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Prima lezione di filologia germanica

La filologia è l'amore e lo studio della lingua. Nel corso della storia ha assunto significati più specifici. L'oggetto di studio della disciplina, in particolare la filologia germanica, riguarda l'evoluzione linguistica delle lingue di ceppo germanico e lo studio dei testi e delle culture di queste lingue.

Filologia germanica e filologia romanza

Rispetto alla filologia romanza, la filologia germanica è svantaggiata poiché la lingua di partenza è sconosciuta. Si suppone che tutte le lingue germaniche derivino da una stessa lingua, da uno stesso gruppo dialettale, ma il "germanico" non ci è pervenuto e deve essere ricostruito per comparazione retroattiva, confrontando e comparando le varie lingue germaniche attestate. Il germanico è dunque ricostruito come ipotesi. Ugualmente, sappiamo meno cose sulla civiltà germanica antica.

Origini delle lingue germaniche

Parlando di lingue germaniche, parliamo di un concetto rigorosamente linguistico. Alle origini di queste lingue, esistevano popolazioni stanziate nell'area centro-settentrionale europea di cui nulla sappiamo riguardo all'appartenenza etnica. Sappiamo però che parlavano dialetti tra loro affini e che si distinguevano, per alcuni fenomeni linguistici fondamentali, dalle altre lingue di tipo indoeuropeo parlate intorno a loro.

Isoglosse e fenomeni linguistici del germanico

Le famiglie vengono individuate sulla base delle isoglosse, ovvero sulla base di fenomeni linguistici comuni che le distinguono le une dalle altre. Nel caso del germanico, vi sono alcune isoglosse comuni, come la fissazione dell'accento sulla sillaba radicale, la prima mutazione consonantica (legge di Grimm), un'evoluzione comune del vocalismo e alcuni fenomeni di tipo sintattico. Le lingue che condividono questi fenomeni sono chiamate germaniche. In quel particolare, riveste una funzione distintiva fondamentale la cosiddetta mutazione consonantica del germanico.

Prime documentazioni scritte

Le prime documentazioni scritte di lingue germaniche sono molto tarde. Abbiamo delle iscrizioni runiche alla fine del secondo secolo dopo Cristo e poi un testo esteso in gotico (la traduzione della Bibbia) nel quarto secolo d.C. Le altre lingue germaniche arrivano dopo: l'anglosassone o l'inglese antico è documentato a partire dall'ottavo secolo, dalla fine dell'ottavo secolo/inizio nono secolo il tedesco; ancora in quel periodo troviamo iscrizioni runiche che documentano la fase più antica del nordico, ecc.

Evoluzione del germanico

Prima di queste attestazioni, bisogna però pensare che il germanico avesse già avuto una sua evoluzione. Si distingue infatti tra protogermanico e germanico comune: alcuni dei fenomeni fondamentali citati si sono verificati prima di altri. Ad esempio, l'ultimo dei fenomeni verificatisi sarebbe stato la fissazione dell'accento sulla sillaba radicale.

  • Protogermanico: no fissazione dell’accento.
  • Germanico comune: si verifica la fissazione dell’accento.

Divisione del germanico comune

Questo germanico comune si articola presumibilmente in tre grandi aree: orientale, settentrionale e occidentale.

Germanico orientale

In un'epoca abbastanza remota, un gruppo di tribù germaniche lascia la sede originaria e si sposta verso est. Nel terzo secolo si stanzia sulle coste del Mar Nero (Goti). Questa popolazione viene chiamata popolazione germanica orientale.

Germanico settentrionale

Questo gruppo non si sposta più di tanto dalla loro sede. Supponendo che la sede originaria in cui si sono sviluppate le caratteristiche del germanico sia la Scandinavia meridionale e l'attuale Germania settentrionale, queste popolazioni rimangono lì. Solo nel corso della storia più recente, intorno al 1000, si dividono in antico nordico occidentale (islandese, faroese, norvegese - nynorsk), che dà la grande fioritura letteraria della letteratura islandese, e antico nordico orientale (danese, svedese, norvegese), gruppo più numeroso dal punto di vista dei parlanti. La maggioranza dei norvegesi parla una variante del danese, mentre una minoranza parla una lingua ricavata dai dialetti più antichi e quindi nordico orientali.

Germanico occidentale

Queste popolazioni si sono spostate, e soprattutto con le migrazioni del quinto secolo si sono stanziate in Gran Bretagna e sono scese a sud nel centro Europa, creando gli stati tedeschi o germanico continentali che vedranno poi l'egemonia dei franchi e l'affermazione del francone come dialetto principale di questa area.

All'interno di questo gruppo occidentale si isolano i dialetti alto tedeschi, per la mutazione consonantica alto tedesca.

  • Frisone antico > frisone moderno
  • Inglese antico > inglese medio > inglese moderno (con tutte le varianti) e lo scots
  • Antico basso francone > nederlandese medio > nederlandese moderno > afrikaans
  • Antico sassone > basso tedesco medio > dialetti tedeschi settentrionali (platt)
  • Dialetti che subiscono la rotazione consonantica alto tedesca: dialetti alto tedeschi > alto tedesco medio > tedesco moderno, yiddish, lussemburghese (esempio di come un dialetto diventi lingua per ragioni politiche 1946).

Schema ad albero genealogico

La ricostruzione dell'evoluzione linguistica e della differenziazione delle lingue secondo uno schema genetico, verticale. Questo sistema è comodo ai fini della schematizzazione ma nasconde elementi importanti dell'evoluzione linguistica, comporta una staticità dell'evoluzione stessa. L'evoluzione linguistica non è solo verticale, ma è messa in moto da una serie di contatti orizzontali.

Il fatto che un gruppo di parlanti entrasse in contatto con altri gruppi di parlanti provoca fenomeni di contatto e di contaminazione che portano all'evoluzione linguistica. L'esempio dell'inglese è dunque interessante per questo motivo: la sua evoluzione viene determinata dal contatto con lingue diverse. Il sassone rimane quasi esente da contatti con altre lingue fino al 1066, ovvero fino alla conquista normanna, dal sassone deriva lo standard inglese antico. Dall'ottavo secolo in poi c'è però una presenza massiccia di popolazioni scandinave sul suolo inglese e c'è uno scontro bellico e uno scambio importante di tipo commerciale e culturale con le popolazioni scandinave.

Queste popolazioni non hanno avuto la minima influenza dal punto di vista linguistico sui parlanti inglese? Sì, soprattutto sulla parte più orientale dell'Inghilterra. Non abbiamo molti documenti in anglico di questo periodo, ma li abbiamo del periodo successivo. Quando lo standard sassone occidentale esce dall'uso perché nel frattempo l'Inghilterra è stata conquistata dai normanni che parlano francese, abbiamo a partire dal 1200 dei testi che vengono scritti in dialetto locale. E soprattutto in certe aree i testi pullulano di prestiti dall'antico nordico e quando poi si sviluppa un nuovo standard della lingua inglese intorno alla città di Londra noi vediamo che i prestiti dell'antico nordico entrano anche nel vocabolario strutturale dell'inglese.

  • Antico nordico "till" > inglese moderno "until"
  • "taka" > inglese moderno "take"
  • "kasta" > inglese moderno "cast"

I germani prima della diaspora

È esistito un gruppo di popolazioni che ad un certo punto della storia ha sviluppato delle caratteristiche linguistiche che hanno creato una comunità linguistica particolare all'interno della famiglia indoeuropea. Bisogna eliminare qualsiasi legame tra lingua parlata ed etnia, non sappiamo chi fossero queste popolazioni. Anni fa un'immagine accettata dai linguistici era quella degli indoeuropei come cavalieri, che conoscevano la tecnologia del ferro, che usavano il carro da guerra e che girando per tutto il mondo lo conquistano e portano le loro lingue indoeuropee ovunque. Tuttavia, che ci siano state delle migrazioni è evidente, che ci siano state delle popolazioni con caratteristiche linguistiche che definiamo indoeuropee siano arrivate in Europa è chiaro, ma è anche chiaro che sicuramente non erano in grado di popolare un'area vasta dall'India settentrionale sino all'Irlanda. Sicuramente ci sono stati dei contatti e popolazioni che inizialmente parlavano tutt'altre lingue rispetto all'indoeuropeo abbiamo assunto le caratteristiche linguistiche dell'indoeuropeo e che questa comunità linguistica si sia via via estesa in gran parte dell'Europa a prescindere dalla storia delle popolazioni che effettivamente parlavano queste lingue.

Tra la penisola dello Jutland, la Scandinavia meridionale e le coste meridionali del Baltico troviamo un gruppo di popolazioni che parla delle lingue affini che definiamo dialetti germanici. Queste popolazioni cominciano a spostarsi probabilmente già intorno al 700 avanti Cristo, ma soprattutto nel primo secolo a.C.

Non abbiamo nessun dato certo, i germani non sapevano scrivere ed erano troppo lontani dai greci e dai latini per avere delle testimonianze greco-latine per avere delle testimonianze sul periodo più antico. Quello che sembra di capire, anche grazie alla testimonianza di Cesare, è che con l'espandersi dell'Impero Romano, soprattutto verso le Gallie, ci sia stato un indebolimento delle popolazioni celtiche, le quali hanno permesso alle popolazioni di tipo germanico di espandersi verso sud. Tant'è che Cesare va a combattere nelle Gallie perché c'è stato un tentativo di invasione germanica nelle Gallie e questo ha compromesso tutto l'equilibrio politico tra le tribù celtiche e la colonia romana della Provenza. Già nel primo secolo a.C., le popolazioni germaniche si erano spostate verso sud creando delle forti tensioni con le popolazioni che a sud erano stanziate. L'attuale Germania centrale e meridionale era sicuramente abitata da popolazioni celtiche sino al terzo e secondo secolo a.C., ma in questo periodo vengono respinte verso sud e verso ovest dall'arrivo delle popolazioni germaniche.

Poco dopo i fatti raccontati da Cesare e poco dopo quelli raccontati da Tacito dobbiamo pensare che le tribù germaniche si fossero già stanziate nel centro Europa: le tribù germaniche orientali si sono già spostate ad est (Goti), gli Iuti e gli Angli sono ancora a casa loro (come i Sassoni), mentre tribù importanti si spostano verso sud e verso est. Questo è il periodo in cui i romani cercano di entrare in area germanica, conquistano alcune aree marginali popolate da genti germaniche e fondano alcune città come Colonia e Treviri, ma vengono sconfitti da Arminio e la conquista romana della Germania si arresta sotto l'imperatore Tiberio. Al di là dei confini dell'impero c'era già una strutturazione di tribù germaniche che avevano sviluppato delle strutture sociali e politiche molto più organizzate e strutturate rispetto all'epoca più antica (per la vicinanza all'Impero Romano).

Prime testimonianze letterarie

Il primo che parla è Cesare nel De Bello Gallico (tra il 58 e il 50 a.C.), Tacito scrive un centinaio di anni dopo e il suo lavoro è molto più sistematico. Tacito lascia diverse testimonianze sul germanico, nel suo periodo la questione germanica è una questione di urgenza per l'impero: da un lato l'impero ha tentato di conquistare la Germania e non ci è riuscita, dall'altro le incursioni germaniche sono frequenti e l'impero sta cercando di adottare una politica differenziata rispetto alle tribù germaniche.

Quando ci sarà il periodo delle grandi invasioni non bisogna pensare ad un Impero Romano circondato da mura e difeso, il confine era aperto e l'impero trattava con le popolazioni germaniche accogliendole all'interno dell'impero o meno, ma spesso dando loro la qualifica di federati riconoscendoli come alleati che ricevano terra in cambio di prestazioni militari e di difesa dei confini. C'è bisogno di conoscere queste popolazioni.

Tacito non si limita a scrivere i suoi annali in cui racconta le vicende dell'impero contro i germani, scrive anche un piccolo trattato etnografico "Germania" in cui descrive gli usi e i costumi delle popolazioni germaniche: la religione, i principi del diritto, l'articolazione in leghe e federazioni di tribù, il tipo di alimentazione, l'amministrazione della giustizia, ecc.

Tacito in Germania non c'è mai stato, usava degli informatori; vi erano parecchi schiavi di origine germanica a Roma, che Tacito ascoltava.

Religione germanica prediasporica

Uno degli aspetti più interessanti della cultura germanica prediasporica (prima che i germani si spargessero in tutta Europa tra 4 e 5 secolo) è la questione religiosa. Sulla religione germanica di questo periodo così antico non conosciamo molto.

  • Dal De Bello Gallico apprendiamo che i germani non avevano un sacerdozio, mentre i galli, le popolazioni celtiche, avevano una casta sacerdotale nota con il nome di "druidi". Le cerimonie sacre dei germani sembrano amministrate dal capo famiglia o dal capo villaggio con alcune eccezioni. Quello che invece non corrisponde alle altre informazioni che abbiamo è il fatto che secondo Cesare i germani venerano solo degli dei che personificano elementi naturali: il sole, la luna, i vulcani. Probabilmente qui Cesare sta applicando ai germani dei luoghi comuni che venivano applicati a tutti i barbari. Per i romani non c'era una grande differenza. Inoltre, è strana la citazione dei vulcani perché in area germanica continentale di vulcani non ce n'erano.
  • Tacito: le informazioni di Tacito sono più precise, nel capitolo nono della Germania Tacito dice che tre dei vengono venerati da tutti i germani, li chiama con nomi latini Mercurio, Ercole, Marte. Questo è tipico della civiltà romana infatti i romani ritenevano che tutte le popolazioni venerassero le stesse divinità e che fosse un problema linguistico il fatto che avessero nomi diversi. Le divinità romane si potevano riconoscere nelle divinità venerate dalle altre popolazioni: interpretatio romana. Tacito dice che il dio più venerato di tutti è Mercurio, questo è strano perché per un romano il padre degli dei è Giove.

Marte, dio della guerra, viene associato a Tir. Ercole, dio della forza che combatte impugnando una clava, richiama Thor. Questa identificazione è incerta, altri autori lo identificano invece con Giove, Giove infatti è il dio della tempesta così come Thor e perché Thor lancia il martello, così come Giove lancia i fulmini. Mercurio è invece Odino. Odino è il dio dei morti, dei ladri, dio ingannatore, dio che si trasforma. Questa triade di divinità maschili sembra dominare la scena della religiosità germanica.

Tacito cita poi Iside, Iside non è una dea latina, ma egizia. Il suo culto era però molto popolare. Quando parla di Iside non sappiamo a chi Tacito stia pensando però fa riferimento alla nave. Il simbolo della nave era diffuso in area germanica soprattutto nei culti mortuari; la nave simboleggiava il veicolo con il quale l'anima del morto raggiungeva l'aldilà. È possibile che qui Tacito stia parlando di un culto simile a quello di cui parla poco dopo parlando di Nerthus.

Nel capitolo 40 Tacito non parla più dei culti relativi a tutti i germani, ma parla di un gruppo di popolazioni in cui rientrano i longobardi, gli Angli. Nerthus è la dea della fertilità. La statua coperta della dea viene portata per i campi, non si può combattere durante le cerimonie dedicate a Nerthus e anzi bisogna nascondere gli oggetti di ferro perché questi potrebbero turbare l'efficacia simbolica e magica della dea. Questo nome, Nerthus, lo ritroviamo più di mille anni dopo nel mondo nordico: Niorthur che è però una figura maschile. Niorthur è padre dei due dei della fertilità per eccellenza: Treia e Treir (dea dell'amore e dio della fecondazione).

Abbiamo anche altre fonti sulla religione germanica di epoca antica, come i ritrovamenti archeologici che ci testimoniano dei culti di cui le fonti non parlano. Abbiamo qui il caso delle Matrones in area renana. Sono raffigurazioni divine di cui le fonti non ci dicono nulla, si tratta probabilmente di un culto della fertilità comune in quell'area tra popolazioni germaniche e celtiche. Diversi gruppi hanno diversi culti. Alcune differenze nascono dal contatto con altre popolazioni.

Organizzazione della società germanica

Tacito parla del funzionamento dell'assemblea o concilium: le popolazioni si riuniscono periodicamente in assemblea. Queste assemblee hanno una struttura democratica (partecipano tutti gli uomini liberi), discutono e prendono decisioni collegialmente. Questa assemblea è determinata dai legami tribali, di sangue, sono il grembo dei clan. All'interno dell'assemblea viene eletto un re, res, che deve appartenere ad una delle famiglie più nobili.

Tacito parla però anche del comitatus, formato da un gruppo di guerrieri provenienti da diverse gentes guidato da un dux o princeps. Costui è il primus inter pares, deve guidare il gruppo ma non ha una posizione giuridicamente superiore rispetto agli altri, i comites. Il comitatus è una banda di guerrieri, che deve conquistare un bottino che verrà poi distribuito ugualmente dal princeps. I comites devono essere pronti anche a morire per difendere il princeps.

Abbiamo due strutture diverse che governano ambiti diversi della struttura sociale: la prima struttura funziona in una situazione pacifica, l'altra in una situazione bellica o di natura. La struttura assembleare prevale nelle popolazioni che non si spostano di molto e non partecipano alle grandi migrazioni (mondo nordico). Il modello di comitatus caratterizza le popolazioni che partecipano alle grandi migrazioni. Quando queste popolazioni poi si stanziano danno vita ad un sistema di tipo comitale: abbiamo un sovrano, il capo, e intorno a lui i conti. Questo è il tipico schema che troviamo per esempio nell'epoca di Carlo Magno.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/15 Filologia germanica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marta.devecchi10 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filologia germanica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trento o del prof Ferrari Fulvio.
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