Concetti Chiave
- Il Senato controllava le legioni romane, con i capi delle legioni sempre tratti dall'ordine senatorio fino al III secolo.
- Le vittorie militari dei legati Augusti legionis erano considerate vittorie di Augusto, che le celebrava anche rimanendo a Roma.
- Augusto chiuse il Tempio di Giano e utilizzò la propaganda della pace dopo anni di guerre civili, consolidando il suo potere.
- Tra il 26 a.C. e il 19 a.C., Augusto sottomise la Cantabria e le tribù alpine in Italia, espandendo ulteriormente l'Impero.
- Le campagne militari di Augusto furono cruciali per l'annessione e la pacificazione delle province non completamente assoggettate a Roma.
Il ruolo del senato
Il Senato aveva ancora il centro della guida delle legioni, in quanto i capi delle legioni erano tutti senatori e questo non cambiò per tutto l’Impero (fino a Gallieno, nel III secolo, se diamo fede ad un’unica fonte, Aurelio Vittore, secondo cui Gallieno affidò il comando delle legioni agli equites, una frase molto lapidaria ma che dovrebbe indicare un’enorme rivoluzione, sembra sconfessata dalle iscrizioni che continuano a mostrare a capo di singole legioni elementi di ordine senatorio); al comando di ogni singola legione era posto un ufficiale tratto dall’ordine senatorio e chiamato anch’esso legatus Augusti legionis, perché evidentemente subordinato al proconsole maius et infinitum, cioè Augusto.
Le vittorie di Augusto
In virtù di ciò, tutte le campagne militari, tutte le vittorie dei legati Augusti legionis erano vittorie di Augusto e perciò era sempre lui a celebrare il trionfo, sebbene fosse rimasto a Roma; Augusto ad un certo punto chiuse il Tempio di Giano e seppe cavalcare la propaganda della pace, sperata da tutti dopo i lunghi anni di guerra civile, ma prima di far ciò concluse la conquista di quelle parti dell’Impero che ancora non erano completamente assoggettate: in Spagna, che sebbene fosse una delle prime provinciae romane mostrava ancora sacche di resistenza, dal 26 a.C. al 19 a.C. Augusto in persona, a comando delle legioni spagnole, riuscì a produrre la sottomissione della parte settentrionale della penisola, in particolar modo della Cantabria (fascia costiera montuosa che era abitata da tribù molto bellicose, le quali non si arrendevano ancora e dunque poté annetterle con la provincia creata in quel luogo; in Italia un gruppo di tribù alpine, come i Taurini e i Salassi, continuavano a non essere assoggettati a Roma: le campagne compiute in Valle d’Aosta portarono alla sottomissione e alla deportazione di interi villaggi.
Domande da interrogazione
- Qual era il ruolo del Senato nel comando delle legioni romane?
- Come Augusto gestì le sue vittorie militari?
- Quali province furono coinvolte nelle campagne di Augusto?
Il Senato aveva un ruolo centrale nella guida delle legioni, poiché i capi delle legioni erano tutti senatori, e questo rimase invariato fino al III secolo, con l'eccezione di Gallieno, che affidò il comando agli equites, sebbene le iscrizioni continuassero a mostrare senatori a capo delle legioni.
Tutte le vittorie dei legati Augusti legionis erano considerate vittorie di Augusto, che celebrava i trionfi anche rimanendo a Roma. Augusto concluse importanti campagne militari, come la sottomissione della Cantabria in Spagna e delle tribù alpine in Italia, prima di proclamare la pace.
Augusto condusse campagne significative in Spagna, in particolare nella Cantabria, e in Italia, dove affrontò tribù alpine come i Taurini e i Salassi, portando alla loro sottomissione e deportazione di interi villaggi.