Indice

  1. Combatti o fuggi
  2. Plasticità neuronale
  3. Mind e brain
  4. Rapporto mente-cervello

Combatti o fuggi

I serpenti da sempre hanno rappresentato un pericolo per i mammiferi, infatti i mammiferi da sempre temono i serpenti, addirittura è una paura atavica, esperimenti con macachi che non avevano mai visto serpenti hanno dimostrato che questi alla vista dei serpenti attivavano delle particolari zone, è stato visto quindi che geneticamente avevano paura.
Combatti o fuggi è un meccanismo di sopravvivenza che stimola il rilascio di alcuni ormoni: aumenta battito cardiaco, pressione, glucosio nel muscolo, midriasi e tutta una risposta che prepara l’organismo a fuggire o a combattere. Avviene in maniera molto rapida.
Lo stimolo tramite i nervi ottici e i tratti ottici arriva al talamo e da qui arriva al neocortex, corteccia occipitale, che è la corteccia visiva.
Le vie visive sono connesse anche a un altro nucleo, l’amigdala, che è situata nel lobo temporale ed è un nucleo che fa parte del sistema limbico, l’amigdala risponde prima del neocortex, con una reazione istintiva.

Plasticità neuronale

Tutti questi stimoli esterni possono modificare le strutture cerebrali cioè le connessioni che ci sono tra quelli che sono i nostri neuroni. L’amigdala può subire cambiamenti: dopo la prima volta che ha visto il serpente, può riconoscerlo più prontamente, una memoria inconscia.
C’è anche la risposta freeze, l’organismo può rimanere congelato dalla paura.
Possiamo avere delle risposte anche in organismi semplici come ad esempio:
Aplysia, lumaca di mare, è stata studiata da Eric Kandel. Stimolando il sifone, un’altra parte che si chiama branchia si contrae, quindi si ritrae. La stimolazione del sifone provoca la stimolazione di un nervo sensitivo che rilascia glutammato che va al motoneurone che fa contrarre la branchia. È stato verificato che se lo stimolo è ripetuto, la lumaca risponde di meno, c’è minor rilascio di glutammato.

Mind e brain

Nel nostro cervello non ci sono confini spaziali e temporali, possiamo pensare di essere ovunque e in qualunque epoca senza alcun problema e senza neanche rendercene conto lontanamente.

Rapporto mente-cervello

Il cervello è capace di funzioni molto elaborate: riflettere, ricordare, fare poesia, arte.
Il quesito è: la mente è un prodotto del cervello? È il cervello che produce le funzioni mentali o sono una cosa separata? C’è un dualismo tra le due cose? Ancora non c’è una risposta.
Il primo che ha fatto una distinzione chiara è Cartesio, che ritiene che mente e cervello siano due cose separate senza possibilità di influenza reciproca. Cartesio scrisse “Le passioni dell’anima” e riteneva che l’anima avesse una sua sede nel cervello, nella ghiandola epifisi, pineale. (Riprende le teorie dualistiche di Leibniz). Invece Laplace, che era un empirista, diceva che l’attività mentale è una produzione del cervello. Un’altra posizione dualista più recente è di Eccles, un neurofisiologo australiano premio Nobel. Leibniz diceva: se l’uomo potesse entrare nel cervello, non troverebbe l’ombra di un’emozione, un pensiero, un ricordo.

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