Concetti Chiave
- Il testo esplora il declino culturale dell'Italia sotto le dominazioni barbariche, evidenziando il peso infame di queste influenze.
- Nonostante i vizi e le sfortune, la lingua latina è presentata come simbolo di dignità e grandezza culturale dell'Italia.
- Il Gran-Consiglio Cisalpino del 1798 propose di abolire lo studio delle lingue greca e latina, riflettendo l'impatto della Rivoluzione francese.
- Foscolo esprime una profonda amarezza per la perdita della lingua latina, considerata fondamentale per l'arte e la cultura italiana.
- La lingua toscana è vista come simbolo dell'italianità, ma viene minacciata dalla crescente influenza del francese, segnalando un'imbarbarimento culturale.
Te nudrice alle muse, ospite e Dea
le barbariche genti che ti han doma
nomavan tutte; e questo a noi pur fea
lieve la varia, antiqua, infame soma.
Ché se i tuoi vizi, e gli anni, e sorte rea
ti han morto il senno ed il valor di Roma,
in te viveva il gran dir che avvolgea
regali allori alla servil tua chioma.
Or ardi, Italia, al tuo Genio ancor queste
reliquie estreme di cotanto impero;
anzi il Toscano tuo parlar celeste
ognor più stempra nel sermon straniero,
onde, più che di tua divisa veste,
sia il vincitor di tua barbarie altero.
L'Italia e le sue dominazioni
Tutte le popolazioni barbariche chi ti hanno sottomesso
ti chiamavano nutrice, alloggio
e dea delle arti; e questo ci rendeva
leggero il diverso, antico, infame peso delle dominazioni a cui eravamo sottoposti.
Perché se i tuoi vizi, e i tanti anni e il destino crudele
hanno cancellato in te la saggezza ed hanno eliminato il valore di Roma,
in te [comunque] viveva la lingua latina che coronava
di allori degni di un re la tua chioma or resa schiava.
Adesso, Italia, sacrifica [pure] alla tua divinità tutelare queste
ultime reliquie della tua grandezza di un tempo;
anzi corrompi la tua celeste parlata toscana
con la lingua straniera [a quel tempo, in Italia, imperversava la lingua francese]],
di modo che, più ancora dell’averti tagliata a pezzi [qui si fa riferimento alla divisione politica dell’Italia in tanti staterelli],
il vincitore vada fiero del fatto che è riuscito a distruggere la tua cultura [ cioè all’imbarbarimento culturale e linguistico]
La proposta del Gran-Consiglio Cisalpino
Nel 1798, il Gran-Consiglio Cisalpino propose di emettere una sentenza finalizzata ad abolire lo studio della lingua greca e della lingua latina. La Repubblica Cisalpina era una repubblica cosiddetta “sorella » di quella francese, sotto il controllo giacobino,come conseguenza diretta degli sconvolgimenti causati dalla Rivoluzione francese sul territorio italiano.
L'amarezza di Foscolo
Foscolo è colto da un’amarezza indicibile perché la lingua latina era sempre sta la fonte di ispirazione della sua poesia. Nei tempi, grazie ad essa, l’Italia era diventata la culla dell’arte, nonostante le avverse fortune a cui essa fu sottoposta; questo rendeva meno penose le varie dominazioni straniere che si sono avvicendare sul suolo italiano. Nella prima terzina in poi, il Foscolo si rivolge all’Italia in modo sarcastico: dopo aver dimenticato la grandezza di una volta, l’Italia accetti pure di dimenticare anche la lingua, sostituendola con il francese; allora veramente a questo punto l’Italia avrà perso tutto, con grande orgoglio da parte delle popolazioni barbare.
Il simbolo del toscano
Nel sonetto si parla di “il toscano tuo parlar celeste” perché nel XVIII e per buona metà del XIX secolo il toscano era il simbolo dell’italianità Questo è il significato del toscaneggiare dell’Alfieri, di purismo e poi della polemica manzoniana sul carattere fiorentino della lingua. Nel sonetto, Foscolo si ricollega al pensiero dell’Alfieri.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato della nutrice e dea delle arti per l'Italia?
- Qual è l'amarezza di Foscolo riguardo alla lingua latina?
- Come si relaziona il toscano alla cultura italiana secondo Foscolo?
- Qual è la critica di Foscolo nei confronti della sostituzione della lingua latina con il francese?
Le popolazioni barbariche che hanno sottomesso l'Italia la chiamavano nutrice e dea delle arti, il che rendeva più sopportabile il peso delle loro dominazioni, poiché la lingua latina continuava a vivere in essa, simbolo di grandezza e cultura (come indicato nel testo).
Foscolo prova un'amarezza profonda per la proposta di abolire lo studio della lingua latina, poiché essa era la fonte della sua ispirazione poetica e rappresentava la grandezza culturale dell'Italia, rendendo meno pesanti le dominazioni straniere (come evidenziato nel testo).
Il toscano è descritto come il simbolo dell'italianità nel XVIII e XIX secolo, rappresentando un legame con la grandezza culturale e linguistica dell'Italia, come sottolineato nel riferimento al "parlar celeste" (come menzionato nel testo).
Foscolo critica aspramente la sostituzione della lingua latina con il francese, suggerendo che ciò comporterebbe una completa perdita dell'identità culturale italiana, con le popolazioni barbariche che si vantano di aver distrutto la cultura (come espresso nel testo).