Concetti Chiave

  • Fiedler sostiene che il tatto non possiede capacità espressive come la vista, che invece ha un carattere poietico e comunicativo.
  • L'arte visiva, secondo Fiedler, è un processo attraverso il quale l'artista crea forme per rappresentare e dare senso al mondo.
  • L'arte vive di una propria autonomia, non essendo un semplice riflesso della realtà, ma creando un mondo nuovo per la coscienza artistica.
  • Forma e contenuto nell'arte visiva sono inseparabili, poiché la nuova configurazione dà significato all'opera stessa.
  • Fiedler enfatizza l'importanza della genesi dell'espressione artistica, evidenziando la provvisorietà delle opere rispetto al processo creativo.

Il tatto e la visione artistica

Il teorico dell’arte Fiedler, in scambio epistolare con lo scultore Hildebrand, negava che il tatto possedesse capacità espressive, la possibilità stessa di comunicare un pensiero, ciò che invece è possibile nella vista, la visione artistica è dotata di carattere poietico. Nei suoi scritti sull’arte figurativa Fiedler mette a frutto la prospettiva formalista di Zimmerman e un presupposto kantiano, ovvero quello che prima e al di fuori degli atti rappresentativi della soggettività non sussista una realtà in sé, è il soggetto che costituisce la realtà che si fenomenizza per il senso della vista. L’arte visiva è uno dei processi mediante i quali l’uomo, spinto da un bisogno spirituale di generare forme, si impadronisce del mondo, il mondo stesso può presentarsi come tale alla coscienza [come una messa in forme e figure per l’attività formatrice del soggetto, ancora di più quando il soggetto è un artista].

L'autonomia dell'arte visiva

L’arte è creazione e imitazione, ciò che crea non è un doppione della realtà ma piuttosto l’arte crea per la prima volta il mondo per mezzo e ai fini della coscienza artistica, l’arte vive di una propria autonomia, non deriva dal concetto, si solleva dall’elemento visivo informe fino alla forme.

L'artista e la creazione continua

A Fiedler interessa meno il risultato che non la genesi, il venire a essere dell’espressione, l’arte rende visibile qualcosa della realtà che prima non esisteva e non era conoscibile, nell’arte visiva forma e contenuto sono inseparabile, perché si organizza per via sensoriale e mette in luce qualcosa che acquista senso soltanto dalla nuova configurazione, perciò il senso e l’esistenza non possono essere separati dalla forma che li esprime e li configura. Artista è colui che possiede la capacità di configurare il mondo visivo in forme sempre nuove e che è consapevole della provvisorietà stessa dell’opera d’arte rispetto al processo di creazione. Croce battezzerà puro visibilismo le teorie definite sull’arte figurativa per rimarcare la dimensione intuiva, il puro vedere realizzato dall’attività figurativa. L’epoca dell’Ottocento vede però anche altre biforcazioni: estetismo, decadentismo, simbolismo, facendo emergere altri nomi rilevanti per l’estetica come Baudelaire e Nietzsche.

Domande da interrogazione

  1. Qual è la posizione di Fiedler riguardo al tatto e alla visione artistica?
  2. Fiedler sostiene che il tatto non possiede capacità espressive come la vista, la quale è dotata di un carattere poietico e consente di comunicare pensieri e forme attraverso l'arte visiva.

  3. In che modo l'arte visiva si distingue dalla semplice imitazione della realtà?
  4. L'arte visiva non è un doppione della realtà, ma crea per la prima volta il mondo attraverso la coscienza artistica, vivendo di una propria autonomia e trasformando l'elemento visivo informe in forme significative.

  5. Qual è l'importanza della genesi dell'espressione artistica secondo Fiedler?
  6. Fiedler enfatizza che l'arte rende visibile ciò che prima non esisteva, e che forma e contenuto sono inseparabili; l'artista è colui che configura il mondo visivo in forme nuove, consapevole della provvisorietà dell'opera d'arte.

Domande e risposte

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