Concetti Chiave

  • Gli esami di secondo livello, come l'uretrocistoscopia, sono più invasivi e necessari quando esami di primo livello non forniscono risultati conclusivi, mantenendo il sospetto di neoplasia.
  • In presenza di un forte sospetto di neoplasia, si utilizza un cistoscopio rigido o un resettoscopio in sala operatoria per effettuare simultaneamente diagnosi e terapia, come la biopsia o la resezione della neoplasia.
  • La resezione vescicale trans-uretrale (TURV) consiste nell'asportazione della parte vegetante della neoplasia, utilizzando un'ansa metallica riscaldata per cauterizzare i vasi sanguigni durante il procedimento.
  • La diagnosi di neoplasia si basa sull'integrazione dei dati provenienti da vari esami, come l'endoscopia e l'anatomia patologica, per una corretta stadiazione dell'invasione locale.
  • Aspetti endoscopici dei tumori vescicali, come tumori papillari e carcinomi in situ, possono rivelare informazioni critiche sulla gravità della neoplasia e sul potenziale aggressivo del tumore.

Indice

  1. Esami di secondo livello
  2. Procedure diagnostiche e terapeutiche
  3. Analisi e diagnosi
  4. Aspetti endoscopici dei tumori

Esami di secondo livello

Se si rende necessario approfondire la natura della massa, ad esempio per stadiarla e definirla meglio o perché gli esami di primo livello non sono stati conclusivi e permane il sospetto di neoplasia, si può passare agli esami di secondo livello, più invasivi, che consistono essenzialmente nell’uretrocistoscopia.

Questa può essere svolta in sede ambulatoriale con cistoscopio flessibile (accertamento con finalità puramente diagnostica) in caso la citologia urinaria sia negativa e l’ecografia non dirimente, ma permane appunto un sospetto di neoplasia.

Procedure diagnostiche e terapeutiche

Nel caso invece ci sia un sospetto molto forte o una quasi certezza di neoplasia (citologia ed ecografia positive), si preferisce utilizzare un cistoscopio rigido o resettoscopio in sala operatoria con paziente in anestesia. In questo caso, nell’atto diagnostico si inizia già anche la prima parte di quello terapeutico (biopsia della neoplasia o asportazione completa della vescica).
Si utilizza, infatti, uno strumento simile ad un cistoscopio, ma più grosso, che presenta un carrello con una slitta manovrabile che può essere retratto o allungato, e su questo è montata un’ansa metallica (filo di tungsteno conformato a U) sulla quale è applicata una corrente elettrica che riscalda il filo. Quest’ultimo abbraccia la neoplasia e ne effettua la resezione. Nel momento resettivo cauterizza i vasi evitando quindi che la vescica si riempia di sangue con conseguente problematica nella visione endoscopica.

Ciò che viene resecata è la parte vegetante della neoplasia insieme alla sua base. Questa procedura prende il nome di resezione vescicale trans-uretrale (TURV).

Analisi e diagnosi

Si analizza poi il materiale resecato per identificare la neoplasia e farne una stadiazione in termini di invasione locale. Spesso anche macroscopicamente all’endoscopia è già possibile, se l’operatore è esperto, farsi un’idea di che tipo di neoplasia si tratta e sulla sua gravità in termini di invasione di parete (neoplasie vegetanti con piccola base d’impianto sono generalmente poco aggressive).

La diagnosi deve sempre essere posta sulla base dell’integrazione di tutti i dati raccolti tramite i diversi esami condotti (endoscopia, anatomia patologica etc).

Aspetti endoscopici dei tumori

In questa immagine è possibile osservare diversi aspetti endoscopici dei tumori della vescica: in alto a sinistra si vede il tipico tumore papillare con aspetto a “cavolfiore”. In alto a destra si può vedere una neoplasia multifocale. In basso a sinistra si vede un carcinoma in situ, che non ha un aspetto particolarmente eclatante come i casi precedenti. Infine, in basso a destra si nota un tumore infiltrante tozzo e voluminoso, il quale è molto molto pericoloso.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la procedura da seguire se gli esami di primo livello non sono conclusivi e persiste il sospetto di neoplasia?
  2. In questo caso, si può passare agli esami di secondo livello, come l’uretrocistoscopia, che può essere eseguita in ambulatorio con cistoscopio flessibile se la citologia urinaria è negativa e l’ecografia non è decisiva.

  3. Cosa avviene durante una resezione vescicale trans-uretrale (TURV)?
  4. Durante la TURV, si utilizza un cistoscopio rigido o resettoscopio in sala operatoria per effettuare una biopsia della neoplasia o l’asportazione completa della vescica, cauterizzando i vasi per evitare emorragie.

  5. Come viene effettuata la diagnosi di neoplasia dopo la resezione?
  6. Il materiale resecato viene analizzato per identificare la neoplasia e determinarne la stadiazione in termini di invasione locale, integrando i dati raccolti tramite esami come l’endoscopia e l’anatomia patologica.

  7. Quali sono i diversi aspetti endoscopici dei tumori della vescica?
  8. Gli aspetti endoscopici includono tumori papillari a "cavolfiore", neoplasie multifocali, carcinomi in situ e tumori infiltranti voluminosi, ognuno con caratteristiche distintive e livelli di pericolosità variabili.

Domande e risposte

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