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INTRODUZIONE

La nascita della linguistica moderna viene fissata nel 1916, con la pubblicazione di un importante

libro ‘Corso di linguistica generale’ di Ferdinand de Saussure. Era un manuale che raccoglieva le

lezioni tenute dal linguista e pubblicato postumo dai suoi allievi. Con lui si fa coincidere la nascita

della linguistica moderna.

Cosa è la linguistica?

È una disciplina descrittiva o lo studio scientifico del linguaggio. Tutti i linguaggi esistenti hanno un

aspetto in comune, un’analogia, ossia sono tutti sistemi di comunicazione, servono cioè a trasmettere

e comunicare dati da un individuo, emittente, ad un altro, ricevente. Questi sistemi, quindi, realizzano

una forma di comunicazione. L’elemento caratteristico ed esclusivo del linguaggio umano concerne

le caratteristiche strutturali, oggetto di studio della linguistica. Dunque, quest’ultima è una scienza

descrittiva, il cui scopo non è quello di indicare ‘ciò che non si deve dire e ciò che si deve dire’, ma

spiegare ciò che effettivamente si dice, per cui ha un fine conoscitivo.

Le caratteristiche del linguaggio umano.

Il linguaggio umano è discreto e si contrappone ai linguaggi continui. Discreto significa che i suoi

elementi costitutivi si distinguono gli uni dagli altri per l’esistenza di limiti ben definiti. Un altro

aspetto proprio del linguaggio umano è la ricorsività, la qualità che consiste nel ricorso illimitato di

segni per comporre delle frasi potenzialmente infinite.

LINGUAGGIO UMANO discretezza

1.

2. ricorsività

Il sistema di segni.

Secondo de Saussure il linguaggio umano è un sistema di segni. Una parola è un segno e quest’ultimo

l’associazione tra significato e significante.

esprime che suscitano

o Il significato è la proiezione intrinseca del significante. È l’immagine i segni

grafici/linguistici, detto anche referente.

o Il significante è la forma fonetica o grafica attraverso cui viene rappresentato un referente. Il

significante è la resa fonetica, la sequenza dei suoni che veicolano un significato.

Il segno linguistico ha tre proprietà universali:

o Arbitrarietà: si associa il significato ad un significante in maniera arbitraria. Tale

correlazione è l’esito di un accordo sociale convenzionale. Esiste però un limite in questa

arbitrarietà rappresentato dalle onomatopee, il cui significato tende ad imitare suoni connessi

al referente.

o Distintività: Questa proprietà veicola significati diversi da altri significati, a meno che non ci

sia un caso di omofonia, dove però il contesto disambigua eventuali omonimie.

[‘GATTO] ≠ [‘MATTO] ≠ [‘RATTO]

per cui si deve mantenere l’andamento

o Linearità: Ogni segno linguistico ha un suo vettore,

e l’ordine.

 Il linguaggio e le lingue

Con linguaggio si intende la capacità comune a tutti gli esseri umani di sviluppare un sistema di

comunicazione, mentre con lingua si intendere una forma specifica che questo sistema di

comunicazione assume.

Ferdinand de Saussure distingue diverse dicotomie per lo studio delle parole e di una lingua:

o Langue e Parole

Le parole sono la concretizzazione, un'esecuzione linguistica realizzata da un individuo, un atto

individuale, il quale attinge dal repertorio generale collettivo rappresentato dalla langue. L'individuo

può realizzare atti di parole ma non può modificare da solo la langue. La langue è un sistema di segni

codificati da una comunità linguistica. Quando un parlante viola la regola della langue, si creano delle

possibilità di un cambiamento. Si crea dopodiché un orizzonte d’attesa prima che il nuovo

cambiamento venga riconosciuto.

o Sincronia e diacronia

Secondo de Saussure, una lingua può essere studiata nella sua sincronia o diacronia. Lo studio è detto

diacronico, se si segue lo sviluppo cronologico e la sua storia. Prende in considerazione le

manifestazioni linguistiche nella loro evoluzione attraverso il tempo, analizzando i fenomeni

su un’asse temporale

disponendoli e osservando la relazione che sussiste tra un certo fenomeno e un

altro che lo ha preceduto. Lo studio sincronico, invece, studia il linguaggio in un determinato

momento della sua storia. Si intende dunque, lo studio dei fenomeni nella loro simultaneità.

o Sintagmatico e paradigmatico

Procedendo con l'asse sintagmatico si considerano i componenti dell'enunciato nella loro sequenza

orizzontale. Osservando i rapporti fonetici, grammaticali e sintattici e come si influenzano. Dunque,

si studiano gli elementi che sono in praesentia, cioè compresenti. Con l'asse paradigmatico, si

analizzano gli elementi dell'enunciato in relazione al paradigma, cioè la langue. Si colloca il singolo

elemento all'interno del sistema, della sua classe, opponendosi agli altri elementi potenziali (elementi

in absentia). Si intrattengono rapporti paradigmatici con le unità assenti che avrebbero potuto essere

realizzate in quella determinata sede. LINGUAGGIO: SISTEMA DI

COMUNICAZIONE

LINGUA: SISTEMA DI SEGNI

LE LINGUE DEL MONDO

Nel mondo esistono tantissime lingue che vengono classificate da un punto di vista linguistico

secondo tre criteri.

 Genealogico

 Tipologico

 Areale

Classificazione genealogica.

Si dice che due lingue fanno parte dello stesso raggruppamento genealogico, se esse derivano da una

stessa lingua originaria o lingua madre, come nel caso delle lingue romanze, che però sono

riconducibili ad un'unità genealogica più grande, una famiglia, quella delle lingue indoeuropee, che

costituiscono una famiglia linguistica.

Queste famiglie sono:

 La famiglia indoeuropea;

 La famiglia afro-asiatica;

 La famiglia uralica, che comprende numerose lingue parlate in Europa orientale e nell’Asia

come il finlandese, l’estone e l’ungherese;

settentrionale,

 La famiglia sino-tibetana.

Vi sono infine anche lingue isolate, per cui non è dimostrabile la parentela con le altre, come il

giapponese.

Classificazione tipologica.

 Due lingue sono tipologicamente correlate, se manifestano una o più caratteristiche comuni e

questa correlazione è indipendente e prescindibile dal legame genealogico. Tali analogie

possono essere di ordine morfologico o sintattico. Dal punto di vista morfologico risultano tre

gruppi di lingue:

 Lingue flessive;

 Lingue agglutinanti;

 Lingue isolanti.

Classificazione geografica o areale.

Delle lingue hanno sviluppato e assimilato alcune caratteristiche strutturali comuni di una

determinata area geografica. LA FONETICA

Uno degli aspetti più evidenti del linguaggio umano è la produzione di suoni emessi attraverso il

nostro apparato fonatorio. Ogni lingua ha un suo repertorio di suoni, detti foni, che formano delle

parole. Un suono è prodotto dall'aria che viene emessa dai polmoni, che sale lungo la trachea,

attraversa laringe, sede delle pliche e viene espulsa dalla bocca o dal naso. La fonetica studia la

produzione e la percezione dei suoni linguistici. Il fono è l'unità minima di un suono.

La classificazione dei suoni

Un suono si classifica secondo tre parametri:

o Modo di articolazione: gli assetti che gli organi assumono nella produzione di un suono.

il flusso d’aria viene modificato in punti diversi dell’apparato

o Luogo di articolazione:

fonatorio.

o Sonorità: è condizionata dalle vibrazioni delle corde vocali o pliche, che determinano un

suono sonoro o sordo.

Prima dell'alfabeto IPA esisteva un altro sistema internazionale che rispondeva all'esigenza di

usare gli stessi simboli per gli stessi suoni, in tutte le lingue del mondo. Tale alfabeto si chiama

Ascoli- Goidanich. Derivato dai due linguisti che hanno elaborato l'alfabeto. Nell'IPA ad ogni

L’Ascoli-Goidanich

singolo segno corrisponde un suono. era basato su un criterio diverso. Si

caratterizzava per l'uso di segni diacritici, un segno di acritico e un segno che si aggiunge sopra o

sotto il simbolo fonetico. Per codificare il valore fonetico.

] = [š]

[ʃ L’ALFABETO IPA labiovelare

w

affricate pf ts/dz tʃ/dʒ

 Consonanti occlusive.

Il suono è prodotto tramite un’occlusione momentanea dell’aria a cui fa seguito una specie di

esplosione:

 [p; b]

Occlusive bilabiali:

 [t; d]

Occlusive dentali/alveolari: ʠ]

 [ʈ;

Occlusive retroflesse o caucuminali:

 [k; g]

Occlusive velari:

Consonanti nasali.

L’aria non esce dalla bocca, ma dal naso.

 [m]

Nasale bilabiale: di [mamma]

 [n]

Nasale alveolare: di [nano, nodo]

 [ɲ] la nasale palatale si trova all’interno

Nasale palatale: di [ragno, gnomo, gnocchi]. Se

sarà sempre lunga [‘raɲɲo].

della parola Se la si trova ad inizio parola si trascrive una sola

volta.

 [ɱ]

Nasale labiodentale: di [inferno]. Si usa quando la nasale è seguita da una consonante

labiodentale [f, v].

 [ŋ] nasale è seguita da un’occlusiva

Nasale velare: di [panka]. È articolabile solo quando la

velare [k, g].

Consonanti vibranti.

Vengono create in seguito ad una sequenza ripetuta di occlusioni.

 [B]

Vibrante bilabiale: che si legge come <br> e non si utilizza nelle lingue indoeruopee.

 [r] di [labbra]. L’effetto della vibrazione avviene al livello degli alveoli

Vibrante alveolare:

e non delle labbra.

 [R]

Vibrante uguale: di [fr. rue]

 Consonanti fricative.

Le consonanti fricative sono prodotte dall’avvicinamento degli organi senza che ci sia un contatto o

un blocco. Si assiste ad un restringimento del canale articolatorio, senza occlusione.

β]

 [φ/ [‘lu:φo] βueno]

Fricative bilabiali: di lupo in antico fiorentino e [sp. letta come <v>.

 [f/v]

Fricative labiodentali: di [fango] e [vado].

 [θ/ ð]

Fricative dentali: di [three] e [that]

 [s/z]

Fricative alveolari: di [sasso] e [rosa]. In posizione intervocalica la <s> diventa sonora

La norma empirica è che se l’italiano ha una <s> seguita da una consonante

in determinati casi.

sonora, foneticamente si trascrive <z>.

 [ʃ/ʒ]

Fricative postalevolari: di [sciarpa] e [jouer]. Anche la gorgia toscana possiede la

fricativa alveolare sonora, ad esempio [ragione]

 [ç]

Fricativa palatale sorda: che rappresenta la pronuncia <ich>.

ɣ]

 [x,

Fricative velari: la prima si pronuncia <ch> come in [ted. buch] e la seconda è un

allofono di <g>.

 [h]

Fricativa glottidale sorda:

Consonanti approssimanti.

Concorrono a formare i nessi fonetici che si chiamano dittonghi. Possono essere discendenti, quando

si assiste ad una successione di vocale+approssimante, o dittonghi ascendenti quando si presenta

approssimante+vocale.

 [j]

Approssimante palatale: di [ieri]= [jɛ:ri]

 [w]

Approssimante labiovelare: di [uomo]

Consonanti laterali.

Quando si pronunciano, la lingua è in posizione centrale nella bocca e l’aria che esce dalla bocca, lo

fa attraverso i due canali liberi.

 [l]

Laterale alveolare: di [libro]

 [ʎ]

Laterale palatale: di [maglia] si trascrive come [maʎʎa] Dentro la parola è sempre

doppia.

 [L]

Laterale velare: di [in. kill]

 Consonanti affricate.

Sono un unico suono consonantico, composto da due momenti.

 [ts/dz]

Affricate alveolari: di [zio], [pazzo]. La sorda è sempre lunga dentro la parola come

in [‘pattso]. Un esempio per la sonora è [zanzara] che si trascrive [dzan’dza:ra]

 [tʃ/dʒ]

Affricate postalveolari: di [ciao] che viene resa foneticamente come [tʃa:o] e

[‘dʒorno].

[giorno] che si trascrive come

 [pf]

Affricata labiodentale: di [ted. pferd]

Esistono parole che non hanno l’accento come gli

articoli determinativi, i pronomi… si chiamano clitici e

sono parole atone, prive di accento. Costituiscono una

parola con la prima parola tonica che segue.

LE VOCALI

Le vocali vengono prodotte sfruttando l’organo fonatorio della lingua, la quale, nel produrre le vocali

esegue due movimenti: può ritirarsi o avanzare in un orientamento orizzontale, alzarsi o abbassarsi in

senso verticale. I parametri per classificare le vocali riflettono i due movimenti. Il terzo parametro è

l’arrotondamento.

 y: [‘lyna] <fr.

è una vocale anteriore, alta e arrotondata di lune>.

 i: è una vocale alta, anteriore e non arrotondata.

 I: è la <i> non tesa di <ing. kill>.

 e: è una vocale anteriore medioalta non arrotondata di <pera>.

 Ɛ: è una vocale anteriore mediobassa non arrotondata di <piede>. Non si usa mai in

posizione atona, può esistere solo in sillaba tonica.

 ae: è una vocale anteriore mediobassa non arrotondata dell’inglese <man>.

 ø: è una vocale anteriore medioalta arrotondata del francese <jeu>.

 oe: è una vocale anteriore mediobassa arrotondata del francese <coeur>.

 a: è una vocale anteriore bassa non arrotondata.

 u: è una vocale posteriore alta arrotondata.

 Ʊ: posteriore alta o medioalta non arrotondata dell’inglese <full>.

è una vocale

 o: è una vocale posteriore medioalta arrotondata di <ponte>.

 ɔ: è una vocale posteriore mediobassa arrotondata di <uomo>.

 Ʌ: non arrotondata dell’inglese <love>.

è una vocale posteriore mediobassa

 ɑ: è una vocale posteriore bassa arrotondata dell’inglese <lock>.

 ə: è una vocale centrale medioalta non arrotondata detta ‘schwa’ del napoletano <uomo>

[‘ɔmmə]

 ɐ: mediobassa non arrotondata dell’inglese <sofa>.

è una vocale centrale LA FONOLOGIA

Mentre la fonetica, come abbiamo visto, si occupa dell'aspetto fisico dei suoni, ossia dei foni, la

fonologia si occupa della funzione linguistica dei suoni.

L’oggetto di studio della fonologia è il fonema. Il fonema è l'unità minima del linguaggio, dotato di

valore distintivo o valore linguistico. Questo non è dotato di significato in sè, ma contribuisce a

distinguere dei significati.

Regole di Trubeckoj.

  Prima regola: le coppie minime.

Quando due suoni ricorrono nello stesso contesto e non possono essere scambiati

senza variare il significato delle parole. Allora sono due realizzazioni fonetiche di due

fonemi diversi.

Vengono prodotte delle coppie minime, ossia coppie di parole che cambiano di

significato per un solo suono:

cane-pane-rane

pare-tare

faro-varo

carpa-carta

 Seconda regola: le varianti libere.

Quando due suoni ricorrono nello stesso contesto senza causare variazioni di

significato. Si chiamano varianti libere.

Ad esempio, la <r> moscia è una variante libera.

 Terza regola: varianti combinatorie.

Quando due suoni non ricorrono nello stesso contesto e sono condizionati dai suoni

prossimi, si chiamano varianti combinatorie.

naso-ancora [naso-aŋkora]

Le varianti combinatorie possono chiamarsi anche allofoni. Gli allofoni sono due

diverse realizzazioni di un unico fonema.

Le opposizioni fonologiche

I suoni distintivi intrattengono tra di loro rapporti reciproci che si chiamano opposizioni e descrivono

la natura dei rapporti che intercorrono tra i fonemi di una lingua. L'analisi fonologica di Trubeckoj

non si fonda solo sulle differenze tra i fonemi; è importante determinare ciò che essi hanno in comune.

Due entità devono avere una base di comparazione affinché possano formare un'opposizione.

 Opposizione bilaterale:

È un'opposizione bilaterale, quando la base di comparazione è propria dei due termini. Si prendono

ai due termini dell’opposizione.

in considerazione le proprietà comuni

Es: /b/ e /p/

Sono entrambe occlusive bilabiali, ma la /b/ è sonora mentre la /p/ è sorda.

 Opposizioni multilaterali:

È un'opposizione multilaterale quando la base di confronto è comune ad altri termini del sistema.

Es:

/p/, /k/ e /t/ sono occlusive sorde.

 Opposizioni proporzionali :

Sono opposizioni proporzionali quando la relazione tra i due fonemi ricorre in altre opposizioni.

 Opposizioni isolate:

Sono opposizioni isolate quando la relazione tra i due fonemi non ricorre in altre opposizioni.

 Opposizioni privative:

Trubeckoj classifica le opposizioni secondo la natura delle relazioni tra i termini dell'opposizione.

Queste possono essere privative, ad esempio. Le opposizioni privative riguardano quelle coppie di

fonemi che possiedono delle proprietà identiche, ma uno di essi registra una proprietà in più.

Quest'ultimo termine si chiama elemento marcato.

Nella correlazione di sonorità tra /p/ e /b/, la /b/ risulta come elemento marcato. Uno dei due termini

di cui l’altro ne è privo.

è caratterizzato dalla presenza di una proprietà

 Opposizioni costanti e neutralizzabili:

Esistono contesti fonetici in cui l'opposizione tra due fonemi non può sussistere. In questo caso. Si

neutralizza l'opposizione. Ad esempio, in sillaba atona non si possono usare e/Ɛ od o/ɔ in maniera

arbitraria come in sillaba tonica.

Le opposizioni, costanti sono quelle in cui i due termini sono distintivi di significato in qualsiasi

contesto. MORFOLOGIA

La morfologia e la disciplina che studia le parole, le forme che la parola può assumere e come questa

è costruita. L'oggetto di stud

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher astridgabbrielli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti di Glottologia e Linguistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma Tor Vergata o del prof Filippin Antonio.
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