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Concetti Chiave

  • La nascita della polis ha portato a una centralizzazione dei culti, trasferendo antiche pratiche religiose nei centri urbani e creando nuove festività come le Grandi Dionisiache.
  • I sacerdoti, scelti a sorte tra i cittadini e rinnovati annualmente, hanno spostato il servizio divino dalle mani degli esperti ai laici, riflettendo un cambiamento nella gestione della religione.
  • I templi grandiosi sostituiscono i santuari antichi, rappresentando la potenza della polis piuttosto che la fede individuale dei cittadini.
  • La religione olimpica funge da garante dello Stato, assicurando il favore degli dei e stabilendo che l'offesa a una divinità è considerata un delitto contro la collettività.
  • I riti di purificazione connotano una dimensione civica, poiché la colpa di un singolo può influire su tutta la polis, evidenziando il principio di solidarietà collettiva.

La centralizzazione dei culti

La nascita e lo sviluppo della polis determinano significativi mutamenti anche nella mentalità e nelle pratiche religiose. La polis, oltre che comunità territoriale, è una formazione sociale e culturale tenuta assieme da leggi e credenze etico - religiose comuni. Essa compie anzitutto una centralizzazione dei culti sradicando e poi trapiantando nel capoluogo gli antichi culti locali. Il tiranno Pisistrato, ad esempio, trasferirà il culto del dio Dioniso da Eleutera ad Atene e fonderà, in suo onore, le Grandi Dionisiache,feste che avranno un grande seguito e che verranno accompagnate da gare e rappresentazioni teatrali, la matrice da cui sorgerà il grande teatro tragico ateniese.

Il ruolo dei sacerdoti e dei templi

Il servizio divino, inoltre, si trasferisce nelle mani dei laici. Quasi tutti i sacerdoti sono, infatti, estratti a sorte fra i cittadini e rinnovati ogni anno. Gli antichi santuari cedono il posto a templi grandiosi che esibiscono più la potenza della polis che la fede dei suoi cittadini. La polis, custode della religione domestica, tende a centralizzare i culti domestici, perché i cittadini divengano consapevoli dei vincoli di solidarietà che devono intercorrere tra tutte le famiglie.

La religione olimpica e la polis

Essa ha inoltre divinità che sono garanti dello Stato, protettori della città. La polis, infine, deve vigilare affinché il favore degli dei permanga e non venga meno per colpa o negligenza dei singoli. Forse quest’ultimo aspetto può spiegare perché, a partire dal VII secolo a.C., i riti catartici di purificazione assumano connotazioni civiche: la colpa, infatti, e l’impurità dei singoli possono ricadere su tutta la polis, dato che in questa vige il principio della solidarietà collettiva. Proprio perché la religione olimpica costituisce anche la religione ufficiale della polis (e si occupa della salvezza e del destino della città-Stato e della comunità) ad essa non si può disobbedire: l’offesa alla divinità (asébeia) appare anche come un delitto contro la collettività.

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'impatto della polis sulla centralizzazione dei culti religiosi?
  2. La polis centralizza i culti, trasferendo antichi culti locali nel capoluogo, come dimostra il trasferimento del culto di Dioniso ad Atene da parte del tiranno Pisistrato, che fondò le Grandi Dionisiache (testo).

  3. Come cambia il ruolo dei sacerdoti e la struttura dei templi con la nascita della polis?
  4. Il servizio divino passa nelle mani dei laici, con sacerdoti scelti a sorte tra i cittadini e rinnovati annualmente, mentre i templi diventano grandiosi simboli della potenza della polis piuttosto che espressioni di fede individuale (testo).

  5. In che modo la religione olimpica si integra con la vita della polis?
  6. La religione olimpica funge da religione ufficiale della polis, garantendo la salvezza della città e imponendo la responsabilità collettiva, poiché l'offesa alle divinità è vista come un delitto contro la comunità (testo).

Domande e risposte

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