Concetti Chiave

  • Galileo Galilei ha combattuto per l'affermazione del copernicanesimo, perfezionando il cannocchiale e facendo osservazioni che rivelavano irregolarità sulla superficie lunare e la natura della Via Lattea.
  • Ha criticato l'aristotelismo e l'interpretazione letterale della Bibbia, sostenendo che le verità scientifiche devono prevalere su dogmi religiosi e che le Sacre Scritture devono essere comprese nei loro significati più profondi.
  • Galileo ha sviluppato principi fisici universali, come il principio di inerzia e di composizione dei movimenti, per spiegare il moto dei corpi nel cosmo e promuovere una scienza basata sull'esperienza.
  • Il metodo scientifico di Galilei è caratterizzato da un approccio matematico-sperimentale, dove l'osservazione sistematica e la verifica attraverso esperimenti sono fondamentali per la validazione delle teorie.
  • Galileo ha sostenuto che le proposizioni matematiche sono applicabili anche alla fisica, proponendo di migliorare le descrizioni matematiche per adattarle alla realtà fisica, nonostante le imperfezioni osservabili nei corpi materiali.

La battaglia per il copernicanesimo

Intraprese una dura battaglia per favorire l’affermazione del copernicanesimo e della nuova scienza e la sua fama è dovuta al cannocchiale e al merito di averlo perfezionato. Le sue osservazione mostravano che la superficie lunare presentava irregolarità in analogia a quelle terrestri. Queste conclusioni portano anche alla scoperta delle macchie solari e che la via lattea era come un ammasso di stelle lontanissime. Le scoperte effettuate dal cannocchiale non sarebbero però state sufficienti a imporre la nuova cosmologia copernicana. Si trattava di condurre una battaglia di natura non solo scientifica e mirata a mettere in discussione le basi filosofiche e metodologiche sulle quali si sorreggeva la visione tradizionale del cosmo.

Critica all'aristotelismo e alla Bibbia

Galilei rivolse la propria critica al finalismo antropocentrico ovvero all’idea propria dell’aristotelismo di un cosmo finalizzato al bene dell’uomo che si trova al suo centro. Afferma l’imperscrutabilità da parte dell’intelligenza umana. Richiamò l’attenzione sulla contraddizione nel fare appello ad Aristotele contro i risultati dell’osservazione al telescopio. Dovette inoltre intervenire sul rapporto tra verità rilevate (Bibbia) e verità di ragione ed esperienza (scienza). La posizione galileiana è esposta nelle Lettere Copernicane, un manifesto in difesa della libertà della scienza. Galilei afferma il voler tutelare l’autonomia della ricerca scientifica dai criteri e giudizi estranei. Possiamo dire quindi che per Galileo è necessario che l’interpretazione delle Sacre Scritture non si limiti alla lettera del testo, ma colga i significati profondi. Che il contrasto tra proposizioni scientifiche e versetti biblici sono un’errata interpretazione della parola di Dio: la verità è una sola e i teologi devono trovare i veri significati del testo sacro (con significato morale e salvifico) che non possono essere contrastanti con i risultati scientifici. Il carattere metaforico del linguaggio della Scrittura si giustifica con la necessità da parte dell’autore di esser compreso anche da popoli indisciplinati e rozzi. Tutte queste ragioni sconsigliano di ricorrere alla Bibbia per quanto riguarda le discussione scientifiche poiché devono prevalere sensate esperienze e certe dimostrazioni.

Principi fisici e osservazione

Questi argomenti di Galileo però non furono ben accolti dalla chiesa che non volevano ammettere che un laico si intromettesse in una discussione sulla Scrittura. La critica si fonda su principi fisici concepiti come validi in tutto il cosmo. Il principio di inerzia o di conservazione del movimento conserva indefinitamente il proprio moto. Il secondo principio, quello di composizione dei movimenti comporta che un corpo sollecitato da due moti differenti si muova lungo la risultante ovvero che il punto raggiunto in ogni momento dal corpo corrisponde a quello in cui esso si troverebbe supponendo che le due diverse sollecitazioni siano intervenute successivamente. Secondo Galilei la scienza della natura deve sottomettersi all’autorità dell’esperienza e la natura stessa deve sostituire i libri di carta su cui si affaticano gli aristotelici. È interessato alla ricerca scientifica con cui definisce l’osservazione sistematica attraverso il quale i nostri sensi percepiscono la realtà nell’esperienza di tutti i giorni. All’universo di Bruno Galilei sostituisce un universo concepito, infatti attraverso l’uso del cannocchiale i corpi celesti divengono oggetti fisici. Per Galilei l’esperienza viene subordinata a criteri e strategie di natura razionale. Infatti proprio alla ragione spetta di accettare l’affidabilità delle osservazioni. Come per Bacone questa funzione è svolta dalle tabelle, per Galilei l’osservazione sensibile deve essere matematizzata. Lo scienziato deve selezionare solo alcuni aspetti della realtà che vuole studiare focalizzando l’attenzione su quelli quantificabili. Questi dati vengono poi misurati con appositi strumenti. Dai fenomeni osservati poi la scienza propone una spiegazione teorica. Per Galilei spiegare significa stabilire la legge matematica secondo la quale i fenomeni si producono. Le leggi valgono solo come ipotesi che richiedono di essere verificate.

Metodo scientifico di Galilei

L’esperienza e l’osservazione costituiscono il terreno fondamentale per la verifica delle teorie e leggi assunte per ipotesi. Galilei elabora la legge del moto uniformemente accelerato che stabilisce che in tempi uguali un corpo in movimento assume uguali incrementi di velocità. Assume per ipotesi che questa legge valga come legge fisica del moto accelerato ovvero come legge secondo cui si svolge in natura il moto dei gravi in caduta libera. L’esperienza si configura quindi come la realizzazione di un esperimento. Infatti il procedimento scientifico messo a punto da Galilei viene definito sperimentale o meglio matematico-sperimentale.

Matematica e fisica secondo Galilei

Gli aristotelici affermano che le verità matematiche riguardano enti ideali e astratti. Ma nella concreta realtà non esistono oggetti perfettamente piani o sferici come quelli in geometria. Galilei argomenta che le proposizioni matematiche sono vere anche in fisica. Il fatto che i corpi fisici presentino imperfezioni rispetto ai solidi ideali geometrici, significa che essi traducono nella materia solidi geometrici a loro volta imperfetti. Galilei propone di operare in due direzioni differenti: progredire nella conoscenza matematica per produrre descrizioni matematiche vicine alla configurazione geometrica dei fenomeni fisici studiati. Prescindere da fattori di disturbo e interferenze dove la teoria deve far si che l’esperienza suggerisca gli aggiustamenti tecnici più efficaci. Il fenomeno viene concepito con gli occhi della mente e immaginato.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è il contributo principale di Galilei al copernicanesimo?
  2. Galilei ha intrapreso una dura battaglia per affermare il copernicanesimo, perfezionando il cannocchiale e dimostrando che la superficie lunare presenta irregolarità simili a quelle terrestri, contribuendo così a una nuova visione del cosmo.

  3. Come si pone Galilei rispetto all'aristotelismo e alla Bibbia?
  4. Galilei critica il finalismo antropocentrico dell'aristotelismo e sostiene che l'interpretazione delle Sacre Scritture deve andare oltre la lettera, cercando significati profondi che non contraddicano i risultati scientifici.

  5. Quali sono i principi fisici fondamentali secondo Galilei?
  6. Galilei introduce il principio di inerzia e il principio di composizione dei movimenti, affermando che la scienza deve basarsi sull'esperienza e che la natura deve sostituire le teorie aristoteliche.

  7. Qual è il metodo scientifico elaborato da Galilei?
  8. Galilei sviluppa un metodo matematico-sperimentale, dove l'esperienza e l'osservazione sono fondamentali per verificare teorie e leggi, come dimostrato nella legge del moto uniformemente accelerato.

  9. Come si relazionano matematica e fisica nel pensiero di Galilei?
  10. Galilei sostiene che le verità matematiche sono applicabili anche alla fisica, affermando che le imperfezioni dei corpi fisici non negano la validità delle proposizioni matematiche, ma richiedono descrizioni matematiche più accurate dei fenomeni reali.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community