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Concetti Chiave

  • L'esistenzialismo si sviluppa tra il 1920 e il 1940, influenzato dalle due guerre mondiali e dai sentimenti di insensatezza e vuoto dell'uomo moderno.
  • Le filosofie ottimiste dell'800, come l'assoluto di Hegel e il positivismo di Comte, vengono criticate per non spiegare la realtà di guerra e distruzione.
  • Due correnti principali emergono: una religiosa, ispirata a Kierkegaard, e una atea, rappresentata da Sartre, focalizzata sulla libertà e sull'interpretazione del reale.
  • L'esistenzialismo francese diventa un fenomeno di massa nel dopoguerra, affrontando temi di insignificanza della vita e morte in un contesto collettivo dopo la liberazione dal nazismo.
  • Il rapporto tra esistenzialismo e politica è complesso, con gli esistenzialisti che cercano una nuova politica che affronti i problemi esistenziali, ma alla fine tornano ai loro studi.

Quali sono le origini dell'esistenzialismo?

E' una filosofia che si sviluppa tra il 1920-1940, cioè nel periodo delle due guerre mondiali.

L’esistenzialismo francese in particolare dura fino al 1968.

I suoi temi sono l’insensatezza, il vuoto, l’assurdo, sentimenti provati dall’uomo moderno che vive in un mondo a lui ostile.

Critica alle filosofie ottimiste

C’è un clima di distruzione a causa delle guerre, e le filosofia ottimiste dell’800 non sono più adatte:

- l’assoluto di hegel: tutta la realtà è una manifestazione dell’assoluto.

Ogni momento della realtà è un momento dell’assoluto (non in senso cronologico ma logico).

Tutto cio’ che e’ reale e’ razionale cioè tutto avviene perché deve avvenire.

La negatività è destinata ad essere superata.

- positivismo di comte: fiducia nel progresso.

L’assoluto viene sostituito dalla scienza.

Per i positivisti i guasti della società si risolveranno nel tempo

- marxismo: materialismo storico dialettico  la storia è storia del conflitto fra le classi. Determinati conflitti porteranno al comunismo. La storia e’ progresso.

A causa delle guerre, queste concezioni vengono smentite perché la società avanzata ha portato solo guerra e distruzione.

Correnti dell'esistenzialismo

La prima posizione degli esistenzialisti:

- la realtà non è razionale: non è una novità, perché anche schopenhauer, il più feroce critico di hegel, aveva detto precedentemente che il senso della realtà è la volontà (una forza cieca e irrazionale). In seguito nietzsche aveva ribadito che tutti i valori in realtà sono pseudovalori.

Una prima corrente riprende kierkegaard: egli disse che agli animali apparteneva l’essenza e agli uomini l’esistenza.

L’esistenza è possibilità di scegliere.

La filosofia di kierkegaard aveva un impostazione religiosa, che ritroveremo in alcuni filosofi, mentre sartre a contrario è un esistenzialista ateo.

Viene ripreso il fatto che il modo di essere dell’uomo è la possibilità, è la libertà, il dover scegliere nel rapportarsi all’essere.

Ma non corrisponde alla scelta di kierkegaard (scelta tra i tre stadi)

con gli esistenzialisti si parla di scelta nel senso di interpretazione del reale

la secondo corrente è atea, e si rivolge alla società. Si concentra sull’impegno dell’intellettuale in politica. Sartre fu un rappresentante.

In Italia Nicola abbagnano

in Germania Heidegger

in francia Sartre

contesto storico e politico: la liberazione dal nazismo

Esistenzialismo e contesto storico

L’esistenzialismo francese fu un fenomeno di massa che investì tutte le classi sociali, anche quelle popolari.

Contribuì alla nascita di questo movimento il contesto storico infatti nel 1944 la francia aveva vissuto l’esperienza della liberazione.

La filosofia dell’esistenza era quella più adatta a quella situazione storica in quanto l’incombenza della morta, l’insignificanza della vita, assunsero una dimensione collettiva, pubblica.

L’esistenzialismo si espresse nei caffè, nei quartieri, nei teatri.

Politica e filosofia esistenzialista

Il rapporto con la politica era necessario e al tempo stesso difficile in quanto per gli esistenzialisti la politica da un altro è il luogo in cui far valere le idee più profonde della filosofia, dall’altro né la tradizione liberale né quella marxista o comunista li soddisfano.

Ma nell’atmosfera del dopoguerra è il modello comunista quello che sembra più adatto con le sue promesse di rivoluzione totale.

Si pensa ad una politica nuova di cui fanno parte i problemi dell’esistenza umana.

Alla fine non si realizzerà tutto questo: i filosofi torneranno ai loro studi, e i movimenti politici resteranno quelli di sempre

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il periodo di sviluppo dell'esistenzialismo e quali sentimenti esprime?
  2. L'esistenzialismo si sviluppa tra il 1920 e il 1940, durante le due guerre mondiali, esprimendo sentimenti di insensatezza, vuoto e assurdo, tipici dell'uomo moderno in un mondo ostile.

  3. Quali sono le principali critiche dell'esistenzialismo alle filosofie ottimiste?
  4. L'esistenzialismo critica le filosofie ottimiste dell'800, come l'assoluto di Hegel, il positivismo di Comte e il marxismo, sostenendo che queste concezioni sono smentite dalla realtà di guerra e distruzione.

  5. Quali sono le correnti principali dell'esistenzialismo e come si differenziano?
  6. Le correnti principali includono quella di Kierkegaard, che enfatizza l'esistenza e la libertà di scelta, e quella atea, rappresentata da Sartre, che si concentra sull'impegno politico e sociale.

  7. In che modo il contesto storico ha influenzato l'esistenzialismo francese?
  8. L'esistenzialismo francese è emerso come un fenomeno di massa nel contesto della liberazione della Francia nel 1944, affrontando temi di morte e insignificanza della vita in una dimensione collettiva.

  9. Qual è il rapporto tra esistenzialismo e politica?
  10. Il rapporto è complesso; gli esistenzialisti vedono la politica come un luogo per esprimere le loro idee filosofiche, ma né le tradizioni liberali né quelle marxiste li soddisfano, portando a una riflessione su una politica nuova che non si realizza.

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