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Concetti Chiave

  • La delocalizzazione industriale sta spingendo molte aziende occidentali a trasferire la produzione in paesi del Terzo Mondo per ridurre i costi di manodopera e normative più flessibili.
  • Le fabbriche delocalizzate producono componenti per prodotti che possono essere assemblati in occidente o venduti direttamente, evidenziando un processo di globalizzazione delle attività produttive.
  • Le principali aziende globali impiegano meno dello 0,5% della forza lavoro totale, facendo leva su piccole aziende in paesi come India e Thailandia per la produzione.
  • Il settore dell'intermediazione commerciale sta evolvendo con la creazione di catene commerciali che collegano negozi locali a marchi globali, con esempi come Walmart e Tesco.
  • Catene di ristorazione come McDonald's mostrano una diffusione mondiale, sottolineando l'importanza della globalizzazione nel settore alimentare e commerciale.

Che cosa sono delocalizzazione e globalizzazione industriale?

Oggi un importante aspetto della nostra società è che la produzione industriale si delocalizza e si globalizza. Molte imprese occidentali trovano conveniente aprire impianti di produzione in parti del mondo come il Messico , l'America Latina, l'Asia, dove la forza lavoro costa pochissimo (anche perché a volte è una forza lavoro infantile) e dove esistono o quasi normative ambientali o sindacali che aggravino i costi di produzione.

Produzione e assemblaggio nei paesi del Terzo Mondo

Nelle fabbriche così delocalizzate si producono parti di prodotti che in qualche caso vengono assemblati in fabbriche collocate nei paesi occidentali; in qualche altro caso invece le aziende occidentali si limitano a commercializzare i prodotti, confezionati integralmente in paesi del Terzo Mondo secondo le procedure tecniche stabilite dalla casa madre. La delocalizzazione comporta un processo di globalizzazione integrale che non riguarda più soltanto gli scambi commerciali ma le stesse attività produttive. Aziende come Ibm, Ford, Volkswagen, Nestlé, Nike e molte altre ancora hanno pochi dipendenti che lavorano nel paese che nominalmente ospita i centri direzionali di quelle aziende e pochi dipendenti che in assoluto sono assunti direttamente da loro. Esse si avvalgono invece di contratti di fornitura di merci che vengono stipulati con piccole aziende disseminate praticamente in tutto il mondo. Nel 2000 le maggiori aziende mondiali (che sono circa 200) producono più del 30% delle merci che circolano sui mercati mondiali hanno alle loro dipendenze meno dello 0,5% della forza lavoro totale: infatti il resto della forza lavoro è impegnata in fabbriche medie o piccole che sono situate in India, in Thailandia, a Taiwan o da qualche altra parte ancora del Terzo mondo.

Intermediazione commerciale e catene globali

Nel settore dell'intermediazione commerciale sono in atto processi diversi, caratterizzati dalla formazione di catene commerciali o dei grandi magazzini collegati a un'unica azienda che ne detiene la proprietà o che concede il proprio marchio a negozi locali, a determinate condizioni. In linea generale le catene commerciali hanno un'estensione nazionale o coinvolgono aree territoriali abbastanza vicine (e così Esselunga ha un'importante rete commerciale in Italia, Tesco in Gran Bretagna, Walmart negli Stati Uniti, per non citare che alcune tra le più importanti catene commerciali); in altri casi la disseminazione è mondiale, come nel caso di McDonald's, catena di ristorazione rapida specializzata in panini con hamburger, presenti (in grado maggiore o minore) in gran parte del mondo.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'impatto della delocalizzazione sulla produzione industriale?
  2. La delocalizzazione consente alle imprese occidentali di aprire impianti di produzione in paesi con costi di manodopera molto bassi, come il Messico e l'Asia, riducendo così i costi di produzione grazie a normative ambientali e sindacali meno restrittive.

  3. Come avviene la produzione nei paesi del Terzo Mondo?
  4. Nei paesi del Terzo Mondo, le fabbriche delocalizzate producono parti di prodotti che possono essere assemblati in occidente o commercializzati integralmente, con molte aziende occidentali che si avvalgono di contratti di fornitura con piccole aziende locali.

  5. Qual è la relazione tra le grandi aziende e la forza lavoro globale?
  6. Le maggiori aziende mondiali, pur producendo oltre il 30% delle merci globali, impiegano meno dello 0,5% della forza lavoro totale, mentre la maggior parte è assunta da fabbriche medie o piccole nei paesi del Terzo Mondo.

  7. Come si sviluppano le catene commerciali a livello globale?
  8. Le catene commerciali possono essere nazionali o internazionali, con aziende come McDonald's che operano a livello mondiale, mentre altre, come Esselunga e Tesco, si concentrano su aree territoriali specifiche.

Domande e risposte

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