Peculiarità del farmaco
veterinario
Created @October 10, 2022 3:17 PM
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Nel settore zootecnico si parla di trattamenti di massa: si tratta un gruppo vasto di
animale, tra questi trattamenti troviamo:
1. Auxinici: è trattamento di massa che si protrae per lunghi periodi (settimane o
mesi) ed impiega concentrazioni molto basse di farmaco (2,5-125 ppm)
nell’alimento ( vitato in europa dal 2006).
2. Profilattici: è trattamento di massa volto alla prevenzione negli animali non infetti.
3. Metafilattici: è il trattamento di massa che mira alla terapia
degli animali ammalati e alla prevenzione della stessa negli animali non ancora
infetti.
Tutti questi trattamenti posso avere un grande impatto ambientale.
Nel farmaco veterinario si ha una molteplicità di razze, specie e categorie, è
fondamentale la praticità e la sicurezza di somministrazione, cosa che nel campo
umano è legata soprattutto nell’ambito psichiatrico e pediatrico.
Si presta poi attenzione all’esposizione a fattori ambientali ( es somministrazioni
topiche per animali allevati al pascolo), alla sicurezza del consumatore (soprattutto
per gli animali DPA) e di interferenza alla lavorazione successiva.
La terapia nel settore zootecnico non può prescindere da considerazioni
economiche (costo del trattamento, prezzo dell’animale).
La semplicità e praticità dell’intervento terapeutico assumono grossa importanza, si
preferiscono infatti solitamente farmaci per iniezione a lunga durata d’azione che
permettono un allungamento dei tempo di somministrazione.
L’uso profilattico degli antibatterici e degli anticoccidici nel settore zootecnico offre
vantaggi economici nell’allevamento intensivo, il cui razionale si basa
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sull’osservazione che in determinati stadi del ciclo produttivo si ha l’insorgenza di
alcune patologie: es i suinetti dopo lo svezzamento soffrono di diarrea.
Ad oggi questi trattamenti sono sconsigliati dalle autorità sanitarie a favore dei
trattamenti metafilattici: il trattamento viene fatto all’intera massa di animali, ma solo
quando almeno qualche animale presenta la patologia; si impedisce quindi il
diffondersi della malattia ad altri animali.
Negli animali da produzione la forma farmaceutica principale è la via alimentare in
quanto si presta bene per i trattamenti di massa.
I trattamenti di massa si effettuano con:
• Farmaci veterinari solubili [prodotti da solubilizzare nell’acqua (polli, conigli) o nel
latte (vitelli) o nelle brode (suini)].
Alimenti Medicamentosi, preparati a partire da:
❖ Premiscele per Alimenti Medicamentosi
[farmaco in polvere premiscelato con supporto vegetale( di solito scarti della
produzione dei cereali) da mescolare al mangime ]
❖ Prodotti intermedi
[premiscele per alimenti medicamentosi già mescolate con una
certa quota di mangime]
Auxinici
Da una cinquantina d’anni è noto che l’aggiunta di dosi subterapeutiche di antibiotici
nei mangimi destinati agli animali da produzione può migliorarne gli indici di
conversione
Fino a tempi molto recenti, a norma di legge l’antibiotico utilizzato con questi fini e
modalità non era considerato farmaco ma additivo
Ne derivava che, per le premiscele contenenti auxinici:
1. la denominazione era semplicemente premiscela (miscela di uno o più additivi
con sostanze che costituiscono un supporto, destinate alla fabbricazione di
mangimi)
2. Non era necessaria prescrizione del medico veterinario
3. La vendita poteva avvenire presso i grossisti a prescindere dalla presenza di un
farmacista.
A differenza degli USA, l’EU ha progressivamente ristretto l’impiego degli auxinici,
fino ad arrivare al loro completo divieto per l’anno 2006 (Reg. CE 1831/2003).
• La recente legislazione ha anche escluso la denominazione di additivo per
l’antibiotico impiegato a dosaggi auxinici, con tutto quello che ne consegue.
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• La motivazione fondamentale che sta alla base di questa scelta, che ha avuto serie
ripercussioni economiche per le case farmaceutiche del settore, è che l’uso degli
auxinici possa contribuire al diffondersi del fenomeno della resistenza batterica agli
antibiotici.
Impatto ambientale
• Quando il trattamento riguarda migliaia di soggetti di uno stesso allevamento e si
ripete ciclicamente, grosse quantità di principio attivo e/o metaboliti attivi possono
essere trasferite all’ambiente
• La legislazione attuale esige pertanto la valutazione dell’impatto ambientale del
farmaco veterinario ove si preveda un impiego di massa dello stesso.
• In casi particolari il luogo in cui si effettua il trattamento coincide con il comparto
ambientale che dovrebbe essere preservato (allevamento ittico in gabbie o net-
pens).
Molteplicità di specie, razze, categorie
• Le enormi differenze tra le specie condizionano ampie variazioni delle forme
farmaceutiche, delle dosi e delle modalità di somministrazione.
• Le valutazioni tossicologiche devono tener conto della specie (es. tilmicosina I.M.
letale nel suino) e talvolta anche della razza (es. ivermectina letale nei Collies).
• Le esigenze terapeutiche possono essere sensibilmente diverse anche nell’ambito
di una stessa razza (es. frisona e vitello a carne bianca).
• Uno stesso farmaco, nella medesima specie, può essere consentito o proibito a
seconda della categoria (es. l’ivermectina riesce a passare nel latte e quindi ne è
proibito l’utilizzo nella bovina da latte, ma è consentito il suo utilizzo nell’allevamento
dei bovini da carne).
Peculiarità del farmaco veterinario 3
Monensin :è una sostanza ad attività antibiotica che appartiene al gruppo dei
polieteri ionofori carbossilici. (vedi lettura di approfondimento).
Ivermectine si accumulo nel SNC dei colliesa e dei bobtail.
Nelle variabilità interspecifica tra i diversi animali gioca un ruolo fondamentale la
differenza anatomica e fisiologica del canale alimentare, e questa può giocare un
ruolo fondamentale nel corretto utilizzo del farmaco veterinario, visto anche la
diversa colonizzazione di microorganismi.
Ovviamente anche il peso dell’animale porta a notevoli diversificazioni nella
somministrazione del farmaco che ricadono principalmente sulla dosa da
somministrare.
Praticità e sicurezza di somministrazione
• La praticità di somministrazione è importante sia nel settore zootecnico (mano
d’opera, stress degli animali produttori), che in quello dei pets (il proprietario
somministra personalmente il farmaco).
• La sicurezza di somministrazione deve considerare:
-l’aggressività del soggetto (es. grossi carnivori)
-l’esposizione dell’operatore al farmaco (inalazione di polveri, autoinoculi accidentali
ecc.).
Esposizione a fattori ambientali
• Va considerata nel settore dell’allevamento estensivo (es. esposizione alla pioggia
o al sole di prodotti topici) il farmaco potrebbe andare incontro a fenomeni idrolitici
piuttosto che bio-trasformazione ad opera di mo.
• Di particolare importanza nell’allevamento ittico (salinità, pH, presenza di
microorganismi e T° dell’acqua)
• La temperatura ambiente può condizionare la solubilità dei farmaci somministrati
tramite l’acqua di abbeverata
Sicurezza del consumatore
• È fattore di importanza enorme nel settore degli animali da produzione.
• Bisogna garantire che i trattamenti effettuati negli animali non comportino la
presenza di residui pericolosi del farmaco nel prodotto finito (carne, pesce, latte,
uova, miele e derivati).
• Esiste un’ampia legislazione a riguardo, i cui punti cardine sono gli LMR (limiti
massimi di residuo) e i tempi di sospensione.
• L’impiego illegale dei farmaci anabolizzanti costituisce il pericolo maggiore.
Definizione di residuo
”Qualsiasi sostanza estranea (qualitativamente o quantitativamente) alla normale
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composizione della derrata e potenzialmente in grado di causare degli effetti negativi
diretti o indiretti sulla salute del consumatore.”
Ne deriva che la presenza nell’alimento di additivi (conservanti, emulsionanti,
addensanti ecc.) alle concentrazioni previste dalla legge, non rientra nel discorso
residui, sia per la ‘normalità’ di composizione dell’alimento stesso, sia perché il fatto
che un additivo sia autorizzato a determinate concentrazioni ne presuppone
l’innocuità.
Interferenza con la lavorazione dei prodotti di o.a.
• La presenza di residui di farmaci può altresì compromettere la lavorazione di quei
prodotti che si ottengono grazie all’attività enzimatica batterica
• In particolare, residui di antibiotici e/o disinfettanti possono inibire questi
microrganismi creando difetti in prodotti quali yogurt, formaggi, insaccati ecc.
• A prescindere dai controlli delle autorità sanitarie, le grosse industrie del settore
provvedono esse stesse a controllare le materie prime che acquistano (cosiddetta
ricerca degli inibenti)
Categorie di residui:
1. Sostanze il cui impiego negli animali è vietato (Limite Analitico): i controlli
mirano a verificarne la presenza.
2. Contaminanti (di origine naturale o industriale) (Limite Massimo Tollerabile)
3. Sostanze il cui impiego negli animali è consentito : farmaci autorizzati(Limite
Massimo Residuo), il limite garantisce la sicurezza del consumatore.
LMR prerequisito indispensabile per l’AIC
• In base all’ART.6 del DLvo 6 aprile 2006, n.193: l'autorizzazione alla
commercializzazione di medicinali veterinari destinati alla somministrazione ad
animali le cui carni o prodotti sono destinati al consumo umano può essere
concessa soltanto se, a livello Europeo (EMA), sia stato attribuito ai principi attivi un
LMR definitivo o provvisorio, oppure tale LMR sia stato definito come non
necessario.
Sperimentazioni necessarie per ottenere gli LMR
Farmacocinetica (assorbimento, distribuzione, metabolismo,
escrezione).
Deplezione dei residui nella specie cui è destinato (farmaco e metaboliti): studio il
cui scopo è quello di valutare, dopo l’ultima somministrazione, come i livelli di
farmaco e risidui decadono nei vari tessuti. Si ha la definizione del residuo marker
per i controlli successivi.
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Metodo di analisi (e sua validazione)
Studio sulla tossicità dei residui dopo somministrazione orale in due specie di
mammiferi (roditore e non roditore), la durata abituale è di 3-12 mesi; le dosi più
piccole consentiranno di stabilire la soglia di sicurezza nell’animale (DSE)
Studio degli effetti mutageni mediante test di Ames.
Estrapolazione all’uomo
• La NOAEL viene divisa per 100 (safety factor) tenendo conto delle variazioni intra e
interspecie.
• Una DGA (dose giornaliera accettabile) per un ‘cittadino standard’ (60 kg) viene in
tal modo ottenuta.
Nell’ultima fase l’EMA tenendo conto della dose massima giornaliera attribuisce gli
LRM sui vari prodotti considerando i consumi medi basandosi sul paniere
alimentare, e facendo in modo che la dose giornaliera assunta sia un valore inferiore
alla DGA.
Tempo di sospensione
• Il tempo richiesto, dopo l’ultima somministrazione di un farmaco a un animale
DPA, per assicurare che i residui nelle derrate prodotte non superino gli LMR stabiliti
per legge.
Non è solo importante per il veterinario ma anche per ‘allevatore che che si deve
assicurare di non inviare l’animale al macello o di non utilizzare i derivati se non è
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trascorso un determinato tempo dall’ultima somministrazione.
Il tempo di sospensione non è uguale per tutti i farmaci e infatti viene sempre
indicato nel foglietto illustrativo, e viene definito dalle autorità sanitarie al momento
del rilascio dell’autorizzazione all’immissione in commercio.
La determinazione del tempo di sospensione si basa sull’analisi dello studio di
deplezione.
Studio di deplezione
Un numero congruo di animali della specie cui è destinato il farmaco viene
selezionato per lo studio e vengono ripartiti in 4 gruppi.
Tutti gli animali vengono trattati secondo la posologia (via, dosaggio, durata)
proposta per il nuovo farmaco.
A partire dalla fine del trattamento, a 4 tempi adeguatamente distribuiti (es. 7, 14, 21,
28 giorni), ciascun gruppo viene sottoposto ad eutanasia.
Dopo l’eutanasia, vengono prelevati campioni dei diversi tessuti edibili, pesati e
aliquotati per poi essere analizzati.
Per la determinazione si fa riferimento ai livelli che contengono anche la variabilità statistica (linea
azzurra). Da questa line si valuta il tempo necessario affinchè raggiunga dei livelli inferiori al LMR
stabilito dalla legge.
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Il piano nazionale residui
Il controllo del rispetto dei limiti massimi di residuo negli alimenti di origine animale
viene avviato attraverso l’emanazione annuale di un Piano Nazionale Residui, da
parte del Ministero della Sanità.
Il PNR viene attuato dalle Regioni che coordinano l’attività di campionamento
effettuata dalle ASL e le relative analisi svolte presso gli IZS (10 sedi centrali e 90
sezione diagnostiche nelle varie province).
Questi Piani sono stati annualmente predisposti a partire dal 1989 e riguardano la
ricerca di residui di farmaci, anabolizzanti e contaminanti ambientali.
Categorie di farmaci impiegati nel settore veterinario
Per gli animali da compagnia, l’uso si estende di pari passo col benessere
economico e tende progressivamente a ricoprire i vari settori della medicina umana.
Per gli animali da produzione è fortemente limitato (qualitativamente) dal mero
calcolo economico; si utilizzano essenzialmente:
1. Antiparassitari
2. Vaccini
3. Antibatterici
4. Integratori
5. Antinfiammatori
6. Ormoni (nei riproduttori)
Maggiore attrattiva del settore degli animali da compagnia per le case
farmaceutiche.
• Settore in maggiore espansione rispetto a quello zootecnico
• Minore sensibilità al prezzo.
• Maggiori sinergie di ricerca e interscambio col settore umano.
• Minori obblighi connessi alla legislazione.
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Nuove tecnologie per la somministrazione
Per i farmaci veterinari 5 obiettivi principali:
• Aumentare la comodità e la soddisfazione dell’utilizzatore
• Migliorare la cinetica del farmaco
• Differenziare i prodotti
• Garantire la sicurezza dell’animale da trattare e del consumatore
•Estendere la durata del brevetto della molecola
Forme farmaceutiche caratteristiche del settore veterinario.
• Boli (compresse di grosse dimensioni usati nei grossi animali)
• Paste e gel orali (affermate per la facile somministrazione senza dispersione di
farmaco)
• Premiscele per alimenti medicamentosi, prodotti intermedi e alimenti
medicamentosi
• Medicinali veterinari prefabbricati (prodotti solubili)
• Pour-on(si versano sul pelo dell’animale usati soprattutto nelgli animali da
produzione) e spot-on(si versano dietro la nuca dell’animale) usati soprattutto per la
somministrazione di antiparassitari.
• Collari antiparassitari.
• Spugne intravaginali usate soprattutto nella somministrazioni di ormoni nelle
pecore e nelle capre.
• Pomate e sospensioni endo-mammarie.
• Pellets sottocutanei.
• Long-acting iniettabili.
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Trattamenti individuali per os.
I trattamenti individuali si effettuano con:
•Compresse, capsule, boli (cacciaboli)
•Soluzioni/sospensioni (tubi oro/nasogastrici, imbagli)
•Paste e gel (pistole o siringhe dosatrici)
La somministrazione di ciascuna di queste forme farmaceutiche può ricorrere a
particolari strumenti che semplificano l’operazione (indicati tra parentesi).
L’utilizzo del tubo oro-esofageo è particolare in quanto il palato molle è molto esteso,
quindi si preferisce utilizzare il meato ventrale della cavità nasale che è molto ampio,
fuoriesce a livello delle coane e può penetrare in esofago.
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La via sottocutanea è molto utilizzata in ambito veterinario visto la grande quantità di
pelle negli animali e magari la difficoltà di ottenere un accesso venoso.Anche la
somministrazione di liquidi avviene per via sottocutanea in molti vasi prestando
attenzione alla corretta velocità di gocciolamento che deve essere molto lento per
evitare accumulo di liquidi.
Nel suino l’inoculo è preferito nel muscolo brachiocefalico., mentre per la
somministrazione IV si sfrutta la vena giugulare con l’accesso della siringa in
maniera perpendicolare senza compressione, nei bovini si entra a circa 45°.
L’inoculo endovenoso sia nel cane che nel gatto utilizza la vena cefalica.
Peculiarità del farmaco veterinario 11
Trattamenti antiparassitari
Created @October 12, 2022 9:36 AM
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Le malattie parassitarie sono le più diffuse nell’ambito veterinario.
Esistono parassitosi interne ed esterne.
Parassiti molto diffusi sono gli elminti che vengono suddivisi in platelminti (piatti) e
nemaltelminti.
Ciclo biologico del dicrocoelium dendriticum.
Gli adulti sono localizzati nei dotti biliari del fegato dell’animale, le uova vengono
eliminate con le feci e trovano come primo ospite intermedio: la lumaca.
Nella lumaca i vari stadi larvali del parassita progrediscono
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