La rivoluzione bolscevica e il diritto
A proposito della rivoluzione bolscevica, scrive nel 1921 lo Stulka ci si trova in un periodo di transizione nel quale: ci si deve servire del diritto.
Contributi filosofici e giuridici
Affermazioni di Alexy
A tale proposito, Alexy afferma che i principi sono contraddistinti dalla dimensione del "peso", piuttosto che da quella della validità.
Proclamazioni di Adolfo Merkel
Adolfo Merkel proclama la fine della filosofia del diritto e la sostituzione di essa con la teoria generale.
Aleksandro Levi
Alessandro Levi per primo concepì la teoria del rapporto giuridico: che contro la dominante concezione statualistica del diritto, affermava la giuridicità di ogni gruppo sociale, compresi quelli illeciti secondo il diritto dello stato.
Contributo di Alexy sui principi
Alexy definisce i principi come specie di norme che presentano caratteri e comportamenti differenti rispetto alle regole.
Concezioni filosofiche del XX secolo
Alla vecchia concezione della filosofia come metafisica si è venuta contrapponendo, da alcune scuole del XX secolo, la nuova concezione della filosofia come metodologia.
Norme generali e singole
Alle norme generali si contrappongono quelle che hanno per destinatario un individuo singolo; alle norme astratte non si contrappongono quelle che regolano un’azione singola.
Benedetto Croce
Benedetto Croce definisce la filosofia come momento metodologico della storiografia sostenendo e difendendo la riduzione della filosofia a metodologia contro la tradizionale concezione della filosofia come metafisica.
Calogero e la dicotomia razionale-irrazionale
Calogero si fa innanzitutto portavoce della necessità di addivenire ad un superamento della classica dicotomia "razionale" ed "irrazionale".
Carlo Costamagna
Carlo Costamagna contrappone la dottrina del fascismo allo stato moderno ma non ne fa nascere proprio dalla opposizione ad esso i valori fondanti.
Il fato artificiale del diritto secondo Cattaneo
Cattaneo paragona "il fato artificiale del diritto", che si stabilisce "sul fatto naturale della convivenza", al "fatto artificiale", cioè appunto alla: normatecnica, creazione umana.
Filosofia e scienza
Che filosofia e scienza siano distinte non vuol dire che debbano essere in conflitto. Ciò che si osserva è un divieto; ciò che si esegue è un comando, onde due modi diversi di violazione, l’inosservanza rispetto ad un imperativo negativo, l’inesecuzione rispetto ad un imperativo positivo.
Studio dell'idealismo tedesco
Gioele Solari
Dallo studio dell’idealismo tedesco classico Gioele Solari trasse il principio per la fondazione di un idealismo giuridico sociale.
Wilhelm Dilthey
Dilthey cerca di dimostrare l’esistenza e di giustificare la validità delle scienze spirituali come complesso di scienze per se stante e distinto dalle scienze naturali.
Logica come scienza formale
Dire che la logica è una scienza formale significa che essa studia le proposizioni in quanto tali, prescindendo dal loro contenuto specifico, cioè studia le operazioni di formazione e di trasformazione delle proposizioni indipendentemente da quel che le parole (o simboli) significano.
Interpretazione del diritto secondo Dworkin
Dworkin perviene a una teoria del diritto come interpretazione e come integrità, nel senso che il diritto viene concepito come una complessa attività d’interpretazione non lasciata, tuttavia, alla discrezionalità dei giudici, ma fermamente ancorata ai principi, frutto di un preciso svolgimento storico.
Fichte e la differenziazione tra diritto e morale
Fichte ha posto la differenza tra diritto e morale in questi termini: la legge morale comanda categoricamente quello che si deve fare, la legge giuridica permette quello che si può fare.
Critica al positivismo giuridico di Filomusi
Filomusi criticando il positivismo giuridico pone l’idea del diritto, in sé universale ed assoluta, nella fonte stessa di ogni assolutezza, nel pensiero assoluto, in Dio.
Filosofia soggettivista di Gentile
Gentile costruisce la propria filosofia, costituita da un soggettivismo assoluto, o "attualismo": fondato sul principio che non può esservi realtà se non dal pensante, cioè dal soggetto attuale del pensiero. Il pensato, l’oggetto del pensiero, fuori dell’atto del pensiero non ha realtà.
Positivismo giuridico e diritto naturale secondo Gierke
Gierke si oppone al positivismo giuridico che riduceva il diritto al comando formale dello Stato; il diritto invece oltre che in forma e contenuto (inhalt), e anche per ciò che concerne la legge dello stato non si deve separare il comando dal contenuto.
Contributi di Helmut Coing
Helmut Coing attribuisce all’idea del diritto un contenuto etico.
Contributi giuridici dei fratelli Rocco
Leggi fasciste
- I fratelli Rocco lavorarono alle leggi fasciste scritte nel 1924-1925 e poi promulgate nel 1930.
- I fratelli Rocco lavorarono alle leggi fasciste scritte tra il 1924 e 1925 e promulgate nel 1930.
Pensiero di Alfredo Rocco
Il pensiero di Alfredo Rocco polemizza con la concezione "atomistica e meccanica" della società dello Stato risalente alla riforma protestante e al giusnaturalismo dei secoli XVII e XVIII.
Gierke e il diritto naturale
Il diritto è per Gierke "una manifestazione della vita comune degli uomini". Il fine della sanzione è l’efficacia della norma, o, in altre parole, la sanzione è un espediente per ottenere che le norme siano meno violate o le conseguenze della violazione siano meno gravi.
Il diritto naturale secondo Gierke
Il Gierke non esita a chiamare "diritto naturale" il diritto che è espressione della coscienza sociale, precede il diritto positivo come forza vivente immanente alla società.
Idealismo oggettivo e stato nazionale secondo Binder
Il giurista Binder concepisce l’idealismo oggettivo con cui, svolgendo fino all’estremo il tema hegeliano, trapassa in un "idealismo assoluto", che si conclude in una esaltazione dello stato nazionale fondata sulla concezione della nazione come unica forma di comunità in cui la libertà dell’individuo si realizza e alla conseguente giustificazione dello stato totalitario.
Ritorno al diritto naturale secondo Del Vecchio
Il giurista Del Vecchio volle nel dopoguerra il ritorno all’idea eterna del diritto naturale.
Il diritto naturale secondo Mancini
Il giurista Mancini asseriva il diritto naturale di ogni nazione a costituirsi in Stato.
Contributi del giurista Gorla
Il giurista tende, col suo lavoro intellettuale applicato alle proposizioni normative, alla costruzione di concetti scientifici, vale a dire di termini esattamente definiti. Il Gorla ammette una scienza naturale del diritto: l’ammette perché esiste e perché chiunque si occupa di problemi giuridici si imbatte in certi concetti giuridici generali che sono stati ottenuti attraverso il metodo dell’astrazione, proprio delle scienze naturali.
Movimento del diritto libero
- Il movimento del diritto libero a cui appartiene Ehrlich ritiene che in qualsiasi ordinamento legislativo, per quanto questo si dichiari completo, permane uno spazio vuoto che spetta all’interprete colmare.
- Il movimento del diritto libero considera sempre il diritto giurisprudenziale oltre a quello legislativo.
Fondamenti filosofici del movimento fascista
Il movimento fascista ebbe prevalentemente alla base a suo fondamento un attivismo irrazionalistico che utilizzava motivi di varia origine filosofica, derivati in forma più o meno diretta ed autentica delle filosofie antipositivistiche dell’inizio secolo.
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Filosofia
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Paniere svolto Filosofia del diritto - domande chiuse/quiz in ordine alfabetico
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Filosofia del diritto
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