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L'Italia comunale e l'impero

Tra 9-10: fenomeno dell’incastellamento e avvento delle signorie di banno perché i re e gli imperatori non riuscivano a difendere tutti i territori.

Anche nelle città erano avvenuti cambiamenti: non erano presenti solo nobili, ma anche le classi sociali più basse (es: contadini, artigiani ecc...).

Nel 9-10 sec. le città erano come organismi politici autonomi, mentre nel 12-13 sec. le città controllavano le campagne circostanti.

10 sec.: gli Ottoni affidano ai vescovi l’amministrazione e la difesa dei centri urbani.

Il Vescovo era autonomo e:

  • Riscuoteva tributi.
  • Garantiva l’ordine pubblico.
  • Aveva a suo servizio una clientela composta da signori e cavalieri (miles).

Questa clientela, diventando sempre più importante, iniziò a consigliare il vescovo su questioni comuni.

Inoltre i cittadini (cives) nel 12-13 sec. scoprono di avere interessi in comune e si alleano fra loro, attraverso giuramenti pubblici, per governare e difendere la città formando così i comuni.

Il gruppo dei milites cresce e diventano aristocratici inurbati che hanno:

  • Proprietà e castelli nelle campagne.
  • Palazzi in città fiancheggiati da torri che erano simbolo di potenza ed erano utili durante le lotte cittadine tra famiglie.

Inoltre essi, attraverso questi palazzi, esibivano la loro ricchezza e il loro status sociale privilegiato.

Dai nuovi abitanti (contadini, artigiani ecc...) che giungono in città nascono le corporazioni chiamate arti o mestieri per proteggere i loro diritti e privilegi.

Ad esse erano ammessi solo i padroni delle botteghe detti maestri e non i salariati.

A Firenze era presente anche la suddivisione in:

  • Arti maggiori: es: giudici e notai (professionisti della parola scritta), mercanti, medici e speziali.
  • Arti minori: es: artigiani e piccoli negozianti, calzolai.

Chi partecipava alle arti gareggiava in ricchezza con gli aristocratici.

I mercanti, nei primi anni secoli del Medioevo, erano viaggiatori che si muovevano via terrestre, marittima e fluviale.

Conoscevano le lingue volgari: in particolare il francese, ovvero la lingua internazionale del commercio, che viene poi sostituita dall’italiano.

Vengono inoltre fatti dei libri bilingue chiamati dizionari bilingue.

Con questo sviluppo i mercanti diventano da itineranti a sedentari, stabilendosi in una città e gestendo gli affari con una rete di soci e impiegati:

  • Nasce la figura del notaio che stende i contratti di compravendita usando tecniche commerciali.
  • Avevano registri a partita doppia dove si segnavano i crediti e i debiti.
  • Depositavano i soldi in un banco attraverso le lettere di cambio o cambiali.

I banchieri:

  • Prestavano denaro ad interesse: erano perciò usurai. La Chiesa vietava ciò, ma solo se superava una somma abbondante.
  • Facevano cambiavalute poiché circolavano monete diverse da molti luoghi, che differivano nel valore, e avevano sempre con loro delle bilance così da poter pesare le monete.
  • Fornivano una garanzia assicurativa per il carico delle navi: ovvero davano, in caso di naufragio, la somma delle merci perdute.

Nascono anche le università per conoscere meglio le leggi.

I comuni si sviluppano in modalità diverse, in particolare in Italia centro-settentrionale inizialmente aristocratici e milites collaborano con il vescovo (che durante la lotta per le investiture si era preso la capacità di esercitare il proprio dominio), ma poi lo sostituiscono del tutto. Spesso in modo pacifico, ma in alcuni casi no.

Si crearono così delle città che avevano un'amministrazione separata da quella ecclesiastica.

L'imperatore non riuscì a fermare l'espansione dei comuni perché era impegnato nelle rivolte degli aristocratici tedeschi, perciò in un primo momento si accontentò di avere solo alcuni diritti minori (es: essere accolto nelle città), ma poi si accorse che le città erano diventate autonome dalla sua autorità.

Nei comuni consolari italiani erano presenti:

  • L'arengo, assemblea cittadina dell'élite nella quale si decidevano problemi generali e si eleggeva una magistratura dei consoli che svolgeva le funzioni militari e giudiziarie.
  • Il consiglio degli anziani assisteva i consoli, durava in carica 6 mesi o 1 anno e solitamente era composto da persone nobili.

Vennero esclusi i cittadini più umili dal governo e il fatto che la maggior parte del potere fosse in mano agli aristocratici causò molti conflitti perché ci furono alleanze tra gruppi di famiglie.

Il Populus erano i ceti mercantili e produttivi ed aveva 2 significati:

  1. Sociale = insieme degli abitanti della città dei ceti più bassi.
  2. Politico = organizzazione in associazioni.

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Si ha una situazione diversa in Francia del nord, Inghilterra e Germania: si formano città nuove chiamate borghi che avevano accanto:

  • Castello.
  • Sede vescovile.
  • Monastero-fortezza.

Che erano abitati da mercanti e artigiani.

Invece le città nella quale era rimasto il dominio del re, principe o vescovo vennero chiamate borghesi.

In esse erano presenti privilegi concessi dal signore che venivano chiamati diritti di borghesia.

In queste città però, a differenza delle città italiane:

  • Non riuscirono mai a conquistare il contado (territorio circostante alla città sulla quale il comune pretendeva di estendere il proprio potere).
  • Non avevano la milizia cittadina.

Lo sviluppo dei comuni era agevolato grazie anche alla latitanza dell'imperatore che era impegnato in una crisi dinastica.

Inoltre in Germania erano presenti 2 casate: Baviera e Svevia, che erano appoggiate dai guelfi (sostenitori del papa) e ghibellini (sostenitori dell'imperatore), i quali si contendevano il titolo di imperatore.

Questa lotta finì nel 1152 con l'elezione di Federico 1 Barbarossa (duca di Svevia, figlio di Federico 2, nipote del duca di Baviera Enrico 9, imparentato sia con i bavaresi che con gli svevi).

In Italia invece la situazione stava sfuggendo di mano:

  • Città più potenti conquistano le città più piccole.
  • Marchesi e conti in campagna chiedono aiuto all'imperatore perché si sentono minacciati.

Perciò Federico vuole:

  • Centralizzare il potere.
  • Riprendere il controllo politico delle città italiane.

Ma le città non cedono.

1154: Federico è re di Germania e scende in Italia per farsi incoronare imperatore.

1155: viene incoronato re d'Italia a Pavia perché (come altri comuni come Lodi e Cremona) erano ghibellini. Invece nelle altre città venne accolto con ostilità.

1155: viene incoronato da papa Adriano 4 imperatore perché riesce a sedare una rivolta presente a Roma.

1158: Federico convoca la dieta di Roncaglia (assemblea nella quale erano convocati comuni, clero e nobiltà), nella quale espone il suo progetto di riordinamento dell'impero chiamato anche Constitutio de regalibus, secondo cui:

  • Le città non hanno diritto di dichiarare pace e guerra.
  • L'imperatore impone un podestà che governa con i consoli.
  • Le città devono rispettare i diritti imperiali, ovvero:
  1. Amministrare la giustizia.
  2. Riscuotere le tasse.
  3. Imporre pedaggi.

1162: Milano si ribella al volere dell'imperatore, ma viene distrutta.

1167: viene creata la Lega lombarda e il giuramento di Pontida perché erano contro le pretese di Federico. Inoltre anche il successore di papa Adriano lo considerava una minaccia e così si alleò con la Lega lombarda.

1174-1175: l'imperatore assedia Alessandria (città creata in onore del papa per sbarrare la strada all'imperatore), ma non riesce ad oltrepassarla.

1176: battaglia di Legnano (decisiva), nella quale vinse la città di Alessandria.

1183: pace di Costanza tra impero e i comuni della Lega, nella quale:

  • I comuni riconoscono l'autorità dell'imperatore.
  • L'imperatore riconosce:
  • Diritto di amministrare la giustizia.
  • Diritto di fissare e riscuotere tasse.
  • Diritto di fare guerra.
  • Diritto di avere magistrature autonome.

1186: fece uno sposalizio tra il figlio (Enrico di Svevia) e Costanza d'Altavilla (figlia di Ruggero 2).

1189: Costanza eredita il regno normanno del sud Italia (Puglia e Sicilia) e F. ha la possibilità di aggiungere al proprio potere anche la corona di Puglia e di Sicilia.

1190: F. I muore.

1194: E. viene incoronato imperatore e fa un figlio (Federico 2) che poi diventerà imperatore.

1197: muore E. 6.

1198: muore C. e Federico 2 viene affidato a papa Innocenzo 3.

Prima metà del 13 sec.: nasce il Comune podestarile nel quale:

  • Il podestà sostituisce i consoli per:
  • Far concludere le guerre tra famiglie.
  • Rappresentare gli interessi della città con la giustizia: infatti doveva essere forestiero, dirigere in modo equo e con imparzialità e non avere legami con le città potenti ed era inoltre considerato un politico itinerante che apparteneva ai miles ed era esperto di diritto.

Era in carica per l'anno e ciò favorì una nuova cultura politica.

Seconda metà del 13 sec.: nasce il Comune popolare perché la maggior parte della popolazione era esclusa dal governo della città: dal 1250 nasce la società di popolo che però escludeva le classi sociali più basse.

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Sintesi

L'età comunale

Tra il IX e il X secolo ci fu il fenomeno dell’incastellamento e l'avvento delle signorie di banno perché i re e gli imperatori non riuscivano a difendere tutti i territori. Anche nelle città erano avvenuti cambiamenti: non erano presenti solo nobili ma anche le classi sociali più basse (es: contadini, artigiani ecc…).

Qual è l'autonomia delle città?

Nel IX e X secolo le città erano come organismi politici autonomi mentre nel XII e XIII secolo le città controllavano le campagne circostanti. Nel X secolo gli Ottoni affidano ai vescovi l’amministrazione e la difesa dei centri urbani.

Ruolo del vescovo

Il vescovo era autonomo e:

  • Riscuoteva tributi;
  • Garantiva l’ordine pubblico;
  • Aveva a suo servizio una clientela composta da signori e cavalieri (miles).

Questa clientela, diventando sempre più importante, iniziò a consigliare il vescovo su questioni comuni. Inoltre i cittadini (cives) nel XII e XIII secolo scoprono di avere interessi in comune e si alleano fra loro, attraverso giuramenti pubblici, per governare e difendere la città formando così i Comuni.

Crescita degli aristocratici e corporazioni

Il gruppo dei milites cresce e diventano aristocratici inurbati che hanno:

  • Proprietà e castelli nelle campagne;
  • Palazzi in città fiancheggiati da torri che erano simbolo di potenza ed erano utili durante le lotte cittadine tra famiglie.

Dai nuovi abitanti (contadini, artigiani ecc…) che giungono in città nascono le corporazioni chiamate arti o mestieri per proteggere i loro diritti e privilegi. Ad esse erano ammessi solo i padroni delle botteghe detti maestri e non i salariati.

Arti maggiori e minori a Firenze

A Firenze erano presenti anche la suddivisione in:

  • Arti maggiori: es: giudici e notai (professionisti della parola scritta), mercanti, medici e speziali.
  • Arti minori: es: artigiani e piccoli negozianti, calzolai.

Chi partecipava alle arti gareggiava in ricchezza con gli aristocratici.

Evoluzione dei mercanti

I mercanti, nei primi anni del Medioevo, erano viaggiatori che si muovevano via terrestre, marittima e fluviale. Conoscevano le lingue volgari: in particolare il francese, ovvero la lingua internazionale del commercio che viene poi sostituita dall’italiano. Vengono inoltre fatti dei libri bilingue chiamati dizionari bilingue.

Stabilisci dei mercanti

Con questo sviluppo i mercanti diventano da itineranti a sedentari stabilendosi in una città e gestendo gli affari con una rete di soci e impiegati:

  • Nasce la figura del notaio che stende i contratti di compravendita usando tecniche commerciali.
  • Avevano registri a partita doppia dove si segnavano i crediti e debiti.
  • Depositavano i soldi in un banco attraverso le lettere di cambio o cambiali.

Ruolo dei banchieri

I banchieri:

  • Prestavano denaro ad interesse: erano perciò usurai.
  • Facevano cambiavalute poiché circolavano monete diverse da molti luoghi che differivano nel valore e avevano sempre con loro delle bilance così da poter pesare le monete.
  • Fornivano una garanzia assicurativa per il carico delle navi: ovvero davano in caso di naufragio la somma delle merci perdute.

Sviluppo delle università

Nascono anche le università per conoscere meglio le leggi.

Sviluppo dei comuni in Italia

I comuni si sviluppano in modalità diverse, in particolare in Italia centro-settentrionale inizialmente aristocratici e milites collaborano con il vescovo (che durante la lotta per le investiture si era preso la capacità di esercitare il proprio dominio) ma poi lo sostituiscono del tutto. Spesso in modo pacifico ma in alcuni casi no.

Amministrazione separata

Si crearono così delle città che avevano un’amministrazione separata da quella ecclesiastica. L’imperatore non riuscì a fermare l'espansione dei comuni perché era impegnato nelle rivolte degli aristocratici tedeschi perciò in un primo momento si accontentò di avere solo alcuni diritti minori (es: essere accolto nelle città) ma poi si accorse che le città erano diventate autonome dalla sua autorità.

Struttura dei comuni consolari italiani

Nei comuni consolari italiani erano presenti:

  • L’arengo: assemblea cittadina dell’élite nella quale si decidevano problemi generali e si eleggeva una magistratura dei consoli che svolgeva le funzioni militari e giudiziarie.
  • Il consiglio degli anziani: assistevano i consoli, duravano in carica 6 mesi o 1 anno e solitamente erano persone nobili.

Esclusione dei cittadini umili

Vennero esclusi i cittadini più umili dal governo e il fatto che la maggior parte del potere fosse in mano agli aristocratici causò molti conflitti perché ci furono alleanze tra gruppi di famiglie. Il Populus erano i ceti mercantili e produttivi ed aveva due significati:

  • Sociale = insieme degli abitanti della città dei ceti più bassi.
  • Politico = organizzazione in associazioni.

Situazione in Francia del Nord, Inghilterra e Germania

Si ha una situazione diversa in Francia del nord, Inghilterra e Germania: si formano città nuove chiamati borghi che avevano accanto: castello, sede vescovile e monastero-fortezza che erano abitati da mercanti e artigiani. Invece le città nella quale era rimasto il dominio del re, principe o vescovo vennero chiamate borghesi.

Diritti di borghesia

In esse erano presenti privilegi concessi dal signore che venivano chiamati diritti di borghesia. In queste città però, a differenza delle città italiane, non riuscirono mai a conquistare il contado (territorio circostante alla città sulla quale il comune pretendeva di estendere il proprio potere). Non avevano la milizia cittadina.

Influenza dell'Impero sullo sviluppo dei Comuni

Lo sviluppo dei comuni era agevolato grazie anche alla latitanza dell’imperatore che era impegnato in una crisi dinastica. Inoltre in Germania erano presenti 2 casate: Baviera e Svevia che erano appoggiate dai guelfi (sostenitori del papa) e ghibellini (sostenitori dell’imperatore) i quali si contendevano il titolo di imperatore.

Elezione di Federico I Barbarossa

Questa lotta finì nel 1152 con l’elezione di Federico I Barbarossa (duca di Svevia, figlio di Federico II, nipote di duca di Baviera Enrico IX - imparentato sia con i bavaresi che con gli svevi). In Italia invece la situazione stava sfuggendo di mano: città più potenti conquistano le città più piccole, marchesi e conti in campagna chiedono aiuto all’imperatore perché si sentono minacciati.

Centralizzazione del potere da parte di Federico I Barbarossa

Perciò Federico vuole centralizzare il potere e riprendere il controllo politico delle città italiane ma le città non cedono. Nel 1154 Federico è re di Germania e scende in Italia per farsi incoronare imperatore. Nel 1155 viene incoronato re d'Italia a Pavia perché (come altri comuni come Lodi e Cremona) erano ghibellini. Invece nelle altre città venne accolto con ostilità.

Incoronazione imperiale di Federico I Barbarossa

Nello stesso anno viene incoronato da papa Adriano IV imperatore perché riesce a sedare una ribellione presente a Roma. Nel 1158 Federico convoca la dieta di Roncaglia (assemblea nella quale erano convocati comuni, clero e nobiltà) nella quale espone il suo progetto di riordinamento dell’impero chiamato anche Constitutio de regalibus secondo cui:

  • Le città non hanno diritto di dichiarare pace e guerra;
  • L’imperatore impone un podestà che governa con i consoli;
  • Le città devono rispettare i diritti imperiali ovvero: amministrare la giustizia, riscuotere le tasse e imporre pedaggi.

Ribellione di Milano e formazione della Lega Lombarda

Nel 1162 Milano si ribella al volere dell’imperatore ma viene distrutta. Nel 1167 viene creata la lega lombarda e il giuramento di Pontida perché erano contro le pretese di Federico. Inoltre anche il successore di papa Adriano lo considerava una minaccia e così si alleò con la lega lombarda.

Battaglia di Legnano

Tra il 1174-1175 l'imperatore assedia Alessandria (città creata in onore al papa per sbarrare la strada all’imperatore) ma non riesce ad oltrepassarla. Nel 1176 ci fu la battaglia di Legnano (decisiva) nella quale vinse la città di Alessandria.

Pace di Costanza

Nel 1183 ci fu la pace di Costanza tra impero e i comuni della lega nella quale:

  • I comuni riconoscono l'autorità dell’imperatore.
  • L’imperatore riconosce: diritto di amministrare la giustizia, diritto di fissare e riscuotere tasse, diritto di fare guerra e diritto di avere magistrature autonome.

Sposalizio tra Enrico di Svevia e Costanza d’Altavilla

Nel 1186 fece uno sposalizio tra il figlio (Enrico di Svevia) e Costanza d’Altavilla (figlia di Ruggero II). Nel 1189 Costanza eredita il regno normanno del sud Italia (Puglia e Sicilia) e Federico ha la possibilità di aggiungere al proprio potere anche la corona di Puglia e Sicilia.

Morte di Federico I e successione

Nel 1190 Federico I muore. Nel 1194 Enrico viene incoronato imperatore e fa un figlio (Federico II) che poi diventerà imperatore. Nel 1197 muore Enrico. Nel 1198 muore Costanza e Federico II viene affidato a papa Innocenzo III.

Comune podestarile

Nella prima metà del XIII secolo nasce il Comune podestarile nel quale il podestà sostituisce i consoli per:

  • Far concludere le guerre tra famiglie;
  • Rappresentare gli interessi della città con la giustizia: infatti doveva essere forestiero, dirigere in modo equo e con imparzialità e non avere legami con le città potenti. Era inoltre considerato un politico itinerante che apparteneva ai miles ed era esperto di diritto.

Era in carica per un anno e ciò favorì una nuova cultura politica.

Comune popolare

Nella seconda metà del XIII secolo nasce il comune popolare perché la maggior parte della popolazione era esclusa dal governo della città: dal 1250 nasce la società di popolo che però escludeva le classi sociali più basse.

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