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Concetti Chiave

  • Le fonti pattizie sono accordi formali tra stati che richiedono la sottoscrizione e la ratifica per diventare efficaci.
  • La ratifica è l'atto con cui uno stato riconosce i vincoli sottoscritti dai propri rappresentanti e spetta esclusivamente al capo dello stato in Italia.
  • Le camere italiane possono esaminare la ratifica in presenza di trattati che impongono modifiche all'ordinamento interno o che hanno rilevanza politica.
  • I trattati richiedono sia la sottoscrizione che la ratifica, mentre i concordati entrano in vigore solo con la sottoscrizione, senza necessità di ratifica.
  • La procedura di ratifica varia da ordinamento a ordinamento e può richiedere autorizzazione da parte delle camere in casi specifici.

Le fonti pattizie e la sottoscrizione

Le fonti pattizie sono fonti atto (formali) che si fondano su convenzioni stipulate tra diversi stati, le quali convergono in un trattato sottoscritto dagli stati aderenti. La sottoscrizione, infatti, è considerata il primo atto necessario alla stipulazione di un accordo. Essa, però, non sancisce l’entrata in vigore di un determinato trattato in tutti gli stati aderenti. Per diventare efficace, è fondamentale che esso sia ratificato da un numero minimo variabile dei sottoscriventi.

La ratifica e il ruolo del capo dello stato

La ratifica è l’azione tramite cui uno stato riconosce come propri i vincoli che sono stati sottoscritti dai suoi rappresentanti. Le procedure di ratifica sono diverse da ordinamento a ordinamento: come sancito dall’articolo 87 della costituzione italiana, nella nostra repubblica la ratifica di un accordo spetta sempre ed esclusivamente al capo dello stato. Esistono, altresì, casi specifici in cui essa deve essere autorizzata dalle camere prima di essere attuata dal capo dello stato. Tali casi sono definiti dall’articolo 80, il quale sostiene che le camere autorizzano con legge la ratifica dei trattati internazionali che prevedono arbitrati o regolamenti giudiziari, o importano variazioni del territorio od oneri alle finanze o modificazioni di leggi (come ad esempio la cessione di parte del territorio a un altro stato; leggi di bilancio o termine di controversie internazionali).

Il ruolo delle camere nella ratifica

Le camere, in particolare, sono autorizzate ad esaminare la ratifica in presenza di trattati che impongono modificazioni di leggi nazionali, cioè nel caso in cui un vincolo internazionale preveda la modifica dell’ordinamento interno. Esse, inoltre, sono chiamate a valutare la ratifica in caso di trattati di rilevanza politica, i quali non sono definiti nello specifico ma variabili sulla base di eventuali contesti.

Differenze tra trattati e concordati

Un trattato si differenzia da un concordato: mentre i trattati richiedono la sottoscrizione e la ratifica; gli accordi, invece, entrano in vigore esclusivamente tramite la sottoscrizione; essi, pertanto, non necessitano mai di ratifica.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato della sottoscrizione in un trattato internazionale?
  2. La sottoscrizione è il primo atto necessario alla stipulazione di un accordo, ma non sancisce l'entrata in vigore del trattato, che richiede la ratifica da parte di un numero minimo di stati aderenti.

  3. Chi ha il compito di ratificare un trattato in Italia?
  4. In Italia, la ratifica di un accordo spetta esclusivamente al capo dello stato, come stabilito dall'articolo 87 della costituzione, con alcune eccezioni che richiedono l'autorizzazione delle camere.

  5. Qual è la principale differenza tra trattati e concordati?
  6. I trattati richiedono sia la sottoscrizione che la ratifica per entrare in vigore, mentre i concordati entrano in vigore solo tramite la sottoscrizione e non necessitano mai di ratifica.

Domande e risposte

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