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La metamorfosi di Filemone e Bauci

Filemone e Bauci avevano accolto in casa due umili viandanti respinti da tutti gli altri abitanti della Frigia, senza sapere che essi erano Giove e Mercurio.

Gli altri abitanti furono puniti e le loro case furono travolte dall’acqua della vicina palude, mentre l’abitazione di F. e B. si trasformò in un bellissimo tempio.

Agli dèi che chiedono loro di esprimere un desiderio, essi rispondono di poter essere addetti al culto del tempio e di poter morire nello stesso momento.

Gli dèi esaudiscono il loro desiderio e a questo punto comincia la metamorfosi.

Bauci vede F. coprirsi di fronde e mutarsi in quercia e contemporaneamente F. vede che alla moglie succede lo stesso fenomeno e che si muta in tiglio.

Si scambiano l’ultimo addio mentre la corteccia copre il loro volto, diventando così oggetto di perenne adorazione.

Il concetto di trasformazione

Il concetto di trasformazione è inteso come il divenire dell’universo e come evoluzione della storia umana.

Però l’interesse di Ovidio è la trasformazione delle forme, cioè la metamorfosi di esseri viventi in forme diverse.

Apollo e Dafne

Apollo e Dafne è la prima metamorfosi narrata nel poema.

F. e B. esprimono il desiderio agli dèi per poter vivere per sempre insieme.

Dafne chiede al fiume Peneius, suo padre, di essere trasformata in un altro aspetto e diventerà pianta dell’alloro.

Confronto tra le metamorfosi

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Sintesi

Filemone e Bauci - Ovidio

Filemone e Bauci avevano accolto in casa due umili viandanti respinti da tutti gli altri abitanti della Frigia, senza sapere che essi erano Giove e Mercurio. Gli altri abitanti furono puniti e le loro case furono travolte dall’acqua della vicina palude, mentre l’abitazione di Filemone e Bauci si trasformò in un bellissimo tempio. Agli dèi che chiedono loro di esprimere un desiderio, essi rispondono di poter essere addetti al culto del tempio e di poter morire nello stesso momento. Gli dèi esaudiscono il loro desiderio e a questo punto comincia la metamorfosi. Bauci vede Filemone coprirsi di fronde e mutarsi in quercia e contemporaneamente Filemone vede che alla moglie succede lo stesso fenomeno e che si muta in tiglio; si scambiano l’ultimo addio mentre la corteccia copre il loro volto, diventando così oggetto di perenne adorazione.

Il concetto di trasformazione è inteso come il divenire dell’universo e come evoluzione della storia umana. Però l’interesse di Ovidio è la trasformazione delle forme, cioè la metamorfosi di esseri viventi in forme diverse.

Apollo e Dafne è la prima metamorfosi narrata nel poema. Filemone e Bauci esprimono il desiderio agli dèi di poter vivere per sempre insieme. Dafne chiede al fiume Peneius, suo padre, di essere trasformata in un altro aspetto e diventerà pianta dell’alloro.

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