Concetti Chiave
- L'imperatore cristiano ordinò la rimozione sistematica degli ornamenti e statue di culto a causa della sua avversione per la religione tradizionale.
- Le statue bronzee venivano portate a Costantinopoli, mentre quelle auree venivano spogliate e fusa per il metallo prezioso.
- Ci sono dubbi storici sull'estensione e la vera finalità della spoliazione, con Eusebio che menziona la ricollocazione delle statue dorate nei templi.
- Il Codice Teodosiano e quello di Giustiniano non riportano ordini di confisca sistematica dei beni mobili dei templi da parte dell'imperatore.
- Le leggi contro i culti pagani in Oriente facevano riferimento a statue e ornamenti, suggerendo che la spoliazione fosse limitata a un'area ridotta dell'impero.
L'imperatore e la spoliazione
Il primo imperatore cristiano avrebbe ordinato la spoliazione sistematica degli ornamenti e delle statue di culto in tutte le province, per la profonda avversione che nutriva verso la religione tradizionale.
Le statue e la loro sorte
In particolare, le statue bronzee sarebbero state rimosse dai templi maggiori e trasportate a Costantinopoli, perché soggiacessero allo sguardo irriverente di tutti, mentre «delle statue auree si prese vendetta in modo diverso»: degli inviati imperiali ordinavano ai sacerdoti dei templi di esporre i loro dei, che venivano spogliati dei materiali preziosi perché fossero fusi.
Dubbi storici e leggi
Si può tentare di ricostruire quali fossero l’estensione geografica, l’entità e la vera finalità dell’operazione. Si è parlato di un fatto epocale ma Eusebio stesso dice che, una volta denudate del metallo prezioso, le statue dorate erano ricollocate all’interno dei templi e quelle bronzee furono portate a Costantinopoli: difficilmente queste ultime saranno state un numero esorbitante. Non resta nel Codice Teodosiano, né in quello di Giustiniano alcun cenno al presunto ordine costantiniano di confisca dei beni mobili dei templi. In Occidente, solo nel 407 Onorio ordinò di rimuoverne le statue che ancora ricevessero atti di culto: vi si proclama che la misura è reiterata, ma ancora nel 399 era stato dato l’ordine di salvaguardare gli ornamenti degli edifici templari. In Oriente, la prima aspra legge di età teodosiana contro i sacrifici e i luoghi di culto pagani contiene riferimenti precisi alle statue e agli ornamenti di cui i templi continuavano ad essere ricchi. A rigore, dunque, quella descritta da Eusebio non fu misura estesa a tutto l’impero. Interessò probabilmente un’area limitata dell’Oriente, in quanto parte di un’operazione fiscale.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la motivazione principale dietro la spoliazione degli ornamenti e delle statue di culto da parte del primo imperatore cristiano?
- Che fine hanno fatto le statue bronzee e dorate durante la spoliazione?
- Quali sono le evidenze storiche riguardo all'estensione della spoliazione e alle leggi correlate?
L'imperatore cristiano ordinò la spoliazione sistematica degli ornamenti e delle statue di culto a causa della sua profonda avversione verso la religione tradizionale, come evidenziato nel testo.
Le statue bronzee furono rimosse dai templi e trasportate a Costantinopoli, mentre le statue dorate venivano spogliate dei materiali preziosi e ricollocate all'interno dei templi, secondo quanto riportato nel testo.
Non ci sono riferimenti nel Codice Teodosiano o in quello di Giustiniano riguardo a un ordine di confisca dei beni mobili dei templi, suggerendo che l'operazione di spoliazione fosse limitata a un'area ristretta dell'Oriente e non fosse un fatto epocale come descritto da Eusebio.