sleale. Uno degli ultimi negoziati si è tenuto dal 1986 al 1993 ed è chiamato Uruguay Round. Ad esso parteciparono praticamente tutti gli Stati del mondo, compresi quelli in via di sviluppo e quelli facenti parte dell’ex-area comunista, resisi autonomi a seguito dell’eliminazione della Cortina di Ferro e del Muro di Berlino.

Questa sessione di lavoro si occupò di settori fino ad allora pressoché ignorati, come l’agricoltura, il settore tessile, la proprietà intellettuale o il commercio di servizi. Furono anche precisate e rese coercitive le procedure da seguire per risolvere eventuali controversie e predisposti sistemi di verifica per adeguare le normative dei singoli Stati alle nuove disposizioni. Nel 2001, si è tenuto il Doha Round con lo scopo di liberalizzare il commercio globale di prodotti agricoli, beni industriali e servizi.

L'evoluzione verso il WTO

In pratica, col tempo, il GATT si è rafforzato e questo ha portato l’accordo ad essere sostituito e istituzionalizzato dal WTO (= Organizzazione Mondiale del commercio, in inglese World Trade Organization), entrato in vigore nel 1995, chiamato anche OMC.

Il principio della nazione più favorita

Uno dei principi fondamentali su cui si fonda il GATT è il principio della nazione più favorita, abbreviato in MFN (= Most Favoured Nation). Questo significa che se un paese decide di applicare una tariffe alle sue merci destinate all’esportazione, automaticamente è tenuto ad applicare le stesse condizioni a tutti i paesi membri. In pratica è una forma di garanzia contro eventuali discriminazioni nel campo del commercio internazionale, della navigazione o della circolazione delle persone tra gli Stati che hanno firmato l’accordo. Vediamone in pratica, il funzionamento. In un trattato, la Francia concede alla Gran Bretagna di inserire in un contratto internazionale una clausola contrattuale particolarmente vantaggiosa. Successivamente, la Francia conclude con un terzo stato (es. l’Italia) un contratto economico molto più vantaggioso; in questo caso, per la Francia scatta l’obbligo di estendere anche alla Gran Bretagna le stesse condizioni perché risultano più favorevoli della prima in vigore. Tuttavia esistono delle eccezioni perché un gruppo di paesi può decidere di creare fra di loro un’unione doganale o una zona di libero scambio fra di loro. Un’altra eccezione è consentita nei confronti dei paesi in via di sviluppo che possono ricevere un trattamento più favorevole rispetto alla nazione più favorita.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'obiettivo principale del GATT?
  2. L'obiettivo principale del GATT, entrato in vigore nel 1948, era sviluppare il commercio e la prestazione di servizi attraverso l'abolizione delle barriere doganali.

  3. Quali sono stati i negoziati più significativi del GATT?
  4. I negoziati più significativi del GATT includono il Kennedy Round (1964-1967), il Tokyo Round (1973-1979) e l'Uruguay Round (1986-1993), ognuno dei quali ha affrontato questioni cruciali come la riduzione dei dazi e il dumping.

  5. Come ha contribuito il GATT all'evoluzione del commercio globale?
  6. Il GATT ha contribuito all'evoluzione del commercio globale liberalizzando progressivamente il commercio e affrontando settori precedentemente ignorati, come l'agricoltura e la proprietà intellettuale, culminando nella creazione del WTO nel 1995.

  7. Cosa implica il principio della nazione più favorita (MFN) nel GATT?
  8. Il principio della nazione più favorita implica che se un paese applica tariffe favorevoli a un membro, deve estendere le stesse condizioni a tutti gli altri membri, garantendo così l'assenza di discriminazioni nel commercio internazionale.

  9. Quali eccezioni esistono al principio della nazione più favorita?
  10. Esistono eccezioni al principio MFN, come nel caso di unioni doganali o zone di libero scambio tra paesi, e per i paesi in via di sviluppo che possono ricevere un trattamento più favorevole.

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