Concetti Chiave
- Il referendum abrogativo può portare all'abrogazione di una legge se la maggioranza qualificata vota "sì", altrimenti la legge rimane in vigore.
- La Corte ha stabilito un divieto di ripristino delle leggi abrogate per proteggere la volontà popolare, a meno che non emergano nuove circostanze giustificative.
- La vittoria del "no" in un referendum non abroga la legge, e questa non può essere oggetto di nuovo referendum per almeno cinque anni.
- Il divieto di cui all'articolo 38 della legge 352 del 1970 è oggetto di dibattito tra giuristi riguardo alla sua applicabilità in caso di referendum nullo.
- Se un referendum è considerato nullo per mancanza di quorum, può essere riproposto, come stabilito dalla Corte in un caso del 1999.
Esiti del referendum abrogativo
La proposta referendaria può avere due esiti diversi: nel caso in cui la maggioranza qualificata voti «si» la legge oggetto del referendum sarà abrogata; in caso contrario essa non perderà la propria forza normativa. Nonostante la chiarezza delle conseguenze del referendum abrogativo, l’esito di quest’ultimo è stato spesso oggetto di abusi di potere e forzature politiche.
Divieto di ripristino e democrazia
Tramite la sentenza 99 del 2012, la Corte ha imposto il divieto di ripristino di una legge abrogata poiché esso lederebbe la volontà popolare (ai sensi dell’articolo 75 della Costituzione). Tale divieto si propone di impedire che la volontà popolare sia vanificata o resa inefficace. La Corte ha però precisato che, nella prospettiva necessaria di integrare democrazia diretta e democrazia rappresentativa, il suddetto divieto è valido al fine di evitare che una normativa venga reintrodotta senza che, in seguito alla sua abrogazione, si sia determinato alcun mutamento politico o circostanza di fatto che giustifichi l’intervento parlamentare o, caso peggiore, quello governativo. La corte, in sintesi, contempla la reintroduzione parlamentare di una legge abrogata dal popolo solo ed esclusivamente nel caso in cui concorrano circostanze di fatto che possano ammettere e giustificare la reintroduzione della suddetta legge ad opera del parlamento.
Conseguenze della vittoria del "no"
La vittoria dei «no», invece, non determina l’abrogazione della legge oggetto del referendum. L’articolo 38 della legge 352 del 1970 sancisce che, nel caso in cui il popolo si esprima a favore di una legge (scegliendo di non abrogarla) questa non potrà essere oggetto di referendum per almeno cinque anni.
A tal proposito molti giuristi si sono chiesti se il divieto imposto dall’articolo 38 si estendesse anche al contesto in cui il referendum viene considerato nullo (a causa dell’assenza del quorum strutturale). La Corte, però, ha stabilito che, nel caso in cui il referendum non possa essere considerato valido, esso può essere riproposto (contesto verificatosi nel 1999).
Domande da interrogazione
- Quali sono gli esiti possibili di un referendum abrogativo?
- Qual è il significato del divieto di ripristino di una legge abrogata?
- Cosa accade se il referendum abrogativo risulta nullo?
Un referendum abrogativo può avere due esiti: se la maggioranza qualificata vota «sì», la legge sarà abrogata; in caso contrario, la legge manterrà la sua forza normativa.
Il divieto di ripristino, stabilito dalla Corte con la sentenza 99 del 2012, serve a proteggere la volontà popolare, impedendo che una legge abrogata venga reintrodotta senza un mutamento politico o circostanze giustificative.
Se un referendum è considerato nullo per assenza di quorum, può essere riproposto, come stabilito dalla Corte, che ha chiarito che il divieto di cui all'articolo 38 non si applica in questo caso.