Concetti Chiave
- Il movimento dei flagellanti nasce come risposta religiosa alla peste, rappresentando una minaccia per la Chiesa attraverso pratiche di autoflagellazione in gruppo.
- Iniziato nell'area della Mosella nel 1349, il movimento si diffonde rapidamente lungo la pianura del Reno, arrivando fino alla Francia settentrionale.
- Ogni gruppo è guidato da un maestro, eletto per trentatré giorni, e mantiene una disciplina interna rigorosa, condividendo equamente le elemosine ricevute.
- I flagellanti non solo si autoflagellano, ma integrano i loro rituali con canti, prediche e rappresentazioni religiose che suscitano forti emozioni collettive.
- Le popolazioni locali accolgono i flagellanti con entusiasmo, offrendo aiuto e conservando come reliquie i brandelli delle loro vesti intrise di sangue, sperando in miracoli per gli ammalati.
Il movimento dei flagellanti
L’evoluzione del sentimento religioso avvenuta in séguito alla terribile esperienza della peste dà luogo anche ad un movimento che costituisce una minaccia per l’organizzazione ecclesiastica. Si tratta dei cosiddetti flagellanti, cioè di gruppi di duecento o trecento individui, e talora anche più numerosi, i quali marciano da una località all’altra nudi fino alla cintola, brandendo fruste di pelle: quando entrano in un villaggio o in una città, essi prendono ad autoflagellarsi duramente, fino a ricoprirsi di sangue, invocando, per stornare l’ira divina, la pietà di Cristo e della Madonna.
La diffusione geografica
Il movimento dei flagellanti sorto, pare, nell’area della Mosella all’inizio del 1349, nel corso della primavera dello stesso anno si diffonde lungo la pianura del Reno, sia verso sud, fino all’Alsazia, sia verso nord, fino alle Fiandre, dalle quali dilaga immediatamente nella Francia settentrionale, sino a Reims.
Organizzazione e disciplina
Ogni gruppo di flagellanti è guidato con mano ferma da un capo chiamato maestro, scelto attraverso una libera elezione cui partecipa tutto il gruppo, che rimane in carica per trentatré giorni (il numero intende ricordare gli anni della vita del Cristo), e viene poi sostituito da un altro maestro, sempre liberamente eletto. Sappiamo che ogni gruppo di flagellanti, nonostante sia sempre alquanto numeroso, è in grado di spostarsi da una località all’altra mantenendo una rigorosa disciplina interna, e spartendosi senza liti e in maniera scrupolosamente egualitaria le elemosine di cui vive.
Rituali e accoglienza
Sappiamo che, dovunque giungano, i flagellanti non si limitano a dare lo spettacolo delle proprie fustigazioni, ma inseriscono questo supplizio in un contesto di invocazioni, canti, prediche, e vere e proprie rappresentazioni a carattere religioso, recitate più volte al giorno sulla pubblica piazza. Ed è in questo contesto ben programmato che le loro flagellazioni suscitano intense emozioni collettive, come se fossero davvero le flagellazioni redentrici del Cristo. Le popolazioni, allora, prendono subito ad accogliere i gruppi di flagellanti, appena li vedono arrivare, con entusiasmo e reverenza, suonando le campane nelle chiese, applaudendo lungo le vie, dando loro cospicue elemosine, ospitandoli nelle case, e poi anche conservando come reliquie brandelli delle loro vesti intrise di sangue e conducendo in mezzo a loro gli ammalati perché ne siano miracolati.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine del movimento dei flagellanti e come si è diffuso?
- Come è organizzato un gruppo di flagellanti?
- Qual è il tipo di accoglienza che ricevono i flagellanti nelle località che visitano?
Il movimento dei flagellanti è sorto nell'area della Mosella all'inizio del 1349 e si è rapidamente diffuso lungo la pianura del Reno, raggiungendo l'Alsazia, le Fiandre e la Francia settentrionale, fino a Reims.
Ogni gruppo di flagellanti è guidato da un maestro, eletto liberamente per un periodo di trentatré giorni, e mantiene una rigorosa disciplina interna, spartendo equamente le elemosine ricevute.
I flagellanti sono accolti con entusiasmo e reverenza, con suoni di campane, applausi, elemosine generose e ospitalità, mentre le loro flagellazioni suscitano intense emozioni collettive tra la popolazione.