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Foscolo

Biografia

Foscolo nasce a Zacinto nel 1778. Nel 1778, dopo la morte del padre, viene affidato alla zia e solo nel 1793 si ricongiunge alla madre e ai fratelli, che si erano trasferiti a Venezia. Viene educato in base ai valori della cultura classica e umanistica e scopre l'amore per la letteratura. Con la discesa di Napoleone in Italia, Foscolo sostiene con entusiasmo la causa della Francia rivoluzionaria, così si arruola come tenente nella Repubblica Cispadana. Ma il 17 ottobre 1796 firma il trattato di Campoformio, con cui cede Venezia all'Austria. Il "trauma di Campoformio" e la delusione delle speranze patriottiche ispirano Le Ultime Lettere di Jacopo Ortis (1802), romanzo epistolare giovanile, sentito come centrale per il percorso letterario, ispirato ai dolori del giovane Werther e alle tragedie alfieriane.

Nel 1801 muore il fratello, e nello stesso anno esce a Milano il primo volume delle Ultime Lettere di Jacopo Ortis, la cui edizione integrale viene pubblicata l'anno dopo. Nella primavera del 1806 raggiunge Venezia, dove ritrova la madre e la sorella, e incontra il poeta Ippolito Pindemonte, al quale dedica il poemetto Dei Sepolcri (1807).

Foscolo trascorre gli anni successivi a Parigi (1804), dove conosce Manzoni; Pavia (1808), dove ottiene una cattedra di eloquenza; Milano e Firenze (1812) dove frequenta il salotto della contessa d'Albany, compagna di Alfieri. Dopo la sconfitta di Waterloo, e il ritorno degli austriaci a Milano, si auto esilia, dapprima in Svizzera (1815) e poi a Londra, dove muore nel 1827. Le opere di Foscolo spaziano dalla prosa aulica alla poesia riflessiva.

La cultura e le idee

Gli anni della formazione culturale di Foscolo sono quelli veneziani, dove riceve una formazione classica e umanistica. Ruolo importante nella sua formazione: Illuminismo.

Dell'illuminismo, egli riprende la visione laica della storia e della società e il materialismo, ma rifiuta la concezione dell'intellettuale e del sapere. Foscolo afferma la minore importanza del pensiero scientifico rispetto alla poesia e all'arte e vede nell'intellettuale il portatore della coscienza collettiva. Nel rifiuto dei miti illuministici del progresso e della scienza, Foscolo è considerato erede di Parini.

Considerato anche erede di Alfieri: per la rappresentazione drammatica e idealizzata dei conflitti sociali. Tra gli autori più importanti della sua riforma anche: Vico (da cui riprende la riflessione sulla funzione storica e sociale della poesia) e Machiavelli (il suo pensiero politico denunciava la brutalità dei rapporti sociali e il carattere oppressivo del potere).

La poetica

Quella di Foscolo è una poetica dichiaratamente classicista. Foscolo adotta nel suo romanzo uno stile alto e sostenuto che alterna lirismo e tragicità e che rifiuta il realismo. I temi dei sonetti foscoliani autobiografici: gli amori, la riflessione esistenziale, l'esilio, i lutti familiari, rappresentano la tendenza del poeta all'autoritratto, alla descrizione di sé come individuo che offre e lotta per opporsi al "reo tempo" causato dalla delusione storica.

Componente preromantica di Foscolo: sta nell'atteggiamento di inquietudine con il quale il soggetto si rapporta con la realtà, scontrandosi con un presente che non soddisfa le sue aspettative di grandezza. Ciò che ripaga Foscolo di questa sofferenza: la perfezione formale della poesia, che oppone al mondo brutale della storia un universo di armonia, equilibrio e bellezza coincidente con quello rappresentato dall'arte del Neoclassicismo. L'intonazione alta e ricercata è il complemento formale di una poesia che ha come oggetto: la celebrazione della bellezza artistica. Foscolo assegna alla poesia il compito di detenere vivi i grandi valori della civiltà.

Stile

Stile adottato da Foscolo rispecchia la sua poetica classicista. Elemento che lo caratterizza: tendenza a un lessico aulico e arcaizzante, spesso costituito da latinismi. Nella poesia di Foscolo inoltre: frequente l'inversione sintattica. Verso preferito da Foscolo: l'endecasillabo, che nei Sepolcri, nelle tragedie e nelle Grazie è libero, cioè privo di rime. Nei Sepolcri questa misura metrica si accompagna da enjambement, che consente all'autore di non veicolare in modo eccessivo la riflessione concettuale alla melodia e al ritmo del verso.

Ultime lettere a Jacopo Ortis

La versione più antica esce a Bologna nel 1798, dopo alcune stampe non autorizzate, ma tra il 1801 e il 1802 Foscolo prepara due edizioni complete. La versione del 1802 esce a Zurigo nel 1816 e definitivamente a Londra nel 1817. Le Ultime Lettere di Jacopo Ortis sono un romanzo epistolare, cioè è scritto sotto forma di raccolta di lettere indirizzate dal protagonista (Jacopo) all'amico Lorenzo Alderani (tra l'11 ottobre 1797 e il 25 marzo 1799). Ci sono anche lettere destinate all'amata Teresa e ad altri. Lorenzo diventa il narratore del suicidio finale di Jacopo.

Una tematica fondamentale è l'amore impossibile. La struttura e molti temi del romanzo sono tratti dai grandi romanzi epistolari europei, come dai Dolori del giovane Werther di Goethe, ma nonostante ciò l'originalità dell'Ortis deriva dalla presenza di elementi autobiografici che Foscolo proietta nel romanzo.

La vicenda

Nella prima parte il giovane Jacopo Ortis si ritira in un podere sui colli euganei perché deluso da Napoleone. Qui si innamora di Teresa ed è un amore corrisposto, però il padre della ragazza vuole darla in moglie al ricco Odoardo, il tipico borghese, per risollevare le condizioni economiche difficili della famiglia e Teresa è decisa a obbedire. Nella seconda parte Jacopo parte per un viaggio attraverso l'Italia e a Milano incontra Parini. Tornato sui colli euganei dopo aver saputo che Teresa si è sposata, la incontra per l'ultima volta strappandole un bacio poi decide di porre fine alle sue sofferenze politiche e sentimentali e si suicida pugnalandosi al cuore.

Foscolo pensa alla morte in senso nichilistico ovvero la intende come nulla eterno, pensa che non ci sia nulla dopo, solo la disgregazione di corpo e anima. Molti critici hanno messo in rilievo il conflitto tra società e l'intellettuale, che non si riconosce nel mondo in cui vive, il protagonista non riesce a inserirsi nel mondo borghese perché è passionale, sognatore e idealista, mentre i borghesi invece sono pacati, calcolatori e materialisti.

Nell'Ortis, la cultura illuministica di Foscolo e i valori incarnati dalla rivoluzione francese entrano in crisi e viene meno ogni fiducia positiva negli ideali civili e nella storia. Il suicidio di Jacopo mostra la vanità delle illusioni giovanili di Foscolo: l'amore e la poesia.

  • All'amore corrisponde il personaggio di Teresa, portatrice di una bellezza angelica. La promessa di una vita felice da passare insieme è impossibile perché il destino borghese della donna è già segnato.
  • Alla poesia spetterebbe il compito di superare i contrasti interiori e di far ritrovare la dimensione di equilibrio di armonia, ma questo tentativo per Jacopo è un tentativo mancato perché neanche nell'arte riesce a trovare consolazione.

Il tema politico percorre l'intero romanzo; data la situazione politica e sociale della penisola l'unità degli italiani non può essere realizzata e, dato che gli ideali di Jacopo sono troppo alti per poter accettare l'infamia del dominio straniero, l'unica alternativa per lui è la morte.

Il dolore del giovane Werther e le ultime lettere di Jacopo Ortis a confronto

I punti in comune tra questi due romanzi sono:

  • Il fatto che siano entrambi epistolari
  • Il tema dell'amore impossibile
  • Lo schema del triangolo amoroso

I protagonisti di entrambi romanzi finiscono per suicidarsi. Teresa e Lotte sono fanciulle oneste e fedeli al fidanzato che poi si sposano ma entrambe si accorgono di essere innamorate dei protagonisti. I punti di distanza riguardano l'aspetto politico: in Foscolo è presente una passione politica già volta a un progetto nazionale che invece è sempre in Goethe.

Le poesie

Gli scritti poetici approvati di Foscolo sono solo due odi e dodici sonetti. Nella raccolta pubblicata a Pisa nel 1802 intitolata Poesie inserisce otto sonetti e l'ode a Luigia Pallavicini caduta da un cavallo. Nel 1803 esce a Milano un'edizione ampliata che poi sarebbe stata quella definitiva con quattro nuovi sonetti e l'ode all'amica risanata, esempio del neoclassicismo settecentesco e si ispirano all'opera.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher pointbreaksnc di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Lingua e letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Peperoni Enrico.
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