Esercitazione letteratura spagnola prof. Carini
Contesto storico
Invasione araba in Spagna, gli arabi conquistarono quasi tutta la penisola iberica. Il quasi indica che i regni cristiani del nord sono rimasti fuori dalla conquista degli arabi, da qui parte la Reconquista.
Componenti nella penisola iberica in età medievale
- Latina: intendiamo i romani che arrivano in Spagna nel 19 a.C. circa. La conquista romana comporta l’unificazione del territorio sotto l’egemonia dell’Impero Romano. Costruiscono infrastrutture e fanno ciò che l’Impero Romano ha fatto ovunque: rete infrastrutturale e rete culturale attraverso la lingua. La lingua latina viene esportata nel territorio della penisola attraverso il linguaggio legislativo. La componente latina all’interno della lingua deriva dai romani, lo spagnolo viene infatti considerato lingua romanza.
- Barbarica: si intendono i Visigoti che invadono la penisola all’inizio del V secolo, circa 414 d.C. La principale tribù barbara è quella dei Visigoti, poi Alani, Svevi e Vandali. Col tempo si arriverà a una convivenza pacifica tra latini e barbari, anche perché l’imperatore Recaredo si converte al Cristianesimo.
- Araba: invasione islamica dal 711 e coincide con l’inizio del Medioevo. La Reconquista durerà fino al 1492. Gli arabi arrivano nel 711 e solo una parte al nord evita l’invasione per via della conformazione geografica della regione, protetti dai Pirenei, e perché popolazioni guerriere. Al sud il paesaggio è quasi completamente pianeggiante con basse colline, al nord ci sono i Pirenei e i rilievi montuosi che aiutarono i regni cristiani del nord. Gli arabi arrivavano dal Marocco. In 70 anni gli arabi avevano conquistato quasi tutta la penisola iberica. Nel 900 gli arabi iniziano a perdere una parte che ora è la Navarra, nord. Nel 1150 la Reconquista è cominciata e il regno di Castiglia, Leon e Aragón guidano la riconquista e continuano a riacquistare territori verso il basso. Granada rimane come ultimo califfato che viene conquistato nel 1492. Tutto ciò influenzò molto la diffusione e la creazione di una lingua comune.
I cristiani del nord nel 1037 cominciano la Reconquista. Il territorio occupato dagli arabi era “Al-Andalus” e dal 711 in poi convivono sul territorio spagnolo gli arabi immigrati con l’invasione, iberberi dell’Africa settentrionale, i convertiti all’Islam, persone di tradizione latina, e i cristiani non convertiti, cristiani che rimangono cristiani durante l’invasione barbarica e rimangono cristiani anche con gli arabi > mozarabes = colui che si assimila agli arabi, parola di origine araba, si assimilano perché devono conviverci.
Durante l’invasione convivono tre culture:
- Cristiana (mozarabes e regni cristiani del nord)
- Araba
- Ebraica.
Nel 1037 inizia la Reconquista che inizia su spinta del regno di Castiglia sotto il comando di Fernando I il Grande. Termina nel 1492 quando i re saranno Fernando de Aragón e Isabel de Castiglia (Reyes Catolicos).
1492: anno importante per la Spagna, secondo la regina Isabella è un anno da ricordare non per la conquista dell’America ma per la sconfitta degli arabi.
I regni cristiani si alleano per riconquistare i territori sotto l’influenza araba, dal Nord spingendosi verso il Sud. I regni cristiani del nord hanno una situazione politica particolare, non si uniscono fino al XV secolo, sono quindi in lotta fra loro. Isabella sposa Fernando così che i due regni si uniscono per vincere e creare il regno di Castiglia-Aragón, Isabella è tra i due regnanti quello che ha maggiore importanza politica. I due regni erano sempre stati in conflitto con anche Leon e Galicia. La Reconquista portata avanti dai cristiani del Nord inizia nel 1037. Nel 1195 gli Almohadi raggiungono la loro massima espansione. Nel 1212 battaglia di Las Navas = prima sconfitta degli Almohadi, prima vittoria dei cristiani del nord. Nel 1492 viene conquistata Granada (Toma de Granada). Il regno arabo aveva una sua organizzazione. Arrivano in Spagna e fondano nel 912 il califfato di Cordoba che cade nel 1031. Dopo si creano piccoli regni politicamente indipendenti (Taifas) e in lotta tra loro, ciò influisce sulla forza degli arabi contro i regni del nord.
- Mudéjar: arabo sotto dominio cristiano.
- Mozárabe: cristiano sotto dominio arabo.
Tutto ciò avviene in una convivenza tra culture pacifica, c’è una commistione delle lingue, il latino rimane la radice prevalente sulla quale viene introdotta la variante araba, come prima c’era stata la variante barbara. Tutto ciò per dimostrare che si poteva convivere civilmente. Si creò la scuola di traduzione di Toledo per tradurre i vari testi appartenenti alle diverse lingue così da divulgare il sapere a tutti.
Sviluppo culturale e politico del nord e del sud
- Parte nord -> La parte cristiana dei regni del nord rimane culturalmente arretrata poiché ha come scopo principale la guerra della Riconquista. I regni del nord si unificano nel XV secolo. Si dedicano alla Reconquista. Si sviluppano i generi letterari col fine di diffondere le notizie sulle Reconquista, ad esempio i poemi epici come “El mio Cid” (non presenta elementi soprannaturali, è prettamente orale). Hidalgos = persone che hanno combattuto per la Reconquista e vengono premiati per questi dai Re con titoli nobiliari.
- Parte sud -> Gli arabi, una volta conquistato il territorio spagnolo, si dedicano a coltivare la cultura e sviluppano i saperi e le conoscenze in campi che i latini non avevano ancora approfondito (matematica, arte, letteratura…).
Gli arabi sono grandi costruttori, artisti e artigiani e convivevano pacificamente tra arabi e mozarabes e poi tra mozarabes e mudejares. Convivono anche con la cultura ebraica e creano commistioni a livello culturale.
Contesto linguistico
Prima della Riconquista abbiamo l’epoca romana (latino), l’arrivo dei visigoti (lingue germaniche) e la conversione di Recaredo che porta la commistione di cultura romana e germanica. In epoca romana si adotta il latino come lingua ufficiale > tramite i mezzi legislativi. Lo adottano sia servo-urbano che rusticus (sia classico che volgare).
Si abbandonano le lingue preromane parlate da Iberi, Celti. Il latino non sarà mai del tutto abbandonato, verrà considerato la lingua degli eruditi e degli umanisti. Costituirà anche la base della lingua castigliana che si creerà dopo la fine della Riconquista. Le opere in latino durante la conquista romana sono morali e religiose. Si diffonde anche l’uso della lingua volgare, una lingua che si lascia anche influenzare dalle presenze straniere. Anche durante il periodo dei Visigoti il latino rimane come lingua ufficiale ma si acquisiscono vocaboli di origine germanica.
Quando si frammenta l’Impero Romano si perde l’unità del latino come lingua unica e si acquisiscono le varie inflessioni. Nella parte nord si creano dialetti. Dove arrivano gli arabi e i visigoti si acquisiscono vocaboli delle lingue di origine dei popoli invasori.
Al nord si creano divisioni in regni che porta alla modifica del proprio parlato fino a creare dei dialetti.
Nel X secolo si contano 6 dialetti: gallego, leonés, Castellano, navarro-aragonés, catalan, mozárabe.
Il Castellano arriva a prevalere perché è il dialetto con i tratti più innovatori, si adatta meglio alle situazioni. È la variante che meglio si adatta ad essere usata dagli altri parlanti, forse la più semplice. Tra i tratti più innovativi c’è la perdita della “f” che viene sostituita dalla “h”. In latino: Nocte - Italia: notte - Spagna: Noche. La dittongazione della “e” (terram > tierra). Foliam > Foglia > Hoja.
Ciò dimostra come il Castellano sia riuscito a fare proprio il latino e a modificarsi secondo le necessità.
Mano a mano che la Reconquista procede il Castellano si dimostra essere la lingua franca. L’unificazione linguistica giunge col primo documento scritto che attesta l’esistenza della lingua castellana (X sec.). Nell’XI secolo il regno di Castiglia inizia a prevalere sugli altri regni cristiani del nord. Il regno di Castiglia diffonde così sempre più la sua lingua che progredisce rispetto agli arabi unendosi anche alla variante mozarabe e mudejare, e progredisce anche rispetto agli altri dialetti del nord.
Las Glosas Silienses y Emilianenses è il primo documento che attesta l’esistenza della lingua volgare castigliana (X-XI sec). Due documenti separati che sono stati ritrovati in due monasteri. Nelle glosse compaiono i primi termini volgari. Il testo era in latino e le glosse in volgare.
Glosa = serviva a spiegare termini latini di difficile comprensione per il popolo. Ciò è indice del fatto che il latino si usa meno o appartiene a un registro che non viene usato dal popolo. Indica anche che quella parola è stata sostituita da una parola in volgare e quella latina ha perso d’uso. Erano testi a margine dei codici medievali che costituivano alcune spiegazioni di termine.
Bisogna aspettare fino al XIII secolo per il primo documento totalmente redatto in Castigliano che indica che questa è la lingua ufficiale usata anche per stabilire delle regole (lengua oficial de la cancilleria). Fernando III è il redattore di questo documento. Il Castigliano è la lingua di comunicazione nel regno di Castiglia e nei regni sottomessi.
Contesto culturale
Divisione in Alta y Baja edad Media
- Alta: castelli e monasteri e vita sociale quasi inesistente. La popolazione dedita all’agricoltura vive all’ombra dei nobili feudatari. (X-XII sec)
- Baja: entrata in scena della borghesia, classe intermedia tra nobili e popolo. Si creano i mercati e cambia la conformazione della città. (XIII-XV sec)
Società nell'età media
Era divisa in Chiesa, Nobiltà e Popolo. La chiesa diffonde e difende i valori religiosi e si preoccupa di curare il mantenimento e la conservazione delle tradizioni culturali. È la portatrice della cultura e del senso dell’ordine. Si preoccupa di assicurare l’opera attraverso gli scriptorum monacali. Nella bassa età media influenza la società attraverso le prime università.
La nobiltà è la classe rettrice insieme alla Chiesa. Nell’alto medioevo è rozza, incolta e si interessa alla guerra. Col cambiare delle condizioni sociali si ingentilisce e si avvicina alla corte subendo le influenze dall’estero. Alla fine del XIV e inizio del XV secolo diventa totalmente cortigiana, non si interessa di politica, affari o guerra.
Il popolo nell’alto Medioevo vive seguendo i dettami della chiesa e risente dell’universalità della chiesa e della mentalità teocentrica. Era sottomesso a una gerarchia immutabile (dovere di obbedienza e di seguire l’ordine prestabilito). Con lo svilupparsi di una classe intermedia la mentalità teocentrica non riesce ad essere molto pregnante, si passa ad una mentalità votata all’individualismo e al libero arbitrio.
Le conoscenze culturali dell'epoca
- Nel X secolo si aveva la consapevolezza che esistevano scienze arabe che si sviluppavano approfondendo campi estranei agli interessi romani (matematica, astronomia).
- Tra XI e XII secolo vengono tradotte le opere arabe. Studi di traduzione molto importanti, rendono pubblici i testi arabi che entrano in contatto con conoscenze inesplorate fino ad allora dalla società romana nella penisola iberica. Traduzione: possibilità di ampliamento della conoscenza. Alfonso X scrive la prima storia, un’analisi cronologica della storia ampliando la conoscenza.
- XIII secolo: si configura la letteratura in forma scritta in lingua volgare castigliana. Ammette l’influsso orientale francese e si inizia a diffondere le opere per una lettura a piccoli gruppi o individuale.
- XIV-XV secolo: si sviluppa la narrativa e gli altri generi letterari. C’è una classe di persone che si dedica a scrivere narrativa e letteratura (prima non era scontato). Centri di diffusione della cultura: Monasteri, corte, università e strade.
Letteratura medievale spagnola: caratteri generali e dati particolari
Si afferma così il Castigliano come lingua della penisola iberica. Ci sono le prima manifestazioni con stile paratattico = poche subordinate (caratterizza la letteratura di tipo orale). Molta della produzione può essere definita: imitazione, traduzione o amplificazione di qualcosa di già esistente. Le prime opere imitano cercando di adattare alle necessità della penisola iberica altre forme di generi letterari che arrivano dall’estero.
La caratteristica fondamentale della Spagna medievale è la situazione di continua lotta (la Reconquista dura molto a lungo). Tutta la parte cristiana cerca di riprendere la parte invasa dagli arabi > situazione di guerra che si trasferisce nella poesia epica e nella letteratura (soprattutto prima parte del medioevo) > linguaggio: poco elaborato e con finalità concreta di portare le informazioni dove non si sapeva ciò che accadeva sul fronte della Reconquista.
Nel 1492 viene imposto ai non cristiani di andarsene o di convertirsi > distinzione tra cristiani vecchi (cristianos viejos = cristiani da generazioni) e nuovi (cristianos nuevos = ex musulmani o ebrei convertiti).
Questo influisce sulla letteratura con dei richiami in alcuni autori --> Primo esempio di produzione letteraria scritta: las Jarchas. Sono dei poemi in lingua mozarabes, quindi fortemente influenzata dal latino, base del Castellano primitivo, scritti in lettere ebraiche o arabe. La jarcha è stata la prima opera poetica che dimostra l’esistenza di una letteratura in lingua romanza anche se contaminata dall’arabo e dall’ebraico, sono datate XI sec. Quella che leggiamo è stata trascritta. L’alfabeto era ebraico o arabo. La Spagna durante l’invasione araba è un ponte tra Islam e cristiani, la convivenza è pacifica + commistione di cultura + influenza di temi trattati + metrica. Diversamente da quanto succedeva nella parte cristiana gli arabi erano riusciti a coltivare la cultura e a produrre poesie raffinate e colte + studi non presi in considerazioni dai cristiani (troppo impegnati nella guerra).
Tra le forma conosciute di produzione letteraria troviamo:
- Casida: strofe monorime che cantano la vita nobile e amorosa
- Muwassaah: poesia di tipo popolare con l'inserimento di ritornelli (le jarchas)
- Zéjel: derivati delle muwassaah ma senza le Jarchas, quindi senza ritornelli ed è scritto in arabo.
Le Jarchas sono dei brevi componimenti in una lingua (mozarabes) che sarà la base del Castellano primitivo inserite all’interno di componimenti più lunghi che sono le Muwassaaah. La jarcha è la testimonianza dell’assimilazione delle diverse culture.
Ci sono diverse teorie sull’origine della lirica: una tesi medio latina (la produzione medievale deriva dalla poesia latina) e una tesi arabo-andaluz (apporto arabo nella produzione lirica spagnola). Quest’ultima tesi è avvalorata dalla scoperta de las jarchas nel 1948 da Sterne. La struttura prevede una strofa con una rima propria seguita da 4 o 5 strofe che seguono uno schema di rime baciate diverse tra loro. Vennero scoperte 20 strofette di congedo dal pubblico (la lettura era collettiva, non privata) che servono per salutare il pubblico e quindi riassumono il tema della Muwassaah o possono anche chiosare l’opera (= fare un commento o lettura particolare quasi come una glossa che spiega, amplifica il significato). Vengono datate intorno all’XI-XIII secolo. Questi dimostrano l’esistenza di una produzione in lingua romanza che era autonoma rispetto alla produzione araba ed ebraica.
Anche la parte mozarabes coltivava un suo approccio alla letteratura, alla presentazione della realtà sotto un punto di vista lirico.
La struttura della Muwassaah è: AAABB CCCBB DDDBB EEE (BB) > dove il (BB) è la jarchas.
> Muwassaah: componimenti in lingua araba ed ebraica, canzone amorosa di strofe con 5, 6 versi l’una, dedicata a un personaggio e alla sua celebrazione, personaggi storici o comunque rilevanti. La jarcha invece non è dedicata a un personaggio ma viene spesso introdotta, quindi nella muwassaah c’è un verso che prepara il lettore alla Jarcha. Il fatto che venga introdotta indica che gli altri percepivano che il testo proveniva da due diverse tradizioni. Secondo una teoria le Jarchas sono precedenti alla Muwassaah e sono una tipologia poetica di tipo popolare. Le culture si fondono perché c’è un rapporto pacifico.
La convivenza arabo-cristiana era pacifica e per questo motivo permise la fioritura di queste forme letterarie miste, a differenza dei grandi regni cristiani del nord in cui si era instaurata un'idea di lotta tra le due culture che aveva impedito a questi paesi di dedicarsi allo sviluppo della letteratura, essendo impegnati nella guerra contro gli arabi.
Le jarchas sono importanti perché segnalano la presenza di una lingua vicina al latino ma molto influenzata dall'arabo, in quanto i cristiani che vivevano sotto il dominio arabo non erano costretti alla conversione ma dovevano imparare a comunicare in arabo > contaminazione che si è mantenuta in alcune parole del catalano (ad es. zanahorias). Il Castigliano si impose sugli altri dialetti perché fu la lingua più capace ad adattarsi, la più rapida nel modificarsi e la più semplice da comprendere; essa nell'arco del tempo si è via via modernizzata diventando una lingua franca tra le varie culture iberiche. Le Jarchas sono state scoperte da Stern, in piccolo numero ma sufficiente a testimoniare una letteratura in lingua mozarabe che si diffondeva al pari di quella araba ed ebrea, e che era in grado di contaminare ed influenzare quest'ultime.
- Tematiche principali delle Jarchas: esse non sono né di tema storico né
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