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Concetti Chiave

  • Licurgo, figura leggendaria della fine del VII sec. a.C., è associato alla creazione degli ordinamenti di Sparta, frutto di un processo evolutivo durato secoli.
  • Il governo spartano è caratterizzato da una diarchia con due re, che avevano poteri limitati in città, mentre i cinque èfori esercitavano un controllo significativo su vari aspetti della vita pubblica.
  • Gli èfori, eletti annualmente, avevano poteri estesi, dalla sorveglianza sull'applicazione delle leggi all'amministrazione della giustizia, influenzando notevolmente la politica spartana.
  • L'apella, assemblea dei cittadini, non prevedeva dibattiti e aveva prerogative ristrette, limitandosi ad approvare le proposte della gerusìa, composta dai due re e ventotto anziani.
  • Il rapporto tra l'apella e la gerusìa evidenzia l'oligarchia spartana, dove il potere decisionale era concentrato in un ristretto numero di individui rispetto al corpo dei cittadini.

Qual è la leggenda di Licurgo?

Gli antichi attribuivano le particoalri caratteristiche della polis spartana all'opera di un legislatore vissuto alla fine del VII sec. a.C., Licurgo. Ma Licurgo è un personaggio evanescente, avvolto dalla tradizione antica in una dimensione leggendaria. Comunque, gli ordinamenti di Sparta non furono creati in un sol colpo, per opera di un unico individuo. Al contrario, essi furono il risultato, raggiunto gradualmente e completato nel VI sec. a.C., di una vicenda secolare.

Il potere dei re e degli èfori

Al vertice del governo spartano erano due re (diarchìa) che ricevevano il potere per via ereditaria. Sul campo di battaglia essi comandavano gli eserciti, ma in città non ricoprivano funzioni politiche di rilievo e si limitavano a svolgere compiti sacerdotali.

Ben più potenti erano i cinque èfori (letteralmente “ispettori”, “sorveglianti”), eletti annualmente dall'assemblea. L'insieme dei loro poteri era impressionante: controllavano l'applicazione delle leggi, l'educazione dei giovani, il comportamento dei cittadini, si occupavano della politica estera, amministravano la giustizia e potevano persino giudicare l'operato dei due re.

L'assemblea e la gerusìa

A Sparta, l'assemblea dei cittadini di pieno diritto, chiamata apella, a differenza di quelle delle altre poleis greche, non prevedeva dibattiti, confronti di opinioni, discussioni animate. Era la riunione di un corpo militare educato fin dall'infanzia all'ordine e alla disciplina. L'apella aveva prerogative ristrette: non possedeva capacità d'iniziativa e poteva soltanto approvare o respingere le proposte avanzate da un consiglio ristretto, la gerusìa, di cui facevano parte i due re e ventotto anziani (detti geronti) eletti a vita tra i cittadini di età superiore ai sessant'anni.

Questo particolare rapporto tra assemblea e consiglio, in cui il consiglio aveva un potere preponderante, qualifica il regime politico spartano come un'oligarchia, anzi come un vero e proprio modello di ordinamento oligarchico. Oligarchia vuol dire letteralmente “governo di pochi”: e infatti i pochi componenti della gerusia spartana avevano una funzione dirigente rispetto alla totalità dei cittadini riuniti nell'apella.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo di Licurgo nella formazione della polis spartana?
  2. Licurgo è considerato un legislatore leggendario che ha influenzato le caratteristiche della polis spartana, ma gli ordinamenti di Sparta sono il risultato di un processo graduale, completato nel VI sec. a.C., piuttosto che di un'unica creazione (come indicato nel testo).

  3. Quali sono le principali differenze tra i poteri dei re e degli èfori a Sparta?
  4. I due re di Sparta, pur avendo potere ereditario e comando militare, non avevano un ruolo politico significativo in città, mentre i cinque èfori, eletti annualmente, detenevano poteri ampi, controllando leggi, educazione, giustizia e politica estera (come descritto nel testo).

  5. Come si caratterizza il sistema politico di Sparta in relazione all'assemblea e alla gerusìa?
  6. Il sistema politico spartano è un'oligarchia, poiché l'assemblea (apella) aveva prerogative limitate e poteva solo approvare o respingere le proposte della gerusìa, composta dai due re e da ventotto anziani, che esercitavano un potere preponderante (secondo quanto riportato nel testo).

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