Farmacia veterinaria
Prof. Liguori
Anna Pasinelli
Sommario
- 1. Peculiarità del farmaco veterinario ................................................................................................... 2
- 2. Decreto legislativo n.158, 16 marzo 2006 ............................................................................................... 9
- 3. Decreto legislativo 193/2006 ................................................................................................................ 13
- 4. La ricetta elettronica veterinaria ...................................................................................................... 25
- 5. Trattamenti antiparassitari ................................................................................................................. 28
- 6. Trattamenti illeciti ................................................................................................................................. 35
- 7. Allevamento della bovina da latte .................................................................................................... 44
- 8. rBST: autorizzata e proibita ................................................................................................................... 49
- 9. Uso del farmaco nel suino .................................................................................................................... 51
- 10. Uso del farmaco nei pesci .................................................................................................................... 55
- 11. Allevamento del pollo da carne ....................................................................................................... 59
- 12. Ricettazione nel cavallo ..................................................................................................................... 62
- 13. Antidoping .............................................................................................................................................. 64
- 14. Omeopatici ............................................................................................................................................... 67
- 15. FAQ sulla ricetta elettronica veterinaria ...................................................................................... 71
- 16. Stupefacenti ............................................................................................................................................ 75
- 17. Nuovi farmaci ......................................................................................................................................... 85
- 18. Antibiotici ................................................................................................................................................ 90
- 19. AIC (autorizzazione immissione commercio) ............................................................................. 98
- 20. Prevenzione delle intossicazioni nei piccoli animali e consigli per i proprietari ................ 104
- 21. Parassitosi dei pet e rischio zoonosico .......................................................................................... 110
- 22. Antidepressivi in medicina veterinaria ........................................................................................... 117
- 23. Fisiologia comparata ......................................................................................................................... 122
- 24. Intossicazione nei DPA ......................................................................................................................... 123
1. Peculiarità del farmaco veterinario
La terapia nel settore zootecnico non può prescindere da considerazioni economiche quali il costo del trattamento o il prezzo dell’animale. Questo vale soprattutto per gli animali DPA (da produzione alimentare) in quanto non c’è un rapporto affettivo. Sono molto importanti la semplicità e la praticità dell’intervento terapeutico: nei grossi allevamenti bisogna trattare un numero elevato di animali quindi i farmaci vengono messi per esempio all’interno del cibo o dell’acqua. L’uso profilattico di antibiotici ed anticoccidi offre vantaggi economici nell’allevamento intensivo. Purtroppo però la ricerca del massimo profitto può spingere ad un utilizzo illegale del farmaco quali gli anabolizzanti.
L’uso degli antibiotici negli animali da produzione può essere:
- Terapeutico: riguarda uno o più soggetti nei quali si è stabilita l’infezione.
- Metafilattico: è trattamento di massa che mira alla terapia degli animali già ammalati e alla prevenzione della stessa negli animali non infetti.
- Profilattico: è trattamento di massa volto alla prevenzione negli animali non infetti.
- Auxinico: è trattamento di massa che si protrae per lunghi periodi (mesi) ed impiega concentrazioni molto basse di farmaco nell’alimento. Dal 2006 questo trattamento è proibito in Europa mentre per ora in America sono ancora possibili.
Una delle vie più pratiche per la somministrazione del farmaco per gli animali da produzione è la via alimentare. La via alimentare ben si presta per i trattamenti di massa. Per i trattamenti di massa si utilizzano:
- Farmaci veterinari prefabbricati: sono prodotti in polvere solubili in acqua per polli e conigli, nel latte per i vitelli o nelle brode per i suini.
- Alimenti medicamentosi, preparati a partire da premiscele per alimenti medicamentosi (farmaco in polvere premiscelato con supporto vegetale da mescolare con i mangimi) o da prodotti intermedi (premiscele per alimenti medicamentosi già mescolate con una certa quota di mangime).
Per quanto riguarda gli auxinici, quando venivano utilizzati, succedeva che i farmaci in quella minima porzione venivano considerati non come farmaci ma come additivi. Non era quindi necessaria una ricettazione veterinaria per somministrare questi auxinici. La denominazione infatti non era più premiscela medicata ma solo premiscela. La vendita da parte degli auxinici poteva avvenire presso i grossisti a prescindere dal farmacista. Il rischio potrebbe essere che una casa alimentaristica potrebbe aggiungerli senza dichiararli in etichetta; l’allevatore vedrebbe una crescita maggiore e comprerebbe di più. Le grosse aziende non corrono questi rischi in quanto ci sono numerosi controlli. Recentemente c’è stato uno scandalo “fibronil”: era presente questo antiparassitario nelle uova. Questo farmaco è autorizzato per l’uso agricolo o nel cane ma non per le galline che producono uova. La ditta belga però aveva commercializzato un prodotto per sanitizzazione per eliminare i parassiti dagli allevamenti dei polli.
I trattamenti di massa causano un impatto ambientale: gli animali rilasciano nell’ambiente dei metaboliti attivi con le urine e con le feci. Un altro impatto ambientale deriva dalle cause produttrici del farmaco e dall’inquinamento. Le enormi differenze tra le specie condizionano ampie variazioni delle forme farmaceutiche, delle dosi e delle modalità di somministrazione. Le valutazioni tossicologiche devono tener conto della specie e talvolta anche della razza. Per esempio il suino trattato con la tilmicosina a livello parenterale potrebbe morire; l’ivermectina si rivela invece pericolosa in alcune razze di cani come i collie.
Le esigenze terapeutiche possono essere sensibilmente diverse anche nell’ambito della stessa razza. Per esempio la vacca da latte può essere soggetta a infiammazioni della mammella a seguito della produzione di latte. Uno stesso farmaco, nella medesima specie, può essere consentito o proibito a seconda della categoria. Per esempio il clenbuterolo è proibito negli animali produttori di carne mentre può essere utilizzato nella vacca da latte; l’ivermectina si può usare in un toro o vitello ma non in una vacca da latte.
Esempi di farmaci che risultano pericolosi:
- Aspirina: gatto. Può essere somministrata con dosaggio minimo.
- Paracetamolo: gatto.
- Piretroidi: gatto e pesci. Sono degli antiparassitari esterni molto utilizzati. Il gatto, per problemi metabolici, può intossicarsi.
- Lincomicina: cavallo e coniglio.
- Monensin: cavallo. È un composto ad uso auxinico: viene utilizzato in dosi piccole, miscelate con l’alimento, per tempi molto lunghi per favorire la crescita dell’animale modulando la flora batterica intestinale.
- Ionofori con tiamulina: pollame. Questi due farmaci insieme danno reazioni tossiche nel pollame.
- Supplementi di rame: pecora. Il rame si usa nei suini a 20 giorni che nel pollame.
- Tilmicosina: suino.
- Avermectine: collie, bobtail.
Importanti sono anche le differenze a livello anatomico dei vari animali: i ruminanti hanno quattro stomaci. I ruminanti ed erbivori hanno una capacità dello stomaco e una lunghezza dell’intestino molto maggiore rispetto ai carnivori come cani e gatti. Queste differenze si riflettono anche sull’emivita dei farmaci e perciò saranno prescritti dosaggi diversi.
Nel gatto l’amoxicillina ha un’emivita e una biodisponibilità maggiore rispetto alle altre specie.
La praticità di somministrazione è importante sia nel settore zootecnico (è importante anche l’aspetto economico) che in quello dei pets. Il farmaco deve anche non turbare l’animale in quanto lo stress può riflettersi sulla riproduzione della specie. La sicurezza di somministrazione deve considerare l’aggressività del soggetto e l’esposizione dell’operatore al farmaco come inalazioni di polveri o autoinoculi. I farmaci miscelati con gli alimenti permettono sia praticità che sicurezza.
L’esposizione a fattori ambientali va considerata nel settore dell’allevamento intensivo: come esposizione alla pioggia o al sole. Di particolare importanza nell’allevamento ittico solo le caratteristiche quali il pH e la temperatura dell’acqua in cui il farmaco viene disciolto con l’alimento. La temperatura ambiente inoltre può condizionare la solubilità dei farmaci somministrati tramite l’acqua di abbeverata.
Sicurezza del consumatore
Sicurezza del consumatore. Il consumatore dei prodotti di origine alimentare può correre dei rischi. Bisogna quindi garantire che i trattamenti effettuati negli animali non comportino la presenza di residui pericolosi del farmaco nel prodotto finito quale carne, pesce, latte, uova, miele e derivati. Esiste quindi un’ampia legislazione a riguardo, i cui punti cardine sono gli LMR (limiti massimi di residuo) e i tempi di sospensione. L’impiego illegale di farmaci anabolizzanti costituisce il problema maggiore.
Il residuo è qualsiasi sostanza estranea (qualitativamente o quantitativamente) alla normale composizione della derrata e potenzialmente in grado di causare degli effetti negativi diretti o indiretti sulla salute del consumatore. Ne deriva che la presenza nell’alimento di additivi (conservanti, emulsionanti, addensanti) alle concentrazioni previste dalla legge, non rientra nel discorso residui, sia per la normalità di composizione dell’alimento stesso, sia perché il fatto che un additivo sia autorizzato a determinate concentrazioni ne presuppone l’innocuità.
Ci può essere inoltre un’interferenza con la lavorazione dei prodotti di origine alimentare. La presenza di residui di farmaci può compromettere la lavorazione di quei prodotti che si ottengono grazie all’attività enzimatica batterica. In particolare, residui di antibiotici e/o disinfettanti possono inibire questi microorganismi creando difetti in prodotti quali yogurt, formaggi e insaccati. A prescindere dai controlli delle autorità sanitarie, le grosse industrie del settore provvedono esse stesse a controllare le materie prima che acquistano (ricerca degli inibenti).
I residui possono essere:
- Sostanze il cui impiego negli animali è vietato (LA, limite analitico). La legge prevede che se si trovano queste sostanze il prodotto non può essere commercializzato.
- Contaminanti di origine naturale o industriale (LMT). Se una vacca ingerisce del mais contaminato dall’aflatossina questa può passare al latte o alle carni. In questo caso si ha il LMT, limite massimo tollerabile. La legge stabilisce una soglia di accettabilità per alcune sostanze, perché inevitabilmente si ritrovano negli alimenti.
- Sostanze il cui impiego negli animali è consentito (LMR, limite massimo di residuo). È un limite massimo, stabilito con criteri scientifici. Ogni farmaco ha un suo limite massimo di residuo.
In base all’articolo 6 del decreto legislativo del 6 aprile 2006, n 193: l’autorizzazione alla commercializzazione di medicinali veterinari destinati alla somministrazione ad animali le cui carni o prodotti sono destinati al consumo umano può essere concessa soltanto se, a livello europeo (EMA), sia stato attribuito ai principi attivi un LMR definitivo o provvisorio, oppure tale LMR sia stato definito come non necessario. Per ottenere gli LMR:
- Farmacocinetica: assorbimento, distribuzione, metabolismo e escrezione.
- Deplezione dei residui nella specie a cui è destinato: farmaco e metaboliti. Si fa un’analisi su vari animali dopo tempi diversi per vedere per quanto tempo permane il farmaco o i metaboliti.
- Metodo di analisi.
- Studio sulla tossicità dei residui dopo somministrazione orale in due specie di mammiferi (roditore e non roditore), la durata abituale è di 3-12 mesi; le dosi più piccole consentiranno di stabilire la soglia di sicurezza nell’animale (DSE, dose senza effetto).
- Studio degli effetti mutageni mediante test di Ames.
La casa farmaceutica fa uno studio su due specie; visti i risultati dopo tre mesi sceglie la specie più sensibile alla tossicità. Fa quindi uno studio di 12 mesi calcolando la dose senza effetto. A questa dose si applica un fattore di sicurezza per calcolare la dose senza effetto nell’uomo. A partire dal valore di dose giornaliera nell’uomo, tenendo conto del paniere alimentare, vengono stabiliti gli LMR in maniera tale che sommando tutti i risultati non si superi la dose giornaliera.
Il tempo di sospensione è il tempo che deve trascorrere dopo l’ultima somministrazione del farmaco ad un animale da produzione perché le derrate da esso prodotte siano destinabili al consumo. Per la determinazione dei tempi di sospensione ci possono essere tre casi:
Nel primo caso il tempo di sospensione è pari a zero; nel secondo caso il tempo di sospensione deve essere oltre al punto di intersezione (il tempo sarà maggiore per un margine di sicurezza). Nell’ultimo caso il residuo è sempre maggiore del limite di residuo massimo. Il tempo di sospensione ha un ruolo importante per latte e uova. Se mettessi un tempo di sospensione abbastanza lungo per le carni (45 giorni) l’allevatore può aspettare la crescita del vitello; per quanto riguarda la vacca o la gallina si ha la perdita del latte e delle uova prodotte in quel periodo. La casa farmaceutica deve quindi creare dei farmaci con efficacia prolungata ma senza prolungare la deplezione del farmaco.
Esiste un piano nazionale residui PNR che spiega quali campionamenti vanno effettuati. La regione riceve i piani e disciplina l’attività delle ASL. I campionamenti possono essere fatti in allevamento o in macello ad opera dei veterinari dell’ASL. Questi piani sono stati annualmente predisposti a partire dal 1989 e riguardano la ricerca di residui di farmaci, anabolizzanti e contaminanti ambientali. I campioni analizzati vengono inviati agli istituti zooprofilattici.
Categorie di farmaci impiegati nel settore veterinario
Categorie di farmaci impiegati nel settore veterinario. Per gli animali da compagnia, l’uso si estende di pari passo col benessere economico e tende progressivamente a ricoprire i vari settori della medicina umana. Esistono anche farmaci anti depressivi per gli animali da compagnia. Per gli animali da produzione invece, non essendoci un rapporto affettivo, i farmaci sono limitati dal calcolo economico. Si utilizzano:
- Antiparassitari.
- Vaccini.
- Antibatterici.
- Integratori.
- Antiinfiammatori.
- Ormoni per animali riproduttori.
Per le case farmaceutiche c’è una maggiore attrattiva nel settore degli animali da compagnia in quanto c’è minore sensibilità al prezzo, maggiori sinergie di ricerca e interscambio col settore umano e minori obblighi connessi alla legislazione. Gli italiani per gli animali d’affezione spendono circa 361ml di euro per accessori, 465ml di euro per medicinali e prodotti igienici, 1600ml di euro per cure veterinarie e 980ml di euro per alimentazione.
- Regno Unito, Francia, Lussemburgo, Germania, Austria: farmaci venduti dal veterinario.
- Svezia, Finlandia, Belgio, Grecia: farmaci venduti dal farmacista.
- Italia, Spagna, Portogallo, Irlanda: farmaci venduti dai grossisti. In Italia un veterinario non può vendere farmaci, può solo dare una scatola di un farmaco di cui ha iniziato il trattamento sull’animale.
Per i farmaci veterinari ci sono 5 obbiettivi principali:
- Aumentare la comodità e la soddisfazione dell’utilizzatore.
- Migliorare la cinetica del farmaco.
- Differenziare i prodotti.
- Garantire la sicurezza dell’animale da trattare e del consumatore.
- Estendere la durata del brevetto della molecola.
Esistono quindi molte forme farmaceutiche: boli (compressa di enormi dimensioni), paste e gel orali (hanno avuto molto successo perché si appiccicano alle fauci dell’animale spingendolo a deglutire), premiscele per alimenti medicamentosi, medicinali veterinari prefabbricati, pour-on (prodotto tipici dei grossi animali da produzione e sono dei prodotti che vengono versati lungo il corso dell’animale e hanno delle particolari formulazioni che consentono a questi prodotti di proteggere tutta la cute dell’animale. Sono di solito destinati agli antiparassitari) e spot-on (vengono messi dietro alla nuca con lo stesso scopo dei pour-on), collari antiparassitari, spugne intravaginali (può servire nelle pecore produttrici di latte per somministrare degli ormoni), pomate e sospensioni endomammarie (prodotti tipici per la vacca da latte
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