Estratto del documento

Rossi Veronica

Classe 5^ A Tst Alb. 1

Esame di Stato

Anno 2008/2009

Indice

D’ Annunzio p. 06-21 2

Il Fascismo p. 22-30

Il Giappone p. 31-40

Simone De Beauvoir p. 41-42

Beauvoir

Materie e argomenti esaminati:

Italiano

Gabriele D’Annunzio

Storia

Il Fascismo 3

Geografia

Il Giappone

Francese

Simone De Beauvoir

Introduzione

Ho scelto di parlare di questi argomenti perché fra le tematiche trattate durante l’anno scolastico, sono quelli che hanno suscitato in me un interesse maggiore.

Per quanto riguarda l’argomento di italiano:

“- Gabriele D’ Annunzio”; mi ha particolarmente affascinato questo autore, per il suo voler continuamente sperimentare e per il suo modo di essere un po’ “folle”.

Ho deciso di portare il Fascismo di storia per il fatto che è uno degli argomenti che mi ha toccato di più a livello emotivo fra quelli svolti nel programma.

Il Giappone ha stimolato la mia curiosità perché è uno stato molto sviluppato tecnologicamente e volevo approfondirlo per cultura personale; mi piaceva l’idea di conoscere questo

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paese nonostante non sia stato affrontato come argomento durante l’anno scolastico.

Simone De Beauvoir non rientra nel nostro programma di francese svolto, così come il Giappone, ma ho deciso di metterla nella mia tesina perché trovo questa autrice francese molto adatta a me.

Italiano

Gabriele D’Annunzio

Nacque a Pescara il 12 marzo 1863.

Nel 1879 il padre finanziò la pubblicazione della sua prima raccolta di

Primo vere.

poesie In breve tempo nacque quello che venne definito il fenomeno dannunziano.

Giunse a Roma nel con una notorietà che cresceva sempre di più. In questa città condusse una vita sontuosa, ricca di amori e avventure, senza terminare gli studi.

Nel 1882 D’Annunzio pubblicò i versi di Canto Novo e i racconti di Terra Vergine. Egli ebbe un enorme successo collaborando a diversi periodici e organizzando iniziative pubblicitarie per le sue opere.

Visse a Roma per dieci anni che furono per lui fondamentali per la formazione del suo stile comunicativo.

Nel rapporto con l’ambiente culturale e con l’alta società di quella città, si formò il suo modo di vedere il mondo.

Uno dei risultati più impressionanti della sua comparsa nel mondo letterario che si rinforzarono con dopo la pubblicazione del suo primo

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Il Piacere

romanzo (1889), fu la realizzazione di un “pubblico dannunziano”. Il poeta si creò uno stile di vita da “grande divo” con il quale alimentò il bisogno di desideri, di enigmi, di vivere un’altra vita.

Fra il 1891 e il 1893 D’Annunzio visse a Napoli dove compose il suo

L’Innocente Trionfo della Morte

secondo romanzo seguito dal e

Poema Paradisiaco.

dalle liriche del

Nel 1897 D’Annunzio conobbe Eleonora Duse, con la quale ebbe inizio la stagione centrale della sua vita.

Per vivere accanto alla sua nuova compagna D’Annunzio si trasferì a

La Capponccina”,

Settignano vicino Firenze dove affittò la villa “

trasformandola in un monumento del gusto estetico decadente.

Finita la relazione con Eleonora Duse, ha successivamente relazioni con altre donne; ma le sue grandi spese imposte dal suo “bisogno di superfluo” e i debiti causarono il sequestro della villa. Il periodo dei successi si chiuse nel 1910 con la fuga in Francia: già da tempo la voglia di spendere del poeta gli aveva fatto accumulare un sacco di debiti; e l’unico modo per evitarli era di fuggire dall’Italia.

L’arredamento della Capponccina fu messo all’asta e D’Annunzio non rientrò in Italia fino allo scoppio della guerra, nel 1915.

A Parigi D’Annunzio era diventato una celebrità e questo gli diede modo di non modificare il suo stile di vita grazie anche a dei prestiti che gli concessero alcuni giornali.

Pur trovandosi lontano dal paese natale il poeta collaborò al dibattito politico dell’Italia prebellica. Nel 1915 ritornò in Italia, mettendosi a condurre da subito un forte propaganda interventista. D’Annunzio a Quarto il 4 maggio 1915 pronuncia il discorso che dà vita a calorose manifestazioni interventiste. Il poeta si arruola volontario. 6

Rifiuta la cattedra di letteratura italiana, partecipò come volontario alla Prima guerra mondiale e nel 1918 vola su Vienna per lanciare locandine sulla città.

Notturno

In quel periodo compose utilizzando delle sottili strisce di carta che gli diedero modo di scrivere nella senza la luce. L’opera venne pubblicata nel 1921 e contiene una serie di ricordi e di osservazioni.

Nel 1919 pianificò un incredibile colpo di mano para-militare,

occupazione della città

scortando una spedizione di “legionari” all’

di Fiume, che le potenze alleate vincitrici non avevano assegnato all’Italia. Con questo gesto D’Annunzio raggiunse il picco dello sviluppo di costruzione del proprio “mito personale”. Alla fine della guerra D’Annunzio si fa portatore di un vasto malcontento, insistendo sul tema della “vittoria mutilata” e chiedendo il rinnovamento della classe dirigente in Italia. Questo vasto malcontento, trovò presto il

Benito

suo capo carismatico in volto nuovo della politica italiana:

Mussolini. L’11 e il 12 settembre 1919, la crisi di Fiume. La città, occupata dalle truppe alleate, aveva chiesto di essere unita all’Italia.

D’Annunzio con dei volontari occupa Fiume.

Il 12 novembre 1920 viene stipulato il Trattato di Rapallo: Fiume diventa città libera, Zara passa all’Italia. Ma D’Annunzio non accettò l’accordo e il governo italiano fece togliere i legionari con forza.

Costretto a ritirarsi,

D’Annunzio si “esiliò”, in una realtà solitaria nella sua villa di Gardone Riviera – il Vittoriale degli italiani. Qui visse fino alla morte nel 1938. Egli preferì il silenzio del mistero per accogliere il “proprio mondo”, D’Annunzio non aveva più strumenti comunicativi adatti alla realtà e trovò nel silenzio l’unica possibilità di mantenere vivo il suo personaggio. 7

Dopo il ventennio si fece strada la storia che il poeta fosse stato ucciso dal suo pianista spingendolo fuori dalla finestra. Qualcuno ha pensato che

l’ipotesi che D’Annunzio possa essersi casualmente avvelenato con uno dei farmaci che usava per curare le sue nevrosi o che attratto dall’idea del suicidio, possa averlo fatto volontariamente forse come ultima azione del suo pensiero di vita: il poeta fu trovato con la testa appoggiata su un almanacco “Barbanera” che annunciava, nel

la morte di una personalità

lunario 1938, .

Le opere

Romanzi

  • Il piacere (1889);
  • Giovanni Episcopo (1891);
  • L’Innocente (1892);
  • Il trionfo della morte (1894);
  • Le vergini delle rocce (1895); 8
  • Il fuoco (1900);
  • Forse che sì forse che no (1910).

Racconti

  • Terra vergine (1882);
  • Il libro delle Vergini (1884);
  • San Pantaleone (1886);
  • I violenti (1892);
  • Le novelle della Pescara (1902) 18 novelle provenienti dalle raccolte precedenti

(1 dal libro delle Vergini; 15 dal San Pantaleone e 2 da I violenti).

Opere teatrali

  • Sogno d’un mattino di primavera (1897);
  • Sogno d’un tramonto d’autunno (1897);
  • La Gloria (1899);
  • Più che l’amore (1906);
  • Le Chèvrefeuille (1910);
  • Il ferro (1910);
  • Le martyre de Saint Sébastien (1911);
  • Parisina (1912);
  • La Pisanelle (1913);

Tragedie

  • La città morta (1899);
  • La Gioconda (1899);
  • Francesca da Rimini (1902);
  • L’Etiopia in fiamme (1904);
  • La fiaccola sotto il moggio (1905);
  • La neve (1908);
  • Fedra (1909);
  • La figlia di Jorio (1904).

Poesia (raccolte & canti)

  • Primo vere (1879);
  • Canto novo (1882);
  • Poema paradisiaco (1893);
  • I cinque libri delle Laudi del cielo, del mare, della terra e degli eroi scritti fra 1903 ed il 1912:

(Canto Amebeo della Maia Guerra), Elettra, Alcyone, Merope, Asterope.

Opere autobiografiche

  • La Leda senza cigno;
  • Notturno;
  • Le faville del maglio;
  • Le cento e cento e cento e cento pagine del Libro Segreto di Gabriele D’Annunzio tentato di morire o Libro Segreto (l’autore di questo libro è Angelo Cocles, il “nunzio orbo” alter ego del poeta dopo l’incidente aereo).

Epistolari

  • Solum ad solam 9

Poligrafia e versatilia dell’opera dannunziana

D’Annunzio e il cinema

  • Il delitto di Giovanni Episcopo (1947);
  • L’innocente (1976).

Alcyone (La tregua) (Il commiato)

comprende 88 liriche. Tra la prima e l’ultima si traccia l’ideale percorso narrativo di un’estate di poesia. Nello schema proposto risulta evidenziata la suddivisione della raccolta.

La tregua

Dopo il proemio de Alcyone - che ha la funzione di istituire un collegamento fra

Laudi,

e i precedenti libri delle Laudi dedicati all’impegno eroico e civile - apre una serie

(Maia) (Elettra) Il fanciullo

di sette ballate cui fanno seguito cinque sezioni, ciascuna aperta da una lirica con titolo latino cui segue un Ditirambo. Attenzione: la posizione e il carattere di ogni titolo ne rappresentano il valore strutturale; la forma di questo elenco va osservata quindi attentamente, per avere una prima idea sulla concezione strutturale della raccolta. 10

La sera fiesolana (Alcyone)

Siamo di sera, nei dintorni di Fiesole; il tema della poesia è un tramonto dopo la pioggia, voci, sapori, sensazioni di un tramonto in compagnia dell’amata; tutto muta e declina.

È composta da tre strofe di 14 versi ciascuna, la misura dei versi varia, come libera è pure la disposizione di rime e assonanze.

Il tema della lirica è un tramonto ammirato sui colli intorno a Fiesole.

Ma fin dall’inizio i dati le cose e l’ambiente si trasformano e si compenetrano in un unico flusso vitalistico, ogni realtà appare in mutamento. In tal modo si attenua e progressivamente si annulla l’altro motivo di partenza,

l’assimilazione della sera della morte.

Il tema centrale di Alcyone è la metamorfosi di tutte le cose: Alcyone era una delle Pleiadi dell’antico mito greco, sorella di Elettra e di Maia, e venne trasformata in un uccello marino. Anche ne “la sera fiesolana” il ritmo della poesia è quello della metamorfosi, del mutamento, acceso delle continue corrispondenze che si generavano fra i diversi piani della realtà. Ne nasce uno scenario che al poeta pare un mistero sacro, ma quella di D’Annunzio è una religiosità particolare. L’elemento sacrale è dato, nel testo, da un incessante passaggio di stato: esso confonde e ribalta continuamente i piani percettivi; e tutto si risolve in questa metamorfosi senza fine, priva di qualunque sacralità. 11

La pioggia nel pineto (Alcyone)

Il poeta immagina di trovarsi in una pineta lungo il litorale della Versilia, in Toscana. Piove, e la pioggia estiva, attesa dagli uomini e dalla natura, sorprende il poeta e la sua compagna, Ermione. Non si ode, intorno, nessuna parola umana, ma si possono ascoltare solamente i suoni della natura: la pioggia che cade più o meno fitta, la cicala, il gracidare della rana in lontananza. I due amanti si sentono completamente immersi nella natura e progressivamente perdono la loro condizione di creature umane per fondersi con la vita vegetale in mezzo alla quale si muovono. In questo quadro, dominato dalla realtà naturale in cui tutto confluisce, si delinea, unica nota di un’esperienza propriamente umana, il tema dell’amore-illusione, dell’amore come favola bella, destinata a terminare e, quindi, illusoria.

Il piacere 12

Piacere

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