Concetti Chiave

  • L'Illuminismo ha posto le basi per l'economia politica, mirando a descrivere e migliorare i comportamenti economici per accrescere la ricchezza nazionale.
  • La fisiocrazia sostiene che la vera ricchezza provenga dalla natura, con l'agricoltura, l'allevamento e l'industria mineraria come settori chiave dell'economia.
  • Francois Quesnay ha criticato l'organizzazione agricola del Settecento, evidenziando che il latifondo era gestito da nobili incompetenti.
  • I fisiocrati hanno teorizzato il libero mercato, sostenendo che il governo dovesse evitare di interferire con la produzione e il commercio.
  • Argomentavano che il libero mercato avrebbe consentito un equilibrio economico globale, rispondendo efficacemente alle domande di consumo e alle carestie.

L'economia politica nell'Illuminismo

Tra le discipline alle quali l’Illuminismo diede un fondamento nazionale spicca l’economia politica: la scienza che studia i modi e le regole della formazione e della distribuzione della ricchezza. Gli Illuministi ritenevano, come già nel Settecento avevano fatto i sostenitori del mercantilismo, che compito dell’economia fosse non solo descrivere e spiegare fenomeni economici, ma indicare i comportamenti più adatti ad accrescere la ricchezza nazionale. Mentre i sostenitori del mercantilismo ritenevano che il volume della produzione e del commercio mondiale fosse più o meno fisso e che scopo della politica economica fosse quello di garantirsene la parte più ampia possibile, i nuovi economisti partivano dall’idea che la ricchezza fosse variabile e che si dovesse trovare il modo di favorirne la crescita, ovvero di crearne di nuova.

La teoria della fisiocrazia

La prima teoria che si mosse in questa direzione fu la fisiocrazia. Per i fisiocrati la ricchezza di una nazione deriva dalla natura, la quale sola ha il potere di generare e rigenerare le risorse, mentre l’industria si limita a trasformarle e il commercio a scambiarle. Settori fondamentali dell’economia sono quindi l’agricoltura, l’allevamento e l’industria mineraria.

Secondo Francois Quesnay (1694-1774), caposcuola della fisiocrazia, l’organizzazione dell’agricoltura allora esistente non poteva tuttavia dare buoni risultati: il latifondo lasciava sconfinate proprietà terriere nelle mani di nobili incompetenti e privi di iniziativa, che non le sapevano sfruttare.

Il libero mercato secondo i fisiocrati

La piccola proprietà contadina produceva un po’ di tutto, senza riuscire ad alimentare un commercio redditizio. Era invece necessaria un’agricoltura che seguisse le leggi del mercato e del profitto: ci volevano grandi aziende, nelle mani di veri imprenditori competenti, che producessero quanto era più richiesto sul mercato e impiegassero lavoratori salariati. I fisiocrati furono i primi a teorizzare il libero mercato: con la formula “lasciate fare, lasciate passare”, essi invitavano i governi a lasciare liveri la produzione e il commercio (ovvero a non porre dazi). A chi obiettava che dovere dello stato era quello di trattenere entro i suoi confini scorte alimentari in previsione di carestie e materie prime per l’industria nazionale, i fisiocrati rispondevano che il “potere della natura” andava ben oltre i confini degli stati e che a una carestia in Europa occidentale poteva corrispondere un raccolto sovrabbondante in quella orientale. Di conseguenza, lasciando libero il mercato di spostare i prodotti da un luogo a un altro in risposta alla domanda di consumo, l’intera economia mondiale si sarebbe equilibrata con beneficio di tutti.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo dell'economia politica secondo gli Illuministi?
  2. Gli Illuministi consideravano l'economia politica come una scienza fondamentale per descrivere e spiegare i fenomeni economici, ma anche per indicare comportamenti utili ad accrescere la ricchezza nazionale, a differenza dei mercantilisti che vedevano la ricchezza come fissa.

  3. Qual è il principio fondamentale della fisiocrazia?
  4. La fisiocrazia sostiene che la ricchezza di una nazione deriva dalla natura, che ha il potere di generare risorse, mentre l'industria e il commercio si limitano a trasformarle e scambiarle.

  5. Come vedevano i fisiocrati l'organizzazione dell'agricoltura?
  6. I fisiocrati, rappresentati da Francois Quesnay, criticavano l'organizzazione agricola dell'epoca, sostenendo che il latifondo era inefficace e che era necessaria una gestione più competente delle terre da parte di imprenditori.

  7. Qual è la posizione dei fisiocrati riguardo al libero mercato?
  8. I fisiocrati teorizzavano il libero mercato, invitando i governi a non intervenire nella produzione e nel commercio, sostenendo che il mercato libero avrebbe portato a un equilibrio economico globale, beneficiando tutti.

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