Fondamenti di Automatica
Martina Contestabile Ingegneria Informatica — II anno A.A. 2021/22
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Indice
Martina Contestabile Ingegneria Informatica — II anno A.A. 2021/22
Introduzione al corso 5
Contenuti del corso 6
Esempio — Scambiatore di calore 6
Esempio — Rotaia e carrellino 6
Un passo avanti 6
Capitoli del corso 7
Esempio preliminare 8
Capitolo 0 — sistemi matematici 13
Sistema 13
Movimento, traiettoria ed equilibrio 13
Esempio — Il sistema pendolo 14
Sistema fisico e sistema matematico 14
Sistemi dinamici lineari 14
Movimento nelle equazioni differenziali lineari 16
Cos’è un integrale di convoluzione? 17
Cambiamento di base 17
Esempio 18
Movimento dei sistemi lineari 19
Esempio 20
Nota sui modi 20
Teorema di Jordan 22
Movimento forzato 23
Linearizzazione 24
Capitolo 1 — Stabilità 25
Definizione di stabilità 26
Esempio 29
Teorema del criterio degli autovalori 32
Esercizio 32
Esercizio 33
Criterio di Routh 35
Interconnessione di sistemi 36
Interconnessione Serie - Cascata 36
Interconnessione Parallelo 38
Interconnessione Retroazione 38
Stabilità dell’equilibrio nei sistemi non lineari 43
Teorema 1 43
Teorema 2 45
Esercizio 45
Esempio 46
Stabilizzazione del pendolo inverso 48
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Capitolo 2 — Proprietà strutturali 51
Raggiungibilità 51
Definizione di stato raggiungibile 52
Teorema 54
Definizione 54
Criterio per il calcolo del sottospazio di raggiungibilità 56
Digressione nozionistica 56
Criterio per il calcolo del sottospazio di raggiungibilità 57
Giustificazione intuitiva del criterio 58
Scomposizione (canonica) di Kalman per la raggiungibilità 59
Osservabilità 65
Definizione 65
Teorema 67
Esempio 67
Esempio 68
Definizione 69
Algoritmo per il calcolo di dello spazio di osservabilità 69
Esercizio 70
Forma (canonica) di Kalman per l’osservabilità 72
Capitolo 3 — Funzioni di trasferimento 75
Trasformata notevole 76
Funzioni di trasferimento 77
Funzione di trasferimento per sistemi interconnessi 79
Sistemi in serie 79
Sistemi in parallelo 80
Retroazione 80
Teorema 86
Corollario 88
Calcolo dell’uscita attraverso la funzione di trasferimento 88
Funzioni 1° ordine 88
Teorema del valore finale 90
Teorema del valore iniziale 90
Funzioni 2° ordine 90
Capitolo 4 — Teoria della risposta in frequenza 97
Teorema della risposta in frequenza 100
Corollario 101
Esempio 101
Dimostrazione del teorema della risposta in frequenza 105
Rappresentazione grafica di G(iω) 108
Diagramma di Bode del modulo 108
3
Diagramma di Bode della fase 113
Diagramma polare e diagramma di Nyquist 115
Capitolo 5 — Controllo 118
Stabilità del sistema di controllo 123
Criterio di Nyquist 129
Enunciato 129
Esercizio di comprensione 129
Dimostrazione 131
Criterio di Bode 136
Enunciato 137
Prestazioni statiche 139
Prestazioni dinamiche — Comportamento in transitorio 147
Come si approssima l’anello chiuso quando il margine di fase è inferiore a settanta gradi? 158
Riassumendo 160
Sintesi del controllore 162
Esempio del carrello 162
Esempio 168
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Introduzione al corso
Questo corso introduce al cosiddetto «approccio sistemistico» dell’ingegneria.
La parola chiave da analizzare è sistemistico, aggettivo che si riferisce al sostantivo sistema.
Un sistema è una qualsiasi porzione della realtà vista come a sé stante, a prescindere da ciò che la circonda, e interagente con il resto del mondo. Ad esempio, consideriamo un sistema idrico adibito alla produzione di energia elettrica, c’è un bacino principale ed uno secondario che svolge il ruolo di bacino di ripristino. Questi due bacini sono due «pezzi» che interagiscono fra loro creando un sistema complesso.
L’approccio sistemistico prevede che una parte di essa possa essere analizzata a parte.
Dipende dal punto di vista che analizziamo. Se potessimo comprendere la realtà con uno solo sguardo, allora tale approccio sarebbe inutile.
L’ingegnere, quando lavora, spezza il problema in più parti, ma lo deve analizzare necessariamente nel suo ambiente totale, pena un’analisi errata.
Quindi, l’approccio sistemistico si basa su due elementi, ovvero sistemi e interazioni.
Questo corso è altamente metodologico e formativo. Esso fornisce basi a livello di idee e principi fondamentali. Le cose da imparare mnemonicamente sono quasi nulle.
Vengono insegnati i mezzi per analizzare la realtà e plasmarla secondo i nostri obiettivi per mezzo dell’analisi dei sistemi e delle iterazioni.
Lo studio della teoria dei sistemi nell’ingegneria moderna viene fatta attraverso i sistemi matematici. Ciò significa che c’è un passo fondamentale verso l’astrazione, in cui un sistema non viene studiato non solo nella sua condizione fenomenologica e fisica, ma quasi totalmente nel sistema matematico dal punto di vista sistemistico, evidenziando le proprietà fondamentali che caratterizzano il sistema analizzato, in modo tale da permettere all’ingegnere di far fare al sistema ciò che per lui è più congeniale.
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Contenuti del corso
Il sistema è una qualunque porzione della realtà vista come a sé stante e interagente con il resto del mondo. Ci sono delle interazioni (ingressi) sul sistema che generano degli output (uscite).
Gli ingressi, per esser tali, devono soddisfare queste proprietà:
- Essere definiti nel mondo esterno.
- Deve influenzare il sistema.
Le uscite, invece, hanno caratterizzazioni duali, in quanto, per essere tali, il loro valore deve essere definito dal sistema ed influenzare il mondo esterno.
Esempio — Scambiatore di calore
p T L’acqua arriva ad una portata e temperatura d’ingresso. i i Entra e percorre il tubo, modificando le sue caratteristiche T termodinamiche. L’ambiente esterno è ad una temperatura . e Determino i «confini geografici», ovvero il sistema è lo scambiatore.
Quali sono ingessi ed uscite?
p L’ingresso è la portata , che influenza il comportamento i del sistema stesso. Infatti, se la portata è bassa, la temperatura della serpentina è più bassa. Altri ingressi T T sono la temperatura interna e quella esterna . i e Quest’ultima, è importantissima, perché la temperatura T della stanza influenza considerevolmente il sistema e come si approccia poi ad elaborare l’output.
Attenzione Non confondere il concetto ingresso con T qualcosa che entra fisicamente nel sistema. Come si vede in quest’esempio, e non fa parte del sistema.
Le uscite, invece, sono l’energia e la temperatura d’uscita.
Esempio — Rotaia e carrellino
C’è una rotaia su cui si muove un carrellino, sul quale agisce una forza F⃗ e una F⃗. Queste due forze sono ingressi stabiliti dal mondo 1 2 esterno e che agiscono sul sistema. Ipotizzo che, a fine binario, sia presente con un muro e una molla parallela al binario. Quando il carrellino tocca la molla, torna indietro.
Qui entra in gioco la soggettività: cos’è sistema e cosa no?
Considero come sistema il carrello-molla. L’unica variabile del mondo esterno è F⃗ F⃗, fa parte del sistema. Invece, se ho due sistemi, uno è il carrello e l’altro 1 2 la molla, si avrà che il carrello esercita un’azione sulla molla, fa parte del resto del mondo. Quindi, siamo arrivati ad avere un unico sistema, avente al suo interno i sistemi carrello e molla. L’unico input esistente è F⃗. 1
Un passo avanti
A fianco del sistema fisico vi è il sistema matematico, volgarmente detto anche modello.
x(t) Considerando l’esempio precedente, se prendo e derivo due volte, ottengo velocità ed accelerazione. Alla fine, si ottiene che ∂2m x(t) = f(t) − m x(t) / ∂t2. 1
L’equazione differenziale è il modello matematico, cioè descrittore dei comportamenti del sistema fisico.
Ma cosa significa davvero descrittore? Tale parola potrebbe essere sostituita con il termine contenitore, perché descrive meglio ciò che davvero è un modello.
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x La relazione differenziale è non banale, in quanto, prendendo un andamento a caso di ed uno di f, può succedere che non siano in relazione. Invece, il sistema ammette esclusivamente coppie che stanno all’interno del modello. Fuori da esso, non si ha soluzione.
Di comportamenti, infatti, all’interno del modello ce ne sono tanti, per questo è un contenitore.
A cosa serve, però? Si immagini che si vuole sapere cosa fa il sistema quando il carrello schiaccia f la molla e sul carrello si applica una forza , che tira la molla? Sto estraendo dal contenitore un 1 punto particolare. Quindi, alla fine, il modello matematico serve ad ottenere comportamenti del sistema fisico senza operare realmente su di esso.
Questo è fondamentale per almeno due ragioni. La prima è che spesso è impossibile, per via di costi, pericoli, impossibilità materiali e fisiche, agire sul sistema ed analizzarne il comportamento. La seconda, invece, è che il sistema fisico nemmeno esiste. L’ingegnere è colui che progetta sistemi, il modo di operare si ribalta, il sistema deve essere creato.
Considero ora un sistema fisico che è costituito da un circuito dotato di condensatore ed induttanza, le due tensioni x1 e x2 e come input la corrente i.
Il suo modello matematico è ∂i / ∂t = C x1 + x2; ∂x1 / ∂t = L x2.
Derivando la seconda equazione e moltiplicandola per C si ottiene ∂2C x1 / ∂t2 = CL x2 e, sostituendo nella prima equazione, si ha che ∂i / ∂t = x2(CL ∂2 / ∂t2 + 1).
Quindi, due oggetti fisici completamente differenti, carrellino e circuito elettrico, collassano in un solo sistema matematico.
Questa è la teoria dei sistemi, che ha un potere unificante unico nel suo genere, in quanto classi di sistemi descrivono sistemi fisici completamente differenti fra loro.
Capitoli del corso
Il corso studia i sistemi, la parte più grossa del corso, e il controllo.
Immagino di avere un sistema fisico iniziale, dotato di due input e un’output. Vorrei che tale sistema operi in un certo modo, ma non lo fa. Introduco un nuovo sistema, il controllore, che viene posto ad interagire con il sistema iniziale e l’obiettivo del complesso dei due è ottenere il risultato desiderato. Concettualmente, il controllore può agire il sistema, per definizione, esclusivamente sugli ingressi, deve essere manipolabile. Il sistema fisico assieme al sistema controllore forma il sistema di controllo.
Nella sezione dei sistemi studiamo i sistemi nella loro generalità, mentre nell’ultimo terzo del corso i sistemi di controllo. La tecnologia del controllo è nascosta rispetto ad altre, perché asservita ad un funzionamento. Tuttavia, non esiste creato e/o regolato dall’uomo che non sia regolato, cioè che non sia costituito da sistemi di controllo.
| Argomento | Sistemi | Controllo |
|---|---|---|
| Capitolo 1 | Stabilità. | Stabilità. |
| Capitolo 2 | Proprietà strutturali — raggiungibilità, osservabilità. | Prestazioni — statiche e dinamiche. |
| Capitolo 3 | Funzioni di trasferimento. | Sintesi del controllore |
| Capitolo 4 | Risposta in frequenza. |
Analisi
| 1. Stabilità | Ipotizzo di perturbare il sistema, in quale modo è in grado di assorbire la perturbazione? Dopo quanto dimentica la perturbazione? |
| 2. Proprietà strutturali | Il sistema ha all’interno delle variabili dette «di stato». Lo stato interno si modifica sotto l’azione delle esterne. Questo capitolo studia il legame fra le tre variabili, cioè ingresso u, uscita y e stato x. La raggiungibilità si occupa di u e x, mentre l’osservabilità di x e y. Il valore che assume istante per istante la y dipende da cosa succede nel sistema, non porta una sola informazione, ma è una funzione che varia nel tempo. Non è detto che una sola uscita non riesca a ricostruire lo stato nel tempo al variare delle variabili di stato xi. |
| 3. Funzioni di trasferimento | La y è un mezzo per comprendere i cambiamento della u. Non esiste un oggetto matematico che lega u e y per studiarle direttamente? |
| 4. Risposta di frequenza | Fourier ci spiega che qualsiasi segnale, anche discontinuo, può essere visto come somma di sinusoidi e, capendo qual è una risposta di un sistema alle sinusoidi, allora si è compreso il suo funzionamento effettivo. |
Sintesi
| 5. Stabilità | Studio della stabilità del sistema di controllo. Quando si crea un controllore si ha come obiettivo la stabilità. Piccole variazioni, però, danno luogo a grandi effetti. Un sistema di controllo deve per forza essere stabile, altrimenti non funziona. |
| 6. Prestazioni | Un sistema, oltre ad essere stabile, deve anche comportarsi come previsto. Questo capitolo si occupa di come ottenere le prestazioni desiderate. Le prestazioni statiche studiano un istante, mentre le dinamiche il transitorio. |
Esempio preliminare
h Immaginiamo una vasca con acqua al livello e due condotti che immettono acqua nella vasca stessa. Inoltre, esiste un condotto in cui l’acqua defluisce dalla vasca.
q q d Questo è un sistema fisico dotato di portata e come variabili d’ingresso. è disturbo, perché i d i h non la controlliamo, mentre è gestita da noi. L’output è il livello , variabile che si modifica nel A tempo. L’area di base del serbatoio è . Il bilancio di massa dice che d Ah(t) = qi + qd − qu / dt.
q q con portata di uscita. Questo non è ancora il modello matematico, perché non è un u u ingresso, ma viene determinata dal livello. La differenza di pressione viene determinata dal livello q q(h) di liquido. Il valore di non viene stabilita dall’esterno. Quindi, dobbiamo esprimerla come , u u q in quanto la dipendenza è quadratica. Decido che sia una relazione lineare nell’altezza, ovvero u q = αh. u
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Di conseguenza, abbiamo che d Ah(t) = qi(t) + qd(t) − αh / dt.
A, α ∈ ℝ che è il modello matematico, con , per semplicità ora le considero pari ad 1 · ⇒ h(t) = qi(t) + qd(t) − h(t).
Questo modellino è un contenitore di comportamenti, con esso posso prevedere come il mio bacino si comporta in base agli input inviati.
h(0) q(t) = 1 q(t) = 0 h(t) = 1 + 0 − h. Ipotizzo di avere , e . Integrando il differenziale, diventa i d h(t) = e−t c + 1.
h(0) Calcolando , ottengo h(0) = c + 1 ⇒ c = h(0) − 1.
h(t) = e−t h(0) + (1 − e−t).
h(0) = 0.5 Se il valore , si ha che l’acqua che esce supera quella che entra, quindi il sistema h(0) = 1 tende a svuotarsi. Invece, se , si giunge ad una sorta di equilibrio. Ciò è visibile se si h(t) disegna il grafico di effettuando le opportune sostituzioni.
A Lo stato iniziale, quindi, dipende da e da quello che è accaduto prima al sistema, non si può, però, sapere in che modo si è creata quella situazione. Lo stato iniziale, per questo motivo, è un sunto, permette di esprimere sinteticamente ciò che è accaduto in passato.
Efficace vuol dire che il sunto è sufficientemente informativo al fine di calcolare l’informazione futura al fine di calcolare ciò che è necessario.
Nei sistemi reali, passato e futuro sono legati, c’è una dinamica, un legame. Se noi creiamo una barriera fra passato e futuro, quest’ultimo dipenderà da un sunto del passato, un riassunto, ovvero lo stato iniziale.
In questo modellino, la perturbazione tende sempre a riassorbirsi [ grafico ]. Il motivo è che il sistema è stabile, dimentica le perturbazioni.
Il sistema di controllo nasce dal desiderio di far fare qualcosa al mio sistema.
d Essendoci un disturbo , il mio sistema non funziona come vorrei. Di conseguenza, serve creare un nuovo sistema, il sistema di controllo, che mi permetta di ottenere i risultati che desidero.
h Ipotizzo di avere un sensore che controlli il livello e un controllore che permette di inserire quale q voglio e, di conseguenza, regolare . i
I dettagli tecnologici non ci interessano, vogliamo sapere esclusivamente la sua funzionalità.
q h h̄ L’insieme di sistema bacino e il controllore, pilota e riceve e , ovvero il livello desiderato, è il i cosiddetto sistema di controllo. Il sistema di controllo consente il mantenimento del livello desiderato.
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