Concetti Chiave
- Il marchese di La Fayette, aristocratico francese, ha sostenuto le idee liberali tra il XVIII e il XIX secolo, contribuendo alla Guerra d'Indipendenza americana.
- Ritornato in Francia, La Fayette si distinse come rappresentante della nobiltà favorevole alle riforme e alla monarchia costituzionale, influenzando profondamente la vita politica del suo tempo.
- Durante la Rivoluzione francese, La Fayette si oppose allo scioglimento dell'assemblea del Terzo Stato e contribuì alla proposta della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino.
- La sua popolarità scese drasticamente dopo l'eccidio nello Champs-de-Mars; tentò di recuperare potere attraverso la guerra, ma fu escluso dalla politica dopo la caduta della monarchia.
- Negli ultimi anni, La Fayette si schierò con i liberali e continuò a combattere per la libertà, ma morì isolato nel 1834, dopo aver ispirato i moti carbonari del 1831.
Il marchese di La Fayette
Il marchese di La Fayette era un ricco aristocratico francese aperto alle idee liberali che ha operato a cavallo dei XVIII e del XIX secolo.
Contributo alla guerra d'indipendenza americana
Ricoprendo l’incarico di ufficiale dell’esercito, in seguito agli avvenimenti del 1776 nelle colonie inglesi in America, organizzò a proprie spese un piccolo corpo di spedizione con il quale accorse in aiuto degli insorti. George Washington, con cui era entrato in amicizia, gli affidò il comando di una divisione con la quale egli si rese famoso per il successo di alcune operazioni liberali.
Ritorno in Francia e ruolo politico
Ritornato in Francia tre anni dopo, fu accolto trionfalmente e il governo francese gli accordò un corpo di spedizione con cui egli ritorno in America. Terminata la guerra d’Indipendenza americana, egli partecipò alle trattative di Parigi che si conclusero con l’indipendenza delle colonie inglesi. Ritornato definitivamente in patria, egli fu eletto come rappresentante della nobiltà negli Stati Generali, convocati il 5 maggio 1789 e qui emerse anche come capo del gruppo di nobili che erano favorevoli alle riforme, alla monarchia costituzionale e alla solidarietà con il Terzo Stato. Per più di un anno, da questo momento in poi, egli dominò la vita politica; inizialmente mantenne una posizione simile a quella di George Washington, poi, più tardi, cercò di porsi al di sopra di ogni fazione con l’intento di conciliare regi interessi del re, dell’aristocrazia e dell’alta borghesia favorevole a una Costituzione. Egli erra del parere che soltanto con un compromesso si sarebbe potuto fronteggiare i tentativi reazionari della destra e le pressioni popolari della sinistra, salvando, però, nel contempo, una parte del potere aristocratico come già era avvenuto in Inghilterra.
Influenza durante la Rivoluzione francese
Nel biennio 1789-1790, esercitò la sua influenza nei momenti cruciali della Rivoluzione quali l’opposizione allo scioglimento dell’assemblea del Terzo Stato ad opera delle guardie del re, la proposta di un progetto di Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino e l’ imitazione della dichiarazione d’indipendenza americana.
Declino politico e prigionia
In seguito, fu eletto presidente dell’Assemblea Nazionale e fu posto al comando della Guardia Nazionale, alla quale affiancò altre truppe a lui fedeli e stipendiate e alloggiate a sue spese. Dopo il tentativo di fuga del re, La Fayette si propose come candidato per ricoprire il ruolo di dittatore e nel 1791 fu a capo delle truppe che nello Champs-de-Mars dispersero una manifestazione popolare, uccidendo 30 persone. Questo eccidio lo rese impopolare e, infatti, alle elezioni di sindaco di Parigi fu battuto. Allora pensò di ritornare al potere, appoggiando la guerra contro i nemici della Rivoluzione voluta dai Girondini e, pertanto, assunse il comando dell’armata del Nord. Ma tutto fu inutile perché, ormai, egli era tagliato fuori dalla politica. Dopo la caduta della monarchia il 10 agosto 1792, egli tentò di condurre l’esercito contro Parigi ma il suo appello non ebbe seguito. Sperando di trovare un rifugio in Inghilterra fu però fatto prigioniero dagli Austriaci che lo tennero in prigionia fino al Trattato di Campoformio del 1797.
Ultimi anni e morte
Fino alla Restaurazione, La Fayette restò in disparte. Fu allora eletto deputato e si schierò dalla parte dei liberali. Durante i Cento Giorni, egli propose alle camere di far abdicare Napoleone per restare poi all’opposizione, dirigendo le varie società segrete che pullulavano in Europa, opponendosi così alla politica reazionario dei Borboni. Riacquistò una parte dell’antico prestigio nel combattere per la libertà a favore della monarchia costituzionale di luigi Filippo, nel 1830. Sappiamo che ispirò i moti carbonari del 1831, ma venne sconfessato dal Governo. Morì nel 1834, ormai restando isolato da tutti.
Domande da interrogazione
- Qual è stato il contributo del marchese di La Fayette alla guerra d'indipendenza americana?
- Come si è distinto La Fayette nel contesto politico francese dopo il suo ritorno dalla guerra?
- Quali furono i momenti cruciali in cui La Fayette esercitò la sua influenza durante la Rivoluzione francese?
- Qual è stata la causa del declino politico di La Fayette?
- Come trascorse La Fayette i suoi ultimi anni e quale fu il suo destino finale?
La Fayette, ufficiale dell'esercito, organizzò un corpo di spedizione a proprie spese per aiutare gli insorti americani nel 1776, guadagnandosi il comando di una divisione da George Washington e ottenendo successi in operazioni liberali.
Ritornato in Francia, La Fayette fu eletto rappresentante della nobiltà negli Stati Generali e si affermò come capo dei nobili favorevoli alle riforme e alla monarchia costituzionale, cercando di conciliare gli interessi del re, dell'aristocrazia e dell'alta borghesia.
La Fayette si oppose allo scioglimento dell'assemblea del Terzo Stato, propose un progetto di Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino e si ispirò alla dichiarazione d'indipendenza americana, giocando un ruolo chiave nei momenti decisivi della Rivoluzione.
Il declino politico di La Fayette iniziò dopo l'eccidio durante la manifestazione allo Champs-de-Mars, che lo rese impopolare, e il suo tentativo di tornare al potere fallì, portandolo a essere escluso dalla politica dopo la caduta della monarchia nel 1792.
Dopo la Restaurazione, La Fayette si schierò con i liberali e combatté per la libertà, ma morì nel 1834 in isolamento, dopo aver ispirato i moti carbonari del 1831 e aver riacquistato parte del suo prestigio nel 1830.