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Futurismo

Nasce in Italia nel 1909 e il manifesto che dà le linee guida di questo gruppo esce in Francia ed era stato scritto da Marinetti. Ciò che li contraddistingueva era il dinamismo e la modernità della civiltà industriale che stava nascendo.

Trovano inadeguatezza nei linguaggi tradizionali, si ha un rinnovamento radicale delle arti e della vita sociale e politica. Sperimentazione in vari campi come la grafica, il cinema e la fotografia.

Gli stessi componenti del gruppo sono impegnati politicamente (anarchici e fascisti), interventismo e nazionalismo. Ciò che questo movimento artistico vuole estremizzare è l’espressione di un paese che viveva tardivamente la propria stagione di progresso economico e cercava di mettersi alla pari. Un’altra nazione che vede un simile sviluppo del futurismo è la Russia.

È la fine dell’astrattismo. Possiamo vedere in questa avanguardia due significati fondamentali:

  • L’artista non è solo parte della realtà e infatti ne astrae la forma
  • Può però anche ispirarsi ad immagini mentali

In Germania nel 1910 nasce il Cavaliere azzurro, dove i colori e le linee non raffigurano, ma si caratterizzano come linguaggio puro, come vocabolario creativo anziché imitativo.

Autonomia dei mezzi attraverso cui si esprime la pittura. Rinuncia all’oggetto, valori spirituali ed emozionali del colore e della forma. Teoria della pura visibilità come sostengono Fiedler e Hildebrandt, per cui l’arte è un linguaggio con leggi proprie, forma come creazione visiva originale.

Non c’è la preoccupazione della società, non ci sono temi sociali. La pittura comunica valori interni.

Lo scoppio del conflitto mondiale interruppe molte ricerche. Un versante vede il rifiuto di un’arte decorativa, la sperimentazione di materiali e tecniche diverse, anche legati all’opzione rivoluzionaria e alla volontà di trasgressione e rottura.

È rilevante l’aspetto ideologico della questione dello stile e quindi del linguaggio. È interessante sottolineare che quasi nessun gruppo di avanguardia riuscirà a produrre una vera e propria omogeneità di stile, vi è un orizzonte comune al gruppo di artisti, ma il messaggio è comunicato con linguaggi formali diversi.

È l’unico movimento che riesce a darsi un preciso assetto e organizzazione interna. Elemento tipico è la capacità di teorizzare l’uso continuato di manifesti dove si esprime il programma teorico degli aderenti al movimento, la presa di posizione ideologica. La teoria spesso precede la pratica.

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Sintesi

Futurismo

Nasce in Italia nel 1909 e il manifesto che dà le linee guida di questo gruppo esce in Francia ed era stato scritto da Marinetti. Ciò che li contraddistingueva era il dinamismo e la modernità della civiltà industriale che stava nascendo. Trovano inadeguatezza nei linguaggi tradizionali, si ha un rinnovamento radicale delle arti e della vita sociale e politica. Sperimentazione in vari campi come la grafica, il cinema e la fotografia. Gli stessi componenti del gruppo sono impegnati politicamente (anarchici e fascisti), interventismo e nazionalismo. Ciò che questo movimento artistico vuole estremizzare è l’espressione di un paese che viveva tardivamente la propria stagione di progresso economico e cercava di mettersi alla pari. Un’altra nazione che vede un simile sviluppo del futurismo è la Russia.

È la fine dell’astrattismo. Possiamo vedere in questa avanguardia due significati fondamentali:

  • L’artista non è solo parte della realtà e infatti ne astrae la forma.
  • Può però anche ispirarsi ad immagini mentali.

La teorizzazione più compiuta della poetica figurativa l’ha data Boccioni con gli scritti raccolti nel volume “Pittura e scultura futuriste”. Gran parte della terminologia e delle idee di Boccioni sono tratte da Bergson, filosofo francese, che con la sua nuova idea di tempo e durata influenzerà molti artisti e scrittori del tempo. Boccioni da Bergson riprende:

  • Concetto di durata: il tempo non si misura solo quantitativamente ma anche qualitativamente, è il concetto interiore della realtà quindi del tempo come divenire e svolgimento.
  • Concetto di intuizione: come unico modo di cogliere la realtà, per coglierla devi avere un’idea della sua complessità in movimento.
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