Concetti Chiave
- Le terapie farmacologiche per il ferro variano in farmacocinetica e farmacodinamica, utilizzando un guscio di carboidrati per evitare reazioni dannose.
- L'epcidina regola l'assorbimento del ferro: bassi livelli aumentano l'assorbimento, mentre un aumento temporaneo dopo la somministrazione ne riduce l'efficacia.
- I preparati di ferro più recenti, come il Ferro carbossimaltosio, sono progettati per essere privi di immunogenicità e ridurre il rischio di reazioni anafilattiche.
- Preparati meno stabili come il Ferro Gluconato possono causare reazioni autolimitanti durante l'infusione, senza necessità di trattamenti aggiuntivi.
- Negli ultimi anni, la somministrazione di ferro è stata adattata a giorni alterni per ottimizzare l'assorbimento e minimizzare gli effetti collaterali intestinali.
Indice
Differenze tra terapie farmacologiche
Questa terapia è diversa dal punto di vista farmacocinetico e farmacodinamico rispetto a quella per os. I preparati in questo caso sono costituiti da un guscio di carboidrati che contiene all’interno il Fe3+. Non si può somministrare direttamente Fe puro perché si corre il rischio di andare a scatenare la reazione di Fenton, con conseguente produzione di radicali liberi. Il carboidrato che compone il guscio cambia fra i vari preparati (saccarosio, destrosio, gluconato, carbossimaltosio etc).
Ruolo dell'epcidina nel trattamento
L’epcidina è un ormone influenzato a feedback da numerosi fattori, tra cui anche il ferro. Nei soggetti con carenza di ferro si hanno livelli di epcidina irrisori perché c’è necessità di massimo assorbimento di ferro intestinale così viene soppressa a livello epatico la sua produzione. Si è visto che quando veniva somministrato il ferro veniva attivato il meccanismo di feedback per cui i livelli di epcidina aumentavano temporaneamente, provocando delle alterazioni nell’assorbimento del farmaco. La prima somministrazione viene assorbita quasi tutta, in quanto ho valori di epcidina bassissimi, mentre la seconda dose viene assorbita molto meno in quanto valori di epcidina sono più alti, stimolati dal ferro stesso che è stato somministrato. Questo “effetto booster” del ferro sull’ epcidina ha una durata di circa 36/48 ore: per questo motivo negli ultimi anni la terapia si fa assumere a giorni alterni. Questa modalità di assunzione massimizza l’assorbimento di ferro e contemporaneamente riduce gli effetti collaterali intestinali.
Le differenze fondamentali tra tutti questi preparati riguardano:
1) immunogenicità;
2) stabilità del guscio.
Evoluzione dei preparati di ferro
I primi complessi creati, come il Ferro Destrano, avevano un elevato grado di tossicità e potevano scatenare gravi reazioni anafilattiche, inducendo la produzione di IgE e portando anche alla morte. Questi farmaci ad alto peso molecolare sono stati successivamente ritirati dal commercio e sono stati introdotti farmaci molto più stabili.
Utilizzando poco stabili come ad esempio il Ferro Gluconato, un po’ di ferro si poteva liberare durante l’infusione dando origine ad una reazione complemento-mediata caratterizzata da flushing, eritema al volto e in alcuni casi ipotensione. Queste reazioni, per fortuna, erano autolimitanti quindi nel momento in cui veniva sospesa l’infusione si risolvevano senza dover intervenire con farmaci corticosteroidi o antistaminici. Si trattava quindi di reazioni simil-anafilattiche non IgE-mediate, dovute ad un rilascio di ferro dai composti meno stabili prima che il composto venisse captato dai macrofagi.
I farmaci più utilizzati oggi sono il Ferro carbossimaltosio e il Ferro isomaltosio. Essi sono privi di immunogenicità e non danno reazioni anafilattiche vere e proprie, nonostante non siano esenti da effetti collaterali. Il ferro per os rappresenta la prima scelta nelle forme di carenza di ferro non grave.
Domande da interrogazione
- Qual è la differenza principale tra le terapie farmacologiche per il ferro somministrate per via orale e quelle iniettabili?
- Come influisce l'epcidina sull'assorbimento del ferro?
- Quali sono le principali differenze tra i vari preparati di ferro?
- Quali sono i preparati di ferro più utilizzati oggi e quali sono i loro effetti collaterali?
Le terapie iniettabili presentano differenze farmacocinetiche e farmacodinamiche rispetto a quelle per os, in quanto utilizzano preparati con un guscio di carboidrati che contiene Fe3+, evitando il rischio di reazioni di Fenton associate al ferro puro.
L'epcidina, un ormone regolato da vari fattori, ha livelli bassi nei soggetti con carenza di ferro, massimizzando l'assorbimento intestinale. Tuttavia, la somministrazione di ferro aumenta temporaneamente i livelli di epcidina, riducendo l'assorbimento nelle dosi successive.
Le differenze fondamentali tra i preparati di ferro riguardano l'immunogenicità e la stabilità del guscio, che influenzano la sicurezza e l'efficacia del trattamento.
I preparati più utilizzati oggi sono il Ferro carbossimaltosio e il Ferro isomaltosio, che sono privi di immunogenicità e non causano reazioni anafilattiche, sebbene possano presentare alcuni effetti collaterali.