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Fashion management SEGP = Strategia, economia e gestione del progetto

Concetti economici di base: l’impresa come sistema aperto e l’impresa come sistema di risorse

Il termine economia deriva dal greco oikos (= casa, all’interno della cultura greca rappresentava tutto l’intorno delle risorse di ciò che era posseduto, quali anche le risorse naturali, tra cui anche la forza lavoro in schiavitù) e nemein (management).

L’economia come disciplina fa riferimento a:

  • Attività economiche per soddisfare i bisogni delle persone.
  • Produzione – Consumo – Scambio.

L’economia è lo studio dei modi attraverso cui i singoli individui e le società scelgono come impiegare delle risorse scarse per produrre, consumare e scambiare beni e servizi.

Dato un insieme di risorse (naturali, beni, servizi), l’economia si occupa di capire in quale modo le persone, i consumatori, i manager o a livello aggregato come la società alloca le diverse risorse, e quindi come avvengono le transazioni di vendita e di acquisto di queste risorse.

La parola chiave è la scarsità, se non si fosse in un regime di scarsità il problema si porrebbe in maniera differente, infatti sono sempre di più i desideri rispetto al budget disponibile o all’esistenza di risorse.

Quando si parla di una prospettiva economica si lavora in un’ottica di scarsità delle risorse.

Le primissime attestazioni del termine economia all’interno della storia del pensiero si ritrovano già nelle opere di Aristotele, il quale si occupa di Oikonomia:

  • Oikos = household, estate.
  • Nemein = management.

L’economia è una disciplina che si occupa di temi non disgiunti dalla riflessione filosofica, dalla riflessione sulla natura dell’uomo, infatti sia Adam Smith, con il quale si ha la nascita del pensiero legato all’economia di mercato, che Karl Marx, il quale sviluppò una serie di riflessioni sul funzionamento dell’economia e delle classi, sono due figure interessanti, testimonianza di un modo di vivere l’economia legato alla situazione e ai bisogni delle persone e a temi di fairness e distribuzione.

Smith infatti inizia la sua riflessione sul benessere delle nazioni in un periodo in cui Edinburgo era diventato il centro del commercio e dello sviluppo industriale, ci si iniziava quindi a chiedere come gestire la ricchezza da un punto di vista normativo.

Questa prospettiva rimarrà anche con Marx.

Soprattutto nel XX sec. le due prospettive iniziano a distinguersi, la parte di economia diventa più scientifica, seppur la riflessione ad esempio sulla sostenibilità, scopo, natura ed etica dell’impresa è qualcosa che tocca le nostre vite in modo diretto.

Prospettive economiche

Diverse prospettive economiche:

  • Macroeconomia = andamento globale sistema economico, allocazione delle risorse a un livello globale in una prospettiva internazionale o a livello di un singolo sistema paese all’interno di un singolo Stato. Si focalizza su elementi di economia che fanno riferimento al sistema nel suo complesso (temi legati a politiche monetarie, prezzi delle risorse in una visione globale).
  • Microeconomia = fa riferimento a come singoli individui o singole imprese prendano le proprie decisioni in ambito economico. Es: ciascun individuo dato il proprio budget, il proprio stipendio, il proprio patrimonio, decide come spenderlo, come allocarlo, per quale bene o per quale servizio spendere una certa cifra (temi legati al prezzo, alla domanda, all’offerta). Singoli individui e imprese prendono decisioni in ambito economico, ognuno decide come spendere.
  • Economia industriale (settori) = il termine industriale fa riferimento al termine inglese industry, ossia un’economia settoriale che aiuta a comprendere come si sta evolvendo un determinato tipo di settore, di mercato. Es: economia industriale nel settore dell’automotive, del manufacturing.
  • Economia aziendale = una prospettiva legata all’impresa come attore economico e caratterizzata da elementi: focus sull’impresa e sui modi di governo (gestione dell’impresa).
  • Soggetti e ruoli all’interno dell’impresa.
  • Processi decisionali e organizzazione del lavoro.

Attori del sistema di un’impresa

Chi fa parte del sistema impresa e con chi un’impresa interagisce:

  1. Individui e famiglie (consumo): coloro che consumano, acquistano, ci si pongono domande legate al loro potere d’acquisto, alle implicazioni dell’inflazione e alle scelte che individui e famiglie compiono nella loro funzione di consumatori. Individui e famiglie acquistano e scelgono come allocare il proprio budget rispetto a una serie di beni, servizi ed esperienze.
  2. Imprese (produzione e consumo intermedio): le imprese entrano nell’equazione come attori della produzione intesa in modo ampio (chi lavora su beni tangibili, chi si occupa di servizi o experience), sono imprese che si occupano di produzioni o di consumo intermedio: ciascuna impresa per poter funzionare acquista da altre imprese beni, servizi e competenze, ed è contemporaneamente un attore di consumo e di produzione.
  3. Aziende di P.A. (= Pubblica Amministrazione) (beni e servizi particolari): in economie mature, fatto 100 quello che viene acquistato in un anno sul mercato, una metà viene acquistata direttamente da enti, aziende e organismi riconducibili al pubblico e allo Stato. Vi è una forte presenza di acquisti o erogazioni di beni e di servizi da parte della pubblica amministrazione, sia a livello centrale (a livello statale, centralizzato) che a livello locale (regionale e comunale).

Soggetti di impresa

Attori che partecipano in modo attivo del sistema impresa, con ruoli, aspettative e responsabilità diverse:

  • Imprenditori, soci e azionisti (esprimono il governo dell’impresa).
  • Amministratori, coloro che gestiscono l’impresa (management).
  • Prestatori di lavoro (dipendenti: operai, ossia blue collars, contrapposti agli impiegati, i white collars).
  • Finanziatori (es: banche).
  • Clienti.
  • Fornitori.
  • Stato: lo Stato eroga una serie di servizi per individui, cittadini e imprese (es: sanità, trasporti, educazione), che sono immediatamente fruiti e ripagati tramite le tasse.

Lo Stato ha un ruolo fondamentale per le imprese: offre il contesto normativo/giuridico che permette alle imprese di operare in una competizione corretta e funzionante e permette in caso di qualsiasi causa, conflitto di andare da un giudice sapendo di trovare un sistema corretto che andrà a gestire il problema.

Questi elementi quando si parla di competizione e di mercato sono elementi intangibili fondamentali che spesso fanno la differenza nella scelta del paese in cui investire per le garanzie di servizi che il paese offre.

Anche le imprese pagano le tasse allo Stato e contribuiscono ai servizi complessivi.

Chi Che cosa fornisce Che cosa ottiene
Azionisti, soci o titolari (hanno un ruolo e una promessa di valore diversa dai finanziatori) L’azionista a differenza del finanziatore fornisce il Capitale di Rischio (equity) = è una parte di capitale a maggior rischio, in quanto nel caso in cui siano delle difficoltà, il capitale degli azionisti con cui hanno comprato azioni o quote è l’ultimo capitale a essere liquidato (prima vengono pagati tutti gli altri poi gli azionisti). L’azionista inoltre risponde all’interno dell’azienda rispetto alla quota che ha inserito. L’azionista fornisce il capitale, non come finanziamento (finanziatori, es: banche), ma come una partecipazione rispetto alla proprietà dell’azienda. L’azionista da un Capitale di Rischio ottiene una parte di profitto (dividendo/ritorno) rispetto a quella che è stata la performance dell’azienda. L’azionista in base alla struttura della società, della quota che ha a disposizione, può avere una voce in capitolo più o meno importante rispetto a decisioni e strategie dell’azienda.
Amministratori (manager) Forniscono lavoro e capacità direzionale e decisionale rispetto alla strategia dell’impresa. Stipendi e Stock Options.
Impiegati/Operai Lavoro. Salari.
Finanziatori Il finanziatore a differenza dell’azionista offre un Capitale di Debito. Una banca non entra nella gestione della società, ma fornisce del capitale (utile per aprire una nuova filiale, lanciare un progetto, fare fronte a un periodo difficile) e riceve all’interno del finanziamento una serie di interessi. Si definisce per ciascun debito contratto la quota di interesse che la banca o il finanziatore si aspetta per aver prestato i soldi: interessi su un credito.
Fornitori Forniscono beni, materiali e servizi. Vengono retribuiti con dei compensi.
Stato Lo Stato eroga una serie di servizi per individui, cittadini e imprese (es: sanità, trasporti, educazione), che sono immediatamente fruiti. I servizi vengono ripagati tramite le tasse.

Tra le diverse categorie il livello di rischio con cui vengono remunerate le diverse risorse varia: alcune sono remunerazioni fisse e stabili (salari, compensi e interessi), altre variabili (profitto/dividendi e Stock Options).

Quando si parla di impresa ci si riferisce a una prospettiva che guarda al futuro, una prospettiva che guarda se e come l’azienda in futuro sarà in grado di remunerare le risorse (es: pagare i fornitori, pagare gli stipendi, i finanziatori, dare un dividendo agli azionisti).

La misura in cui un’azienda nel futuro è in grado di remunerare le risorse e fare fede agli impegni presi è una variabile fondamentale del valore di un’impresa e della valutazione di un’impresa.

L’impresa si mantiene nel tempo se è in grado di remunerare le risorse.

Il sistema imprenditoriale italiano è caratterizzato da due temi:

  • Dimensioni: PMI (= Piccole e Medie Imprese) o SME (= Small and Medium Enterprises), aziende fino a 500/1000 dipendenti. Le PMI caratterizzano il nostro Paese e sono caratterizzate da:
    • Una forte tendenza all’imprenditorialità.
    • Nanismo imprenditoriale, le limitate dimensioni delle aziende più piccole e la limitata disponibilità di capitale e finanziamenti possono creare delle barriere all’innovazione.
  • Imprese familiari: spesso all’interno dell’impresa il management è gestito da parte di esponenti di famiglia (es: Luxottica, Ferrero; nel mondo della moda: Versace, Missoni, Prada, Benetton).

Diversi trend e sfumature:

  • Imprese familiari.
  • PMI/SME.
  • Sostenibilità.
  • L’impresa non appartiene solo ai soci azionisti, ma vi è sempre di più una consapevolezza e un’aspettativa che le imprese debbano rispondere a una serie di gruppi di categoria all’interno della società.

Shareholders vs stakeholders

  • Stakeholder = portatori di interesse, di diritto, con aspettative verso le organizzazioni.

Gli stakeholder di un’impresa sono:

  • Risorse Umane.
  • Istituzioni bancarie, finanziarie ed azionisti.
  • Clienti, fornitori ed intermediari commerciali.
  • Competitori.
  • Governi centrali e locali, collettività nazionali e locali.
  • Shareholder = azionisti. Questo termine nella letteratura era particolarmente diffuso in tutti quegli approcci all’economia quando ancora si pensava che l’obiettivo di un’azienda fosse di remunerare i suoi shareholder (azionisti). Oggi le aspettative sono cambiate molto, un’azienda è tenuta non solo a remunerare le risorse degli shareholder (chi possiede quote), ma a remunerare in modo finanziario o meno tutti coloro che sono stakeholder.

Forme giuridiche

Società di persone Società di capitali
(es: Sas = Società in accomandita semplice) (es: Srl, Spa)
Ciascun socio è responsabile:
  • Illimitatamente = con tutto il proprio patrimonio personale il socio risponderà di eventuali debiti, problemi, buchi, disservizi in modo illimitato rispetto a quello che è il proprio patrimonio e la propria posizione.
  • Solidarmente o solidalmente, ne risponderà anche se è un altro socio ad aver creato un disservizio. Se l’altro socio non è in grado di rispondere di questa richiesta, ciascun socio risponde anche per la parte dell’altro.
I soci sono responsabili:
  • Limitatamente.
  • Alla propria quota.
Nell’atto costitutivo della società di capitali verrà chiesto di versare il capitale sociale. Se si acquista un’azione o si ha una quota all’interno di una società di capitali, il socio ne risponde limitatamente alla quota che è stata messa. Non si prendono rischi e oneri per altri soci, ciascuno si occuperà di rispondere della propria parte.
Il rischio è alto però si ha anche il grosso della responsabilità e del potere decisionale, tendenzialmente è un tipo di società in cui sono i soci a definire l’attività, la direzione e la strategia, con elementi positivi e negativi. Le società di persone sono solitamente di dimensioni inferiori. Proprietà e management spesso coincidono. Nella società di capitali, quando le dimensioni iniziano a crescere, vi sono una serie di meccanismi che permettono di distinguere la proprietà dalla gestione e vi sono organi di controllo. L’impatto che il socio può avere sul futuro dell’organizzazione è più limitato.

La responsabilità va di pari passo con rischio e ritorno: maggiore è la responsabilità, maggiore è il rischio, maggiore è il ritorno.

Cos’è un mercato

Un mercato è un sistema di compravendita di beni e servizi di diverso tipo.

Il mercato è molto decentralizzato, è un meccanismo di coordinamento delle compravendite, dell’allocazione delle risorse decentralizzato, ciascun individuo, se si pensa a un mercato libero con competizione e un’economia, può decidere che cosa e dove comprare diverse cose.

Il mercato è un meccanismo decentralizzato, all’interno del quale la maggior parte delle imprese si trovano a lavorare. Temi legati alla strategia e al marketing hanno senso in un sistema decentralizzato.

Il mercato è uno di quegli elementi di natura socio economica, è un’istituzione che funziona se vi è una sistema intorno che lo supporta, presenta elementi giuridici socio-culturali importanti.

Il mercato è un meccanismo decentrale di coordinamento della domanda e dell’offerta, si contrappone a meccanismi centrali di pianificazione della domanda e dell’offerta.

Come impresa, il mercato è interessante, spesso ci si trova a interagire e a lavorare con mercati differenti.

Con quali mercati interagisce un’impresa?

Un’impresa interagisce con diversi mercati, tra cui:

  • Il Mercato del lavoro, dove vi è una compravendita di lavoro e di competenze.
  • Il Mercato Azionario, il Mercato finanziario dove viene portato del Capitale di Rischio.
  • Il Mercato delle Tecnologie, dove andare ad acquistare e investire per avere impianti, macchinari, brevetti e licenze.
  • Il Mercato di Approvvigionamento, ossia un mercato di fornitori e imprese all’interno della catena, che forniscono materie prime e componenti.

Questi mercati nel diagramma sono disposti a sx, poiché si può pensare all’impresa come una black box, che mette in collegamento e trasforma gli input da sx (tecnologie, materie prime e componenti) con gli output a dx (diversi mercati di sbocco che possono andare direttamente sui consumatori finali in un contesto B2C = Business to Consumer; oppure è possibile vendere ad altre imprese, in un contesto B2B = Business to Business, o se si vende alle pubbliche amministrazioni si parla di B2G = Business to Government) e una serie di forniture sopra e sotto.

Che cos’è l’opposto di un mercato o di un’economia di mercato?

L’opposto di decentralizzazione di mercato è il monopolio, ossia quando vi è un attore che controlla l’offerta.

Un altro aspetto è l’autosufficienza, che rimanda al mondo del baratto, prima dell’emergere di strutture più articolate.

Nella storia ci sono state economie non basate sul mercato, pensando all’Unione Sovietica e ai piani quinquennali, quel tipo di economia era fortemente centralizzata, vi era un organo, in quel caso uno Stato, che definisce che cosa verrà prodotto e che cosa le persone troveranno sugli scaffali, questo tipo di esperienza ha funzionato poco in quanto non aveva la stessa flessibilità e capillarità del mercato.

Impresa come funzione di trasformazione

L’impresa è una scatola nera che trasforma gli input in output e attraverso questa trasformazione crea del valore che prima non esisteva: l’output che esce ha un valore aggiunto rispetto ai singoli input che vengono introdotti all’interno dell’impresa. Quanto l’impresa è capace di creare valore è una delle domande rilevanti.

Valore di impresa

Come si stabilisce il valore di un’impresa?

Esistono una serie di strumenti e metodologie che permettono di riflettere e capire quanto vale un’impresa, è sempre una stima, una valutazione con degli elementi che guardando al futuro, alla valutazione e al rischio hanno parti opinabili o che potrebbero essere diverse.

Un’impresa ha un valore per gli azionisti (proprietà) se e solo se si ritiene che essa nel futuro sarà in grado di generare flussi netti di denaro positivi verso gli azionisti stessi.

Se ad oggi, ci si immagina che in futuro l’azienda non riuscirà a mantenere la capacità, il valore in futuro andrà necessariamente a diminuire.

I flussi positivi possono dipendere dai dividendi (quota che ogni anno a cadenza fissa viene pagata agli azionisti come remunerazione sul loro investimento) ripartiti dall’impresa o dal buy back (l’impresa ricompra le proprie azioni), mentre i flussi negativi possono e

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher FashionPolimii di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fashion Management e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Castellazzi Silvia Eleonora.
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