Farmaci contro le anemie
Emopoiesi
Emopoiesi: produzione da cellule staminali indifferenziate di eritrociti, leucociti, piastrine circolanti →formazione di più di 200 miliardi di nuove cellule al giorno in soggetti sani → richiede la presenza di fattori di crescita emopoietici e l'apporto costante di tre elementi nutritivi → ferro, vitamina B12, acido folico.
Anemia
Anemia: riduzione della massa eritrocitaria nel sangue periferico → livelli di emoglobina ed ematocrito inferiori a quelli di soggetti normali di pari età e sesso. I principali sintomi sono pallore, astenia, tachicardia, dispnea, palpitazioni; più raramente si hanno insufficienza cardiaca congestizia e shock ipovolemico.
Classificazione delle anemie
Possono essere suddivise in base alla patogenesi, alla concentrazione di Hb negli eritrociti (MCHC), al volume dei globuli rossi (MCV). In base all’MCV:
- Microcitiche (<80 fL): sideropenica, sindromi talassemiche, emoglobinopatie
- Normocitiche (80-95 fL): emolitica, aplastica, anemie da emorragie acute
- Macrocitiche (MCV > 95 fL): deficit acido folico, deficit vitamina B12, congenite (Fanconi, Blackfan-Diamond)
Farmaci contro le anemie
Farmaci contro le anemie → ferro, vitamina B12, acido folico, eritropoietina (endogenamente è il fattore responsabile in modo specifico della proliferazione e maturazione dei precursori degli eritrociti, quindi porta al mantenimento ed alla funzionalità corretta degli eritrociti).
Anemie da carenza di ferro
L’anemia sideropenica è la più frequente in pratica clinica. Il fabbisogno giornaliero medio di ferro è 5 mg negli adulti, 15 mg nei bambini (in gravidanza 2-5 volte superiore). Il ferro proviene dalla dieta ed il ferro-eme (più facilmente assorbibile), assorbito con la carne, è più efficace di quello contenuto in vegetali e cereali. L’anemia sideropenica può essere causata da inadeguato apporto dietetico, riduzione dell’assorbimento (a livello di duodeno e digiuno prossimale), perdite ematiche (emorragie occulte a livello intestinale).
Il trattamento prevede l’identificazione e l’eradicazione della causa di deficit marziale e somministrazione di ferro. Nota Bene: il ferro è l’elemento essenziale per il trasporto dell’ossigeno, per la crescita ed il metabolismo cellulare, per la contrazione muscolare → 80% del ferro impiegato per sintesi Hb, 20% per sintesi mioglobina ed enzimi. I depositi di ferro a livello epatico nella donna sono inferiori rispetto a quelli nell’uomo.
Metabolismo del ferro
A livello umano non ci sono sistemi di detossificazione di ferro. Il ferro proviene dalla dieta per essere assorbito ed immagazzinato, oppure è trasportato e complessato a proteine di trasporto specializzate (quindi di ferro libero nell’organismo ce n’è poco) ed una piccola quantità (0,5-1 mg/die) è persa per esfoliazione degli enterociti che muoiono (cellule della mucosa intestinale) e che vengono eliminati con le feci (e con esse un po’ di ferro). Il ferro libero, infatti, se presente in eccesso è estremamente tossico.
In caso di necessità di somministrazione di ferro come farmaco, è importante conoscere il percorso che subisce ed i meccanismi di regolazione dell’omeostasi nell’organismo. Negli enterociti si vede il ferro che proviene con la dieta che può essere o ferro-eme (prontamente assorbito a livello intestinale e già disponibile) o ferro non-eme (ferrico Fe3+ che non può essere assorbito come tale). Un primo enzima (Dcytb) è la ferrico reduttasi duodenale che riduce il ferro ferrico a ferroso (Fe2+) che entra nell’enterocita attraverso il trasportatore DMT1 che è il trasportatore dei metalli divalenti.
Se il fabbisogno di ferro dell’organismo è elevato (ad esempio durante l’accrescimento o in gravidanza) e i depositi degli enterociti sono scarsi; il ferro assorbito con la dieta è prontamente immesso nel torrente circolatorio tramite la ferroportina. L’efestina facilita la conversione del ferro ferroso a ferrico per far sì che il ferro possa uscire dalla ferroportina (trasportatore in uscita; da dentro la cellula a fuori), e far sì che si leghi alla transferrina. Se il fabbisogno di ferro dell’organismo è basso ed i depositi sono alti; il ferro assorbito con la dieta è immagazzinato con l’enterocita e l’assorbimento a livello intestinale è ridotto. In questo caso il ferro viene legato all’apoferritina per formare la ferritina.
A livello dell’epatocita ci sono recettori per la transferrina e, attraverso un meccanismo di internalizzazione del recettore, il complesso transferrina-ferro entra all’interno. Il fegato è un altro importante sito di immagazzinamento del ferro a livello dell’organismo. Complessi transferrina-ferro ferrico penetrano nelle cellule eritroidi in maturazione mediante meccanismo specifico recettore-mediato con aumentata emopoiesi che si associa ad aumentato numero di recettori per transferrina. I macrofagi sono deputati alla fagocitosi degli eritrociti senescenti.