Concetti Chiave
- Gli Stati generali si riunirono a Versailles il 5 maggio 1789, con una composizione di 391 membri del clero, 270 della nobiltà e 578 del Terzo stato, quest'ultimo in maggioranza.
- Il Terzo stato richiese che il voto avvenisse per testa, sostenendo il principio dell'uguaglianza individuale nell'espressione delle proprie scelte politiche.
- Di fronte al rifiuto del re, i deputati del Terzo stato si autoproclamarono Assemblea nazionale il 7 luglio 1789, avviando così la rivoluzione e affermando la sovranità popolare.
- Il re inviò ventimila soldati a Versailles, spingendo i lavoratori e artigiani parigini a formare la Guardia nazionale, pronta a difendere l'assemblea.
- Il 14 luglio 1789, la folla assaltò la Bastiglia, un evento che divenne simbolo della rivoluzione francese e che è commemorato come festa nazionale in Francia.
La composizione degli Stati generali
degli Stati generali si riunì a Versailles il 5 maggio 1789. Dei 1139 eletti all'assemblea, 391 spettarono al clero, 270 alla nobiltà e 578 al Terzo stato, che si trovava quindi in maggioranza. Tra i deputati del Terzo stato, un terzo era costituito da uomini di legge; numerosi erano anche i professionisti e gli intellettuali; meno rappresentate erano le categorie direttamente produttive, con prevalenza dei commercianti e degli imprenditori. Si trattava dunque di una rappresentanza chiaramente borghese: non vi erano infatti né artigiani né contadini.
La richiesta di voto per testa
Secondo la consuetudine, negli Stati generali si votava per ordine: ogni stato aveva diritto a un voto; nobili e clero disponevano quindi di due voti contro uno solo del Terzo stato. All'avvio dei lavori dell'assemblea, i rappresentanti del Terzo stato chiesero di modificare il regolamento e che le votazioni avvenissero per testa (ogni rappresentante un voto). Non si trattava solo di un espediente politico per far valere la maggioranza numerica di cui disponeva il Terzo stato, ma era piuttosto la coerente applicazione del principio, teorizzato da molti filosofi illuministi, che nella società ogni persona deve avere il diritto di affermare individualmente il proprio pensiero e le proprie scelte.
L'Assemblea nazionale e la rivoluzione
I deputati del Terzo stato, di fronte al rifiuto del re di permettere il voto per testa, si riunirono nella sala della pallacorda (una specie di grande palestra dove si praticava un gioco simile al tennis) e si autoproclamarono Assemblea nazionale (7 luglio 1789), giurando di non sciogliersi sino a che non fosse stata votata una costituzione. Molti nobili, che aspiravano a una riforma dello stato, e anche alcuni rappresentanti del clero si unirono a loro. Con questo atto, essi davano inizio alla rivoluzione, poiché affermavano il principio che la sovranità, cioè il diritto di esercitare il potere e di stabilirne le regole, spettava ai rappresentanti eletti dal popolo.
La reazione del re e la presa della Bastiglia
Nei primi giorni di luglio il re fece affluire ventimila soldati nei dintorni di Versailles e Parigi. Questo fatto allarmò i rappresentanti del Terzo stato, che temevano che il re intendesse attaccare l'assemblea. I lavoratori salariati e artigiani parigini si armarono e formarono un esercito popolare, la Guardia nazionale, comandata dal marchese Marie-Joseph Paul de La Fayette (1757-1834), che aveva combattuto nella guerra d'indipendenza americana. Il 14 luglio 1789 la folla in armi assaltò la Bastiglia. Gli insorti assunsero il controllo della municipalità di Parigi e il re fu costretto a recarsi a Versailles per annunciare il congedo dei ventimila soldati. Il 14 luglio divenne la data simbolo della rivoluzione francese ed è ancora oggi la principale festa nazionale in Francia.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la composizione dell'assemblea degli Stati generali del 1789?
- Perché il Terzo stato richiese il voto per testa?
- Cosa accadde quando il re rifiutò il voto per testa?
- Qual è l'importanza della presa della Bastiglia?
Gli Stati generali si riunirono a Versailles il 5 maggio 1789 con 1139 eletti: 391 per il clero, 270 per la nobiltà e 578 per il Terzo stato, che era quindi in maggioranza. La rappresentanza era prevalentemente borghese, con una significativa presenza di uomini di legge, professionisti e intellettuali, ma scarsa di artigiani e contadini.
Il Terzo stato chiese il voto per testa per affermare il principio che ogni persona deve avere il diritto di esprimere individualmente il proprio pensiero e le proprie scelte, in contrasto con la consuetudine che prevedeva il voto per ordine, favorendo nobili e clero.
Di fronte al rifiuto del re, i deputati del Terzo stato si autoproclamarono Assemblea nazionale il 7 luglio 1789, giurando di non sciogliersi fino all'approvazione di una costituzione, dando così inizio alla rivoluzione e affermando che la sovranità spettava ai rappresentanti eletti dal popolo.
La presa della Bastiglia il 14 luglio 1789 rappresentò un momento cruciale della rivoluzione francese, simbolizzando la lotta contro l'oppressione. Gli insorti, supportati dalla Guardia nazionale, assunsero il controllo di Parigi, costringendo il re a ritirare le truppe, e questa data è oggi celebrata come la festa nazionale in Francia.