Filologia romanza - prima settimana
1. Argomentare sul piano disciplinare e scientifico il concetto di “linguistica romanza”
1) [La linguistica romanza è quella parte della linguistica che studia i cambiamenti a livello fonetico, morfologico, sintattico e lessicale che hanno portato dal latino alle moderne lingue romanze. La linguistica romanza studia ogni versante delle lingue romanze: fonetica, morfologia, sintassi, lessicologia, dialettologia, sociolinguistica, pragmatica e le considera sia sotto l'aspetto sincronico, sia sotto l'aspetto diacronico.] Wiki.
2) [La linguistica romanza è una disciplina che studia il linguaggio umano, nel suo asse diacronico (attraverso il tempo) e nella sua contemporaneità (sincronico). A partire dal latino fino alle lingue che hanno avuto origine dal latino e che sono il risultato di una evoluzione e trasformazione della lingua latina. Nel vastissimo impero delle lingue parlate per definire l'ambito della linguistica romanza operiamo una delimitazione di tipo genetico, cioè storico. La classificazione, il riconoscimento del gruppo delle lingue romanze è fatto in relazione alla loro origine. A partire dalla consapevolezza che le lingue romanze hanno una stessa lingua capostipite (stessa lingua madre). La linguistica romanza si definisce compatta perché è possibile individuare una dinamica di imparentamento che collega fra loro italiano-francese-spagnolo-rumeno. L'obiettivo è dunque comprendere come le somiglianze ma anche le loro differenze si spieghino alla luce della loro storia passata e della loro evoluzione. Il termine “romanzo” fu introdotto nel V sec. d.C. e indicava in opposizione a “Gotia” (Germania/Inghilterra circa) tutta un'area europea che era stata soggetta al dominio dei romani. Di conseguenza questo termine deriva da “Romania”.] Prof. Negri.
3) [Linguistica: disciplina che studia il linguaggio e quindi la lingua parlata. La caratteristica fondante è la prospettiva storica quindi studia le lingue che hanno avuto origine dal latino o meglio che sono il risultato di un'evoluzione e trasformazione della lingua latina. Prenderemo in esame delle parole in italiano, francese e spagnolo sia in una dimensione di confronto sincronico ma anche a livello diacronico che opera una delimitazione di tipo genetico. La dimensione genetica è data in relazione all'origine di queste lingue e dunque la classificazione delle lingue romanze avviene nella consapevolezza di una stessa lingua capostipite, di una stessa lingua madre. L'obiettivo è farci comprendere come le somiglianze e le differenze tra le lingue romanze si spieghino alla luce della storia passata. Le caratteristiche di queste lingue romanze si traducono anche sul piano culturale tanto che il latino viene definito la lingua della tradizione culturale occidentale e ancora è di memoria culturale europea.
Ecdotica: filologia più elevata, in senso stretto, scienza disciplina che si occupa della critica del testo, viene svolta essenzialmente nei corsi di laurea magistrale all'interno dei quali si confrontano le parole sul piano storico-linguistico cercando di capire se la lingua letteraria attestata contenga degli errori e debba quindi essere corretta dal filologo. Compito dell'ecdotica è l'edizione critica di un testo cioè dell'esame di tutti i manoscritti originali per appurare quali siano le attestazioni corrette e quelle erronee. Il processo che porta a un'edizione critica vede come primo momento la scelta di un manoscritto che viene poi confrontato nelle sue varianti con le altre versioni del testo. Di conseguenza quando si deve scegliere un autore da studiare l'edizione critica è la migliore per poter conoscere realmente il pensiero dell'autore.] Appunti.
4) Vedi 1a dispensa: (“Esperienze di didattica nei Corsi Triennali di Lingue”; Gioia Zaganelli).
2. Argomentare il concetto di “filologia romanza” sul piano disciplinare, e sul piano scientifico chiarire come lo intenda il saggio di Maninchedda
1) [La filologia romanza è la scienza che studia le lingue neolatine e i testi scritti in tali lingue. La prospettiva di questa disciplina è triplice:]
- Da un lato, essa esamina lo sviluppo di queste lingue (aspetto diacronico), ossia la loro evoluzione storica e comparata.
- Da un altro lato, essa si occupa di cogliere la morfologia di una data lingua come sistema in sé (detto aspetto sincronico).
- Infine, fornisce il fondamento scientifico per la realizzazione di edizioni critiche dei testi scritti in lingue romanze; a tal fine non solo ha sviluppato una raffinata metodologia ecdotica (studio dei testi per cercare di comprendere se quello che abbiamo di fronte sia un testo originale o un “falso storico”) ma anche uno studio approfondito delle letterature del medioevo romanzo.
Wiki.
2) [È una disciplina che studia il mondo letterario e i testi cercando di far leva sull'autonomia critica per evitare l'ossequio al manuale e per far vivere il “conflitto di interpretazioni”.] Prof. Negri.
3) “Testi e tradizioni, Le prospettive delle filologie”; Paolo Meninchedda: testo di circa un decennio fa): in esso vi è la riflessione su cosa sia la filologia. L'autore mette al centro l'esaltazione del conflitto delle interpretazioni critiche che deve essere preferito ad una dimensione univoca dell'ermeneutica (disciplina che si occupa dell'interpretazione dei testi). Il testo invita il lettore alla “problematizzazione del testo”. Invita ad interrogazioni sul testo valutando sempre le interpretazioni anche contrapposte che vengono offerte per il testo stesso. Diffidare sempre da ciò che ci dicono gli altri. Il compito del filologo è mettere sempre in discussione ciò che legge perché potrebbe essere un falso e non originale.
4) Vedi 1a dispensa: (“Testi e tradizioni, Le prospettive delle filologie”; Paolo Meninchedda).
4) [Filologia romanza: disciplina che si occupa del sistema letterario, cioè delle culture e delle letterature dell'occidente europeo che abbiano avuto una continuità con il mondo latino. Questa è una disciplina di tipo comparatistico che si occupa dei generi letterari (lirica, epica, romanzo, teatro,...) che tratta tematiche trasversali alle letterature spagnola, francese, portoghese, italiana, confrontando i vari esiti senza dare particolare rilievo all'una o all'altra delle letterature. Si tratta in sostanza di una letteratura comparata dell'occidente europeo medievale. Per uno storico romanzo esiste solo il testo letterario con delle caratteristiche particolari ma non fa mai critiche estetiche (bello o brutto).] Appunti.
3. Obiettivi formativi della disciplina
Obiettivi
- Mente critica. (Esiste una forma di “conflitto delle interpretazioni”; i manuali danno una sola interpretazione e sta a noi attivare la nostra mente critica). {P.S.: Ermeneutica = interpretazione}
- Intercomprensione spontanea tra lingue romanze. (Vedi: Gioia Zaganelli 1a dispensa: “Il problema dell'intercomprensione spontanea tra lingue romanze è un problema che in sede europea viene affrontato su basi pragmatiche (anche se non se ne sa bene l'efficacia) per facilitare e quindi diffondere la conoscenza almeno passiva di quattro o cinque lingue romanze, ma che io pongo per far capire che le ragioni di quella possibile intercomprensione spontanea stanno dietro la superficie dei fenomeni, al di là della sincronia, nel tempo lungo della formazione del sistema romanzo. Posso così introdurre la prospettiva diacronica, che gli studenti di oggi in genere non hanno o che comunque disdegnano, spiegando che è in questa prospettiva che possiamo dare ragione della relativa trasparenza (comprensione immediata) e della relativa opacità (ciò che non si riesce a comprendere) delle lingue romanze oggi.”
- “Comprendere” meglio le lingue.
Obiettivi dettati dalla prof
A) Le parole della nostra attuale civiltà contengono la memoria storica del passato e ci consentono di comprendere le stratificazioni storico-linguistiche che si sono determinate nel corso del tempo. Le parole del passato sono espressioni che ci parlano dei nostri modelli culturali e in definitiva del mondo che abitiamo.
B) Proprio per la base comune fra italiano, francese e spagnolo i parlanti sperimentano nella vita di relazione la possibilità di capirsi fra loro. Nonostante ciò, ogni lingua presenta caratteristiche peculiari. Si realizza così una complessa dinamica di similarità e di diversità rispetto al latino e fra le lingue stesse, che è possibile indagare da un punto di vista linguistico attraverso le informazioni storico-culturali racchiuse e conservate nei vari lemmi.
C) Agli studenti viene richiesto che “siano capaci di applicare le loro conoscenze”, e che siano in grado di “risolvere problemi e tematiche nuove o non familiari, inserite in contesti più ampi (o interdisciplinari) connessi al proprio settore di studio” (Descrittori di Dublino).] Prof. Negri.
4. Cosa sono i “Descrittori di Dublino” e quale ricaduta essi svolgono nell’ambito di una disciplina come la f.r.
1) I “Descrittori di Dublino” sono delle enunciazioni generali dei risultati conseguiti dagli studenti che hanno completato con successo un ciclo di studio. Essi non hanno carattere disciplinare e non sono circoscritti in determinate aree accademiche o professionali. I Descrittori di Dublino sono costruiti sui seguenti elementi:
- Conoscenza e capacità di comprensione (knowledge and understanding).
- Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding).
- Autonomia di giudizio (making judgements); = “Critica delle fonti”.
- Abilità comunicative (communication skills).
- Capacità di apprendere (learning skills).] Slide Prof.
2) [Elemento chiave del Quadro Europeo dei Titoli (European Qualifications Framework o EQF) è la specifica dei risultati attesi. I modi in cui i risultati dell'apprendimento possono essere classificati e specificati sono diversi. Tradizionalmente l'istruzione superiore è relativamente esplicita riguardo ai risultati attesi in termini di conoscenze o almeno riguardo alle conoscenze incluse nel curriculum. È invece meno esplicita sulle abilità e le competenze richieste per il rilascio di un determinato titolo.
I risultati generali di un titolo, vale a dire i risultati dell'apprendimento comuni a tutti i laureati di un certo tipo, possono essere espressi da un “descrittore del titolo” (qualification descriptor). Necessariamente i descrittori del Quadro Europeo dei Titoli devono essere di tipo generale: essi devono non solo essere applicabili ad una vasta gamma di discipline e profili, ma devono anche tener conto per quanto possibile delle molteplici articolazioni possibili nei vari Quadri Nazionali dei Titoli (National Qualifications Frameworks o NQF). Inoltre per ragioni pratiche i descrittori devono essere semplici e facili da comprendere: occorre quindi evitare linguaggi troppo tecnici, ricordando che i descrittori devono poter fare riferimento a sistemi nazionali espressi in una grande varietà di lingue.
Un gruppo informale di specialisti dell'istruzione superiore provenienti da diversi Paesi ha prodotto appunto questa serie di descrittori, successivamente denominati “I Descrittori di Dublino” (Dublin Descriptors). Oltre ai descrittori iniziali del primo e secondo ciclo successivamente il gruppo ha elaborato i descrittori del terzo ciclo e più recentemente è stato prodotto anche un descrittore per il ciclo corto (interno o legato al primo ciclo).
I Descrittori di Dublino costituiscono un pacchetto organico e vanno letti in rapporto tra loro. Servono alla descrizione dei titoli che rientrano in un quadro nazionale, fermo restando che i quadri nazionali possono aggiungere ulteriori elementi e funzioni più dettagliate e specifiche.
Essi offrono definizioni generali delle aspettative di apprendimento e capacità per ciascuno dei titoli conclusivi di ciascun ciclo. Non vanno intesi come prescrizioni; non rappresentano soglie o requisiti minimi; possono essere sostituiti da caratteristiche simili o equivalenti. Essi mirano ad identificare la natura del titolo nel suo complesso. Per certe discipline occorrerà ricorrere a descrittori espressi negli specifici linguaggi disciplinari. [...] Questo rapporto si riferisce all'elaborazione di un Quadro dei titoli valido per tutto lo Spazio Europeo dell'Istruzione Superiore (EQF). Si basa sull'assunto che i titoli in linea di principio sono materia di interesse nazionale, che essi confluiscono in quadri nazionali (NQF) e che tali quadri nazionali possono essere tra loro interconnessi tramite un quadro a livello europeo.] Aggiunte dispensa.
3) Quale ricaduta essi svolgono nell'ambito di una disciplina come la f.r.?: agli studenti viene richiesto che “siano capaci di applicare le loro conoscenze”, e che siano in grado di “risolvere problemi e tematiche nuove o non familiari, inserite in contesti più ampi (o interdisciplinari) connessi al proprio settore di studio” (Descrittori di Dublino).
4) Vedi 1a dispensa: (“I Descrittori di Dublino”).
5. Che cosa intende il MIUR per “Spazio europeo della conoscenza”? Come mai si tende a voler rendere consapevoli gli studenti di tale area conoscitiva?
1) L'obiettivo ultimo del Processo di Bologna è la creazione di uno Spazio Europeo dell'Istruzione Superiore (EHEA – European Higher Education Area) che promuova la mobilità, accresca l'occupabilità, attragga studenti e docenti dall'Europa e da altre parti del mondo, e sia competitivo a livello internazionale.
Partecipano attualmente al Processo di Bologna 46 paesi, tutti firmatari della Convenzione Culturale Europea e tutti impegnati a raggiungere gli obiettivi dello Spazio Europeo dell'Istruzione Superiore. Sulla base di un accordo intergovernativo a livello europeo (la Dichiarazione di Bologna, sottoscritta nel 1999), il Processo di Bologna ha innescato in tutta Europa una serie di riforme radicali nel settore dell'istruzione superiore, a livello sistemico e istituzionale. Una caratteristica importante del Processo di Bologna, e insieme la chiave del successo, è la stretta cooperazione tra governi, istituzioni di Istruzione Superiore, studenti, docenti, personale tecnico-amministrativo, rappresentanti del mondo del lavoro e organismi incaricati dell'assicurazione della qualità, sostenuti dalle organizzazioni internazionali di settore.
Il Processo di Bologna è noto soprattutto per l'obiettivo di strutturare l'Istruzione Superiore in tre cicli (primo, secondo e terzo ciclo), così da far convergere formalmente strutture europee di Istruzione Superiore molto differenziate, e allinearle a standard internazionali.
Nel 2005, i Ministri dell’Istruzione dei Paesi partecipanti al Processo di Bologna hanno adottato un Quadro generale dei Titoli dello Spazio Europeo dell'Istruzione Superiore articolato in tre cicli, e hanno trovato un accordo circa l'opportunità di sviluppare quadri nazionali dei titoli compatibili con tale Quadro generale.
2) [Lo “Spazio europeo della conoscenza” si trova a Bologna. Esso ha innescato in tutta Europa una serie di riforme radicali nel settore dell'istruzione superiore. La chiave del suo successo è la cooperazione tra governi, studenti, docenti... Esso promuove la mobilità, accresce l'occupabilità, attrae studenti e docenti dall'Europa e da altre parti del mondo, deve essere competitivo a livello internazionale, favorisce la comprensione delle lingue romanze o quelle che non si conoscono. È formato da 46 Paesi.] Appunti Negri.
3) Vedi 1a dispensa (“I Descrittori di Dublino”; “Lo Spazio Europeo della Conoscenza”).
4) [I Ministri dell’istruzione superiore dei Paesi europei partecipanti al Processo di Bologna hanno deciso nel 2005 di realizzare il Quadro dei titoli per lo Spazio europeo dell’istruzione superiore (Qualifications Framework for the European Higher Education Area - QF for the EHEA). Il Quadro si articola nei tre cicli principali dell’istruzione superiore, come definiti dal Processo di Bologna e presenta tutti i titoli rilasciati per ciascun ciclo, con riferimento al numero dei crediti ECTS e ai risultati di apprendimento (Descrittori di Dublino). Il Quadro dei titoli dello Spazio europeo vuole favorire una più corretta comprensione e comparabilità dei titoli dei differenti sistemi nazionali d’istruzione superiore. Inoltre il Quadro vuole presentare l’intera offerta formativa europea agli studenti di tutto il mondo. Ogni Paese si è quindi impegnato a realizzare un proprio Quadro nazionale dei titoli (National Qualifications Framework - NQF) che, per quanto riguarda l’istruzione superiore, è impostato sugli standard del Quadro dei titoli per lo Spazio europeo dell’istruzione superiore.] Internet.
6. Il plurilinguismo: cosa si intende e quali sono, in genere, le riserve che si manifestano nei riguardi di questa categoria linguistica
1) [Il multilinguismo è la presenza, in una data area geografica, di diverse lingue. Il termine è spesso usato come sinonimo di plurilinguismo, che più propriamente si riferisce alla capacità degli abitanti di tale area geografica di esprimersi in diverse lingue.] Wiki.
2) [Torre di “Babele”: secondo la Bibbia, gli abitanti della città di Babele vollero rendere lode a Dio innalzandogli una torre tanto alta da toccare il cielo. Ma Dio considerò quel proposito come un atto di presunzione, e per punirlo confuse i linguaggi degli uomini che così non riuscirono più a comunicare tra loro, abbandonarono
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